Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

L’ultimo dei romantici (appiedati)

Lo Stereotipo ci insegna che agli italiani piacciono i motori. Non per nulla le piu’ belle auto e moto del mondo le abbiamo inventate noi. Non per nulla la mejo immagine dell’Italia che esportiamo nel mondo da un cinquantennio sono Gregory Peck e Audrey Hepburn in vespa a zonzo per Roma.

L’altra faccia della medaglia pero’ ci dice anche che gli italiani degli anni 2000 passano una bella fetta della loro esistenza nel traffico a bestemmiarsi l’un l’altro. Per ore, e ore, e ore, ogni santo giorno. Alle italiane degli anni 2000 piace portare i bambini davanti al cancello della scuola, in pigiama col SUV. All’italiano/a lavoratore/trice degli anni 2000 piace alzarsi dal letto la mattina, sedersi in macchina, star seduto una giornata intera in ufficio, per poi ri-sedersi in macchina e tornare a casa. E poi magari pagare 100 euro al mese di palestra, per far moto.

Questo perche’ siamo un po’ allergici ai mezzi pubblici, diciamolo, e ci stiamo anche un po’ tutti sul cazzo a vicenda. Sia mai che saliamo in bus e ci tocchi (congiuntivo, ragioniere!) sorbirci, che ne so, studenti che fanno casino. O ancora peggio magari ritrovarsi a tu per tu con una col velo, o a uno zingaro scippatore. O di dover pagare il biglietto (i 50 euro di benza invece sono gia’ in budget, quindi non sembra neanche di spenderli… fateci caso). E poi a noi italiani ci piace l’igiene, e i sedili dei mezzi pubblici sono lerci, strappati, scritti di uniposca, con le gomme americane e le caccole appiccicate sopra.

Questo e’ lo Stereotipo, ok. Ma come stanno le cose in realta’? E’ vero quasi quasi il contrario: a nessuno piace sedersi nel traffico per ore. Le mamme che scarrozzano i bimbi a scuola ne farebbero volentieri a meno, come ne facevano a meno le genitrici della loro (nostra) generazione. Ma metti che i bimbi capitino fra le grinfie di un pedofilo (figura che, si sa, negli anni 80 non esisteva), o che vengano rapiti dallo zingaro di cui sopra. Il fatto, dico io, e’ che tra gli italiani e i mezzi pubblici c’e’ un rapporto di malsopportazione. Avere a che fare col proprio prossimo proprio non ci va. Salire su carri bestiame sporchi e mal tenuti proprio non ci va. Gestire al meglio i mezzi pubblici, sia dal punto di vista dell’utente che dell’operatore, e’ un concetto a noi estraneo.

Morale: da anni le notizie sembrano assomigliarsi tutte. La Fiat in crisi, la Fiat che perde quote di mercato. Le assicurazioni automobilistiche alle stelle, il traffico che aumenta. I mezzi pubblici che fanno cagare, lo stato che sovvenziona enti in perdita cronica (il go-go-go-governo ha appena fatto trovare 400 milioni di euro di fondi pubblici all’ATAC di Roma sotto l’albero, se qualcuno non ci aveva fatto caso. Cosi’ sappiamo chi sara’ a organizzare il prossimo festino vestiti da maiali coi soldi di Pantalone). I parcheggi non sono mai abbastanza. Le polveri sottili, stranamente in aumento. E soprattutto: famiglie da 2000 euro al mese che mettono via un cazzo a fine mese ma hanno una o due auto, spendono centinaia di euro tra assicurazione, bollo, benzina, manutenzione. Tutto questo perche’ l’automobile serve, e’ necessaria, non si vive senza.

Le nuove linee di mezzi pubblici ai piu’ sembrano uno spreco di soldi. Ho un amico su facebook che ogni santo giorno fa la strada tra Mestre e Venezia in macchina (!) per accompagnare la morosa al lavoro (!!) e posta foto del ponte della Liberta’ intasato a causa dei lavori per il tram. Ripeto: invece di ringraziare che gli stanno costruendo un tram con cui la morosa potra’ andare al lavoro autonomamente (come se il treno non esistesse gia’, ma lasciamo perdere…), il tizio si lamenta perche’ il tram rallenta il traffico automobilistico. Se questa e’ la mentalita’, ringrazio il cielo di vivere all’estero.

Intendiamoci: se vivete in un paesino di 2000 abitanti in mezzo al nulla, ovvio che vi serve avere un’auto, se non altro per andare a fare le spese. Ma uno che vive a Roma, a Milano, a Napoli, a Torino, a Bologna, a Firenze… in teoria non dovrebbe averne poi tutto questo bisogno, o no?

Ma cos’e’ il mercato dell’auto, in fondo. Un mercato basato sul motore a scoppio, ovvero una tecnologia vecchia di un secolo e rotti, alimentata da una fonte energetica non rinnovabile e destinata a scomparire. Vedo notizie allarmate sul mercato dell’auto in crollo, come se la vendita dell’auto fosse legata in maniera diretta e automatica al benessere delle persone, al benessere di un paese. Che poi e’ vero: oggigiorno Il benessere e la salute di un Paese, purtroppo, si misurano anche da quanti soldi la gente ha da sperperare in automobili.

Ma guardatela da un altro punto di vista, per una volta. Progresso e benessere si raggiungono davvero quando la gente puo’ permettersi di spendere soldi per chiudersi in solitudine dentro a un pezzo di latta? Ditemi che sono di parte, ma secondo me una civilta’ evoluta non e’ quella in cui anche i poveri possono permettersi un’auto, ma quella in cui anche i ricchi usano i mezzi pubblici.

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10 risposte a “L’ultimo dei romantici (appiedati)

  1. Fabio venerdì 4 gennaio 2013 alle 5:59 pm

    Due post back-to-back?! BENTORNATO!
    No dai, si fa per sdrammatizzare il vuoto che hai lasciato in tutti noi..sempre per scherzare.

    L’ultima frase, anche se °frase fatta”, devo ammettere che proprio per lo stesso motivo ha sempre il suo perché.
    E finalmente vedo che qualcuno condivide la mia opinione sul “mezzo pubblico bilancia della situazione sociale di un paese”.
    Che sia per livello di xenofobia, attenzione alle politiche ambientali, salute, livello medio di educazione, quello che vi pare…l’ho sempre considerato una carina tornasole.

    Ed ora, giusto per rimanere in tema, vado COL TRAM in spiaggia a godermi questi comodi 38°C di St. Kilda.

    • LucaS lunedì 7 gennaio 2013 alle 5:28 pm

      Credo che sia abbastanza improbabile, perchè comunque il ricco in gran parte dei casi si vuole “staccare” dalla massa, e un modo di farlo è anche quello di viaggiare “separato”, al di là dei mezzi che funzionino ottimamente o meno.

      Diciamo che una civiltà evoluta è quella in cui i “poveri” se ne fregano bellamente ci come viaggiano i “ricchi” perchè sono già soddisfattissimi di come viaggiano loro.

  2. Gruk venerdì 4 gennaio 2013 alle 6:15 pm

    I mezzi pubblici servono, anche se io non li uso mai perché mi sposto quasi sempre con la bici. Mezzo fenomenale, zero costi, fai moto, perfetto per chi abita in città medio-piccole in pianura come è il mio caso.

  3. Emanuele venerdì 4 gennaio 2013 alle 6:18 pm

    Ti faccio un esempio: complice la crisi e il prezzo della benzina negli ultimi anni è aumentato vertiginosamente il numero di pendolari che dalle province del Lazio si recano a Roma con i mezzi pubblici. Beh, la situazione delle linee ferroviarie è qualcosa difficile da credere. Ci sono linee in cui sai che (la maggior parte delle volte) partirai ma non sai se arriverai, e non è uno scherzo. Inoltre si raggiungono livelli di affollamento che probabilmente ti ricorderebbero la metro di Tokyo. Con la differenza che la metro di Tokyo arriva in orario e non si ferma per ore in mezzo alla campagna senza che nessuno ti dica niente.
    Altro esempio: quando andavo a scuola, per fare 9 chilometri da casa a scuola (da una frazione in campagna alla città) impiegavo almeno 1 ora perché l’autobus extraurbano che prendevo faceva un lungo giro per i paesini, poi mi scaricava dalla parte opposta della città e a quel punto o mi facevo due km a piedi di corsa o rischiavo di entrare in ritardo per aspettare l’autobus urbano, che comunque non arrivava a quella scuola ma qualche centinaio di metri più in là.
    Il risultato è che appena potevo usavo la moto, e appena presa la patente la macchina di mia madre.
    Per dire che non sempre l’uso del mezzo privato è un malcostume ma purtroppo una necessità.

  4. La deriva dei continenti venerdì 4 gennaio 2013 alle 6:33 pm

    Ciao albino! qui in Olanda é il contrario e concordo appieno: se il servizio pubblico é buono si evita volentieri di avere l’auto. Peró …io sono di Bologna e senza un mezzo proprio, ti complichi parecchio la vita credimi. Se non l’auto, sia lo scooter, ma ti ci vuole. Io stavo in una zona residenziale alias ricca e ben collegata, nonostante ció in autobus ci mettevo il doppio che in motorino, ma soprattutto il mio problema era la sicurezza: dalle varie molestie subite da ragazzina tra mano morte, parole sconcie e sdrusciamenti, a quelli che ti seguono uscita dall’autobus. Dalle mie amiche ho sempre sentito esperienze simili. E io dalla fermata a casa mia dovevo attraversare un parchetto pubblico, che di inverno era buio…insomma anche no. Infine, avró fatto bingo, ma io da 12enne trovai pure un vecchio viscido che cercava di impezzarmi e dopo qualche mese lo ritrovai sul bus a impezzare un bambino che non aveva piú di 10 anni. A Bologna devi risolvere il problema sicurezza per sbloccare il servizio pubblico. Di stupri alla fermata del bus ne abbiamo avuti piú di uno a BO. Cmq di base condivido eh, vivere in una societá che ti permette di evitare l’auto é tutto benessere guadagnato!

  5. Luca sabato 5 gennaio 2013 alle 8:05 pm

    Ciao Albino! In gran parte hai ragione ma non consideri un altro aspetto fondamentale per gli Italiani: l’auto o la moto (il mezzo proprio) sono sinonimo di libertà: parti quando vuoi, vai dove vuoi, se hai fretta vai più veloce fregandotene dei limiti di velocità… (bello o brutto questo è un aspetto che molti considerano). Lo so, la libertà è per più un’idea astratta e spesso l’auto si trasforma in mezzo di schiavitù nella realtà: non c’e’ libertà ad essere imbottigliati in mezzo al traffico, nel perdere più tempo per trovare un parcheggio che per fare il tragitto, nell’essere tartassati di tasse e costi diretti ed indiretti per possedere e far circolare un’auto, e…. potrei continuare. E’ una libertà finta… ma è difficile rinunciarvi.

    • LucaS lunedì 7 gennaio 2013 alle 5:34 pm

      Vero, anche se è più un’idea che ci portiamo dietro dal dopoguerra.
      Mezzo privato=benesse economico (“ormai tutti se lo possono permettere”)=libertà di viaggiare.

      Se i mezzi pubblici funzionano la libertà di viaggiare c’è anche nel 90% dei tragitti, e per la media delle persone il 90% dei tragitti si traduce nel 99,99% dei bisogni.
      Per lo 0,01% si può sempre noleggiare il veicolo.

      Ovviamente questo discorso non riguarda chi usa il veicolo per lavoro (che non significa andare in ufficio).

      Comunque per il traffico cittadino la soluzione più praticabile è il car sharing, questo ridurrebbe drasticamente il numero dei veicoli circolanti, il traffico, le attese bloccati, la necessità di parcheggi.
      Ma dato che si vuole comprare l’auto poi ovviamente si vede il car sharing come un costo extra non sopportabile.
      Vediamo se ora che le auto non si potranno più comprare (meno di prima intendo) le cose cambieranno.

  6. Riccardo lunedì 7 gennaio 2013 alle 9:01 pm

    1 anno al lavoro in bici estate inverno. Risultati:
    4 eur x 250 gg risparmiati in benzina = 1000
    50 eur x 12 mesi palestra risparmiata= 600
    Kg persi ca 5. Buonumore guadagnato e incazzature varie in meno
    Sto pensando seriamente di vendere la macchina e ci aggiungiamo cosi’ altri 150 eur al mese fra ammortamento/benzina/assicurazione etc. Ci esce tranquillamente la casa al mare che ho sempre sognato

  7. meioteo mercoledì 9 gennaio 2013 alle 1:14 am

    Ciao Albino! :-) Sono abbastanza d’accordo con il tuo post, ma pare tu abbia dimenticato la situazione dei mezzi pubblici qui in Italia. E non sono uno di quelli che usa la macchina per evitare di fare 10 minuti a piedi. Quando lavoravo a Londra non sapevo nemmeno cosa fosse un volante. Nella capitale inglese con i mezzi pubblici andavo dove volevo a qualsiasi ora. Era una goduria. Una rete di trasporti eccezionale e ogni volta pensavo… “che pacchia vivere qui. Pago 130 sterline al mese di bus e metro ma niente auto, niente benzina, niente bollo, niente assicurazione…”. E poi dicono che Londra è cara!

    Adesso vivo e lavoro a Cantù. Per lavoro devo girare in auto, ma anche senza di quello sarei costretto a comprarmela. Voglio tornare a trovare i miei genitori e i miei amici a Crema, a 90 km di distanza? 2 ore e mezza di treno, con due cambi, carrozze indecenti e scordati pure che ci siano corse dopo le ore 20. Voglio fare serata da qualche parte? Milano o Como? Auto o te ne rimani a casa. Il ragazzo di mia sorella ogni mattina si fa la tratta Crema – Milano per lavoro, una delle peggiori della Lombardia. Ho detto Lombardia, mica Burkina Faso. Ghiacciato d’inverno, spesso senza aria condizionata d’estate, a volte in orario, a volte in ritardo di 1 ora. Spesso ha dovuto recuperare ore di lavoro la domenica da casa perchè arrivava in ufficio alle 10 o alle 11, invece delle 9 pattuite per contratto. Io stesso ho fatto il pendolare tra Crema e Milano. In media una volta a settimana, durante il tragitto di ritorno, il treno si fermava in un paese a metà strada, e lì le ferrovie organizzavano un pulman sostitutivo. Peccato che non bastasse per tutte le persone, quindi spesso ero costretto a chiamare mio padre, fargli fare 20 km di auto per farmi venire a prendere.

    In conclusione: quando parliamo degli italiani, non parliamo sempre e solo della macchietta che va a portare i figli a scuola in groppa ai loro SUV bianchi, ma anche di coloro che ogni mattina vanno in ufficio e non sanno mai come ci arriveranno. Ma soprattutto se torneranno.

  8. elisa giovedì 7 febbraio 2013 alle 9:17 pm

    come ben sai abito in un paese che anche se ha superato le 2000 anime (visto che han costruito maledetti), non è fornito da mezzi pubblici…ora lavoro a mirano, se andassi in autobus dovrei partire circa 3 ore prima…ovvero andare al paese vicino dove ci sono i mezzi, 3, 5 km, prendere l’autobus per mestre, prender quello per mirano e poi o qualcuno mi tira su oppure avrei 5 km a piedi da fare…ecco quindi qui convieni con me che a livello soldi e tempo mi convien la macchina…pero’ se abitassi in città, la bici o i mezzi li userei a manetta…cosi avrei anche piu’ tempo per leggere…non capisco quello che si lamenta del tram…intanto la morosa puo’ anche andar in treno se abita a mestre, perchè capisco che il tram non funzioni quasi mai…ma il problema è anche che qui in italia i trasporti non rispettano mai gli orari, se chiedi info ti mandano a cagare…e forse questo è dovuto al fatto che la gente non li usa abbastanza o il mezzo pubblico è intasato dal traffico delle auto…diciamocela…chi abita in città ed è servito dai mezzi, perchè non li prende???anche perchè famiglie da 2000 euro al mese? poche…e mantenere due macchine è molto difficoltoso….

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