Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi Mensili: maggio 2009

Mozione popolare

Caro amico lettore,

Da oggi parte una nuova iniziativa di Mondoalbino – Scegli tu il tema del blog.

Orsu’, vota anche tu e dimmi di cosa vuoi che ti scriva. Preferisci che il tema del prossimo post sia:

– Il fatto che in Malesia al posto della carta igienica c’e’ un tubo per l’acqua, che viene usato per lavarsi le mani dopo che le si e’ usate _AL POSTO_ della carta igienica.

– Il fatto che tirar su figa in Malesia e’ automatico, con l’unica piccola controindicazione che dopo le devi pagare

– Il costo assurdo dell’alcool in un paese musulmano

– Le disavventure di albino in treno, che a momenti viene trucidato da un indiano baffuto (sempre piaciuto) per aver guardato la sua donna di 25 anni piu’ giovane per piu’ di 1 millisecondo

Coraggio, vota nei commenti!

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Cogito ergo Sudo

Sono arrivato qui all’equatore. Ci sono 35 gradi, e non dico all’ombra perche’ tanto il sole non si vede, quindi non e’ che faccia differenza. Il sole e’ un pallido disco giallognolo che sta altissimo nel cielo, coperto non da nubi ma da strati di umidita’.

Qualsiasi cosa respiri suda qui, solo per il fatto di respirare. Piu’ naturalmente il pecorino, che suderebbe alla grande se ce l’avessero. Forse e’ per questo che qui non mangiano formaggi?
Ah, tra parentesi sono andato in supermercato (se cosi’ si puo’ chiamare – la prossima volta vi mando foto). Beh… non hanno il latte. Non lo tengono!

In compenso ho visto degli ananas col ramo attaccato sotto e delle banane sul casco che devono essere TROPPO buone!

Qui i prezzi sono miserabili, proprio. Cioe’… costa tutto tipo un decimo!

Di seguito alcune foto, senza commenti perche’ non ho palle. Chi e’ mio amico su facebook le ha gia’ viste, chiedo venia.

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Tanto per cambiare

Cari lettori,

Vi comunico che per la terza volta dall’inizio del 2009… cambio continente!

Vorrei tanto dirvi che lo faccio per me, per la mia vita, per la mia carriera ecc… ma la pura e semplice realta’, lasciatemelo dire, e’ che ho bisogno di cambiare un po’ aria per dare nuovo lustro, significato & linfa vitale a questo blog. Sono bravo a mentire, ah?

Ad ogni modo. Da domani mattina se mi volete mi potete comodamente trovare spaparanzato davanti al condizionatore d’aria a Kuala Lumpur, Malesia.

Il fuso orario che ci divide ora, per chi mi segue dall’Italia, e’ +6 ore. Per gli australiani che mi leggono dalla east coast sono a -2 ore, per Tonari che mi legge dal Giappone sono a -1. Per Akanishi dal Quebec mi trovo a +12 ore rispetto a te.

Per chi non avesse idea di dove si trovi la Malesia, ecco una mappetta esplicativa.

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Esattamente. Da domani mi trovo nel pieno dell’equatore. Che l’ascella sia con me.

L’erba voglio

Vorrei poter rivivere gli ultimi 3 anni delle superiori e il primo anno di universita’. Solo quelli da rifare, poi prometto che torno al presente, felice & contento.

Vorrei avere una casa mia, con un letto, un armadio, una camera tutta per me. Ci farei un bagno alla giapponese, con tanto di console comandi sul water. Avrei dei muri dove appendere dei quadri. Ogni tanto ne vedo di carini ma mi manca la parete dove appenderli.

Vorrei avere la Apple Time Capsule. Full stop.

Vorrei che la Juve l’anno prossimo vincesse lo scudetto. Vorrei che la sentenza del giudice sportivo venisse ribaltata dalla giustizia ordinaria e che i due scudetti che ci hanno rubato ci venissero restituiti. Vorrei che saltasse fuori finalmente la prova del complotto operato da Moratti con l’amico Tronchetti per sabotare Juve e Milan.

Vorrei abbattere le ingiustizie nel mondo, prima fra tutte il fatto che Akanishi non tiene piu’ un blog (di cui io sia a conoscenza – magari ce l’ha ma non me l’ha detto perche’ questa volta critica e cogliona me). Non e’ giusto che solo lui ora sia in grado di farmi commenti caustici.

Vorrei pubblicare i miei libri e diventare famoso al punto da venirmi richiesto di scrivere una rubrica su un giornale, al punto da essere intervistato on a regular basis o invitato – che ne so – a Matrix, o da Fazio. Mi trasferirei in Giappone per x mesi all’anno (dove 6<x<=9) prendendo una artist visa, sarei padrone del mio tempo. Farei frequentissimi viaggi in Italia, e alla fine dei conti 3-6 mesi all’anno li passerei all’estero tra Belpaese, Australia, o naturalmente in vacanza da qualche parte. Tutto questo a mia squisita, egoistissima discrezione.

Vorrei fare un viaggio spaziale. Vorrei stare in orbita in assenza di gravita’, vedere la terra dall’alto. Vorrei andare in Antardide a bordo di una rompighiaccio e fare immersioni tra i pinguini, vorrei farmi la transiberiana a bordo di un Defender. 

Vorrei stare con la persona che amo. Amore ricambiato, per la prima volta in vita mia. Niente di piu’, niente di meno.

Sapevatelo

Amici italiani, italiofoni & non-italiofoni-che-usano-google-translate. Che cosa sapete di me e del mondo su cui poggiate ignorantemente i piedi ogni giorno?KnowledgeManagementITSM01 Vediamo un po’ quanto vale il vostro Sapere.

Lo sapevate che…

Sapevate che in Australia non ho una casa ma sono ospitato da amici e sto dormendo su un letto da campeggio da piu’ di un mese, in attesa di essere trasferito in Malesia? La mattina piego il letto e lo metto in un angolo, e la stanza viene usata come studio.

Sapevate che non sono single?

Sapevate che possiedo un paio di bellissimi pantaloni rosa pagati 90 euro in Italia quando il rosa per uomo spaccava (2005) e mai usati in Australia, visto che qui non si sanno vestire?

Sapevate che, sconsolato, ho lasciato quei pantaloni a mio fratello ma neanche lui se li puo’ mettere, per quanto Melbourne sia trendy?

Sapevate che ogni tanto all’estero ti capita di incontrare delle italiane che non vogliono avere a che fare con italiani, per paura di italianizzarsi troppo?

Sapevate che sono 2 anni che non vado con un’italiana, ma non per questione di lingua, bensi’ perche’ ho scoperto che c’e’ di gran meglio in giro?

Sapevate che in Australia la maggior parte della gente al sabato sera gira in maniche corte anche con 5 gradi? Sapevate che le donne con 5 gradi girano in vestitino con le spalline e a piedi scalzi?

Sapevate che gli extracomunitari qui sono le persone piu’ affidabili e sicure? Il peggior incontro che puoi fare in Australia e’ con un gruppo di australiani ubriachi, come e’ capitato a me & fratello sabato sera. Quando cammini in un vicolo buio di notte e incroci qualcuno, se vedi che e’ un cinese di solito fai un sospiro di sollievo.

Sapevate che la soluzione adottata dal governo italiano per rimandare i clandestini in Libia e’ considerata normalissima ed e’ adottata dalla maggior parte dei paesi del mondo?

Sapevate che il mio primo amore mi ha aggiunto su Facebook, e che se me lo fossi raccontato 2 anni fa non c’avrei creduto?

Sapevate che il mio secondo e ultimo amore e’ convinto (ma non lo dice) che tornero’ in Giappone per lei per la seconda volta e che sente (ma non se ne rende conto) che questa volta i tempi saranno maturi per stare insieme? Sapevate che sono molto piu’ propenso all’idea di farle prendere coscienza dei suoi sentimenti quando le diro’ che non vado piu’ in Giappone, piuttosto che andarci di nuovo e prendermi un altro due di picche? 

Sapevate che la persona cui ho detto “ti amo” di piu’ non e’ nessuna delle due sopracitate? Sapevate che a differenza delle altre non e’ mia amica su facebook?

Sapevate che con un conto a spanne ho messo la lingua in bocca a 14 delle mie amiche di facebook?

Quante di queste cose sapevate? Quante ancora ne volete sapere?

The place to be (in summer)

 Ah, vi ho detto che domani pomeriggio vado nella citta’ piu’ bella del mondo per il weekend? Peccato ci siano 87 gradi sotto zero…

Oggi parlavo con un mio collega a pranzo. Gli dicevo: “se Melbourne avesse il clima di Brisbane, avrebbe come minimo 20 milioni di abitanti”.  Eh gia’. 

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An S.O.S. to the world

Tanto per cambiare, fra una settimana cambio continente. Non so se ve l’avevo detto, ma e’ da un mese (oggi) che dormo in un letto da campeggio nello studio di un amico. La mattina mi alzo, sbadiglio, piego le lenzuola, piego il letto e ripongo tutto in un angolo per la notte. La sera, operazione inversa.
Da un mese le mie cose sono chiuse dentro la valigia con cui sono tornato dal giappone. Cioe’… le tiro fuori di continuo, intendiamoci. La mia valigia e’ il mio “armadio”, al momento… capito come?

Oggi mi e’ venuto un attacco d’ansia, dopo pranzo. Sapete, di quelli in cui senti l’aria pesante, ti viene da correre o da urlare e ti chiedi: ma io che faccio? Chi sono? Dove vado?

Beh, vediamo. Se la vita fosse un’equazione, la mia avrebbe  innumerevoli parentesi aperte. E io sto iniziando a perdere il filo del calcolo che stavo facendo.
Al momento mi trovo senza un posto dove mettere i miei effetti personali, senza un piano per il futuro che vada piu’ in la’ dell’estate, senza sapere in che posto mi trovero’ e cosa faro’ di qui a 10 giorni. Non mi metto neanche a pensare all’anno prossimo senno’ vado in tilt.

Ho amici sparsi per il mondo, mi mancano tutti. Eppure continuo a girare, faccio nuove conoscenze, espando ulteriormente il mio giro di amici che perdero’ prima o poi.

E mi chiedo. Non sarebbe piu’ facile avere un bel mutuo, tornare a casa propria la sera, una casa di cui prendersi cura? Non sarebbe piu’ facile avere una compagna che si stringe a te la notte prima di dormire, non sarebbe piu’ facile avere un lavoro di cui ci si accontenta?
Perche’ invece dev’essere tutto cosi’ difficile? Perche’ sogno queste immagini di vita normale, ma quando queste assumono anche un barlume realta’ scappo, impaurito dalla Noia, dalla paura della depressione che sono convinto si porterebbero prima o poi dietro?

Forse dovrei trovare una donna disposta a girare senza meta come me… Gia’. Chissa’ dov’e’ adesso la mia meta’?
Magari in un ufficio giapponese a masticare nervosa un cappuccio di penna in preda all’Ansia da Noia, oppure in mezzo al Borneo a realizzare il suo desiderio di Vita, ma magari a chiedersi dove cazzo mi trovi io?

Cogliona, chiunque tu sia, sono qui. Brisbane, Australia. Beh, ecco… mi trovi qui fino alla settimana prossima, poi sono a Kuala Lumpur in Malesia. Ah, ma non venire qui a cercarmi nel weekend… sono a Melbourne, a qualche ora di volo di distanza.

Ecco. Beh insomma, scrivimi… poi ti dico dove mi trovo, con calma.

Bigamia

Hai presente quando vedi qualcuno che porta avanti due relazioni contemporaneamente, e pensi “che persona di merda”?

Ecco.

Capita invece a volte di trovarsi in mezzo a scelte complicate, tra due cose entrambe troppo importanti da poter essere scartate.  E’ come se avessi due figli e ti chiedessero: uccidine uno dei due.

Certo, con questo non voglio difendere la categoria degli egoisti, dei doppiogiochisti, dei superficiali. E’ che a volte, in certe situazioni, proprio non ce la fai a scegliere. E porti avanti una doppia vita, cercando di ritardare a colpi di menzogne il momento in cui dovrai fare la scelta che non vorresti dover fare mai.

Non sto difendendo certi egoismi, ripeto. Stavo solo pensando a questa cosa. Io non mi trovo in mezzo ad una situazione del genere, piuttosto la mia e’ una scelta da fare tra due opzioni cosi’ cosi’… io sono in bilico nell’attesa che una delle due opzioni si faccia fuori da sola, diventando peggio di quello che avevo pensato, oppure che diventi all’improvviso “quella perfetta”.

Non so se sia mai successo anche a voi, ma a me personalmente il trovarmi di fronte a due opzioni entrambe allettanti ha sempre portato male. Gia’, perche’ in un battito di ciglia mi sono sempre ritrovato dall’avere due opzioni all’averne zero. Che e’ molto peggio, per quanto possa essere doloroso vivere l’incertezza.

Voi che ne pensate… meglio la bigamia o il pugno di mosche?

La via crucis della Pubblicazione

Gentili lettori di ‘sto blogghe,

come alcuni di voi sanno (e hanno letto), io sono l’incompreso autore di due romanzi due, attualmente inediti. Anzi, vi dico di piu’… sono a pagina 10 del terzo, che e’ una figata, ho scritto la trama del quarto e ho avuto proprio l’altro giorno l’idea per il quinto. Auguri a me!

Comunque. Tralasciando il primo romanzo, attualmente nelle mani un agente che se ne sta occupando, cio’ di cui vi volevo parlare e’ il secondo. Partirei dal fatto che la storia e’ una figata, che e’ scritto benissssssssimo e che potrebbe essere facilmente un best seller, se solo uscisse con l’editore giusto. Ma del libro vi parlero’ dopo… lasciatemi solo dire che tutti quelli che l’hanno letto finora l’hanno trovato molto bello. Comunque.

Da alcuni mesi sto cercando di pubblicarlo, ma mi par di aver capito che in Italia funziona cosi’:
-il 90% della popolazione scrive e cerca di pubblicare.
-non pubblichi se sei un esordiente e/o se non hai un paraculo.
-se trovi da pubblicare di solito viene fuori che e’ una mezza inculata.

Vi faccio alcuni esempi dei contratti editoriali che mi sono arrivati. Mi ha scritto un editore, si dice entusiasta del mio libro. Buona distribuzione, bella casa editrice – sembra. Grandi promesse. Poi mi chiede di dargli 2780 euro per comprare 200 copie del mio stesso libro. Ma io dico… credi in me o no? Il profitto lo fai con la vendita del mio libro o lo fai su di me?

Mi scrive un altro editore. Mi chiede 400 euro per pubblicare, e vuole vendere il libro a 18 euro la copia, per poi vedere come va. Segno che si intasca i 400 euro, stampa due stronze copie, prova a venderle, mi dice che nessuno l’ha comprato (per forza, chi compra un esordiente a 18 euro?!?) e il libro muore la’.

Mi scrive un altro editore. Ha una catena di distribuzione che fa pieta’. Tipo in Veneto distribuisce in 9 librerie, 3 delle quali sono cartolibrerie. In provincia di Treviso e Venezia (i miei bacini principali di lettori) il mio libro sarebbe acquistabile solo in due librerie. Una a Marghera e una a Venezia (isola – no terraferma). Certo, c’e’ sempre la possibilita’ di comprare on-line… ma non e’ la stessa cosa.

Mi scrive un altro editore. Mi propone un contratto di pubblicazione che ve lo vorrei far vedere. In pratica rinuncio a TUTTI i diritti sul libro. Prendo il 10% del prezzo di copertina ma a parte quello il libro non e’ piu’ mio. L’editore puo’ fare quello che vuole di me e del mio libro, tipo se pubblico qualcos’altro con altri editori puo’ rifarsi su di me in futuro perche’ non ho pubblicato con lui… eccetera.

Insomma, un’inculata su tutti i fronti. Mi dispiace perche’ la gente continua a chiedermi “quando uscira’ il tuo libro?” e io continuo a rimandare… sigh.
Chissa’ se un giorno ce la faro’…

Qualita’, convenienza, cortesia. E ampio parcheggio.

Oggi mi sono dovuto svegliare alle 6:15 per andare a fare le visite mediche per il mio visto australiano. Sempre per il principio secondo cui in Australia la sinistra e’ molto piu’ a destra di Mussolini, per ottenere la residenza qui ti chiedono una lista di credenziali, esami etc. che non finisce piu’. Altro che la Bossi-Fini.

Alle 8 avevo appuntamento al 340 di Adelaide Street adel(Vedi figura). Questo quello che mi aspettava.

1- Coda allo sportello. Consegna dei moduli pre-scaricati e compilati via internet, esibizione del passaporto, pagamento.

2- Seduta sul seggiolino a sinistra, prego sorrida, e viene fatta la foto da applicare alla pratica.

3- Attesa per esame del sangue.

4- Esame del sangue.

5- Attesa per visita medica.

6- Visita medica consistente in: altezza, peso, visita oculistica. 

7- Consegna della boccetta da riempire per esame delle urine, pregosiaccomodi quellae’laportadelbagno.

8- Attesa per raggi X.

9- Radiografie ai polmoni.

Beh, non ci crederete. Pareva una staffetta. Cioe’, neanche il tempo di dire “buongiorno come va?”… pareva una corsa ad ostacoli. Morale: alle 8:25 ero fuori.

In ascensore trovo l’infermiera (bona, tra parentesi – tipo 26-28 anni?) che mi ha fatto l’esame delle urine. Le faccio: “wow, sono le 8:25. In Italia alle 11 sarei stato ancora qui a fare code“. Ride, mi dice “eh si“, ma poi si apre la porta dell’ascensore e se ne va, troppo impegnata per fare conversazione.

Da qui, due considerazioni.
La prima: Anche in Italia gli statali sgambettano cosi’… 
La seconda: Quando ho fatto la visita medica per prendere il Certificato di competenza per le ferrovie australiane, durante l’esame delle urine l’infermiera e’ entrata in bagno con me a guardarmi il ciccio mentre facevo pipi’, per essere sicura che non imbrogliassi. Ovviamente aveva 60 anni. Questa invece, guarda caso, non e’ entrata. 

E ora i commentatori possono pure scatenarsi in commenti canzonatori & di bassa lega.

La mia nuova vita in Australia

Dunque, cari lettori. Dov’eravamo rimasti?

Ah si, ero tornato in Australia. Al momento sto facendo le carte per prendere il visto di residenza (il cosiddetto Permanent Resident, abbreviato PR) per l’Australia. In pratica, una volta ottenuto questo visto saro’ in grado di andare e venire in Australia a mio piacimento… almeno finche’ non cambiano la legge.
Per questo visto mi richiedono documentazione varia, tra cui visite mediche, police clearance, etc… e un esame d’inglese. Cioe’… vivo e lavoro in Australia da quasi 4 anni (esclusa la parentesi giappa) e lorsignori vogliono sapere se parlo inglese? Mah.

A parte questo, sto vivacchiando in quel di Brisbane. Da quando sono qui sono uscito un po’, tanto per confermare che nulla sia cambiato (Brisbane e’ il paradiso del ventenne… uscendo la sera si incontra gente dai 18 ai 26, massimo… tipo che ad una certa eta’ la gente smette di uscire? Tipo che si sposa? Boh). Ora voi mi direte: che culo! Vai e tira su qualche biondina di 20 anni e 45 chili, col vestitino di un metro quadro di cotone con le bretelline e il sandalo con l’unghia bianca de fora*? (*questa la capisce solo una persona, ndA)
Si… e poi che le dico? Che i due neuroni che si trova in testa stanno affogando nell’alcool e gridano per un salvagente?
Si parlava di questo proprio sabato sera, coi due amici con cui sono uscito. Cioe’… non abbiamo piu’ l’eta’ per ste cose. A 20 anni bisognava venire qui, non a 30. Questa e’ la verita’.
O forse anche neanche a 20, visto che a quell’eta’ ero uno stronzo idealista che credeva nell’amore puro e piangeva di dolor per essere stato lasciato dal suo amor…  tsk.

Comunque. Domenica sono andato ad un barbecue, e mi sono ricordato di essermi dimenticato che razza di figata sia il vero barbecue australiano, quando ti invitano via sms, sali in macchina, ti fermi al supermercato, compri birre e bistecche e ti presenti a casa di qualcuno.
Qui trovi decine di sconosciuti in giardino, vestiti praticamente da casa (pantalone corto, maglietta, piedi scalzi – le donne magari col gonnellino ma in tema). Arrivi, consegni la carne (che di solito sono sempre quei 2 o 3 che si danno il turno a cucinare), cerchi la vasca da bagno e ci infili le birre.
Gia’, perche’  in ogni giardino aussie che si rispetti c’e’ una vecchia vasca da bagno nei pressi del barbecue, che durante i party viene riempita di cubetti di ghiaccio, dove la gente infila le birre… e poi le va a raccogliere quando se le vuole bere.
Sulla tavola ceste di insalata, di pane, di vari sottaceti e menate… per cui quando arriva la carne ti fai il panino o quello che vuoi, e passi il pomeriggio a mangiare, bere, parlare, conoscere gente, ridere, scherzare.
Mille volte diverso dal barbecue all’italiana, che va organizzato almeno una settimana prima, in cui bisogna incontrarsi per comprare la roba per tutti, invitare la gente con un weekend di anticipo, portare luci, stereo, menate varie, comprare l’alcool per tutti, organizzare x quelli che portano la torta l’insalata di riso le patate al forno e sticazzi vari, e poi passare a chiedere i soldi a tutti. Stress e casino, e divisione equa di quello che viene comprato e consumato.

Oggi cmq e’ martedi, inizio settimana (ieri era festa nazionale), e vorrei fosse gia’ venerdi. Chissa’ come mai.

And the winner is

Da TgCom – Amanti focosi, restano “attaccati”, devono essere soccorsi dal 118

Cassiera lei e guardia giurata lui, entrambi sposati e con prole, da tempo erano amanti. Ma la loro ultima performance erotica, nelle toilette del centro commerciale della Bergamasca dove entrambi lavorano, è diventata un incubo per entrambi. Qualcosa, infatti, è andato storto, e i due sono rimasti attaccati. Alla fine, disperati, hanno dovuto chiedere aiuto al 118 che, ancora avvinghiati, ha trasportato i due amanti all’ospedale.

Tutto è cominciato, riferisce la “Gazzetta dell’Adda”, quando la cassiera, appena terminato il turno di lavoro, ha cercato il suo amante: la guardia giurata ha detto ai colleghi che si sarebbe allontanato qualche minuto per un caffè e ha raggiunto la donna in un bagno. Qui la loro passione ha preso il sopravvento, e i due si sono avventurati in un rapporto anale. Ma qualcosa è andato decisamente storto, e i focosi amanti non sono più riusciti a staccarsi.

Dopo diversi, inutili tentativi, i due hanno dovuto chiedere soccorso al 118: gli infermieri, non senza parecchio imbarazzo, hanno caricato i due sull’ambulanza dopo averli opportunamente nascosti sotto un telo durante il trasporto in barella, e li hanno trasportati all’ospedale per l’operazione di distacco.

L’arrivo dell’ambulanza al centro commerciale, però, non è passato inosservato: attorno all’autolettiga si è infatti radunata una folla di curiosi. Tra questi anche il marito della cassiera, che con il figlio si era recato al supermercato per fare la spesa e stava attendendo la fine del turno della consorte. Quando si è accorto che sotto il telo c’era la moglie e che “incollato” a lei c’era un altro uomo, è svenuto ed è stato soccorso dal personale del 118.

Pochi minuti dopo il malcapitato si è ripreso, e i presenti hanno dovuto faticare non poco per evitare che compisse una follia. Oltre alla scoperta in flagrante e all’imbarazzante figura, la scappatella dei due amanti si è quindi conclusa anche con il licenziamento in tronco della guardia. La cassiera, invece, si è salvata, almeno dal punto di vista lavorativo, poiché al momento dell'”incidente” non era più in servizio.

*   *   *

Ora, signori. Io mi chiedo… questo ragazzino cosa dira’ un giorno, quando sara’ abbastanza grande da capire che cosa ha fatto sua madre?
Se gia’ lo e’, come riuscira’ a presentarsi a scuola di fronte ai suoi compagni?
E poi penso al marito. E non so cosa pensare.

Cioe’… io posso pure capire il tradimento “vaginale”… ma questo e’ diverso dal semplice adulterio. Questo significa il ritrovarsi a fare i conti con tua madre/moglie che da il culo ad uno in un bagno pubblico… cioe’, signori.

Vorrei indire un minuto di silenzio per chi ha subito questo scempio.

Tirando le somme

Dunque dunque… a sentire i 20 votanti scarsi che mi hanno lasciato un feedback, sembrerebbe che:

1) Devo scrivere piu’ assiduamente.
Ok. Questo lo sospettavo io per primo. Scommetto che i 20 polli che leggono sto blog quando accendono il pc controllano nell’ordine Postaelettronica, Facebook, Tgcom, Mondoalbino. Come me insomma, solo che io ho anche Repubblica, Corriere, e Mondoalbino e’ in prima posizione.

2) Devo raccontare di piu’ della mia vita.
Anche questo lo sapevo. In effetti, chi passa da queste parti di solito si aspetta di conoscere le avventure dell’albino-italianoallestero… se racconto di fatti di cronaca, insomma… chissenefrega. Giusto.
Quindi ne deduco che il mio bellissimo post sul divorzio di Silvio non lo potro’ pubblicare. Per una volta che l’avrei criticato…

3) Dovrei vivere ovunque, basta che sia lontano.
In altre parole: se torni in Italia, perdiamo ogni interesse? Bravi, bravi… -_-

4) Cio’ che sogno, sono le due giappine.
Mah… dipende dai momenti ^^;

Domani comunque scrivo di me. Dal lavoro a scrocco, naturalmente.

Tanto per capirci, un paio di sondaggi

Ecco un paio di sondaggi. Se volete potete votare e basta, ma se ve la sentite lasciate pure un commento sotto!

 

 

 

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