Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi Mensili: maggio 2011

Con la sfera di cristallo

So che alcuni stanno aspettando un commento sulle recenti elezioni comunali. Il mio pensiero si riduce a un semplice punto: Berlusconi ha perso, le promesse al vento non funzionano piu’, lo spauracchio del comunismo non spaventa piu’, il controllo dei media fa acqua da quando la rete ha preso piede.

A Milano ha vinto Pisapia, un candidato equilibrato, mi piace. Speriamo faccia bene, perche’ Milano al momento e’ abbastanza inguardabile. Mi piacerebbe chiudesse il centro alle auto, sarebbe una bella cosa. Con le due nuove linee di metro firmate dalla Moratti, e magari buttando su una bella rete di bus, tram e people mover, nel giro di due mandati si potrebbe avere una citta’ totalmente car-free, come il centro di Tokyo dove vedi girare quasi solo taxi. Lo so, sto sognando ad occhi aperti (ma che volete farci, lavoro nel ferroviario…).

A Napoli invece ha vinto la rottura con il passato. De Magistris si poneva come uno che non scende a patti con la camorra e coi poteri consolidati: sono contento che i napoletani l’abbiano scelto. Auguro a De Magistris di riuscire a fare la raccolta differenziata, sarebbe una bella cosa per la citta’. Speriamo bene.

Previsioni per il futuro? Se il referendum non raggiunge il quorum (e non lo raggiunge, secondo me) il governo usera’ quel risultato per dire che la sinistra e’ ancora minoranza nel paese, e non cadra’ il governo. Se passa il referendum e viene cancellato il legittimo impedimento, allora cade il governo, Berlusconi fugge ad Antigua, Montezemolo scende in politica col terzo polo, la sinistra vince le elezioni, Bersani diventa premier, il PdL scompare, e il terzo polo diventa il nuovo centrodestra del paese.

Ma il referendum non passera’, poco ma sicuro. Se il quorum arriva al 40% e’ tanto.

La primavera insiste la mattina

Vi e’ mai capitato di fare seratona la domenica sera, tipo ritrovarsi dalle birre del pub a mangiare pesce crudo e bere sake in uno standing bar, mentre fuori imperversa un tifone? E tipo fare l’una di notte, riuscendo a tornare non si sa con quali gambe?

E vi e’ mai capitato di dovervi svegliare alle sei e mezza, il giorno dopo, perche’ avete l’annuale visita medica aziendale? Svegliarvi con lo stomaco a dir poco sottosopra, fare un lunghissimo viaggio in treno in piedi, nella calca del lunedi mattina, zuppi di sudore, per ritrovarvi in questa clinica diciamo a Yokohama, unico straniero in mezzo a file di giapponesi in camice azzurro e ciabattine di spugna?

E anche voi, naturalmente, col camice azzurro, in fila. By the way, vi e’ mai capitato di avere i conati di vomito mentre vi prelevano il sangue?

Ecco. Tutto questo per dire che il post di oggi non avra’ luogo. O l’ha gia’ avuto, forse.

Bella scoperta

Oggi se avete tempo vorrei che leggeste questo articolo, compresi i commenti dei lettori, e mi diceste cosa ne pensate. Secondo me la frase “Lei è la ragazza del dopo mezzanotte, grassottella, collo taurino, braccia da camallo, quella con cui non ti faresti mai vedere in pizzeria ma che dopo la terza birra a ora tarda non ti dispiace più come prima” non e’ assolutamente sessista ne’ maschilista, e neppure disgustosa come commentano molti lettori (e soprattutto lettrici, a onor del vero).

Anzi, credo che l’articolo riassuma bene la tesi dell’accusa, soprattutto dal punto di vista del profilo di Ivano Russo: uno sfigatone che se la fa con le ragazzine, uno cui “va ben tutto purche’ si trombi”, anche se la tipa in questione e’ una con cui non avrebbe mai una storia seria.

Il giornalista secondo me ha riassunto in maniera egregia la ricostruzione dei fatti: Ivano riteneva Sabrina un cesso ma se la ciulava perche’ non aveva di meglio tra le mani, e infatti lei ci soffriva, soprattutto perche’ sapeva che lui avrebbe preferito la cucina magra e piu’ carina, che probabilmente faceva pesare alla cugina la sua avvenenza. Fine della storia. Non ci vedo niente di sessista in tutto cio’, e francamente dire che il giornalista e’ “disgustoso” perche’ porterebbe le giovani all’anoressia mi pare una scusa pretenziosa per coprire qualcos’altro. Tipo il fastidio nel sentirsi dire che molti maschi sono attratti dalle magre.

Bella scoperta.

Shinkansen approaching Tokyo station

Fatta dal Marui (OIOI) building di Yurakucho.

Il G7+1

Non so se ieri abbiate dato un occhio a quella cosa immonda dotata di schermo che tenete in salotto, ma se non sapete le ultime ve le racconto io: a Deauville, in Francia, si e’ tenuto il G7+1.

…Si si, ok. Lo so, dalle vostre parti si chiama in modo diverso, si dice – mi sembra - G8, se non sbaglio. Strano, perche’ qui in Giappone stamattina e ieri sera i TG hanno riportato la notizia dell’incontro, parlando delle nazioni e dei leader di sette paesi, non otto. Compresa la sfilata, la passeggiata, tutto. Sette leader: ne mancava uno, indovinate chi?

Vi do un aiutino: e’ l’unico col lifting, i capelli finti, il cerone. L’unico che in mezzo a persone di un certo livello sembra un attore di telenovelas. Tirato e pittato peggio di Claudio Baglioni, con quella pelata mal coperta da righe di capelli palesemente finti che sembrano unti, disegnati. L’unico che va all’estero a straparlare di fantomatiche “dittature” di “giudici di sinistra”.

I giapponesi, si sa, non capiscono certe cose. Loro guardano all’insieme, all’armonia, alla foglia perfetta del bonsai, alla piega perfetta dell’origami o del kimono, alla bellezza cosmica di un giardino zen o di un ikebana. Non per nulla nella loro lingua si usa la stessa espressione per dire “diverso” e “sbagliato”. E infatti quello che non capiscono lo eliminano, fanno finta che non ci sia. Vien da se’ il motivo per cui in questo incontro abbiano censurato le immagini del povero Silvio: per puri e semplici motivi estetici, perche’ rovinava l’armonia, la serieta’ dell’incontro. Come una foglia secca in un bonsai, appunto.

Solo che con Berlusconi e’ stata censurata l’Italia intera, la quale Italia non e’ mai stata nominata, salvo in un’occasione: quando si e’ parlato del nucleare e il reporter ha sottolineato come il nostro paese (“il paese del famoso Berlusconi”, e’ stata definita, e quella parola, "famoso", non mi pareva un complimento) sia l’unico del gruppo ad aver abolito il nucleare a parole, salvo poi importare energia prodotta col nucleare dalla Francia. Praticamente, l’unica volta in cui siamo stati nominati e’ quando ci hanno dato degli ipocriti.

Perche’ l’armonia cosmica si raggiunge anche preservando le regole immutabili dello stereotipo, tipo quello sull’italiano medio, che ti intorta con nobili parole, mentre dietro le spalle si dimostra essere sempre la solita vecchia canaglia, un po’ opportunista, un po’ truffaldino, un po’ mafiosello.

Da Tokyo (con disperazione) e’ tutto, a voi la linea.

Di bacchette e Purezza della razza

Non mi stanchero’ mai di dire quanto mi stia sulle palle l’atteggiamento dei giapponesi quando si trovano a parlare con uno straniero che pronuncia anche una sola, singola, stronza parola nella loro lingua. Questo il discorso tipico – ma che dico tipico, automatico – tra un giapponese J e uno straniero S.

J: (frase qualsiasi detta in inglese stentato o in giapponese).
S: (parola qualsiasi detta in giapponese. Ne basta una sola, tipo arigatou o sumimasen, o anche un semplicissimo konnichiwa)
J: 日本語上手ですねー! (trad: ma che bravo che sei in giapponeseeee!)

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Il ritorno di Merdaman

Non so se l’ho mai rivelato, ma anni fa la mia ultima ex italiana usava chiamarmi "Merdaman". Il post di oggi penso sia un esempio eloquente del perche’.
La storia comincia (e finisce) via mail. Si sta pianificando un’uscita tra italiani, ma uno di noi ha la moglie (giapponese) in procinto di partorire. Ecco lo scambio di messaggi tra Tizio, Caio, Sempronio e albino.

Tizio: Usciamo domani sera, oppure il 30, il 31?
Caio: Io finisco tutti i giorni alle 19:30. Dopo quell’ora ci sono.
Sempronio:
Il giorno che ci han detto i medici per il parto di mia moglie è il 2, giorno più giorno meno… Per ora sono libero pure io 30, 31 e 1 ma magari devo dare buca all’ultimo… albino decidi tu, dai.
albino: Ok, allora facciamo domani.

(Il giorno dopo)
Sempronio: Stamattina mia moglie si e’ svegliata con dolori inaspettati, stiamo andando in ospedale.
albino: Se e’ maschio lo portiamo direttamente a fighe stasera! Dal produttore al consumatore!
Sempronio:
LOL.

(PS: E’ maschio).

La stoffa del blogger

Io oggi in teoria non avrei nulla di interessante da scrivere, modello elettroencefalogrammapiatto, o come diavolo si scrive. Ma siccome bisogna, ho deciso che devo tirar fuori una magggia dal cilindro. Sapete com’e’: la stoffa del blogger e’ qualcosa che o ce l’hai, o non ce l’hai. Io, modestamente, ce l’hai.

E dunque. Visto che mi si chiede a gran voce di parlare di Sydney(in realta’ credo me l’abbia chiesto una sola persona, lol) oggi inizierei a introdurre una piccola… introduzione (appunto) della citta’. Allora, dovete sapere che Sydney e’ la citta’ piu’ grande d’Australia, cinque milioni di abitanti, blablabla, clima fantastico, come lo volevo io: inverno corto e piacevole (ora siamo a fine maggio, che equivale alla fine di novembre del nostro emisfero, e le temperature di oggi sono +23 di massima, +9 di minima), e per il resto spiaggione a go-go.

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Due pensierini

Pensierino uno.
Stavo dando un’occhiata alle opzioni abitative che mi aspettano a Sydney. Avevo dimenticato il gusto per il vecchio e l’orrido tipicamente australiano, tipo le moquette ammuffite o le cucine di vent’anni fa, o le finestre con vista sul muro di mattoni della casa a fianco. Il tutto allo stesso prezzo del nuovo: praticamente l’opposto del Giappone (vedi al punto 5). Comunque sia, rispetto a Tokyo c’e’ carenza estrema di trasporto pubblico, le distanze sono diverse (appena fuori dal centro c’e’ la morte sociale, di sicuro, come nel resto d’Australia) e bisogna stare attenti perche’ corre voce ci siano alcune zone malfamate (e lo dice uno che vive a Gotanda). I prezzi sono piu’ alti a Sydney, naturalmente, ma questo e’ anche legato agli stipendi. Per la cronaca, uno stronzissimo due camere da letto di 55mq a quindici minuti di treno dal centro city viene 600 dollari, che al cambio attuale sarebbero sui 450 euro. La settimana, naturalmente.

Ecco alcuni esempi: questo e questo. (per calcolare l’affitto mensile dovete prendere quello settimanale e moltiplicarlo per 4,3. Al cambio attuale per avere gli euro dovete dividere per 0,74, nda)

Pensierino due.
Leggendo le ultime su don Seppia. Il papa fa la benedizione, e vabbe’. Il cardinale dice che in curia non ne sapevano niente, e vabbe’. Ma le frasi sataniste, le bestemmie, gli atti sessuali… cioe’, io mi chiedo: almeno una bella scomunica, un atto vecchio stile come si faceva una volta, no? No: scomunicano Milingo, perche’ si e’ sposato, mentre il Seppia… sospeso?!? Cioe’, la chiesa e’ passata dal condannare al rogo senza tanti complimenti, al lavarsene le mani di fronte ai mostri. Una via di mezzo, no? Due parole di condanna sarebbero un atto dovuto, dai, capisco tutto ma in fondo siamo di fronte a un pervertito seriale. Sfido io che la gente si incazza: almeno un piccolo, misero anatema contro quel porco schifoso come minimo ce lo si aspetterebbe. Tipo quelli che fanno contro le coppie gay o il testamento biologico, per dire.

Kitkat al tiramisù!

Promette tanto e mantiene tantissimo! Forse un po’ troppo dolce…

Tanto per curiosità

Visto che Klauss-Kahn in America rischia fino a 75 anni di galera per essere saltato addosso ad una cameriera… no, tanto per curiosita’… quant’e’ che ne rischia don Seppia da noi?

Baruffe chioggiotte, a Tokyo

Ieri sera ho assistito alla mia prima rissa da quando calco suolo nipponico. Ero con un amico in un pub a caso di Shibuya, quando ad un certo punto due tipi iniziano a ingrovigliarsi e a riempirsi di pugni. Dopodiche’ interviene l’amico di uno dei due, alto tipo due metri e largo tre. Barba, pelato, grosso, cattivo, e soprattutto australiano.

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Di zoppi, nostalgia e metonimia

Ci sono giorni in cui uno dovrebbe astenersi dal tenere un blog, perche’, come dire… avete presente quando non hai proprio un cazzo da scrivere? Ecco, oggi e’ uno di quei giorni li’.
Cioe’, a dire il vero qualcosa ci sarebbe. Ma non so quanto potrebbe interessare il fatto che io mi stia chiedendo da settimane come mai qui a Tsurumi (la parte di Tokyo dove lavoro) sono tutti zoppi. Sul serio. E’ successo quasi per caso, un giorno mi sono ritrovato a camminare con uno a destra che zoppicava, e una a sinistra che zoppicava pure lei. Ho iniziato a farci caso, e mi sono reso conto che nel mio treno della mattina ogni giorno c’e’ tipo una persona su dieci che zoppica, o ha qualche altro tipo di handicap legato a tremolio/spasmi/ecc. Che ci sia qualche particolare difetto genetico nella prefettura di Kanagawa? O magari e’ solo la fantomatica omologazione giapponese? Pensateci: magari tutto e’ partito da un solo zoppo e dal detto “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Tra l’altro una settimana fa mi e’ venuta una fitta al ginocchio mentre camminavo, forse mi sto omologando pure io. Nessuno ha fatto caso al fatto che zoppicassi, forse mi ero mimetizzato nella massa. O forse nessuno mi caga a prescindere, chi lo sa.

Sto soffrendo un po’ la mancanza di espansivita’ dei giapponesi. Al lavoro e’ una noia, nessuno si parla, tutti affossati sul pc a fare chissa’ cosa. Quando ci si incontra nei corridoi, solo un breve inchino di saluto, o al massimo un すみません quando ci si passa a fianco. Manco quando ci si introva nella cucinetta ci si parla. Boh.

Il terremoto ha fatto danni incalcolabili, ma una cosa buona l’ha portata: i giapponesi hanno aperto le tende e spalancato le finestre. La crisi elettrica ha costretto la mia azienda a spegnere i condizionatori d’aria e le centinaia di luci che brillavano sul mio soffito (troppe, sul serio. Una tubo alogeno ogni cinquanta centimetri: quando sono stato assunto mi e’ venuta la congiuntivite, giuro, roba da occhiali da sole). Ora luce e aria entrano da fuori, e si sta dieci volte meglio.

Il lato negativo di questa configurazione e’ che si puo’ vedere fuori, cosa che prima non succedeva perche’ le tende erano chiuse. E a me viene una nostalgia bastarda, perche’ si vede il cielo azzurro con le nuvolette, e gli uccellini che svolazzano. Sapete che ho un debole per i cieli azzurri.

E la nostalgia poi si mescola con la nera amarezza della disperazione piu’ cupa, perche’ sono qui, in questa gabbia chiamata ufficio, mentre in lontananza vedo il tetto della scuola superiore femminile di fianco alla mia azienda, e penso alle migliaia di gonnelline a pieghe (e scusate la metonimia) che la popolano. Sapete che ho un debole per le metonimie, soprattutto quando scambiano il contenitore per il contenuto.

Ah, l’amour. Ah, la japine.

Elezioni, Brambilloni ed esperimenti sugli animali

Pisapia vince il primo round a Milano. I giornali riportano che nel PdL e’ in corso l’esame di coscienza, perche’ – dicono – si e’ radicalizzato lo scontro parlando troppo di temi nazionali e troppo poco dei problemi di Milano. Infatti, Berlusconi il giorno dopo dichiara “se vince Pisapia porta i centri sociali in consiglio comunale”… o una stronzata del genere, non ricordo bene. Senti maaaa… non bisognava parlare dei problemi di Milano? Non bisognava smetterla di radicalizzare lo scontro?

Dall’altra parte, il PD. A me, devo dire, Bersani sta simpatico. Mi piace soprattutto come ride di gusto quando Crozza lo imita. Solo che Bersani ha un difetto: non legge il blog di Grillo. Cosi’ quando dichiara che il M5S non puo’ restare bambino per sempre e deve decidere se stare di qua o di la’, dimostra di non aver capito che i grillini non vogliono allearsi per governare: vogliono solo installare webcam nei consigli comunali, sputtanare inciuci, fare pulizia, fare le loro proposte, fare casino in questa politica incapace e corrotta, eccetera. Se si alleano con qualcuno la prossima volta prendono lo 0%! (ma forse e’ quello che vuole Bersani).

Dall’altra parte, Fini e Casini che prendono briciole (soprattutto FLI, disastroso). Sfido io: qualcuno gli vada a dire che oggigiorno bisogna schierarsi, o di qua o di la’, o da nessuna delle due parti; ma dirlo chiaro e tondo, a una sola voce. Non si puo’ dire di essere di destra e contemporaneamente stare con Rutelli, e fare l’occhiolino alla sinistra. Fini doveva dire, chiaro e schietto: ci presentiamo da soli, col terzo polo, alternativi al PD perche’ siamo di destra, ma anche al PdL perche’ quelli sono populisti eccetera. Poi, per i comuni che vanno al ballottaggio, i nostri elettori scelgano se andare al mare o se votare il cazzo che vogliono, perche’ noi siamo alternativi a emtrambi gli schieramenti e se perdiamo non ci alleiamo con nessuno. Fine del discorso. Invece no: stiamo di qua, stiamo di la’, boh, chi lo sa, dipende da caso a caso, falchi, colombe, partito spaccato e menate varie. Gianfra’, non e’ che puoi farti votare sulla fiducia, se gli elettori non sanno dove vuoi andare non ti caghera’ mai nessuno!

In USA invece c’e’ Dominique Strauss-Kahn, il direttore dell’FMI (cioe’, tipo il Capo del mondo), che e’ stato arrestato per tentato stupro. Bello vedere come l’opinione pubblica sia spaccata tra quelli che sono sicuri che sia colpevole, e quelli che sono sicuri che sia tutto un complotto di Sarcosi’. Ricorda qualcosa? A me si. Bello soprattutto quando leggi in rete e scopri che la gente oggigiorno ha la verita’ in mano e sa tutto come se fosse stata presente in quella stanza (colpevolisti e innocentisti, tutti). Ma la vera notizia e’: minchia ma in USA per stupro ti danno 30 anni di galera?! In Italia non te li danno manco se fai una strage.

Nel frattempo passa in sordina la notizia che quest’anno il turismo in Italia segna meno 14,5%. Per fortuna che abbiamo il Brambillone li’, col capello infuocato e la coscia al vento. Andate a guardarvi il sito www.italia.it: una m-e-r-d-a, quattro informazioni in croce, inutili, non indicizzate su google, una vergogna. Il sito Dagospia proprio ieri denunciava che i B&B italiani sono di gran lunga l’accommodation preferita dai i turisti stranieri (e vorrei vedere: prezzi abbordabili, natura, cucina casalinga, alcuni poi sono bellissimi!). Ma naturalmente nel sito del Brambillone non vi e’ alcun accenno ai B&B: si parla solo di Venezia, Roma, Firenze, le solite cazzate che se ne voglio sapere basta che mi apra wikipedia e sono a posto. O che mi compri una lonely planet. Ma il bello del sito e’ il costo dello scherzo: sette milioni di euro, stando agli ultimi aggiornamenti. Io vorrei sapere, ma quanti server hanno comprato, ottocento? E chi li gestisce, un consulente della NASA? Conosco gente che l’avrebbe potuto far meglio con un paio di cento euri. Pero’ viene proprio da chiedersi chi sia l’azienda che si e’ inculata quei soldi, e in cambio di cosa li abbia presi, e chi sia quello dell’entourage del Brambillone che si e’ spartito le fette della torta. E’ una vergogna.

Ma forse non tutto il male vien per nuocere, cari lettori. Forse abbiamo trovato un modo per avere delle indicazioni importanti sulle effettive pulsioni sessuali di Stauss-Kahn, e finirla con questa insulsa diatriba tra colpevolisti e innocentisti.
Non e’ che qualcuno potrebbe chiudere per un paio d’ore il Brambillone nella sua cella?

Come sa di vegemite lo toast altrui

(In sottofondo: Rullo di tamburi)

And the winner is….

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