Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi Mensili: agosto 2009

Colonial style

Vi piace la mia veranda? Classico esempio di Queenslander tardo-simil-coloniale.

Potrebbero prendere questa casa come set per un film sull’occupazione inglese, ma anche no. Il tetto e’ di lamiera.

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Prigione senza sbarre

Io, albino, nato a… il… bla bla bla, annuncio pubblicamente che ho buttato via gli ultimi due mesi della mia vita. Gettati nel cesso per uno stupido errore.

E non e’ ancora finita.

Voi non avete idea, non ne posso veramente piu’ di questo esilio.

Lo sapevate che…

In Giappone la Do.co.mo.  ha istituito un nuovo servizio via sms che avvisa gratuitamente tutti gli utenti dell’arrivo dei terremoti? Ieri sera ad esempio c’e’ stato un falso allarme. Bisognerebbe capire come riescono a prevedere i terremoti (sicuramente sono collegati alle stazioni di monitoraggio, ma vai a sapere come e con che ritardi). In alcuni posti scoppierebbero polemiche sul fatto che si crea panico e falsi allarmi per nulla. In altri invece si ringrazia per il servizio reso e ci si mette al riparo ad ogni sms ricevuto.

Per la Corte europea per i diritti umani Carlo Giuliani fu ucciso per legittima difesa? Bello vedere come si perda ancora tempo sull’argomento ad anni di distanza. Mi tornano alla mente i muri (e non solo) di Padova nel 2001, letteralmente tappezzati di Carlo Vive… e ricordo anche la comicita’ grottesca di alcune “aggiunte” fatte da gente di (evidentemente) destra. Ricordo un  Carlo vive spruzzato su un bidone della spazzatura, cui uno aveva aggiunto sotto Qui dentro. Fin troppo facile. E poi, la mitica Carlo vive scritta su un muro di non ricordo dove, che mi fece quasi cadere dalla bici dal ridere. Un tipo aveva aggiunto Sotto terra – Coi vermi. Geniale.

In Inglourious Basterds Mike Myers recita la parte di un generale chiamato Ed Fenech? Ennesimo omaggio fatto da Tarantino al cinema trash italiano, che solo alcuni rari intenditori anglosassoni riusciranno a capire. A noi italiani invece salta agli occhi il riferimento, e ci chiediamo: quell’Ed sta per Edward o per Edwige? Grande Tarantino e grande Myers, quando Austin Powers entra in scena scrosciano gli applausi.

Le foto subacquee fatte a dieci metri di profondita’ vengono fuori monocromatiche? Che cazzoni, vendono le fotocamere usa e getta resistenti fino a 15 metri, ma si dimenticano di metterci il flash. Cosi’ tu fotografi coralli e pesci coloratissimi, per poi scoprire che in foto sono venuti a varie tonalita’ di blu, totalmente blu. Pure la tua pelle e’ blu, ti manca il cappello per sembrare un puffo. Tutto blu, nel blu dipinto di blu. Cielo grande, Cielo blu. Blu.

Protetto: Il Gran Premio senza capo ne’ coda

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Cinque vantaggi dell’essere donna

Primo vantaggio dell’essere donna: Di solito ti rendi conto che lui non era interessato a te dopo averci trombato. Il dolore dell’essere respinti e’ uguale, ma almeno hai avuto una piccola parentesi di felicita’.

Secondo vantaggio dell’essere donna: Dopo che ci hai trombato e lui e’ scomparso, almeno puoi prendertela con qualcuno (lui). Se sei maschio invece, perdi anni a fantasticare su una che non te la da. E alla fine puoi incolpare solo te stesso.

Terzo vantaggio dell’essere donna: il dolore dell’essere stata respinta potrebbe virtualmente durarti fino alla prossima uscita con le amiche, dove troverai altri maschi che ti gireranno intorno e (se vorrai) avrai la possibilita’ di voltar pagina. Il tuo omologo maschile (altrimenti detto Servo della Gleba) di solito esce con gli amici e passa la serata a desiderare di essere in un altro posto, con un’altra persona. E non combina un cazzo.

Quarto vantaggio dell’essere donna: quando un maschio non risponde ad un tuo messaggio sai per certo che non gli piaci. Se non lo capisci, e’ solo colpa tua. Quando una donna non risponde ad un uomo, vallo a sapere il motivo…

Quinto vantaggio dell’essere donna: ti innamori con molta piu’ facilita’, e quando non ti innamori lo simuli con la stessa facilita’ con cui simuli un orgasmo. Questo perche’ l’innamoramento per te non e’ il motore del rapporto di coppia. Quel posto e’ riservato all’avere un figlio, fine ultimo della tua esistenza dalla Barbie in poi.

Si vede tanto che ho il dente avvelenato?

Che futuro?

Rieccomi a Brisbane. Ieri ho ritirato la macchina aziendale all’aeroporto. Mi hanno dato un Toyota 2400 benzina. Era nella categoria “economiche”. E via, l’effetto serra ringrazia.

Recentemente e’ mancato il padre di un mio caro amico, in Italia. Io sono bloccato qui in Australia (sto diventando residente, non posso lasciare il paese per legge finche’ non mi arriva il visto – pena la perdita del visto), piu’ di una telefonata non ho potuto fare. Mi sento esiliato, impotente. Sono questi i momenti in cui ci si rende conto quanto costi l’essere lontani. Mi dispiace un casino.

E mi metto a pensare. Vedo gente intorno a me, la gente che ho conosciuto in passato e che continuo a incontrare nel mio eterno girovagare. Alcuni seguono la carriera, altri la famiglia. Altri devono ancora capire cosa seguire, altri stanno perdendo tempo e basta. Altri vogliono perdere tempo e basta e ad altri ancora – in fondo – non importa piu’.

E il mondo. Alcuni dicono che in trent’anni vedremo un’altra atomica esplodere da qualche altra parte. Altri che in trent’anni l’acqua salira’ di 30 centimetri. Altri che il mondo sara’ un posto invivibile. Ma intanto, cosa vedo? Il mondo si scopre ogni giorno piu’ cosciente di se’. La rete ha centuplicato i canali di comunicazione, li ha resi multidirezionali, li ha resi (piu’) liberi.
Nuova conoscenza si sviluppa di giorno in giorno, e di giorno in giorno ci ritroviamo a vivere in un mondo piu’ litigioso, piu’ polemico, piu’ ateo, piu’ perso.
La gente non crede piu’, e cio’ mi fa paura. Perche’ in cent’anni il mondo potrebbe essere distrutto, e’ vero. Ma se l’uomo smette di credere, in fondo, tutto questo che importanza ha?
Che la gente segua famiglia o carriera, invecchi ricca o povera. Il futuro, il presente. Andare al lavoro la mattina, tornare a casa la sera. Sprecare il tempo, divertirsi, vivere. L’Inter che ruba 4 scudetti, i Talebani che uccidono. Il nord G8, il sud terzo mondo. La societa’, le regole, lo sviluppo, la figa. Se domani muori e tutto e’ finito, che importanza ha?
Il cane dei miei vicini che spreca le sue giornate chiuso in casa a dormire sul divano. Che importanza ha la sua vita?

Rispondetemi, voi che non credete a Nulla.

Chiuso per ferie

Come da precedente avviso, il blog chiudera’ per i prossimi 6 giorni. Me ne vado ai tropici (che per me sono il nord) a farmi un po’ di mare, ché dopo tre inverni di fila (tranne la breve parentesi malesiana) sono bianco come un…. albino!

Voglio vedere

Diro’ una banalita’, lasciatemela dire.

Stamattina mi sono svegliato e al posto dell’invasor ho trovato tipo un chilo (non scherzo) di carta nella cassetta della posta. Si trattava di una buona dozzina tra depliant, volantini, riviste gratuite, cataloghi di centri commerciali. Un chilo di carta patinata.

Io mi chiedo. Esiste al mondo un governo nazionale che vieti queste cose? Basterebbe mettere una tassa pesante sulla pubblicita’ spedita a mezzo cartaceo: se un foglio di carta nella cassetta della posta costasse 3 dollari (o euro che siano), e voglio vedere io.toyota_prius_with_solar_panels

Allo stesso modo basterebbe aumentare il prezzo della benzina di un dollaro (o euro che sia) al litro all’anno, per i prossimi dieci anni. Le case automobilistiche devono tirar fuori macchine che fanno 100 Km con un litro, devono. Ibride con le celle solari sul tetto, cazzo. E chi non ha i soldi per pagarsi la benza vada in bici, o in bus. Mezzi pubblici privatizzati, che fioccherebbero con l’aumento della domanda. E voglio vedere io.

Io aumenterei pure del 20% all’anno il prezzo dell’elettricita’ domestica derivata da fonti non rinnovabili. Voglio vedere pannelli sui tetti, voglio vedere eliche sui tetti, voglio vedere nuove tecnologie fioccare di continuo, voglio vedere la gente nel suo piccolo evitare gli sprechi, voglio vedere aziende private che producono energia pulita nascere sul mercato. Voglio vedere l’economia spingere le universita’ per fare ricerca, voglio vedere un nuovo rinascimento dell’umanita’.TruckSmoke109_1_1

Voglio, voglio, voglio. Ma intanto, mi trovo ogni giorno carta patinata nella cassetta della posta, faccio i 15 Km che mi separano dal lavoro in macchina perche’ in sta citta’ di merda non esistono mezzi pubblici, e ogni tanto devo mettere pure il ricircolo dell’aria perche’ davanti a me ci sono camion o auto degli anni ’70 che vomitano nuvole nere di smog dalla marmitta.

Fosse vivo Dante, avrebbe aggiunto il Girone degli inquinatori al suo Inferno.

PS: Ho notato che nessuno vota i miei post con le “stelline” che compaiono quando cliccate per vedere i commenti. E’ che la cosa non interessa, o siete semplicemente orbi? Fatemi sapere, in caso tolgo la funzione.

Ignorance is bliss – take 2

Una tipa che conosco si e’ rifatta le tette. Niente in contrario, se non fosse che poi mi vedo una sua frase su Facebook:

Io sono solo quello che sono, non quello che la gente vuole che io sia.

Ora, ragionate con me. Perche’ una si rifa’ le tette? Per piacere, giusto? In un mondo asessuato non ci sarebbe motivo per interventi estetici di questo tipo, no? Perche’ una deve volere le tette piu’ grosse, se non per piacere di piu’?

Uhm.

Io sono come sono, non quello che la gente vuole che io sia. Ma ho le tette rifatte, perche’ ho voluto diventare come io penso che i maschi mi vogliano, cioe’ con le tette piu’ grandi. Quindi io ero diversa, ma sono diventata qualcos’altro perche’ pensavo che la gente mi avrebbe apprezzato di piu’. Dunque io non sono come sono, ma sono quello che io penso che la gente voglia che io sia.
Esattamente il contrario di quello che ho scritto su Facebook. Esattamente il contrario di quello che io penso di essere.

E’ divertente vedere come la gente sia condizionata dall’ambiente e dalla societa’ (io compreso e io per primo, figurarsi) ma non se ne renda conto. E anzi, sia proprio convinta del contrario, cioe’ di avere liberta’ di scelta.

Dieci piccoli indiani

Ne restera’ solo uno.
Dei blogger che seguo,
naturalmente.

In principio era Stormeyes, che una volta trovato l’uomo ha perso gli stimoli e ha smesso di scrivere nel suo blog.

Poi fu la volta di Skippu, che si e’ invece stancata di riportare delle sue disavventure amorose in fotocopia.

Akanishi ha chiuso i battenti subito dopo. Perse le tematiche giappe ed esauritasi la vena polemico-ambientalista, e’ probabilmente alla ricerca di un nuovo bandolo della matassa. Aspettiamo fiduciosi che lo trovi, ma intanto.

Dopo di lui a gettare la spugna e’ stato Eppols, per la stessa ragione di Stormy. Pure lui si e’ trovato la donna e ha perso i fluidi vitali (e’ un doppio senso, si).

Recentemente pure Tonari sembra aver perso il filo, e infatti pure il suo blog e’ in silenzio stampa.

Solo io perduro nella buona e nella cattiva sorte, solo o (male) accompagnato, solo o (bene) accompagnato, in qualsiasi situazione climatica emotiva o spaziotemporale. Come Highlander, dovrete tagliarmi la testa per farmi stare zitto. O molto piu’ semplicemente, non alimentare il mio contatore di presenze e lasciarmi spegnere come un falo’ non alimentato.

Fatto e’, pensavo, che probabilmente scrivo perche’ ho tempo da perdere. Se – per fare un’ipotesi – lavorassi fino alle 9 di sera, non credo avrei il tempo di aggiornare questo blog. Una decina di mesi fa ero in Giappone ed ero sempre in giro. La mia vita era piena di esperienze e di stimoli, e pure io scrivevo a malapena un post a settimana.

Forse chi tiene un blog non e’ in pace con se stesso.

歩いても歩いても

Tanto per raccontare qualcosa di banale e visto che tanto siamo in agosto e nessuno mi legge, ieri sono andato a vedere Aruitemo aruitemo, il film di cui parlavo nel post precedente.aruitemo

Il film e’ incredibilmente profondo e di una normalita’ toccante. Lascia esterrefatti vedere come i giapponesi siano in grado di produrre gioielli di assoluta poesia e contemporaneamente fare cagate fenomenali tipo certi splatteroni o certa (il 99%) J-Pop. Ma lasciamo perdere, che noi italiani a mescolare arte e spazzatura siamo anche piu’ bravi di loro.

Una cosa che mi ha lasciato a dir poco perplesso e’ stata la freddezza con cui si trattano i componenti della famiglia protagonista di questo film. Migliaia di cose non dette, formalita’ inutili tra consanguinei, e quella innaturale distanza che non pensavo i giapponesi tenessero anche con i propri consanguinei. Un esempio? Madre e figli che si salutano con una stretta di mano, pazzesco. Io quando torno in Italia e vedo mia madre all’aeroporto le corro incontro e la abbraccio, la bacio, la stringo e la prendo in braccio, poi lei mi da una sberla e mi dice di metterla giu’… uguale no?

stillwalking_forwebLa giappina che viene in Australia di cui sotto, ieri sera al telefono mi raccontava la seguente notizia. In pratica questo weekend aveva pensato di tornare a casa dei suoi per prendersi la valigia grande e un paio di cose che deve spedire a sua sorella quando sara’ in Australia (la sorella vive a Sydney). Beh, i suoi vivono a un’ora di treno da Tokyo, e si sono visti l’ultima volta durante la Golden week a fine aprile. La prossima volta che si vedranno sara’ capodanno.
Sua madre le ha detto che non vale la pena che vada fino a li’, che e’ piu’ comodo se invece le spedisce la roba a Tokyo. Motivo? Il padre deve andare a giocare a tennis e lei (la madre) e’ impegnata, per cui se la tipa va a casa dei suoi questo weekend non trova nessuno (notare che i suoi sanno che doveva tornare da almeno un mese).

1525Cioe’. Ve li vedete due genitori italiani che non vedono la loro figlia da mesi e che perdono l’occasione di passare un weekend con lei perche’ hanno i cazzi loro da farsi? Poi ci si stupisce se i giappi sono freddi.

A questo punto, lasciatemi porre la domanda fatidica, che poi e’ il punto cui volevo arrivare. Una giappina cresciuta con questo esempio di genitori-estranei potrebbe anche essere una discreta madre, ok, ma potrebbe mai essere una mamma come la intendiamo noi?

BIFF

Esimiiii(i) lettori,

Dovete sapere che a dispetto della mia tanto decantata venezianita’, io non ho mai avuto palle di farmi 2 ore di vaporetto per andare al Lido a vedermi i film della mostra del cinema. Eppero’ dovete anche sapere che da quando sono qui non mi perdo un’edizione dell’ analogo festival di Brisbane.

Vi dico la verita’, come festival del cinema il BIFF (Brisbane International Film Festival) e’ abbastanza poverello. Ma almeno ci si puo’ andare in macchina, evitandocisici la piaga disumana dell’arrivare al Lido di Venezia di cui sopra. Ci fosse la metropolitana sublagunare che vuole Brunetta sarebbe tutta un’altra cosa, ma figurarsi se quei trogloditi isolani dei Veneziani d’acqua l’accetterebbero mai. Meglio vendere maschere e inculare i turisti che riportare quel grande parco a tema storico ad avere la dignita’ di citta’ che Le compete. Ma non sono qui per parlarvi di questo, bensi’ dei film che mi vado a vedere questa settimana. Qui sotto potete vedere le tre opere (?) che ho accuratamente selezionato.

Moon MorphiaaruitemoNaturalmente il film giappo non poteva mancare… piu’ per la lingua che per altro eh… la storia non sembra poi cosi’ eccitante.
Non che ci fosse scelta: il festival di quest’anno propone un solo film giapponese, due coreani (uno lo volevo vedere ma quella sera sono impegnato) e un solo film cinese… un po’ poverella ’sta scaletta, contando che qui siamo in area Asia-Pacific. Sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di piu’. In compenso c’e' tanta Bolliwood (e se il mio amore per il Sol Levante e’ noto a tutti, la mia assoluta e dogmatica indifferenza verso il mondo indiano credo sia proverbiale) , tanta Francia (esplodessero domani), tanta Australia (pfui).

Film italiani? Nessuno. In compenso abbiamo molte co-produzioni (italofrancese, italosvizzero, italotedesco, Italosvevo). L’unica produzione in italiano prodotta in Italia e’ un documentario sulle estensioni di capelli, girato (te pareva?) in India.

Vabbe’, io intanto vado a vedermi ‘sti tre. Almeno sta settimana ho tutte le sere impegnate, cosa che non capita di frequente qui nel Queensland da quanto Matteo Cava ha lasciato il luogo… ;-)

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