Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Il Ministro dei Trasporti Ombra

Dite bene voi, che la macchina in Italia ci vuole perche’ il trasporto pubblico fa hahare. Ma non e’ questo forse un cane che si morde la coda? Come on.

Il problema e’ che il trasporto pubblico fa schifo. Vero. Come ogni servizio pubblico offerto in italia. Ok. Perche’ gli enti pubblici sono carrozzoni di paraculati e fancazzisti col posto fisso e garantito, e che non hanno voglia di fare un cazzo perche’ tanto sanno che il posto non lo perderebbero mai. D’accordo.

Beh, ma non siete mica i soli sapete? Mezzo mondo, e forse anche tre quarti e’ nella vostra stessa situazione. In Asia i trasporti pubblici funzionano decentemente in un numero di paesi e regioni che si contano sulle dita di una mano. In Australia e’ una valle di lacrime. In America non ne parliamo. In Europa il trasporto pubblico funziona bene solo in quei soliti paesi nordici dove comunque anche tutto il resto e’ organizzato bene.

Allora, sapete cosa farei io se fossi il Ministro dei Trasporti (di un’ipotetica Italia dove il ministro dei trasporti avesse potere assoluto). Convocherei le industrie automobilistiche presenti nel territorio, e suggerirei loro di iniziare a progettare bus e treni, perche’ da quel giorno la musica cambierebbe. Ecco il programma che ho in mente:

1. Scorporamento delle ferrovie italiane a livello macroregionale (nord, centro, sud, isole) su modello JR giapponese. Privatizzazione immediata di tutti gli asset ferroviari italiani a livello di macroaziende regionali e creazione di Spa, dove in vendita si mettano non solo i treni ma anche i binari e le strutture attigue e attinenti (centri di controllo, ma soprattutto le stazioni). Un operatore deve essere in grado di avere il controllo assoluto dei treni, delle stazioni e dei tracciati, checcazzo. Come in Giappone.

2. Privatizzazione graduale ma totale di tutti gli enti di trasporto pubblico su gomma, nessuno escluso. Divieto di partecipazione di qualsiasi ente pubblico (compresi i comuni) ad ogni ente di trasporto, sia a livello locale che a livello di microcosmo. Fuori il pubblico dai trasporti insomma, e liberalizzazione assoluta.

3. Piano decennale sulle aliquote aggiuntive sulla benzina, il gas e il gasolio per trasporto privato, cosi’ strutturato: annuncio immediato che a 24 mesi la benzina aumentera’ di un euro al litro, e a seguire ci sara’ un aumento annuale di 50 centesimi al litro, ogni anno. (E voglio vedere stronzi se continuate a usare la macchina!)

4. Divieto immediato di parcheggio in tutte le aree urbane di tutti gli agglomerati urbani superiori ai 300.000 abitanti. Divieto di possesso di autovettura a coloro che vivano entro i confini dei suddetti centri urbani e non posseggano un parcheggio o abbiano un parcheggio in locazione per un contratto non inferiore ad anni cinque (e dopo 5 anni vi vengo a controllare i contratti a uno a uno…).

…ma questa naturalmente e’ solo una pippa mentale irrealizzabile – e ho come il sospetto che neppure queste misure sarebbero sufficienti. Quindi, probabilmente, se fossi ministro dei trasporti la cosa piu’ sensata da fare sarebbe non fare un’emerito, ovvero non svegliare il can che dorme, e aspettare bel bello la fine della legislatura e il vitalizio che ne consegue, dopodiche’ fare le valigiotte belle e partire per un im-meritato giro del mondo a spese di Pantalone.

Cordialmente, il vostro Ministro dei Trasporti Ombra

P.S. Se e’ vero che Berlusconi va da Santoro questa settimana, mi sa che La7 batte il record d’ascolti della sua storia passata, presente e futura. Tipo che neanche la finale della Champions League…

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15 risposte a “Il Ministro dei Trasporti Ombra

  1. Emanuele mercoledì 9 gennaio 2013 alle 8:30 pm

    Con tutto privato solo nella mia zona taglierebbero una linea ferroviaria e diverse linee di autobus.

    • albino mercoledì 9 gennaio 2013 alle 8:42 pm

      Con la benzina a 5 euro al litro?

      • Alberto giovedì 10 gennaio 2013 alle 6:54 pm

        Sì Albino, tu adesso vivi in una città stato e la metropoli tentacolare è appunto il mostro che è. Giustamente in Australia ti lamentavi. Ma le azioni del tuo ministero ombra vanno bene appunto in aree a vocazione metropolitana. La dimensione MEDIA dei comuni italiani è 7500 abitanti. Non bisogna dimenticare che la grande maggioranza degli italiani non abita in zone metropolitane e lì il servizio pubblico, anche privatizzato, anche con la benzina a 5 euro al litro non può funzionare. Te la immagini la Yamanote nelle coline senesi?

      • Emanuele martedì 15 gennaio 2013 alle 8:19 pm

        Temo di si. Come scritto da Alberto, ci sono zone in cui la densità di popolazione non è tale da garantire profitti con il trasporto locale. Finché c’è un servizio pubblico che copre le perdite di quelle linee con i ricavi delle linee più renumerative si va avanti ma con i privati i tagli sono inevitabili. Mi pare sia una costante, ovunque si è privatizzato.
        A parte il fatto che con la benzina a 5 euro al litro colpiresti a morte quelli che comunque devono usare la macchina per i motivi più vari (e non parlo necessariamente di lavoro)

  2. Atestaingiù mercoledì 9 gennaio 2013 alle 8:34 pm

    Tu hai troppa fiducia nei privati italiani, caro.

  3. La deriva dei continenti mercoledì 9 gennaio 2013 alle 9:15 pm

    Eh Albino a Bo hanno appena privatizzato l’ente che gestisce il servizio autobus e il Comune ha perso il controllo su tracciati e frequenze degli autobus…si stanno un’ po’ incartando. Io sarei per il servizio pubblico, ma ben gestito: via che siamo in territorio di pippe mentale, perché darsi dei limiti :)

    • Raul giovedì 10 gennaio 2013 alle 5:07 am

      Mah….a dire il vero, a Bo hanno “privatizzato” per modo di dire: Comune e Regione sono comunque i maggiori proprietari. E’ una privatizzazione all’Italiana, vale a dire che i soldi pubblici vanno ad ingrassare soggetti privati, tagliando sui servizi al cittadino e sui dipendenti (il mio è “forse” un giudizio di parte in quanto dipendente…).
      Fatto sta che a Bo, dove l’Amministrazione comunale ha optato per la pedonalizzazione del centro durante i weekend (un’area che a piedi si percorre in poche decine di minuti a passo lento) è scoppiato il finimondo: i commercianti non vendono più, i clienti non sanno come fare, non possono più posteggiare i SUV all’entrata dei negozi, i disabili e gli anziani (ma non solo) non sanno come fare per raggiungere Piazza Maggiore!!!
      Ed allora si sono inventati un nuovo servizio di navetta che copre i 100 metri lasciati scoperti, per la modica cifra di 700mila euri pubblici, servizio svolto da un consorzio di privati di cui fa parte la stessa Azienda di trasporti bolognese, il Comune etc….avete presente la “cordata” per salvare Alitalia?
      Nel frattempo il contratto dei tranvieri è bloccato da tempo immemore!!!

  4. Zeno venerdì 11 gennaio 2013 alle 2:10 am

    Anzichè optare con un’ulteriore ingerenza dello stato nelle nostre vite (nuove tassazioni tanto per cambiare), io analizzerei perché invece nei soliti paesi nordici, in cui ho la fortuna di vivere, invece i trasporti pubblici funzionano. A quasi-parità del costo della benzina.

    Io vedo i seguenti motivi:
    1) motivo prettamente culturale: gli italiani per qualche ragione odiano i mezzi pubblici. Non considerandomi un italiano tipico non so quale sia. Se c’è qualcuno che può erudirmi, ben venga.
    Ogni volta che parlando con amici o conoscenti dico che verró in Italia in treno, tutti mi fanno notare che in auto costerebbe meno. Anche in Germania, Austria, Svezia costa meno eppure li viaggiare in treno è normale.
    L’apice si è avuta con un bellissimo e desueto viaggio che ho voluto fare con una ferrovia panoramicissima in Istria. Non esagero dicendo che almeno 10-20 parenti e conoscenti a cui lo avevo comunicato mi hanno scassato i cosidetti nei giorni precedenti alla partenza con consigli non richiesti (usare l’auto).

    2) nei soliti paesi nordici esiste una REALE libera concorrenza. Anche in Italia ora esistono operatori alternativi ma Trenitalia ha la possibilità di boicottarli. Ad esempio Italo: Trenitalia ha costruito recinzioni intorno al binario per complicare la vita a chi decidesse di servirsene (affermando che lo facevano per motivi di sicurezza, ottima scusa quando il motivo non c’è o è un altro).
    Ad esempio ferrovie austriache e tedesche: Trenitalia ha vietato per due anni ai treni di queste compagnie, di cui mi servivo, di fermare nelle stazioni intermedie, perchè c’era chi sulle linee Bolzano-Verona-Venezia aveva cominciato a preferire questi treni a quelli di Trenitalia. Ciò quindi impediva di prendere le coincidenze a Mestre. Periodicamente Trenitalia pubblicava comunicati stampa in cui annunciava che il divieto era stato tolto. I comunicati stampa rimanevano nel frattempo soltanto comunicati stampa. E’ di pochi giorni fa l’annuncio che i treni austriaci che collegano Innsbruck-Lienz non possono più circolare in Italia e vengono temporaneamente sostituiti da bus.

    3) Scortesia del personale
    Chi ha il monopolio-di-fatto può permetterselo. Come sopra.

    4) Sempre il motivo culturale, si accetta la costruzione di nuove autostrade e terze corsie, ma si ostacola la costruzione/miglioramento della rete ferroviaria (anzi della TAV, le sigle fanno piú paura), per cui continuiamo a tenerci ferrovie tutte curve con velocitá massime di 50-80 km/h.
    In Germania negli anni scorsi è sorto un movimento contro il miglioramento della ferrovia a Stoccarda. Beh, il gruppo pro-ferrovia su facebook aveva piú iscritti di quello contro. Alla fine si è fatto un referendum ed hanno vinto i favorevoli: la nuova stazione si farà. Come confronto sono andato a vedere su facebook i gruppi no- e sí-TAV. Favorevoli alla costruzione o modernizzazione delle ferrovie sono quattro gatti.

    5) Ordine pubblico
    Lo stato italiano s’è arreso alla criminalità (che ci vuoi fare, le prigioni sono troppo piene). E per il momento è più probabile essere derubati in un bus affollato che in un ingorgo.

    6) Design dei treni
    Sui treni stranieri non ho mai avuto problemi nel posizionare valigie. I treni italiani sembrano essere progettati solo per il trasporto pendolari. Lo spazio sul sedile ormai è ridottissimo e sono stati creati dei portabagagli vicino alle porte, per la comodità dei ladri (già assistito ad un furto).

  5. am venerdì 11 gennaio 2013 alle 7:02 am

    bah che dirvi …..
    io sono anni che uso mezzi pubblici in italia centro nord (treno-tram-metro-bus):
    proprio schifo schifo secondo me non fanno.
    Certo all’ora di punta sono affollati ,non sempre sono puntuali (ma il ritardo di solito sta sui dieci minuti) e a volte se hai proprio sfiga ti ritrovi una corsa soppressa, in macchina o motorino chiaro che ci si mette di meno (macchina se vai in periferia), vero e’ che forse il 30% paga il biglietto .
    Secondo me , il resto son tutte scuse per giustificarsi : noi , specialmente qui in italia amiamo il mezzo proprio e tendiamo a farne un quasi-simbolo …di opulenza (?)
    Quanto al ricorso forzato ai privati: bah e che hanno la bacchetta magica?
    potremmo portare tanti esempi di scempio privato quanti di fallimento pubblico.
    ma cari miei , ricordiamoci che la moda del mezzo privato e’ storia degli ultimi 50-60 anni…..mica e’ detto che il futuro debba restare sempre uguale…

    andrea
    .saluti albino…..pensa che mo’ ho iniziato a chiamare albino anche un mio collega di lavoro….

    • am venerdì 11 gennaio 2013 alle 7:07 am

      concludo il pezzo…scusate.
      probabilmente , penso , le scelta avvengono in base anche ad certa considerazioni tipo costi trasporto/comodita’ trasporto.
      fino ad ora tale bilancia pendeva a faro del mezzo privato, quando tale rapporta variera’ considerevolmente si avra’ migrazione in massa verso il pubblico…
      che poi tanto tutti parlano , ma alla fine si pensa parecchio al proprio utile…

      salutoni ancora

  6. Riccardo venerdì 11 gennaio 2013 alle 7:11 pm

    Tutte osservazioni piu’ che giuste ma dubito che in Italia verresti rieletto…

  7. Rob venerdì 11 gennaio 2013 alle 7:39 pm

    Se e’ vero che Berlusconi va da Santoro questa settimana, mi sa che La7 batte il record d’ascolti della sua storia passata, presente e futura
    *giustia osservazione (e diro’ di piu’ ha detto anche cose sostanzialmente corrette il berlusca intendo)
    nota:ho nostalgia del tuo blog dal giappone >O<
    vendiamo com'è questo da hk….

  8. Robyz lunedì 14 gennaio 2013 alle 10:30 pm

    Tu sei pazzo, sai cosa significherebbe questo? Che ci sarebbero dei fallimenti sicuri (visto che alcune di quelle società pubbliche hanno una redditività negativa), in più qualcuno in questi fallimenti si ruberebbe un bel po’ di soldi andandosene poi in qualche paradiso fiscale (come è già successso), infine, tutti quei fancazzisti (ma non faciamo di tutta l’erba un fascio, ci saranno anche delle brave persone e dei padri di famiglia tra loro e sicuramente degli italiani che non potranno ritornare nel loro paese d’origine come immigrati cittadini di serie B) si ritroveranno senza lavoro: lo stato dovrà pagargli la CIG e l’asseggno di disoccupazione aumentando ancora una volta le tasse, visto che il debito pubblico (BOT, CCT e titoli di stato vari) ha già raggiunto valori troppo elevati che costringeranno i figli dei nostri figli a pagare i debiti dei nostri nonni, e tutto questo più o meno sta già accadendo.

  9. Akanishi martedì 15 gennaio 2013 alle 12:09 am

    Dai privati mi guardi iddio che dallo Stato mi guardo io!
    La libera concorrenza produce un vantaggio per il consumatore solo nel caso ci sia effettivamente concorrenza tra più soggetti. Se c’è un monopolista, è peggio privato che pubblico, perché se il pubblico monopolista ha l’inefficienza e il clientelismo, il privato monopolista ha l’inefficienza e i dividendi per gli azionisti.
    Ci sono tratte di trasporto (verso piccole isole in inverno, paesini di montagna etc) che chiaramente non sono remunerative e nessun privato ci investirebbe cento lire. Se lo facesse sarebbe in regime di monopolio e quindi ca**i nostri. Difatti un biglietto aereo Montreal-Saint Pierre, della Air Saint Pierre, costa come un volo Montreal-venezia.
    L’esempio del Giappone non è molto esportabile, là c’è un tale groviglio di ferrovie che puoi veramente scegliere il percorso meno costoso da A a B. In Italia non ci sono e non vedo la praticabilità di raddoppiare le linee solo per consentire una concorrenza.

  10. elisa mercoledì 6 febbraio 2013 alle 11:58 pm

    credo che se privati italiani prendessero in gestioni i trasporti, credo che un biglietto del bus per una tratta urbana potrebbe aggirarsi sui 50 euro e non parliamo di un biglietto del treno…da mestre a venezia potrebbe arrivare a 30 euro…

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