Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

歩いても歩いても

Tanto per raccontare qualcosa di banale e visto che tanto siamo in agosto e nessuno mi legge, ieri sono andato a vedere Aruitemo aruitemo, il film di cui parlavo nel post precedente.aruitemo

Il film e’ incredibilmente profondo e di una normalita’ toccante. Lascia esterrefatti vedere come i giapponesi siano in grado di produrre gioielli di assoluta poesia e contemporaneamente fare cagate fenomenali tipo certi splatteroni o certa (il 99%) J-Pop. Ma lasciamo perdere, che noi italiani a mescolare arte e spazzatura siamo anche piu’ bravi di loro.

Una cosa che mi ha lasciato a dir poco perplesso e’ stata la freddezza con cui si trattano i componenti della famiglia protagonista di questo film. Migliaia di cose non dette, formalita’ inutili tra consanguinei, e quella innaturale distanza che non pensavo i giapponesi tenessero anche con i propri consanguinei. Un esempio? Madre e figli che si salutano con una stretta di mano, pazzesco. Io quando torno in Italia e vedo mia madre all’aeroporto le corro incontro e la abbraccio, la bacio, la stringo e la prendo in braccio, poi lei mi da una sberla e mi dice di metterla giu’… uguale no?

stillwalking_forwebLa giappina che viene in Australia di cui sotto, ieri sera al telefono mi raccontava la seguente notizia. In pratica questo weekend aveva pensato di tornare a casa dei suoi per prendersi la valigia grande e un paio di cose che deve spedire a sua sorella quando sara’ in Australia (la sorella vive a Sydney). Beh, i suoi vivono a un’ora di treno da Tokyo, e si sono visti l’ultima volta durante la Golden week a fine aprile. La prossima volta che si vedranno sara’ capodanno.
Sua madre le ha detto che non vale la pena che vada fino a li’, che e’ piu’ comodo se invece le spedisce la roba a Tokyo. Motivo? Il padre deve andare a giocare a tennis e lei (la madre) e’ impegnata, per cui se la tipa va a casa dei suoi questo weekend non trova nessuno (notare che i suoi sanno che doveva tornare da almeno un mese).

1525Cioe’. Ve li vedete due genitori italiani che non vedono la loro figlia da mesi e che perdono l’occasione di passare un weekend con lei perche’ hanno i cazzi loro da farsi? Poi ci si stupisce se i giappi sono freddi.

A questo punto, lasciatemi porre la domanda fatidica, che poi e’ il punto cui volevo arrivare. Una giappina cresciuta con questo esempio di genitori-estranei potrebbe anche essere una discreta madre, ok, ma potrebbe mai essere una mamma come la intendiamo noi?

Annunci

10 risposte a “歩いても歩いても

  1. zs giovedì 6 agosto 2009 alle 7:00 pm

    Per il resto del mondo, il concetto di “mamma come la intendiamo noi” è giustamente ritenuto una forma di malattia psicologica da curare… tranne che qui in italy. I figli vanno fuori casa a 20 anni, anche a calci in culo, altro che stare a farsi mantenere a 35 anni all’università, il cellulare, gli spritz e la mercedes di papi.

    E’ divertente leggerti, senza offesa, perché da quanto scrivi ne esce fuori un ‘personaggio’ in perenne fuga da se stesso e dai suoi desideri più profondi: la mamma, la gnocca, la domenica in chiesa, la pubblicità della barilla, etc.etc. Sai cosa? Sembri più italiano tu e vivi radicato in Italia molto di più tu che tanti che – geograficamente – si trovano in Italia adesso. Questo ovviamente leggendoti. Magari nella realtà non è (solo) così 🙂

    ZS

  2. talon venerdì 7 agosto 2009 alle 3:01 am

    credo dipenda dal padre, può sempre insegnarle ad essere madre…
    del resto anche i vulcaniani hanno emozioni, solo che le tengono più in profondità!
    Il punto è che in italia ci sono certe mamme che inseguono l’autobus della scuola perchè l’autista potrebbe essere ubriaco.
    è questo il genere di mamma che vuoi? O il genere che ti da un bacio sulla fronte per vedere se hai la febbre?

  3. Tonari venerdì 7 agosto 2009 alle 6:02 am

    Quella della stretta di mano tra madre e figlia me pare un po’ ‘na strunzata… tanto più che la stretta di mano è peculiarità occidentale. Eviterei di prendere una scena del genere come punto di riferimento dei rapporti familiari in Giappone.

    Sul diverso atteggiamento genitori giapponesi – genitori italiani concordo (anche se non ne ho molta esperienza diretta).

  4. albino venerdì 7 agosto 2009 alle 6:59 am

    “Per il resto del mondo, il concetto di “mamma come la intendiamo noi” è giustamente ritenuto una forma di malattia psicologica da curare… tranne che qui in italy”
    Ah si? Non e’ che hai un FILINO esagerato con ‘sta frase?
    Sz, tu quanti giorni all’anno vedi tua madre? Io la vedo 3 settimane all’anno, se va bene – permetti che ne parli?
    Poi se vuoi dare del mammone a me sei il benvenuto – ma mi sa che sei un po’ fuori strada, eh.
    Hai comunque ragione quando “dici” che sono alla ricerca di punti di riferimento – e’ vero, ma per ragioni di cui non ho (ancora) parlato nel blog. Questo e’ un periodo stressante, avrei bisogno di farmi una vacanza a casa (in Italia).
    Il resto del tuo commento, permettimi, e’ spazzatura.

  5. Akanishi au Québec venerdì 7 agosto 2009 alle 8:45 am

    La giappina che viene in Australia è mica per caso la stessa che sta perdendo Tonari nell’altro emisfero? 😛

  6. Akanishi au Québec venerdì 7 agosto 2009 alle 8:50 am

    Premesso che non tutti sono “sanguigni” come Albino nelle loro manifestazioni d’affetto filiale, in effetti la freddezza dei genitori giappi mi ha lasciato sgomento più di qualche volta, almeno e soprattutto dai racconti dei figli (generalmente miei coetanei).

  7. Tonari venerdì 7 agosto 2009 alle 8:54 am

    Ahahahah Albiiiiiiiiiiiiiii mi nascondi qualcosa???? =D

  8. albino venerdì 7 agosto 2009 alle 10:12 am

    Aka, cazzo… ti avevo detto di non dirglielo! 😛

    LOL

  9. zs venerdì 7 agosto 2009 alle 3:39 pm

    Eh,
    sapevo di coglierti sul vivo… ma non era mia intenzione offenderti. Magari offrirti anche qualche spunto di riflessione, questo si, su quello che appare leggendo il “personaggio”, non necessariamente la persona reale, dato che non ti conosco.
    Sul mammismo credo di non aver esagerato: questa nazione è distrutta da deficienti e paraculi mammoni e viziati, figli di papà e raccomandati. Mai notati, quando eri in italì? 🙂

    zs
    ps. mia madre la vedo due o tre volte al mese, a cena per un paio d’ore.

  10. Shinobu venerdì 7 agosto 2009 alle 3:41 pm

    Il fatto è che noi latini siamo sempre molto affettuosi e per il resto del mondo non è sempre così. In Giappone sono tutti un po’ più freddi, ma non credo ce l’abbiamo nel DNA, si tratta solo di educazione/abitudine.
    Penso che una giappina che se ne va vivere all’estero si uniformi al posto dove vive. Alla fin fine coccolare il figlio o preoccuparsene mi sa sia una cosa istintiva, e se non devi “dominarti” per seguire le regole della società che ti circonda IMHO puoi anche lasciarti un po’ andare. Poi ovviamente dipende dalle singole persone.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: