Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Flessibili come una lastra di marmo

Visto che io non imparo mai dai miei errori, continuo imperterrito ad uscire con gruppi di giapponesi, e fatalita’ capita sempre la seguente formazione: 2 femmine giappe, un maschio giappo, io. Non chiedetemi perche’ sia sempre cosi’, perche’ non lo so.

Ora, ieri sera esco a cena con sti qua.

Si parla, si ride, si scherza, si cena, si va al pub. A questo punto, sti 3 iniziano a parlare in giapponese. Solo giapponese. Io, per quanto mi sia sforzato, non ho capito un cazzo di quello che dicevano. Parlavano troppo veloce, troppo difficile per me. 

Ora come ora, se mi si parla in giapponese io ci capisco anche… se mi si parla piano e se si usano parole semplici… Diciamo che parlare con me in giapponese e’ come parlare con un bambino di un anno. Ecco.

Voi a questo punto vi starete chiedendo se ho spiegato loro tutto cio’. Ovviamente si’.

Ho  chiesto loro di parlare un po’ piu’ facile. Mi hanno detto ok, e hanno continuato a parlare allo stesso modo. Slang assurdi, parole mai sentite, strutture delle frasi incomprensibili. Boh.

Ho anche chiesto loro di spiegarmi qualche parola che non capivo. Mi ripetevano la parola esattamente come l’avevano detta prima, poi mi tiravano fuori 87 sinonimi detti alla velocita’ della luce… quando vedevano che continuavo a non capire, mi dicevano la traduzione inglese. Traduzione di una parola giapponese detta veloce che non avevo capito che parola fosse, ne’ che situazione fosse, ne’ che discorso fosse. 

Insomma, farsi spiegare una cosa da un giapponese e’ praticamente impossibile. Sembra che non abbiano in testa il concetto del fatto che tu non possa capire quello che stanno dicendo.

Dopo un paio d’ore di quella solfa mi sono alzato e sono andato via, con una scusa.
Verso l’una di notte, una delle ragazze mi ha scritto un sms chiedendomi scusa se mi sono sentito lasciato fuori. Le ho risposto che vada tranquilla, che non e’ colpa sua. IN ITALIANO.

Non so cosa pensare. Davvero. E’ colpa mia se non capisco, ovviamente… siamo in Giappone, bisogna parlare giapponese. Mica ci posso fare niente.
D’altra parte, un po’ di flessibilita’ da parte loro non guasterebbe. Se io sono in gruppo con 3 italiani e ho uno straniero che non capisce a fianco, per lo meno gli traduco quello che si sta dicendo. Lo rendo partecipe, magari.
Cosi’, per buona educazione. 

Posso dirvi? Capisco fortemente quelli che se ne stanno solo tra occidentali, e frequentano le giappe solo x trombare. Parlando sempre, rigorosamente in inglese.
Perche’ se l’altra opzione e’ uscire con loro e fare l’handicappato come ho fatto io ieri, che senso c’e’?

Annunci

7 risposte a “Flessibili come una lastra di marmo

  1. kirù lunedì 3 novembre 2008 alle 4:38 pm

    Quando il tuo livello di giapponese sarà migliorato, supererai tutto ciò.
    Comunque ho notato anche io questa cosa nei giapponesi… se gli fai notare che non hai capito, ti ripetono la stessa identica frase alla stessa identica velocità… grrrrrr

  2. GIADA lunedì 3 novembre 2008 alle 9:44 pm

    purtroppo il giapponese parlato (come ogni altra lingua del resto…) è totalmente differente da quello che studi e penso tu te ne sia reso conto! Se posso consigliarti, guarda tanta tv tenendo sempre il dizionario sotto mano, scriviti tutte le formule particolari che non conosci e non appena ti trovi a parlare con qualche giappo usale! Tanto le particelle del parlato sono sempre le stesse gira e smissia, ci farai l’abitudine. Il problema sarà allenare l’orecchio, ma come ti ripeto, la televisione e i drama che io prendevo a noleggio e guardavo sottotitolati in giapponese, aiutano davvero molto. Per quanto riguarda l’atteggiamento dei giapponesi…bé, io non li amo molto, o meglio, preferisco quelli che hanno vissuto fuori dalla loro isola per un po’ di tempo e hanno la mentalità più aperta. Gente strana….

  3. eppols lunedì 3 novembre 2008 alle 10:17 pm

    ma vedi che mi capito` la stessa cosa negli usa.
    il mio inglese era pessimo, e non riuscivo a seguire, men che meno in un pub affollato dove non riesci a separare il discorso dal casino attorno. sicche` mi sentivo un rincoglionito tutto il tempo.
    ovviamente gli americani non pensano che non parli bene l`inglese e quindi non intervieni: pensano che sei un rincoglionito.

    e non fanno nessuno sforzo.
    io farei uscite individuali con giappe che parlano inglese. almeno gestisci tu il discorso.

    forza, su, mecmipraud.

  4. Tonari martedì 4 novembre 2008 alle 6:43 am

    Tranquillo Albino: dopo 10 anni che studio giapponese e 1 e mezzo passato nell’arcipelago pure io faccio una fatica enorme a stargli dietro e spesso e volentieri, come mi pare di averti già detto, scatta la battuta, tutti giù a ridere e tu lì come un coglione perché non hai capito.

    Poi scusa pure te, esci con qualche occidentale ogni tanto, sei a Tokyo cristo mica a Takasago. Sti qua tra l’altro lo sapevano bene l’inglese?

    Quelli che parlano solo in inglese in Giappone (e per estensione quelli che pretendono di vivere in un posto senza almeno cercare di confrontarsi con la lingua del luogo) sono la razza peggiore che conosca, spero che non diventerai così. Ottimo modo per non inserirsi nella società in cui si vive, poi magari si lamentano pure che stanno male. Pessimi.

  5. Akanishi a Roma mercoledì 5 novembre 2008 alle 12:01 am

    guarda, per quel che e’ la mia esperienza fanno tutti cosi’. tra omo-etnici si mettono a parlare la loro madrelingua e l’eventuale etero-etnico si arrangi. Fanno cosi’ anche i triestini quando ce’ un terrone che non capisce il dialetto loro, e gli sloveni del carso, anche quando parlano benissimo italiano.

    dai che tra poco ti trovo il contatto nord-estino!

  6. Akanishi a Roma mercoledì 5 novembre 2008 alle 1:19 am

    percche” non e’ comparso il mio commento?

    dicevo che la cosa di stufarsi di tradurre e finire per escludere i non-madrelingua la fanno tutti, anche i triestini quando parlano dialetto e gli sloveni del carso, anche se parlano benissimo italiano (gli sloveni, non i triestini… loro proprio non ci riescono! 😉

    cio’ non giustifica cmq, io trovo questo atteggiamento estremamente maleducato.

  7. nicola martedì 28 luglio 2009 alle 6:37 am

    Hehe, anche io mi sono incazzato quando a Kyoto son ouscito con 5 Giapponesi che parlavano perfettamente Italiano ma ovviamente discutevano tra loro in Giapponese lasciandomi fuori… ma poi quando ho provato la situazione inversa (la mia ragazza Giapponese che convive con me in Italia) ho scoperto che è molto difficile tradurle tutto, e alla lunga ci si stanca veramente di tradurre…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: