Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Domus tua vita mea

In Giappone le case fanno veramente cagare. Come sono costruite, intendo.

A parte che le mettono a 2 metri l’una dall’altra, tipo che io sto all’ottavo piano e in cucina e’ buio anche a mezzogiorno perche’ di fronte alla finestra ho un altro grattacielo tanto vicino che se voglio col manico della scopa gli rompo un vetro.

Ma non solo. Qui il riscaldamento e’ solo elettrico. Ovvio direte voi, hanno le centrali nucleari e non hanno gas. Ok. Peccato pero’ che il riscaldamento col condizionatore sia la cosa piu’ malsana del mondo, soprattutto nell’inverno di qui che e’ secchissimo. Cioe’, io ho gli occhi arrossati 3 giorni la settimana.
Se lo dici a un giappo questo ti risponde che volendo c’e’ la soluzione: il nebulizzatore. Elettrico. cioe’, tolgo umidita’ con un apparecchio e la reintegro con un altro, tutto questo mentre la seconda legge della termodinamica ride sotto i baffi. Ma figurarsi.

L’isolamento e’ una cosa indegna. Qui sono rimasti ai tempi in cui avevano le case di legno. Non hanno ancora imparato che una buona finestra doppia, un buon cazzo di muro spesso e un bel tetto isolato ti tengono piu’ caldo d’inverno e piu’ fresco d’estate. No. Facciamo pubblicita’ di pannelli solari da mettere sulle case, e sotto il pannello lamiera, peggio che da noi nei fantastici anni ’70. Ma cazzo.

Vogliamo parlare dei bagni ciechi? No, soprassediamo, che poi va a finire che mi girano le palle.

Parliamo invece delle persiane, degli scuri, degli infissi vari che noi europei usiamo. Qui non esistono. Quindi (1) all’alba ti entra la luce, per quanto poco e (2) perdi anche quel poco di isolamento che una vecchia sana imposta potrebbe darti.

Per fortuna che a livelli di sprechi e inefficienze abitative ho visto di peggio. L’Australia, naturalmente. Solo che li’ te lo aspetti visto che sono dei burini. Qua no non te lo aspetti. E invece, purtroppo.

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14 risposte a “Domus tua vita mea

  1. tufanomichele venerdì 8 gennaio 2010 alle 12:40 pm

    Ok, non ti conosco, ma per quello che ho potuto capire, sei un ingegnere che lavora per una multinazionale. Se io fossi in te, dopo anni passati sui libri a studiare e dopo essere emigrato (giustamente) per trovare condizioni di lavoro (qualità/prezzo) migliori che in Italia, mi sarei preso una casa migliore, anche in Giappone. Se devo stare in un altro paese e vivere in una piccola casa con tanti “unComfort” resto in italia, dove almeno un ingegnere campa bene. Con questo non critico la tua scelta, anzi, ognuno è libero di fare tutto quello che vuole senza dar conto a nessuno, semplicemente non la condivido xD.

    p.s. Seguo da molto il tuo blog, complimenti molto bello e interessante 😉 .

  2. zazie venerdì 8 gennaio 2010 alle 9:31 pm

    Anche io mi lamentavo per le stesse cose, poi sono venuta in NZ e ho scoperto che c’e’ di peggio, almeno in Giappone hanno la scusa dei terremoti per costruire case leggere e antisismiche e, per fortuna, non si dilettato con il DIY come i kiwi, che si improvvisano idraulici e elettricisti con pericolosi risultati…Almeno in Australia fa caldo, qui no e le case non hanno isolamento ne’ doppi vetri!

  3. giada sabato 9 gennaio 2010 alle 3:01 am

    Ma davvero le case in Australia sono peggiori???Non lo sapevo@__@

  4. albino sabato 9 gennaio 2010 alle 8:17 am

    Michele, anche se hai i miliardi qui le case le fanno cosi’, punto. Non e’ che cambia la cosa se alzi il prezzo.
    Io vivo in un appartamento fichissimo, a parte tutti i difetti sopra elencati. In pieno centro, vecchio di 3 anni, completamente computerizzato. In centro a Milano un appartamento del genere non potrebbe venire meno di 1500-2000 euro al mese… quanti ingegneri se lo potrebbero permettere?

  5. albino sabato 9 gennaio 2010 alle 8:17 am

    E comunque io non sono emigrato per condizioni di lavoro migliori. Io anche in Italia potrei avere successo, anzi.
    E’ solo che ho voluto vedere il mondo, tutto qui.

  6. giada sabato 9 gennaio 2010 alle 5:40 pm

    Confermo quello che dice Albino…sono stata ospite in una casa di gente piuttosto ricca e non era molto diversa dal mio buco di appartamentino con bagno cieco, senza isolamento termico, senza scuri, con la muffa che, se non stavi attento, proliferava sempre più (!!!) ecc ecc…era solo molto più grande e meglio arredato, ma non per questo era più vivibile!

  7. Akanishi au Québec domenica 10 gennaio 2010 alle 1:07 am

    per umidificare basta un recipiente pieno d’acqua sul calorifero. Ah già voi in giappone non avete i caloriferi.

    Presumo che tutto ciò sia collegato al fatto che tirano su una casa in tre mesi.

    Cmq l’inverno di Tokyo non è secco.

  8. albino domenica 10 gennaio 2010 alle 5:52 am

    Non e’ secco? E’ da quando sono qui (2 mesi e mezzo) che l’umidita’ non supera il 30%! Ha piovuto mezza giornata in tutto!
    E l’anno scorso era la stessa cosa…

  9. zazie domenica 10 gennaio 2010 alle 10:20 am

    Ha ragione Albino, l’inverno a tokyo e’ secchissimo, infatti vendono un sacco di cremine per il prurito da pelle secca e anche gli spray d’acqua per il dopo doccia/bagno.

  10. Akanishi au Québec domenica 10 gennaio 2010 alle 5:07 pm

    Effettivamente avete ragione, l’inverno è secco a Tokyo. Non l’avevo notato perché quando ero là è venuta una nevicata di 4 gg, ma i dati parlano chiaro.

    Però le cremine per la pelle secca non sono una prova. Le venderebbero comunque…. in GIappone si vende qualsiasi cosa, dai dischi di Symphonic Metal all’ossigeno in lattina ^^

  11. zazie lunedì 11 gennaio 2010 alle 2:12 am

    Si’, hai ragione, ma le cremine per la pelle secca e l’acqua spray appaiono puntualmente negli scaffali (e nei cartelloni pubblicitari) all’inizio della stagione, come la birra con i sakura sulla lattina, che annuncia l’inizio della stagione dello hanami. Come sai le stagioni in giappone sono annunciate dagli oggetti (e’ autunno, tutte con gli stivali, poco importa se ci sono ancora quasi 30 gradi!) mica dal clima 😉

  12. alberto lunedì 11 gennaio 2010 alle 11:58 am

    Posta un po’ di foto della casa tutta compiuterizzata!

  13. GiosinoSPS martedì 19 gennaio 2010 alle 4:22 am

    Alberto ha ragione. Le case giapponesi sono costruite con gli stessi criteri di 200 anni fa. Se non ci credete andate in una casa media giapponese e poi a visitare il museo Edo Tokyo, in cui e’ rappresentata la Tokyo antica di circa 3-400 anni fa.
    Le differenze sono minime. Stessi materiali, stesse tecniche, stessi spazi. I giapponesi come concept di vivibilita’ sono rimasti veramente ai brutti vecchi tempi. Anche gli armadi per esempio, sono dei buchi nei muri di 3 metri cubici, giusto separati da un piano orizzontale. Non ci sono cassetti, ripiani, aste. Come se tu prendi tutti i tuoi vestiti, li appallottoli e li infili dentro con la pala. Ovviamente corredati poi dalle porte scorrevoli, che fanno tanto figo nei cartoni, ma che ti impediscono di prendere quello che sta giusto nel mezzo del tuo armadio open space. Genialissimo! Le case sono poi fatte tutte di legno e cartongesso, che oltre a farle sembrare la casa del bricolage costruibile tramite in 52 puntate settimanali (nella prima uscita in omaggio un giapponese originale che si scusa senza motivo!), le rendono infiammabilissime, e questo e’ provato dal fatto che gia’ in alcuni documenti giapponesi, precedenti a quelli della scoperta dell’acqua calda, si parlava del frenetico servizio di pompieri.
    Comunque basta, mi fermo qui, anche se ce ne sarebbe ancora ed ancora.
    Comunque Alberto ha ragione.

  14. GiosinoSPS martedì 19 gennaio 2010 alle 4:25 am

    giusto, correggo: i criteri di costruizione delle case giapponesi, sono quelli di 3-400 anni fa.

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