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Il ritorno del veneto

Mentre da queste parti del mondo sub-equatoriale si passano le giornate a bere birra in riva all’oceano, all’ombra di un surf piantato sulla sabbia (se, magari…), in tutto questo relax c’e’ anche chi – come me – trova il tempo di pensare.
E a cosa penso, quando ad esempio sto seduto sulla tazza e la batteria della mia PSP e’ scarica?

Eccovi un esempio. Vi siete accorti anche voi che l’uso del veneto sta tornando? Lo percepisco persino da qui, pensate un po’. Lo leggo in rete, lo sento nella gente. Ditemi che ho ragione, grazie.

Ricordo gli anni ’90, quando parlare in dialetto era considerato basso, volgare, da paesani. Parlare in italiano era sinonimo di essere piu’ altolocato, piu’ erudito, piu’ fine, piu’ cittadino… no?
Ve li ricordate anche voi gli anni ’90 o me li ricordo solo io, cazzo?

Nel nuovo millennio, invece, sembriamo aver scoperto un po’ di piu’ le nostre radici. Ditemi di si, perche’e’ vero. Guardatevi intorno.
Forse e’ la crisi economica. Forse ci siamo finalmente accorti che fratelli d’Italia, si – ma e’ il Piemontolombardotriveneto che fa parte del G8, il resto sfuma verso il… beh… secondo mondo?
Forse e’ il buon lavoro che ha fatto la lega in molte delle citta’ del nord che ha governato. Forse e’ vedere una Treviso semiperfetta che ci ha fatto apprezzare un po’ di piu’ le nostre origini.
O Forse, la gente si e’ semplicemente accorta che la TV parla una lingua diversa da quella che parla la gente in Veneto. La TV usa il passato remoto, la TV non dice cio’. La TV ti racconta di omicidi di mafia, malasanita’,  scioperi, magagne, sprechi. E tu invece ti guardi intorno e vedi strade pulite e gente che lavora sodo.

E’ forse per queste ragioni che la lingua veneta, che anni fa era considerata sulla buona strada per diventare una lingua morta, sta rinascendo? Chi lo sa. Pero’ e’ innegabile come il veneto, che quindici anni fa era la lingua del volgo, ora sia sinonimo di parlata confidenziale. E’ divertente, e’ fuori.
Quindici anni fa, il mitico Pissio sarebbe stato pane per ragazzini da Fifty elaborato e capello rasato in parte che impennavano nel centro di Zero Branco… Ora invece ne parlano i ragazzi della Treviso-bene durante gli aperitivi-sfilate in centro, ne ridono i VIPS sui cuscini del Marina Club di Jesolo. La gente che conta, vero Skippu?

Curiosita’: C’e’ pure wikipedia in lingua veneta, lo sapevate? Andate a darci un’occhiata cliccando qui.
Lo sapevate voi plebei che parole come Ciao, Arsenale, Ballottaggio, Giocattolo, Imbroglio sono venete?
E poi Cantiere, Ditta (ma che ve lo dico a fare… lol).

Comunque. Il veneto lo usiamo quando vogliamo essere diretti, espliciti. Ce lo cacciamo dentro anche quando parliamo in italiano, per esprimere concetti con toni particolari, per dare sfumature e sfaccettature al nostro parlato.

Vi faccio due esempi.

(1) Esempio di parlata in italiano inframezzato da espressioni in veneto. Notate l’uso del veneto per enfatizzare i concetti.

Al telefono con mio fratello.
a: Ho casini con la giappina. Io me ne sto andando, e ho paura che lei invece si stia innamorando.
m: Ovvio, va sempre a finire cosi’ perche’ sei matto figa. Ti ghe ga da’ massa sua pedaina*.
a: ehh ghesboro! Za’ che ciavo Nadae e Pasqua, assime ciavar**!
m: Tu hai bisogno di entrare in terapia. Di disintossicarti. 

*ci hai dato troppo sulla pedalina (del ciclomotore, per accenderlo) – ovvero, ci hai dato troppo dentro dal punto di vista sessuale con lei, al punto da farla innamorare.
**Visto che trombo a Natale e Pasqua (ovvero: raramente), lasciami trombare!

(2) Esempio di veneto utilizzato per esprimere concetti riguardanti il layout di un blog. Ecco come ieri ho commentato la struttura del blog di Skippu:

Avrei mai potuto rendere il concetto in italiano? La risposta e’ no, ovviamente.

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14 risposte a “Il ritorno del veneto

  1. kirù mercoledì 24 settembre 2008 alle 2:18 pm

    Ouh ma te si proprio bauco!!! 😀
    E alla parola bauco ci avevi mai pensato? Ma quanto bella è? Da dire proprio con la B piena…
    Ok, sto divagando. Allora, ‘sta cazzata della gente che conta mica l’ho capita, comunque sia io al Marina non ho mai sentito parlare di Pissio, fa’ ti! 😛
    Numero due… il tuo discorso cade a fagiolo perché ragionavo proprio ieri sul fatto che i miei nuovi amici padovani con noi parlano sempre in italiano, anche se tra di loro li sento parlare in dialetto e si commentano pure su Facebook in dialetto… Io, al contrario, quando mi rivolgo a loro non riesco a non intercalare in dialetto, per una serie di motivi: a casa, con le amiche, addirittura al lavoro parliamo dialetto, quindi non riesco a rinunciare ad una serie di espressioni che in italiano perderebbero di efficacia e suonerebbero artefatte (PF, par forsa). A volte però lo sento come un mio limite, anche perché poi mi viene spontaneo inserire quelle espressioni anche quando parlo con amici milanesi, quindi immaginati che confusione viene fuori…
    Un altro problema poi è che secondo me il dialetto veneto suona come abbastanza “grezzo”, anzi più che il veneto in sé farei meglio a specificare il “padovano”… Quindi ogni tanto cerco di trattenermi, per non fare la figura della BOARA… 😀
    …E comunque sia… io non ho mai smesso di parlare dialetto, anzi, lo uso addirittura per scrivere gli sms; ho sempre cercato anzi di approfondire le differenze tra i vari dialetti veneti e di ripristinare l’uso di certe parole arcaiche che ho sentito solo dai miei nonni e che oggi non si usano più (infatti le mie amiche dicono che vivo in un’isola linguistica protetta! :D).

    EEEEEEEE comunque “la gente che conta”, i se a tira e i parla sempre in italian! Ma cossa vuto saver ti che te si in Australia?!?!? 😛

  2. marco mercoledì 24 settembre 2008 alle 3:53 pm

    se il dialetto padovano ti sembra da boara, avresti dovuto sentire una conversazione tipo in una giornata tipo nella mia vecchia azienda… ahhh l’opitergino che bella zona! 🙂 quanti ricordi…

    “zinque x zinque? vintizinque!”

    marco

  3. fedri mercoledì 24 settembre 2008 alle 3:55 pm

    ah!!!il malaguti Fifty…quanti ricordi!!!! ma allora dovevi citare anche il mitico e super elaborabili Peripoli Oxford…guarda qua: http://digilander.libero.it/antiscooter/default.htm esiste ancora gente di sani principi 😉

  4. Akanishi mercoledì 24 settembre 2008 alle 5:05 pm

    iprite a te, al tuo sindaco, al tuo prosindaco e alla tuo piemonto-lombardo-veneto pigliatutto! A ognuno il suo: ti sei accorto che in questo panegirico della “Razza Piave”(TM) non hai nemmeno nominato il Friuli-VG e il Trentino? chissà quanto sodo lavorano da quelle parti.

    Me li ricordo anch’io gli anni novanta, appena accennavo una battuta in friulano, tutti mi scherzavano, e adesso vanno a fare i corsi per impararlo!
    La lega? certo ha visto giusto, con loro l’autonomismo friulanista è passato dall’1% dei voti al 40%. Ma non è tutta farina del loro sacco, qualcuno ha visto prima di loro

    e con tutto il rispetto per la friulanità o la venetitudine, non dimentico mai la geniale battuta di Altan:

    “Più uno è un nessuno, più è geloso della sua identità.”

  5. albino mercoledì 24 settembre 2008 alle 5:33 pm

    Skippu: ma infatti io te lo dissi gia’ nel 2002 che molti hanno difficolta’ (me compreso) a parlare in dialetto con le femmine! meglio l’inglese, I sbor u!

    Marco: Eh ma come il padovano… lascia la’! Pissio te ghé da dirlo ben! Ghetu capio recia che no te xi altro?

    Fedri: io ricordero’ sempre e con nostalgia il Ciao… soprattutto… ormai sono scomparsi, pensavo sarebbero rimasti immortali come la 500!

    Aka: piemontolombardo_TRI_veneto includeva anche Friuli e Trentino eh!

  6. Akanishi mercoledì 24 settembre 2008 alle 6:56 pm

    ah è vero, scusa avevo letto male. comunque, iprite lo stesso alla Razza Piave 😛

  7. Akanishi mercoledì 24 settembre 2008 alle 6:57 pm

    e comunque mancano la Valdaosta e l’Emilia Romagna (la liguria no, è un covo di pigroni…)

  8. kamamuri mercoledì 24 settembre 2008 alle 9:05 pm

    Il dialetto è più diretto senza filtri. “Non voglio più avere a che fare con te” non vale un “va in mona” ben detto. Avrei anche voglia di fare un bel pistolotto sulla necessità degli stranieri per arricchire il dialetto ma rinuncio per una volta alla cattedra. Invece in un racconto ambientato negli anni ’20 ho trovato 30 modi per dire “stupido” in triestino. Molte non le mai sentite! Vojo veder se in italian se ghe ne trova cussi tante

    sempio,mona, cojon, pampel, tandul, cofe, bacuco, cuco, dandan, eme, cocal, gonzo, mamo, mamaluco, macaco, tumbano, nane, dandele, pampalugo, momolo, marmasal, momi, zurlo, naumen, testa de ravanel, turlulù, tatàu, mincion. E lole aggiungo io.

  9. kirù mercoledì 24 settembre 2008 alle 10:45 pm

    @Albino: GHETU xe trevisan, to mare siora!

  10. kamamuri mercoledì 24 settembre 2008 alle 11:52 pm

    Ah dimenticavo: noi la padania la asciamo a voi italiani. Noi siamo per il territorio libero. E se proprio si deve appartenere ad uno stato allora siamo per annetterci all’austria. Con quei terroni di Milano non vogliamo avere niente a che fare!

  11. Akanishi giovedì 25 settembre 2008 alle 3:11 pm

    kama, jo par furlan o sai:

    stupit, mone, batocjo, cojon, sarcàndul, pote, basoâl, insemenît, imberdeât, dordel, sturnel, sturnît, pampauàc.

  12. Valerio mercoledì 15 ottobre 2008 alle 10:48 pm

    A voria vedar anca in altre occasion queo che gavì da dir, parchè ze beo savère tante paroe ma bisognaria savère anca come tacarle, par dir calcossa de utie anca par i altri. A lengua Veneta a ga inflession drio ogni campanìe ze parqueo che a ze bea, mestega. Saéudi da Vaerio

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