Dunque, facciamo il punto.
Vespa invita il presidente del consiglio per l’inizio della stagione tv, come fa da 15 anni. La RAI sposta Ballaro’ di un paio di giorni, e la stampa titola che siamo in un regime (ma se fossimo in un regime, come avrebbero potuto scriverlo?!).
Il governo incarica la protezione civile che delega la provincia di Trento e la croce rossa di costruire delle cazzo di case. La stampa titola che la provincia di Trento e la croce rossa hanno fatto le cazzo di case e che il governo se ne e’ arrogato il merito.
Vengono consegnate delle case definitive e la stampa titola che dopo il terremoto del trentino hanno fatto prima. Solo che si dimenticano di dire che in Trentino erano case di legno, temporanee.
Muoiono sei soldati. Bossi dice “spero tornino a casa a Natale”, la stampa titola “Bossi spacca il governo”. Per chi non parla l’italiano, qui un utile tool per tradurre il verbo sperare. Magari in un’altra lingua lo capite, non so.
Stavo pensando.
Che brutta vita quella della persona che spera di far cadere un governo democraticamente eletto con ogni mezzo, lecito o illecito. Credo sia una cosa proprio italiana (in generale, indipendentemente dal credo politico o dal tifo sportivo) quella di non riuscire ad accettare la sconfitta.
Esattamente il contrario dei giapponesi, che accettano con onore, non si lamentano e cercano solo di migliorare per vincere alla prossima occasione. Noi invece si recrimina, si sbraita, si rompe il cazzo. Pur di far cadere Berlusconi siamo arrivati persino a sputtanarci in Europa (vedi la pagina comprata da Di Pietro sul Sun).
Eppure, cazzo. Se fossimo in grado di mettere via tutto quest’odio. Se la si smettesse di fare polemica, se si iniziasse a costruire il futuro. Se ci si presentasse con qualcosa di nuovo e di votabile alle prossime elezioni… non sarebbe meglio per tutti?
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