Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

English Conversation Café

Salve a tutti. Torno in qua dopo il post sulla Masaka, e cambio totalmente discorso.

Ieri sera mi hanno portato ad un English Conversation Café, ad Ebisu.

Di cosa si tratta? Praticamente e’ una specie di bar dove si ritrovano (a) giappi e giappine che vogliono parlare inglese e (b) stranieri che vogliono farsi amici/he o che vogliono pescarsi una giappina matta-occidentali e farle sentire l’amore.

Insomma, cosa succede? Entri in sto posto e vedi un mucchio di gente disposta tipo… uhm… avete presente un aperitivo all’italiana, in un qualsiasi bar, al venerdi sera? Ecco. Gente in gruppetti a chiacchierare, bicchiere in mano, pasta fredda e tramezzini (!!) da mangiare a buffet, roba cosi’.

E’ da ridere, diciamo. Non fai in tempo ad entrare che hai subito 2 o 3 giappi/e che ti assalgono e ti chiedono chi sei cosa fai dove sei dove vivi che lavoro fai etc. etc. etc… insomma, ti vengono a parlare loro, xche’ – appunto – vogliono parlare inglese.

Ovviamente – e qui Marco riderà sotto il baffo – ci son sempre quei due o tre australiani in T-shirt smarza, lattina di birra in mano, che ci provano come napoletani con qualsiasi cosa si muova e sia dotata di vagina. Che li guardi e pensi “a te un’italiana non la darebbe _MAI_“.
Ma poi trombano eh, 10 volte più di noi.

Comunque. Lasciate che vi dica una cosa.

Le tipe nei conversation cafes – almeno, quelle che ho visto ieri – fanno tutte cagare. L’unica carina era la cameriera…
Ah. E poi e’ una lotta, xche’ se anche ce ne fossero state un paio di decenti, c’erano almeno 30 maschi occidentali a contendersele. Vi spiego.

Comunque e’ un bel posto se vuoi far due chiacchiere e conoscere gente nuova. Sai mai che l’amica del cesso con cui stai parlando sia figa e non sia potuta uscire con lei quella sera…

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4 risposte a “English Conversation Café

  1. marco sabato 18 ottobre 2008 alle 9:44 am

    tu questo post lo dovevi intitolare “sono matto figa e non ci posso fare niente”… eheh!

  2. marco sabato 18 ottobre 2008 alle 9:44 am

    anzi, cambia il titolo al blog direttamente! 🙂

  3. Tonari sabato 18 ottobre 2008 alle 12:21 pm

    “Ovviamente – e qui Marco riderà sotto il baffo – ci son sempre quei due o tre australiani in T-shirt smarza, lattina di birra in mano, che ci provano come napoletani con qualsiasi cosa si muova e sia dotata di vagina. Che li guardi e pensi “a te un’italiana non la darebbe _MAI_“.
    Ma poi trombano eh, 10 volte più di noi.”

    Ma solo perché noi non vogliamo =D

  4. Akanishi sabato 18 ottobre 2008 alle 5:09 pm

    Ecco, prossima volta vai al Segafredo di Shibuya. O al “Café di Espresso” di Shibuya.

    magari non ti salteranno addosso così da subito… però vuoi mettere.

    (Ebisu… natsukashiiiiiiii… sniff)

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