Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Lingua felpata

Copincollo dal sito del Giornale.

Roma – Centinaia di quintali di olio sono state sequestrate in tutta Italia. La filosofia della “tolleranza zero”, portata avanti dal ministro delle Politiche agricole, Luca zaia, vale per tutti.  
[bla bla bla] …una vigilanza costante e capillare – assicura il ministro leghista – per sostenere i produttori onesti bisogna innanzitutto sconfiggere la concorrenza sleale e difendere il vero made in Italy”.

E gia’ qui viene da pensare… made in Italy? Ma cos’e’ che hanno sequestrato, poi? Olio proveniente dalla Cina?
Invece no, leggete un po’…

Tolleranza zero Grazie al programma straordinario di controllo, attivato da dicembre su espressa volontà del Ministro, sono stati sequestrati oltre 450 quintali di olio pronto per essere esportato negli Stati Uniti con la dicitura di olio extravergine di oliva, olio d’oliva e olio di sansa di oliva ma risultato in realtà essere olio di semi di soia e olio di semi di soia colorato. 

Ora, viene spontaneo chiedersi… gli americani sarebbero stati in grado di capire che quello non era olio d’oliva? Mah!

Fossi il ministro, io i carichi sequestrati li manderei lo stesso. Magari il ministero fa su due soldi extra. 

Tanto, con il gusto per il cibo statunitense, gli si potrebbe rifilare qualsiasi cosa. Ricordate che mangiano la pizza con l’ananas e pranzano bevendo cappuccino. E qui ho detto tutto.

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3 risposte a “Lingua felpata

  1. Ory venerdì 30 gennaio 2009 alle 6:57 pm

    Caro Albino, so che sei una persona molto intelligente, ma questa volta hai beccato una buccia di banana!
    Lavorando in un laboratorio di analisi chimiche e, in particolare, occupandomi di controllo di genuinità e studio difetti organolettici su alimenti ti posso dire che ci sono un sacco di consumatori capaci di “sgamare” un prodotto non conforme, anche tra quelli che comprano solo al discount (e quindi, forse ma non è detto, non hanno mai assaggiato cibo veramente di qualità); inoltre, anche una sola cattiva pubblicità può far crollare le vendite di un certo produttore, o, in questo caso, rovinare tutta l’immagine del cibo made in Italy (e, ancor di più in questo momento, dobbiamo puntare sulle esportazioni); ti assicuro poi che perdere la fiducia del cosumatore è facile, riacquistarla è costosissimo!
    Altro punto, la soia è uno degli allergeni peggiori, quindi spacciare olio di soia per olio di oliva non comporta solo un danno di immagine, ma può causare seri problemi alla salute (tra cui la morte) .
    Scusa se ti par poco…

  2. Tonari sabato 31 gennaio 2009 alle 7:54 am

    Ha ragione Ory Albi, gli americani se ne sarebbero accorti.

    Bisognava esportarlo in Giappone.

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