Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

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Viaggio a Bangkok

Qui a Hong Kong non si vede il cielo ormai da settimane. Sopra la testa incombe un’unica, perenne nuvola grigia. Il sole ormai lo vedo solo quando viaggio.

Lo scorso weekend sono andato a farmi un giretto a Bangkok. Li’ fa ancora piu’ caldo che a HK, ma almeno si vede il cielo. Un filo di sole, ecco.

Bangkok mi ricorda alcuni vecchi campeggi del litorale adriatico. Tipo a Rimini o Jesolo Lido, per intenderci. Da’ l’impressione di un posto che ormai vive delle sue glorie passate. Un posto estremamente turistico, dove si mangia bene, dove le liberta’ sfrenate di un tempo stanno diventando sempre piu’ regolamentate, dove il fascino caratteristico perde terreno.

I prezzi sono buoni, ma sono finiti gli anni in cui tutto costava nulla – ormai certe cose le paghi come in Europa (il taxi, per dire, costa come a Hong Kong, con la differenza che a HK non devi perdere tempo a contrattare il prezzo col tassinaro). Stessa cosa probabilmente che dicono i tedeschi deï campeggi italiani da quando non c’e’ piu’ la lira.

Sono passati anche gli anni in cui i tedeschi si slacciavano la cintura di sicurezza una volta entrati nei confini italiani, e cosi’ pure in Thailandia, sembra. Non che la cosa sia un male, intendiamoci. Il posto pero’ e’ sempre fantastico, e… posso dirlo? Quasi quasi a Bangkok io ci vivrei pure.

Delle thaine invece che volete che vi dica? Certe sono proprio da shogno, come direbbe Crozza-Briatore. Basta stare un attimo attenti al pomo d’adamo, ecco. Per il resto nulla da segnalare, visto anche che mi ero portato la giappina al sacco. Che e’ un po’ come entrare al ristorante mangiando un panino, lo so, ma che ci volete fare.

Giornata splendida a Tokyo!

La figata

Domani e fino a mercoledi 15 sono a Tokyo. La figata dei viaggi mensili nella Metropoli Tentacolare.

Venerdi sabato & nonche’ nientepopodimenoche domenica (fino a meta’ pomeriggio) non ho un’emerita minchia da fare. La figata del weekend pagato in centro a Shibuya in hotel 5 stelle.

Una poco piu’ che ventenne segretaria del mio team oggi e’ arrivata in ritardo abissale (tipo a ora di pranzo) e si e’ giustificata con una scusa patetica. Al posto della ramanzina abbiamo fatto una chiacchierata amichevole, senza problemi, senza nemmeno costringerla a chiedere ore di permesso. La figata di non essere diventato un capo stronzo e l’aver mantenuto un cuore ggggiovane.

Rivedere nella persona negli -enti cio’ che ormai io negli -enta sembro aver perso: quella buona dose di menefreghismo, quel sano sbattersene le palle del lavoro, quel sognare spiaggioni tropicali e un impiego di successo ma solo per sei mesi l’anno (e gli altri di ferie). La figata dell’ingenuita’ umana: quando hai tempo non hai soldi, quando hai soldi non hai piu’ tempo, quando hai tempo e soldi non hai piu’ l’eta’.

Di diritti d’autore e confini mentali

Recentemente sto leggendo "La legge dell’odio" di Alberto Garini. Sono arrivato a poco piu’ di un terzo e devo dire che la storia fino a questo momento e’ fantastica. Speriamo continui cosi’. Mi mette voglia di riprendere a scrivere.

Curiosita’: il mio amazon account e’ registrato in Australia, mentre questo libro era presente solo nel kindle store italiano. Me l’hanno fatto comprare lo stesso (capirai: pagavo. Una carta di credito non si rifiuta mai), salvo dopo un paio di giorni scrivermi per avvertirmi che in teoria non avrei potuto farlo per motivi di copyright. Una cosa a dir poco assurda: come se fossi andato a comprarmi l’edizione cartacea in Italia e mi avessero fermato in dogana volendomi sequestrare il libro.

Questo per capire come nel 2013 internet non abbia confini. La SIAE purtroppo (e per fortuna) si.

Di stress e stanze dei bottoni

Ultimamente ci sono due novitá nella mia vita. La prima e’ che sembra io sia arrivato “nella stanza dei bottoni”, come si suol dire, e la seconda e’ che mi dimentico le cose. Anzi no, ce n’e’ pure un’altra: ho smesso di interessarmi di cosa succede in Italia.

Partiamo dall’inizio. Cosa intendo per “la stanza dei bottoni”? Beh, semplicemente che ho raggiunto quel certo livello di anzianita’ che mi offre accesso alle riunioni che contano, dove si decide, dove si forgia il futuro dell’azienda. Potrei dirvi che sono una noia mortale, che si parla e basta, non si decide un bel niente, tutt’al piú magari si viene a sapere qualcosa su come vanno le cose veramente. Potrei dire questo, ma in realtá devo ammettere che la cosa in fondo mi piace, che in fondo e’ meglio cosí piuttosto di subire le decisioni degli altri e non sapere un cazzo fino a cose fatte, che e’ un po’ lo stress che capita al mid-manager quando viene lasciato fuori da certe stanze.

Vien da se’ naturalmente che la cosa mi sta portando via un quantitativo industriale di tempo, al punto che non ho piú un secondo libero. Questo ha un impatto che potete toccare con mano, visto che oramai scrivo un post ogni morte di papa, e altri che non sospettereste mai. Tipo il mio ultimo viaggio in Giappone, nel quale sono stato cosi’impegnato che in 5 giorni a Tokyo ho mangiato 2 volte in camera a cena, tutti i pranzi sono stati piu’ o meno un sandwich al combini o poco piu’, non ho visto un amico che sia uno e ho praticamente lavorato e basta. Ormai andare a Tokyo per me e’ sinonimo di lavoro, lavoro, lavoro. Sono arrivato al punto in cui se potessi me ne starei quasi quasi a casa. Questo per capire come sono ridotto.

La seconda cosa e’ un po’ il corollario della prima. Aumentati gli impegni, aumentato lo stress, eccomi qui: sono arrivato al punto di dimenticarmi le cose. Di punto in bianco. Ne sto facendo cosi’ tante che a volte vedo documenti firmati da me, o email con mie risposte dentro… ed e’ la prima volta che le vedo. Nel senso che non solo le ho dimenticate, ma per quanto mi sforzi non ho nemmeno memoria di aver mai fatto certe cose. Cancellate dal cervello proprio. Sembra una cosa da ridere, ma inizio a preoccuparmi. O forse e’ naturale: ditemi che e’ naturale vi prego.

Terza cosa, per finire. L’altro giorno mi hanno chiesto cosa ne pensassi dell’elezione di Napolitano. Lí per lí devo dire che non sapevo che rispondere. Per intenderci, guardo ancora le news, guardo ancora Ballaró e Servizio Pubblico in streaming. Solo che… ho smesso di preoccuparmi. Ho smesso di incazzarmi. Forse ho perso la speranza, o sará che mi sono accorto che la mia vita va avanti indipendentemente da cosa succede in Italia. O forse ho solamente troppi cazzi miei di cui occuparmi per avere altre preoccupazioni di cui interessarmi. Boh.

La settimana ideale

Lunedi: volo a Tokyo alle 16. (= cazzeggione galattico fino a ora di pranzo, poi aeroporto per pranzetto in lounge di prima classe, volo, atterraggio verso le 9 di sera, taxi, check-in hotel, cenetta, letto).
Martedi: riunione dalle 13 alle 14. Resto della giornata libero.
Mercoledi: riunione la mattina, resto della giornata liberrimo (presumo).
Giovedi: idem come martedi.
Venerdi: volo di ritorno a Hong Kong alle 10 di mattina, atterraggio verso le 2, ritorno a casetta verso le 3. 

Questa sara’ una settimana importante, lavorativamente parlando. Intensa, impegnativa, stimolante. Sono riunioni importanti. Pero’, ehi: che figata lavorare 3 ore al giorno, 3 giorni la settimana. Fossero tutte cosi’.

(Un amico una volta mi ha detto: “non vengo pagato per quello che faccio, ma per quello che so.”)

Non so se si nota…

Ma albino è a Tokyo questa settimana!

Il panificio delle bestemmie

Insomma ho questo panificio sotto casa. Non proprio sotto sotto eh, diciamo sui 66-72 metri a sinistra dalla mia porta di casa. Decimetro piu’, decimetro meno (lol non scrivevo la parola decimetro dagli anni ’80 credo).

In questo panificio vendono tutto tranne una cosa. Indovinate cosa.

Qua trovi di tutto eh, non fraintendetemi. E’ una catena giapponese, e non lo si nota solo dai “panini al latte dell’Hokkaido”. Lo si capisce piuttosto dalla marea di cagate che si trovano in questo mirabolante panificio, tipo il pane alla zucca, o il filoncino con lo zucchero a velo sopra, o il panino imbottito di salsiccia e/o frittata, o il pane al riso nero, o il pan carre’ allo yogurt, o le tortine a forma di Angry Birds (devo aver postato anche una foto una volta mi pare…).

Solo una cosa non si trova in questo panificio: il pane. Oh: se uno vuole una stronza baguette senza la spolverata di ketchup o il gusto al tamarindo bollito… niente da fare. Non esiste il pane normale in questo panificio.

Vi chiederete a questo punto: E il malcapitato italiano che vada in cerca di comprarsi che ne so, un filoncino o una ciabattina, o un qualcosa con cui fare della sana scarpetta da cristiani insomma, cosa resta da fare? Ve lo dico io cosa gli resta da fare: dopo preziosi minuti persi Alla Ricerca della Pagnotta Perduta non gli resta che uscire sconsolato dal Panificio delle Bestemmie, mandandone garbatamente a fanculo i gestori.

(e stasera, da buon veneto, polenta).

Che giornata

Se vi stavata chiedendo come mai ultimamente scrivo col contagocce, ecco un piccolo assaggio del perche’. Oggi, in ordine sparso, mi sono occupato di:

- Una gara d’appalto in Vietnam (parte dei documenti in vietnamita tradotto alla cazzo di cane con google translate…)
- Treno alta velocita’ in Brasile (documenti in portoghese, che per fortuna si capisce abbastanza se sei italiano)
- Finito-firmato-mandato contratto per notaaziendagiapponese
- Preparato meeting CAMPALE per la prossima settimana in Giappone
- Bestemmiato per ore su casella di posta incriccata causa recente migrazione aziendale a Windows 7 (poi mi chiedono come mai a casa mia entrano solo prodotti Apple…)
- Preparato meetings a Shanghai per fra due settimane
- Riunione dei manager di Hong Kong, fase 1 (domani la fase 2)
- Brainstorming su idee da presentare a un cliente di Hong Kong

Ore 18:15, dopo una giornata campale, sapete che faccio? Adesso mi caccio su giallozafferano e decido cosa cucinarmi stasera. Tipo una torta salata ai carciofi, o qualcosa del genere. Con un bel bicchiere di shiraz australiano, che ci sta sempre.

La giungla (di cemento e non)

Hong Kong ha veramente una geografia pazzesca. Fuori di testa, ma anche affascinante se ci pensate.

Da una parte c’e’ il mare, la baia. Dietro subito le montagne (o per meglio dire colline) a picco, verticali quasi. In mezzo si estende la citta’, su uno spazio ristrettissimo, in lunghezza di fronte al mare e ad arrampicarsi sulle colline. Dal cielo me la immagino assomigliare a una balena grigia adagiata sulla spiagga, lunga e stretta.

La citta’ e’ una ragnatela impossibile di cemento, come ben sappiamo. La particolarita’ sono i condomini, larghi mezzo metro quadro e alti millemila piani, delle torri-abitative da vertigini (sia a chi sta in strada che a chi ci vive). Io stesso vivo in un appartamento con 3 camere da letto, che sommato tutto sara’ si e no 65 metri quadri. (ecco il link a un appartamento del mio condominio). Fatevi il conto di quanto minuscole sono le camere. L’edificio, per inciso, ha 3 apparamenti per piano (quindi una superficie di… 250mq a tenersi larghi?) e la bellezza di 36 piani.

Dietro la "catena collinosa" (e la passi in 10 minuti di bus), c’e'… beh, guardate con i vostri occhi le foto che ho scattato sabato. Nonostante fosse un po’ nuvoloso c’erano comunque 27 gradi e ho ben pensato di prendere un autobus verso il mare. Nel giro di venti minuti sono passato dalla giungla di cemento alla… giungla vera e propria!

Tutto questo e’ molto bello e suggestivo, intendiamoci. Solo che mi viene un po’ da chiedermi: ma fare la citta’ un attimo piu’ larga con case di dimensioni decenti… no eh?

Pensieri misti del momento

Hong Kong /1
Pensavo che vivo a Hong Kong da ottobre 2012 e devo ancora fare un post decente sulla citta’. Il problema e’ che qui piu’ di viverci di campeggio – nel senso che HK e’ un po’ il "campo base" da dove parto per i vari viaggi di lavoro che faccio. Insomma, tra trasloco, ricerca di casa e tutto qua di weekend utili a raccontare la citta’ fino ad ora ne ho passati veramente pochi…

Ritorno in Italia /1
Sono stato una decina di giorni a casa. A parlar con la gente non trovi un berlusconiano neanche a morire (una l’ho trovata, in una settimana, anche se non l’ha ammesso direttamente). Ma una persona che ti dice di non aver letto Gomorra "per principio" (quale principio?) per chi altri puo’ votare?

Per la cronaca i miei amici ex-pidiellini dichiarano di voler votare chi Grillo, chi Giannino, chi addirittura Pd. Nessun montiano, sembra.

Ritorno in Italia /2
Io comunque vedo la gente lamentarsi tanto (e a ragione). Per la prima volta dal 2005 la gente non mi chiede com’e’ la vita all’estero ma mi domanda consigli su come emigrare… (e la maggior parte delle frasi inizia con "se vince Berlusconi…").

Ritorno in Italia /3
Comunque ho preso 2 chili in 9 giorni… e che mi son tenuto!

Giappone /1
Dopodomani torno in Giappone per il mio consueto viaggio mensile. Bello passare una settimana al mese a Tokyo, eh… ma una volta ogni tanto non mi farebbe schifo saltare un turno. Soprattutto perche’ quando vado in Giappone mi tocca lavorare il doppio.

Giappone /2
Passare dai 3 gradi di Venezia ai 26 di Hong Kong agli 0 di Tokyo: una pacchia. Quando arriva la primavera?

Hong Kong /2
Quando me ne sono andato ho elaborato un sistema di vasi comunicanti per dar da bere al basilico: un secchio d’acqua posto ad una certa altezza sopra il vaso, e uno spago immerso nell’acqua che scende fino alla terra, in modo che il basilico potesse "succhiarsi" l’acqua necessaria. Quando sono tornato ho trovato il secchio mezzo vuoto e il basilico alto mezzo metro. Provare per credere!

Corollario a Hong Kong /2
Ieri sera mentre aprivo la valigia ho disboscato e mi son fatto un pesto alla genovese… non scherzo!

Free Borders
Tra parentesi da questo viaggio mi sono portato a Hong Kong la bellezza di: un salame, uno speck, una caciotta, un limoncello da litro, una bottiglia di brancamenta, piu’ circa 10 chili tra biscotti, formaggi e altro. Questo come contrappasso all’Australia dove in dogana non ti lasciano passare un cazzo (mentre qua passa di tutto e di piu’…)!

Giappone /3

Questo weekend forse ho una sera semilibera. Se qualcuno di voi lettori e’ in zona a Tokyo fatemi sapere! (sull’indirizzo email del blog, non nei commenti pls).

Una settimana niente male

Lunedi: preparativi di tutto il mese di febbraio. Cioe’, non so se vi rendiate conto.

Martedi:
8:40 volo per Tokyo. 15:00 meeting a Tokyo. 20:00 cena di lavoro

Mercoledi:
10:40 ritorno a Hong Kong. 15:05 arrivo a HK.

Giovedi:
In ufficio tutto il giorno a farmi un mazzo cosi’ entro le sei di sera, senza possibilita’ di straordinario. Mille cose da chiudere e non postponibili. Mezzanotte: volo per Venezia via Doha.

Venerdi:
arrivo a Venezia a ora di pranzo. Ritiro auto noleggiata che gia’ so mi fara’ bestemmiare. (ma ne parleremo a fine viaggio). Venerdi sera: Quasi quasi vado a vedermi Beppe Grillo in piazza dei Signori a Treviso.

Sabato:
Giorno spese, sera Carnevale di Venezia.

Domenica: gia’ piena di roba da fare.

Decedenza italiana e AKB48

Leggete questo articolo ignobile. Una cozzaglia atroce di imprecisioni (“una notte col fidanzato”…”il contratto prevede che non facciano sesso”, AKB48… o 92…?), luoghi comuni (sexy lolite di 20 anni?), malcelato razzismo nei confronti di culture diverse. Il classico approccio all’italiana dove viene sottintesa la nostra superiorita’ culturale e di valori, e tutto il resto viene bollato come strano o stupido. Soprattutto se non-americano, non-europeo, non-cristiano, non-bianco.

Soprattutto, il classico giornalismo presupponente di chi si informa cinque minuti in rete o su wikipedia e poi partorisce articoli pieni farciti di cazzate. E non voglio aggiungere altro, se n’e’ parlato a sufficienza nei vari blog dopo il grande terremoto del 2011.

La cosa peggiore dell’articolo comunque sono i commenti dei lettori. Vomito. E’ li’ che si vede la crassa ignoranza dell’italiano comune, l’oblio mentale di chi giudica dal proprio punto di vista miope senza venir nemmeno sfiorato dal dubbio, che ne so… che esistano altre culture? Che certe azioni o usanze cosi’ strane siano il frutto di altri sistemi di valori ? Che rasarsi non sia una “violazione dei diritti umani” ma la penitenza dovuta da una cultura in cui l’onore e il rispetto delle regole vengono prima di tutto? (l’onore, sapete, quella roba che in Italia viene associata alla mafia. Le regole, sapete, quella cosa che in Italia rispettare e’ optional)

Sono articoli come questo, piccoli dettagli di vita comune, che mi fanno pensare che l’Italia non sia poi cosi’ pronta per vivere in un mondo globalizzato.

Questione di punti di vista

Sara’ che la valuta di Hong Kong si chiama "dollaro", e quindi ti sembra piu’ forte di quello che e’. Sara’ che invece e’ una via di mezzo tra l’euro (1EUR = 10HK$) e lo yen (1HK$=10JPY), una misura un po’ stronza che non si capisce se e’ sopravvalutata o svalutata. Se vale poco o tanto.

No perche’ quando un panino lo paghi 300 yen sai bene che 300 yen non sono altro che tre monetine. Sai che lo yen non vale niente, una ventina di volte piu’ forte della vecchia lira. E anche un euro, in Italia, in fondo non e’ che una moneta. Qua invece 10 dollari sono di carta, sembrano tanti soldi. Ci fai piu’ e piu’ viaggi in metro, per dire.

Solo che ancora, dopo mesi, quando mi arrivano bollette da 300$ faccio un salto sulla sedia. Mi dico, ma cazzo quanto ho spes… ah no. Poi faccio mente locale e mi dico che suvvia, 30 euro non sono niente.

Bah.

L’importante e’ che se ne parli

Se c’e’ una cosa che mi ha insegnato l’andare a vivere all’estero, e’ l’importanza delle identita’ culturali. Quanto siano belle e importanti le diversita’ di ognuno. A prescindere da dove sia nata, ogni persona ha qualcosa da insegnarti che tu non sai, che non avevi mai sentito nominare e che non avresti mai immaginato esistesse. Ognuno ama il posto da cui proviene, a ognuno piace la cucina della mamma prima di tutte le altre, ognuno ha un bagaglio alle spalle pieno di cose interessanti e diverse.

Se c’e’ un’altra cosa altrettanto importante che ho imparato e’ che siamo tutti connessi. Sebbene diversi, tutti noi dividiamo lo stesso pianeta e viviamo in un mondo, quello degli anni di internet, in cui distanze sono minime, spesso ininfluenti. E’ cosi’ per l’informazione, che oramai attraversa il globo alla velocita’ della luce, e per i commerci, che al giorno d’oggi non vuol dire solo che le fabbriche delocalizzano all’estero, ma che a volte ti capita di trovare i prodotti del tuo paesello sugli scaffali di un supermercato dall’altra parte del mondo.

Per questo io non capisco come uno sano di mente possa dichiarare ai media (non al bar del paese: ai media!) nel 2013 che "Mussolini ha fatto bene a parte le leggi razziali". Senza entrare nel merito della sparata, ci rendiamo conto che una frase del genere la dici e due secondi dopo la leggono i tedeschi e gli americani, i francesi e gli australiani, gli indiani e i cinesi? Chi paga per una frase del genere?

Una frase del genere vuol dire che uno lo fa apposta, basta che si parli di lui in prima pagina, nel bene e nel male. Stessa tecnica che mi par di capire abbia messo in atto tal F.C. del post precedente. Mi chiedo quanti fan dell’uno votino anche per l’altro, e quanti di quelli che non votano per l’altro sognino di vederlo un giorno diventare il compagno di cella del primo.

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