Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Due a caso tra i 130 milioni

Eravamo rimasti a me che mi dirigevo a Shibuya.

Col giappo si era parlato delle tipe. Mi ha detto “le giappe non ti dicono mai niente, decidono e agiscono. Sono insopportabili, io ho rinunciato a capirle tanto tempo fa“.
Al momento concordavo con lui e ripensavo ai giappi maschi che conosco: piu’ aperti, piu’ diretti.

Pero’.

Pero’ c’era qualcosa che non andava, qualcosa che non entrava nel puzzle. Andarsene cosi’ non aveva senso, neanche pensando a tutto il male possibile del genere femminile giappico.

Dovevo capire. Ecco perche’ sono andato a Shibuya.

Dunque. Sono le 11:45 circa quando esco dal treno. Non faccio a tempo ad uscire dalla stazione, che il telefono squilla. E’ Momoka

Siamo al Paniqualcosa” mi dice. Io non capisco, le chiedo di ripetere. Pani. Panic. Qualcosa del genere. “lo vedi appena esci dalla stazione, vai sempre dritto“. 

Una parola. 

Esco a caso dall’incrocio-labirinto di Shibuya pensando se sei in mezzo al casino scrivi un messaggio, mannaggiatté.
passo Starbucks e mi trovo davanti ad un locale chiamato Gas Panic. Must be, ma vai a saperlo.

Provo a chiamarla. Niente, il telefono non prende. Una vocina in giapponese mi invita cortesemente ad andare affanculo.

Provo 10, 20 volte. 

Arriva mezzanotte, e io sono ancora fuori da ‘sto locale che provo. Non ho capito bene il posto, non ha senso andare dentro ad un club a cercarle a 20 minuti dall’ultimo treno, con la possibilita’ che loro mi chiamino e io non senta il telefono.

Nel mio quarto d’ora di riflessione, comunque, ho elaborato una teoria. E qui apro parentesi. Dovete sapere che mercoledi scorso sono uscito a mangiare con 2 jappe conosciute online ed un jappo che conosco. In pratica ho conosciuto una su Mixi, abbiamo organizzato di vederci, io lei e una sua amica… e io ho proposto di chiamare un altro tipo per fare 2-2. Mai scelta fu piu’ infausta.

Ora, sto jappo si e’ comportato veramente di merda. Aveva una faccia annoiata da morire, non parlava quasi mai… e di punto in bianco le ha guardate e ha proposto loro: Andiamo a casa mia a bere qualcosa?
La cosa mi ha lasciato alquanto di merda. Se proponi ad una di venire da te, per lo meno sii brillante durante la serata, tua madre quella…
E poi cazzo, chiedere a una di venire da te e’ una roba da bar o da disco, non da ristorante – prima uscita. Cioe’, un po’ di ritegno. Se vuoi fare il terrone fallo bene, falle sentire importanti, cagale, mostra un minimo di interesse per altro che non sia il loro condotto vaginale.

Chiusa parentesi. Ora, mi viene in mente che una cosa simile e’ successa quello stesso sabato, con i protagonisti di questa storia. Si stava mangiando e bevendo, quando il giappo e’ saltato fuori dal nulla: “dopo sto drink andiamo da me a bere qualcos’altro? Sono pieno di birre a casa, e abito qua vicino“.

Sulle prime quell’invito mi era sembrato piu’ innocente e motivato di quello del tipo di mercoledi (si stava parlando di cosa fare dopo il pub), ed infatti non c’avevo fatto neppure caso. Le tipe hanno risposto (credevo) favorevolmente, dicendo “si dai… ma la prossima volta magari, ora e’ tardi“.

Ora e’ tardi… quanto stonava quella risposta con “Andiamo in disco… da sole“?
Riflettendo su sta cosa, realizzo cos’e’ successo. Non importa il modo in cui l’ha chiesto… il tipo aveva comunque proposto loro di andare da lui – ecco spiegato il motivo. Forse le tipe non scappavano da noi, scappavano da lui.
Forse era quello il tassello mancante. Forse non e’ colpa delle giappe… forse e’ colpa dei giappi. Lui sapeva benissimo cos’era successo, ma non me l’ha detto. Mentre io mi lamentavo del fatto che non capivo, lui probabilmente si stava lamentando del fatto che loro non avevano accettato di farsi chiudere una porta a chiave dietro le spalle.
Se questi erano i fatti, allora le giappine, seppur machiavelliche, non sono cosi’ male. Forse le loro reazioni esagerate (e qui includo anche Masako) sono dovute alla brutalita’ dei loro connazionali. E poi ai giappi, si sa, la violenza sessuale attira un casino. Che schifo. 

Ma torniamo a me che aspetto fuori da ‘sto Gascazzo.
E’ mezzanotte, per cui mi dico Bugger(*), torno a casa.

Torno in stazione, 50 metri di distanza. Mi fumo una cicca nella zona fumatori a fianco ad Hachiko, poi vado dentro. Salgo le scale, aspetto il treno. E’ mezzanotte e dieci, circa. 

Arriva il treno. C’e’ un bordello di gente, da ora di punta. Entro, e c’e’ gente che spinge da fuori. 

Le porte non si sono ancora chiuse, ed ecco che mi squilla il telefono. Spingo l’impossibile per uscire dal treno, appena prima che si chiudano le porte. Rispondo, e’ lei.

“Hey, siamo al Gas Panic. Gas Panic! Scusa non prendeva dentro, sono uscita. Ti aspetto qui fuori“.

Ok, mi dico, e’ l’ora della resa dei conti.

Ma questo, la prossima puntata.

つづく

 

(*) Nota: Bugger, slang largamente utilizzato in Australia per “chi se ne incula”. Detto con la nonchalance con cui un veneziano dice ghe sboro, con connotazione che quasi perde il suo valore di parolaccia, alle volte. Dipende dal tono con cui la si dice, comunque.

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15 risposte a “Due a caso tra i 130 milioni

  1. Ory martedì 28 ottobre 2008 alle 6:57 pm

    ipotesi che non hai vagliato: magari Momoka e l’amica volevano andare a casa del giappo, ma un po’ per la mancanza di metri quadri in casa del giappo, un po’ perchè tu non eri il suo tipo, dovevano liberarsi di te; quindi il tutto non era altro che una contorta messa in scena per mandarti a casa, ma tu hai voluto “capire” e così le due giappine sono dovute uscire da casa del giappo e andare al Gaspanic, fingendo di essere state lì tutta la sera….lo so, è macchiavellico, ma potresti giurare che i giappi non possono arrivare a tanto?

  2. albino martedì 28 ottobre 2008 alle 7:36 pm

    Ory, la prossima volta che ti vedo ti sculaccio!

  3. Giada martedì 28 ottobre 2008 alle 7:40 pm

    azz…le tue avventure sono meglio di un drama!!!Non vedo l’ora di leggere il seguito *_*

  4. kirù martedì 28 ottobre 2008 alle 8:33 pm

    Toglimi una curiosità… ma questi due uometti giappi avevano mai messo piede fuori dalla Giapponia?

  5. albino martedì 28 ottobre 2008 alle 8:38 pm

    Si, uno ha vissuto 2 anni a Londra, l’altro 2 anni in USA.

    Essenno’ come ci parlavano in inglese con me, schiusa?

  6. Akanishi martedì 28 ottobre 2008 alle 10:26 pm

    ecco, vedi.

    Siccome tu sei uno sveglio, hai messo insieme i pezzi del puzzle in 1/4 d’ora di riflessione.

    E siccome tu sei anche un signore (ghe sb… per lo meno un po’ più dei giappi, s’intende) non eri tu il responsabile della reazione delle 2 giappine, che infatti alla fine ti hanno dato udienza.

    Il peggio è… quando càpita d’incazzarti perché non ti danno spiegazioni, poi ci pensi su, e alla fine realizzi con atroce consapevolezza che hanno avuto ichiman buoni motivi per mandarti affanculo (succede spesso a chi è signore sì, ma poco sveglio, come Aka ad esempio).

    E’ terribile riconoscerlo, ma a volte il metodo di non spiegare niente funziona… serve ad aguzzare l’intùito maschile.

    Hai visto Kirù, Albino aveva fatto bene a insistere.

  7. Akanishi martedì 28 ottobre 2008 alle 10:27 pm

    e a proposito… era OVVIO che si trattava del GAS PANIC! potevi telefonare a me se loro non rispondevano!

  8. Akanishi martedì 28 ottobre 2008 alle 10:29 pm

    comunque…. ho sempre sostenuto che i giappi maschi sono un cocktail implosivo di cafonaggine e timidezza….

    ma non credevo fosse così vero!

  9. albino martedì 28 ottobre 2008 alle 10:31 pm

    Aspetta vecchio, aspetta… non e’ ancora finita.

    Aspetta soprattutto a dirmi che sono un signore. Ti faccio notare, se non si e’ ancora capito, che quando mi e’ giunta quella chiamata ero incazzato come una biscia, uno.

    E due, avevo desiderio di vendetta. Perche’, ricordo, sono stato trattato da culo non per causa mia. Un ocidentale si sarebbe curato della mia reazione, del fatto che potessi rimanerci male.

    Conta che se non le chiamavo sarei stato cestinato e non le avrei mai piu’ riviste senza aver fatto nulla di male, nulla di sbagliato. Solo per il fatto di essere stato li’ mentre quel coglione che manco conoscevo cercava di portarsele a casa.

    Ti pare modo di comportarsi??

    E infatti, vendetta arrivera’. Alla prossima.

  10. albino martedì 28 ottobre 2008 alle 10:35 pm

    ah… ora vedo gli altri commenti. Ovvio un cazzo, che minchia ne so io del Gas Panic! A me l’hip hop fa pure cagare, tra parentesi. Io al telefono avevo capito “Pani”…

    Un’altra cosa che mi ha fatto incazzare ancora di piu’.. brutta idiota che non e’ altro, sa che non conosco i posti, le seccava essere un pelo piu’ chiara??? E chiamarlo magari GAS panic, non Panic e basta?!?! E scusa.

  11. Tonari mercoledì 29 ottobre 2008 alle 6:44 am

    Eeeeh ma tu secondo me avresti dovuto riallacciare i rapporti la mattina successiva, a mente fredda (se la cosa ti interessava) provando a invitare la tipa per un appuntamento a due.

    Però in questo caso appoggio il tuo desiderio di conoscenza.

  12. Akanishi mercoledì 29 ottobre 2008 alle 4:33 pm

    ma quale hip hop del cavolo, è noto che il Gaspanic (anzi i Gaspanic, ce n’è piu d’uno) è IL posto dove si va solo per rimorchiare…

    …difatti non ci ho mai voluto metter piede!

  13. kirù mercoledì 29 ottobre 2008 alle 4:36 pm

    Che spiegazione è “essennò come ci parlavano inglese con me”? ^^; Potevano essersi benissimo fatti corsi su corsi con insegnanti madrelingua, eh! Nel post non specifichi il loro livello d’inglese, io che minchia ne so?
    Chiusa questa parentesi, la risposta cmq mi ha stupito assai: i giapponesi che hanno vissuto all’estero (2 anni, poi!), solitamente sono un po’ più svegli ed un po’ meno giapponesi dei loro conterranei che non hanno mai messo piede nel selvaggio west… questi erano proprio senza speranza :-/

    Aka, sul fatto di insistere… Io purtroppo sono occidentale, e ragiono da occidentale… Non mi comporterei mai come le giappine… Prima di tutto non direi mai di fronte a quelle persone che io e la mia amica vogliamo andare in disco per i cazzi nostri; estenderei l’invito anche all’indesiderabile e poi non lo cagherei per tutta la sera (potrebbe pure decidere di non venire, meglio ancora), facendogli capire chiaro e tondo che non è aria, oppure inventerei una scusa per giustificare il fatto che non vado a casa in treno con Albino, tipo che vado a dormire dalla mia amica o qualche cazzata…
    Detto questo, di fronte ad una che mi dicesse “no grazie, vado via per i cazzi miei”, la manderei in mona e ciao! 😉

  14. albino mercoledì 29 ottobre 2008 alle 5:49 pm

    Gia’, gia’.
    Quoto totalmente Skippu. Pure io non l’avevo capita sta mossa.

    Aka: IL locale? A me sinceramente e’ sembrato A) mezzo vuoto, B) povero di fanciulle, C) Pieno di maschi in caccia.

    Ma forse era solo la serata in cui c’ero io che era down. Boh.

  15. Akanishi giovedì 30 ottobre 2008 alle 12:55 am

    Skippu, niente da eccepire, anzi grazie di aver fornito dettagliatamente il contraltare comportamentale giappina media/venetina media…

    …però è un fatto che se Albino vuole interagire con giapponesi (giappi o giappine che siano) è giocoforza che s’inoltri negli anfratti della loro psiche. E certo se fosse andato via sbottando “bugger” avrebbe avuto assai meno da raccontare sia a noi che a sé stesso, che è più importante.
    L’unica battaglia che si perde è quella che si abbandona!

    Albi: ma te lo sto dicendo… il Gaspanic è un postaccio!
    …se già ai miei tempi era noto per essere pura zona di caccia, è evidente che con una fama così, il posto si spopola di fanciulle e si popola di desperados in men che non si dica!

    per la prossima volta ségnati: il Muse o lo Yellow a Nishi-azabu. A Shibuya, prova al Womb per esempio, o il Nuts (pochi gaijin, ma è un locale hip-hop) oppure il [cazz, non mi ricordo il nome!]

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