Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Vivere in una centrifuga

La vita a Tokyo e’ paragonabile a una centrifuga. Ogni secondo che vivi non sai dove sarai il secondo successivo.

Tipo puoi trovarti a fare snowboard tra le montagne e il giorno successivo essere in pub a raccontre agli amici del tuo polso rotto e della tua commozione cerebrale.

Tipo puoi uscire il sabato sera e pensare di incontrarti con delle persone, ma poi ritrovarti con tutt’altro tipo di persone. Tipo con uno che ti mostra la cicatrice della volta che gli hanno sparato, mentre una giappina ti racconta di essere ubriaca dalle due del pomeriggio, e un altro felicemente accoppiato ti comunica che il giorno seguente va a prendere un caffe’ con una tipa di diciassette anni. E invece le persone con cui volevi uscire scompaiono nel nulla a una manciata di metri dal punto di incontro senza ragione alcuna.

Tipo puoi ritrovarti ad entrare in un grattacielo ultramoderno alla ricerca di un pub, schiacciare il pulsante sbagliato dell’ascensore e ritrovarti tutto ad un tratto nel Giappone del 1600.

Tipo puoi puoi svegliarti la notte e accorgerti di essere andato a letto con un piccolo frigorifero. Di quelli con la maniglia cromata.

Tipo puoi uscire con australiani che in patria bevono come… australiani, mentre in Giappone “no grazie”. E chiederti se sei tu quello Downunder.

Tipo puoi incontrare file di giappi allo Starbucks e cento metri piu’ in la’ il miglior espresso di Tokyo con tavolini liberi.

Tipo puoi ridere del fatto che sei uno dei centododici che nello stesso momento stanno guardando lo stesso culo – camicia fuori che copre culotte di pizzo e sotto le gambe piu’ belle della storia. Alzare lo sguardo e vedere gli altri centoundici che si guardano l’un l’altro, e guardano te. E poi ognuno  guardare da un’altra parte.

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4 risposte a “Vivere in una centrifuga

  1. Akanishi au Québec domenica 24 gennaio 2010 alle 4:10 pm

    Tsx. Non hai visto ancora niente ragazzo 😛

  2. albino lunedì 25 gennaio 2010 alle 4:24 pm

    erano solo esempi eh… e quelli che potevo dire (e che ho detto, ma in terza persona) 😛

  3. Tonari mercoledì 27 gennaio 2010 alle 3:19 pm

    E’ un po’ come una Takasago in piccolo insomma.

  4. albino mercoledì 27 gennaio 2010 alle 3:56 pm

    Esatto XD
    Sai come si dice no,
    Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari!

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