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Decedenza italiana e AKB48

Leggete questo articolo ignobile. Una cozzaglia atroce di imprecisioni (“una notte col fidanzato”…”il contratto prevede che non facciano sesso”, AKB48… o 92…?), luoghi comuni (sexy lolite di 20 anni?), malcelato razzismo nei confronti di culture diverse. Il classico approccio all’italiana dove viene sottintesa la nostra superiorita’ culturale e di valori, e tutto il resto viene bollato come strano o stupido. Soprattutto se non-americano, non-europeo, non-cristiano, non-bianco.

Soprattutto, il classico giornalismo presupponente di chi si informa cinque minuti in rete o su wikipedia e poi partorisce articoli pieni farciti di cazzate. E non voglio aggiungere altro, se n’e’ parlato a sufficienza nei vari blog dopo il grande terremoto del 2011.

La cosa peggiore dell’articolo comunque sono i commenti dei lettori. Vomito. E’ li’ che si vede la crassa ignoranza dell’italiano comune, l’oblio mentale di chi giudica dal proprio punto di vista miope senza venir nemmeno sfiorato dal dubbio, che ne so… che esistano altre culture? Che certe azioni o usanze cosi’ strane siano il frutto di altri sistemi di valori ? Che rasarsi non sia una “violazione dei diritti umani” ma la penitenza dovuta da una cultura in cui l’onore e il rispetto delle regole vengono prima di tutto? (l’onore, sapete, quella roba che in Italia viene associata alla mafia. Le regole, sapete, quella cosa che in Italia rispettare e’ optional)

Sono articoli come questo, piccoli dettagli di vita comune, che mi fanno pensare che l’Italia non sia poi cosi’ pronta per vivere in un mondo globalizzato.

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17 risposte a “Decedenza italiana e AKB48

  1. Andrea O. domenica 3 febbraio 2013 alle 9:47 am

    Non vedo doves tia tutta questa “atrocità” nelle imprecisioni. La tipa (oltre ad essere stata paparazzata) ha ammesso di aver passato la notte col “fidanzato”, l’accordo con il jimusho prevede che non abbiano relazioni sentimentali, nel gruppo sono più di 48 (wiki dice 67 ma immagino ci siano le kenkyusei che forse alzano il conto, sinceramente non mi interessa approfondire più di tanto). Il videomessaggio (fatto, naturalmente, quantomeno con l’avallo dei manager) è stata una cosa *vergognosa*, ed infatti leggo su twitter che l’han tolto dal canale ufficiale akb48.
    Comunque anch’io ho un post quasi pronto in cui faccio esercizio di razzismo, superiorità culturale ed eurocentrismo. Verrai poi a insultarmi sul mio blog :)

  2. Andrea O. domenica 3 febbraio 2013 alle 9:57 am

    (e comunque se leggi un po’ di opinioni da tanti non-giapponesi che conoscono il/vivono in Giappone, ti rendi conto che la reazione che tu definisci razzista è condivisa un po’ da tutti, non solo dagli italiani. E poi a dirla tutta, chi è secondo te il bacchettone in questa storia: noi che ci scandalizziamo per questa punizione ed il videomessaggio o il management che mette nel contratto la clausola di castità?)

    • Hagane domenica 3 febbraio 2013 alle 4:04 pm

      Sinceramente sono d’accordo con Andrea O.
      Per quanto mi riguarda, strategia di marketing o meno, quel video e il messaggio che trasmette sono vergognosi.
      E la “simpatica” tradizione giapponese delle scuse e dell’umiliazione pubblica è qualcosa che disprezzo profondamente (e penso sia positivo che sia disprezzata da quasi tutti, nel mondo).
      Non mi interessa che faccia parte della cultura del Giappone: personalmente, non condivido.
      Sarò eurocentrica io… pazienza. ;)

  3. Andrea O. domenica 3 febbraio 2013 alle 9:59 am

    Toh, ho controllato wikipedia in giapponese sul numero delle componenti:
    非常に大勢のメンバーが在籍していることが特徴。「AKB48」というグループ名からメンバー数は48人であると誤解されることがあるが、実際は正規メンバーと研究生を合わせて100人近い大所帯である。

  4. Tonari domenica 3 febbraio 2013 alle 3:43 pm

    Non e’ mica la prima a essere beccata con le mani in pasta eh. Altre hanno gia’ smesso per lo stesso motivo e senza tutto sto casino (lei e’ la piu’ famosa). Ma si sa poi magari devi mantenerti facendo un baito al famiresu, mica si puo’…
    Purtroppo di ragazze genuine come Nakanishi Rina ce ne sono poche :)

  5. Irene domenica 3 febbraio 2013 alle 6:27 pm

    Sì, probabilmente non le conoscevano neppure prima di questo articolo… Però non vedo proprio dove siano tutti questi giudizi eurocentristi e la supposta “superiorità” italiana. Anche i commenti non mi sembrano poi così atroci, a parte qualcuno…Ti invito, nel caso in cui non l’avessi già fatto, a leggere questo http://www.jpopasia.com/news/akb48s-yuki-kashiwagi-believes-groups-dating-ban-is-necessary::12966.html
    Certo, per vendere devono conservare un’immagine pura etc, però poi fanno far loro servizi fotografici in costume. Che casualità. Nessuno le ha obbligate a entrare nel gruppo e a firmare quel contratto, ma tante altre cantanti giapponesi non hanno problemi ad avere relazioni, e non perdono i loro fan se si fanno vedere con un ragazzo.
    Non discuto sulla “punizione”, sono tradizioni loro e sono liberi di rispettarle o meno, ma a me, in questo caso, sembra una grande pagliacciata.

  6. A. domenica 3 febbraio 2013 alle 7:40 pm

    Non che pretendere dalle ragazze un’ideale di purezza e castità sia esattamente un esempio di mentalità progressista. A me sa moltissimo di maschilismo vecchio stampo. C’è una differenza tra rispettare le altre culture e rispettare le discriminazioni che le altre culture perpetrano.

  7. Atestaingiù domenica 3 febbraio 2013 alle 7:46 pm

    Non c’era bisogno di un articolo sulle AKB48 (solo a me il nome ricorda un AK47?) per capirlo, eh…

  8. cristina domenica 3 febbraio 2013 alle 9:51 pm

    Io trovo alquanto imbarazzante che, all’opposto, in Italia ci sia la cultura del NON chiedere MAI scusa e di attribuire i propri errori a terzi, annullando le proprie colpe facendo spallucce e mormorando “ma sì, ma chi se ne frega…”.
    Ambè.

  9. Shinobu lunedì 4 febbraio 2013 alle 3:24 am

    Chettedevodire Albino, a me che per contratto non devano farsi vedere in giro con ragazzi, bere, fumare ecc. non fa tanto strano, dato che le stesse cose sono richieste anche ai ragazzi di altre girl / boy band. Se vuoi fare parte di un gruppo con una certa immagine devi rispettarla, chi critica queste cose IMHO deve capire ancora un bel po’ di cose. ^_^””

    Però non è la prima ad essere beccata a non rispettare queste regole, altre ragazze e altri ragazzi sono stati sbattuti fuori dai loro gruppi per questo ma non hanno fatto tutto ‘sto casino.
    Posso anche capire il motivo per cui sia stato fatto quel video, ma se l’hanno già tolto dal canale ufficiale forse significa che si sono accorti che non è stato apprezzato neppure in Giappone.

  10. Giulia lunedì 4 febbraio 2013 alle 5:54 am

    Per dire la verità non mi è sembrato di leggere un articolo tanto tremendo e offensivo nei confronti di una cultura diversa dalla nostra (anche se è vero che l’italiano medio pensa che la sua cultura sia superiore a qualsiasi altra, ma questo è un altro discorso). Sul gesto di “self-punishing” pubblico non ho nulla da dire: anche i sassi sanno che è una peculiarità della cultura giapponese e criticare o gridare allo scandalo non solo è riprova di scarsa intelligenza ma anche di ignoranza e totale assenza di tolleranza verso culture diverse dalla propria; secondo me però su questo argomento sfugge un punto, cioè: è davvero giusto che un contratto di lavoro proibisca a una persona di avere rapporti affettivi/sessuali? Ovvio che debbano rispettare una certa immagine, ma fino a questo punto? Fino a travalicare i confini della vita privata in un modo così pesante? Mah.
    Ah, a costo di sembrare la grammar nazi di turno, si dice “un’accozzaglia”, non “una cozzaglia”.

  11. am lunedì 4 febbraio 2013 alle 7:11 am

    a me quelle tipe sembrano quelle di non e’ la rai di -ommioddio- berlusconiana memoria e l’episodio un bel fake per bimbominkia

    forza albino
    我爱你 小妞

  12. elisa giovedì 7 febbraio 2013 alle 9:22 pm

    in effetti l’articolo non mi sembra offensivo nei confronti della loro cultura, dice solo che ha fatto e perchè…non capisco perchè ti sei accanito tanto…

  13. chiaretafranklinpd venerdì 22 febbraio 2013 alle 11:32 pm

    Io credo che un grosso problema sia quello di porsi sempre come giudici, mai come semplici critici. Quell’articolo anche a mio avviso trasuda giudizio. Le Akb48 (e tutti i gruppi legati a questa famiglia 48, e son tanti) non sono sexy lolita, perché la lolita nel senso negativo e seduttore in cui lo vediamo noi perde di significato e ne acquista uno nuovo in Giappone. Il lolitismo giapponese, permettetemi il termine, è più legato all’ormai diffuso concetto di kawaii. Al piccolo, al carino perché bambino, perché tenero. Certo, non siamo ingenui, il porno legato a questo lolitismo è diffuso, diffusissimo. Ma non è intrinseco nel concetto stesso di lolita. In Giappone. Anche le foto in bikini hanno l’ovvio scopo di mostrare, nessuno vuole negarlo, ma mai dimenticare che ad esempio prima regola per un’idol è non indossare biancheria intima nelle photosession, perché quella sì, in Giappone, è legata al mondo del sexy. A noi questa scelta dice poco, anzi a “nostro” avviso sembrerebbe piuttosto una scelta ipocrita . Ma ha un significato nella cultura giapponese. Non è progressista?:) Ok. Ma quindi? E’. Esiste. Piace. Punto e basta. Non sento così forte la necessità di puntare sempre il dito verso l’ignoto o lo sconosciuto, tantomeno verso ciò che non piace a me. Se dopo averlo conosciuto un fenomeno non ci garba, buon per noi. Abbiamo la libertà di girare i tacchi e tornare alle nostre pop star o ai nostri cantautori al nostro punk e rock’n’roll. Quello delle akb non è un fenomeno che nasce ieri. E’ dal dopoguerra che il fenomeno idol esiste. E stato influenzato dalla cultura giapponese e a sua volta la ha permeata. Ha permeato anche l’infanzia di molti di noi… Creamy, Magica Emi e tutte loro erano idol. E la regola della purezza è sempre, dico sempre, esistita. La novità akb è stata solo renderla nota, molto molto nota. Trovata commerciale è vero. Ma anche sacrificio che queste ragazze scelgono di accettare. Ripeto, non è progressista? e allora? Non è una battaglia che si può combattere con le denunce da tastiera o con una conoscenza così blanda di tutto il meccanismo che c’è dietro.
    Lo so non dico nulla di nuovo, ma per una volta sarebbe così piacevole andare un poco più a fondo. Così come fenomeno che “non nasce ieri” andrebbe un po’ più “rispettato”, esplorato. Non andrebbe presa la prima rasata in lacrime e posta a simbolo di atteggiamenti autoritari, fascisti, inaccettabili dei manager giapponesi o peggio di tutto il Giappone. Io credo.
    E non ho premesso una cosa: che personalmente e seriamente aborro musica come quella prodotta da questo genere di pop. Ma non posso negare che il fenomeno idol non abbia attratto la mia curiosità. E’ assurdo, fuori dal (mio) comune, inspiegabile. Come può una cosa del genere non attrarre l’attenzione e un’onesta curiosità? La cosa che credo abbia fatto infuriare albino dell’articolo citato, è un utilizzo del lessico fuori luogo e con l’evidente obiettivo di portare il lettore a una certa interpretazione dell’episodio. Me so accollata, ave.

  14. chiaretafranklinpd venerdì 22 febbraio 2013 alle 11:50 pm

    ah due ultimissime cose accollose, scusate :)
    1) Anche io non ho apprezzato la questione del video pubblico, di questa scena madre tutta rasata. Perché anche se credo che la concezion di idol si debba per forza di cose basare sulla purezza della persona, sarebbe anche il caso di aggiornare il concetto di purezza… nel 21° secolo.
    E 2) non è legato al sesso (gender) di queste ragazze, l’ideale di purezza e castità: idol può essere anche un ragazzo. Ci sono stuoli gruppi di idol maschi. Anche molto famosi. E hanno la stessa identica regola :) Resa meno nota, ma è nel contratto. E se vengono “beccati” …fine, meglio che si inizino a cercare un part-time job. Questa puntualizzazione solo per non ridurre il tutto “al solito maschilismo”.

  15. loscalzo1979 sabato 30 marzo 2013 alle 2:42 am

    Di sicuro il gruppo con questa cosa hanno ottenuto una cosa: ora il mondo sa CHE ESISTONO anche al di fuori del Giappone.

    Come sempre vale l’adagio “Bene o Male PURCHE’ SE NE PARLI”

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