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Il posto dove non farsi tatuaggi (ne’ troppe domande)

Perso nel mezzo della campagna giapponese (per lavoro) in un hotel a una centocinquantina di km da Tokyo, stavo guardando la tv. Danno un programma di attualita’-approfondimento dove ognuno (gente famosa + gente "comune") dice la sua su un tema in particolare. Questa sera il tema sono i tatuaggi, che come forse sapete in Giappone sono un tabu’.

Tagliando corto: i mafiosi giapponesi (la yakuza) storicamente usa(va)no tatuarsi la schiena, per cui in Giappone vige la regola per cui tatuaggio = mafioso. (in Giappone purtroppo non esistono le mezze misure, sigh). Di conseguenza, ad esempio, da queste parti chi ha un tatuaggio non puo’ entrare in piscina.

Alla trasmissione hanno partecipato alcune giappine tatuate. Durante la trasmissione le hanno ovviamente attaccate senza sosta in maniera diretta e indiretta, e hanno fatto partire un paio di servizi. Nel primo si raccontava di una che e’ stata licenziata perche’ un giorno il capo le ha intravisto un tattoo sul collo mentre era chinata. Nel secondo, una madre con un tatuaggetto sull’avambraccio (fatto da ragazzina) che ora se lo fa cancellare (con tanto di operazione e cicatrice in bella vista in tv) perche’ ha due figli e (1) non puo’ portarli in piscina nonche’ (2) le altre madri la evitano e non vogliono che i loro figli giochino coi suoi.

Ora, questo il programma. Fosse successo altrove, magari gli ospiti si sarebbero chiesti il PERCHE’ e avrebbero discusso sui motivi di questi comportamenti. Perche’ in Giappone e’ vietato il tatuaggio in piscina? Perche’ un datore di lavoro puo’ permettersi di discriminare una persona solo perche’ ha un tatuaggio, e lei non fa ricorso? Invece, da queste parti si listano i fatti e si giunge alle conclusioni senza mai mettere in discussione la regola. Senza mai chiedersi il perche’.

A me questa patologica incapacita’ di mettere in discussione anche la piu’ stupida delle regole mi ha sempre mandato in bestia. In Italia secondo me stiamo troppo attenti a far tutti contenti e tendiamo a perdere di vista gli obiettivi, impaltanati come siamo a cercare di spiegarci le cose. Ma qua, cazzo, e’ una cosa insopportabile.

L’altro giorno tra i commenti alcuni mi rimproveravano di aver scordato troppo presto i difetti del Giappone, e i motivi per cui nel 2011 ne ho avuto abbastanza. Scusate, avete ragione: ora ricordo.

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15 risposte a Il posto dove non farsi tatuaggi (ne’ troppe domande)

  1. Glamis lunedì 29 ottobre 2012 alle 9:33 pm

    Questo forse è uno dei problemi più visibili per noi occidentali sì.
    A questo proposito (non so se già lo sapevi) un tuo omologo ex-emigrato in Giappone, Mattia Butta, ha scritto proprio un ebook sui motivi per non vivere nel paese del Sol Levante.

    Alcuni sono molto ben delineati, incluso questo dei tatuaggi.

    http://www.butta.org/?p=11984

  2. Raul lunedì 29 ottobre 2012 alle 10:33 pm

    “Shouganai”, l’onnipresente motto nipponico…
    Così mi ha ripetuto la mia dolce metà quando mi hanno cacciato da un Onsen proprio a causa del mio “irezumi”, non c’entra se sono un gaijin….ma vabbe’…un po’ avevano ragione, sembro un “chimpira”!!

  3. Tonari martedì 30 ottobre 2012 alle 7:45 am

    Basta facili post sui giappi! Sei in Cina vogliamo sapere dei cinesi!

    • Akanishi giovedì 1 novembre 2012 alle 6:38 am

      ma a me interessa per esempio sapere come queste due giappine tatuate venivano attaccate direttamente o indirettamente. Se non riuscivano a spiegare i perché, come facevano ad attaccarle?

      • Tonari giovedì 1 novembre 2012 alle 10:54 pm

        Perché in Giappone si fa così! Non servono altre risposte nella vita ;D

        • Akanishi venerdì 2 novembre 2012 alle 7:27 pm

          appunto, Tonari: l’hai scritto in 1 riga. come hanno fatto a tirarla per le lunghe una trasmissione intera?

          • Tonari venerdì 2 novembre 2012 alle 10:21 pm

            Scusa ma stiamo parlando di un popolo che per dire “Posso richiamarla?” dice “Orikaeshi odenwa sasete itadaitemo yoroshii deshouka?”
            Voglio dire è un attimo :D
            A parte scherzi… ci saranno stati i soliti personaggi inutili, qualche gag, uno pseudo-sociologo, il grassone che pare Platinette giapponese che la buttava in caciara, il racconto di un’ospite che un mese ha fatto il bagno con uno Yakuza e poi ovviamente l’attimo gastronomico con merda e cipolla saltate in padella servite a tutto lo studio e dieci minuti di “Mmmmmecccccha oishiiiiiii!” “Sugooooooooi” “Yabbbbbba!”

  4. Anna Maria martedì 30 ottobre 2012 alle 4:39 pm

    E’ da un po’ che ti leggo e ancora non ho capito se i giapponesi sono di mentalità più chiusa o più aperta rispetto a noi. Da quello che si vede da questo lato del mondo e da quello che ci racconti percepisco le sensazioni estreme in merito a questa cosa! Forse sono semplicemente diversi!

    • Akanishi martedì 30 ottobre 2012 alle 9:56 pm

      anche la mia ex giappina liquidava i tatuaggi come “non è buona educazione”. Una volta le ho chiesto perché è vietato nei bagni pubblici e mi ha fatto tutto un discorso allucinato sul dovere di presentarsi agli altri nei bagni con la purezza della nudità di spirito o qualcosa del genere. Hanno una scusa per ogni cosa. Più inverosimile è la scusa, più è categorico il divieto.

      • albino martedì 30 ottobre 2012 alle 10:04 pm

        Giusto. Come la boiata mostruosa per cui in Giappone non si riesce a comprare una ricaricabile per cellulari a meno di sputar sangue. Se chiedi come mai ti rispondono tutti con la stessa cagata: la mafia usava le ricaricabili per fare affari sporchi. Lol

  5. La deriva dei continenti mercoledì 31 ottobre 2012 alle 5:07 am

    Post molto interessante! …e anche i commenti. Io sapevo che la mafia adesso usa skype, doppio lol.

    • albino mercoledì 31 ottobre 2012 alle 5:25 am

      Stai attenta a non dirlo troppo forte, che sono capaci di metterlo al bando questi…
      Cmq nessuno (tra gli autoctoni isolani) cui sia mai venuto in mente di pensare che magari ai 3 operatori fa molto più comodo che tutti gli paghino un tot al mese di abbonamento…

    • zazie giovedì 1 novembre 2012 alle 5:13 pm

      Io l’anno scorso ho comprato un telefonino ricaricabile in un negozio softbank (Shinjuku o Yotsuya, se non erro). Le schede per ricaricarlo si trovano in tutti i konbini. Fino a qualche anno fa i telefonini ricaribaili si trovavano anche nei konbini, ma poi li hanno tolti per la storia che, non essendo registrati, venivano usati per ‘affari sporchi’. Pero’ cercando un po’ si trovano.

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