Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Un aiuto dai lettori

Cari lettori, mi dareste un’interpretazione su una cosa, che io non c’ho capito niente?

Ecco la situazione in cui mi sono trovato sabato. Sono andato ad una festa privata, organizzata da un gruppo di giappe, e i partecipanti si potevano raggruppare (al solito) in due categorie: maschio occidentale e femmina giappa. Eccezioni? Tre: due maschi giappi e una coreana (nata in giappone pero’).

Solita cosa. Le tipe sono in cerca di una storia, i tipi sono in cerca di tutto tranne che di una storia. E non crediate che si vada sul sicuro, anzi. Di solito questi eventi si risolvono in un nulla di fatto su tutti i fronti, infatti da quel che mi perviene non c’e’ stato nessun inciucio, sebbene fossimo tipo 20 contro 20.

La cosa mi ha fatto pensare. Ste tipe erano tutte single, e i tipi (forse) anche (a sentir loro), per lo meno la maggior parte. Le giappe erano in cerca della storia, per cui erano totalmente off limits – il massimo che si tira su in una serata del genere e’ un numero di telefono, a farla grande.

Vi chiedete come mai? Lasciate che vi categorizzi le donzelle.

Cominciamo dalle strafighe. Ce n’erano una manciata, sono rimaste a chiacchierare in giro per un po’, poi a casa con l’ultimo treno di mezzanotte. Quelle erano venute senza interesse, e d’altronde hanno un target troppo alto. Il problema e’ che il Giappone e’ un paese fondato sul marketing, ragion per cui i belli vanno solo con i belli. Puoi essere interessante e brillante quanto vuoi, per quelle se hai superato i 30 e non sei Brad Pitt puoi scordartelo.

Poi c’erano le gaijin-freak. A loro basta che sia occidentale. Eppero’ dev’essere anche ricco, giovane, piacente, e naturalmente deve guardare solo loro. Anche con loro impossibile: ci puoi passare anche 3 ore a parlare, appena parli con un’altra ti cancellano dalla lista.

Poi ci sono quelle che sono veramente alla caccia della storia seria. Con loro ci parli, ci parli, ci parli… ma quello che vogliono e’ parlare, poi magari ti daranno il numero se per caso ci si rivede un’altra volta, sempre ad un’uscita del genere.

Insomma. Quando entri in una festa del genere par di essere in paradiso. Minigonne, scollature, acconciature, sono tutte tiratissime peggio di un’italiana a un matrimonio. Dopo due ore ti ritrovi a parlare con i maschi, e tutti a dire la stessa cosa: “ma ‘ste qua, dove vogliono arrivare?”

Sono situazioni allucinanti. Non riesco a raccontarvela bene purtroppo, perche’ e’ un’atmosfera difficile da spiegare se non ci si e’ dentro. Soprattutto ti rendi conto che c’e’ qualcosa che non va quando senti certe storie… alcune di questa ne hanno fatte di tutti i colori, eppure in ‘sti eventi sembrano delle bamboline innocenti. E ti dici “mah, vabbe’”.

Ma poi finisce la festicciola e ci vai insieme in disco. Gran gruppo di persone, e ci si disperde. E ti ritrovi a parlare con una, con l’altra… tutto ok. Poi ne cominci a scorgere qualcuna, divanettata con uno sconosciuto. E poi un’altra. E un’altra. Ti guardi con i tipi della festa e ti ripeti: “mah”. E pensi. Non si era da buttare alla festa, alcuni di noi erano dei bei tipi, insomma.

Solo che certe tipe una volta che ci parli sei merce da fidanzamento… per beccarle la sera stessa vanno fermate ubriache, in disco, magari fingendo di non spiccicare una parola di giappo.

Oh, ho visto un tipo veramente figo alla festa, alto uno e 90, muscoloso, capello a spazzola, bei lineamenti, biondo. Aveva iniziato a parlare con una, pareva andasse. Lei niente di speciale, pure un po’ cicciottella forse per gli standard di qui. Oh, non c’e’ stato verso. E io sta tipa so che si diverte alla grande, di solito. Niente, avevano parlato prima. Ciao.

Secodo me il problema e’ che quando sono con le amiche non vogliono farsi vedere “facili”. Forse che in disco pensano di confondersi nella folla?

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8 risposte a “Un aiuto dai lettori

  1. Akanishi au Québec martedì 30 marzo 2010 alle 2:55 am

    uhmm.

    *bascula sulla sedia a dondolo con aria dell’osservatore disincantato*

  2. Akanishi au Québec martedì 30 marzo 2010 alle 2:58 am

    No, è la sindrome di Zelig. Fanno quello che fanno gli altri, o le altre in questo caso. O quello che il contesto sembra richiedere.

  3. Tonari mercoledì 31 marzo 2010 alle 6:06 am

    Premesso che io rimango comunque un coglione che non vuole insegnare niente a nessuno, mio caro tu non tieni in considerazione il famoso Paradosso di Miho, da me elaborato a partire dal nome di una delle tante fiamme frequentate con scarso profitto nel 2009 (quella con le tette grosse, tra parentesi).

    Secondo il paradosso di Miho le persone (non solo le donne in realtà) raramente sanno ciò che vogliono davvero. Anche il loro AFFERMARE di volere X non comporta alcuna garanzia di sicurezza. L’enunciato è rafforzato dal famoso detto “Attento a ciò che desideri perché potrebbe avverarsi”.

    A livello di interrelazioni con l’altro sesso finalizzate al rapporto, guai a conformarsi a ciò che una donna ti DICE di volere. Guai a pensare “ok vuole una storia seria, allora adesso ci parlo 3 ore, poi ci esco insieme 2 volte per farle vedere che sono uno serio, poi vediamo come aria tira, poi magari la porto a cena fuori, poi provo a concludere”.
    Seee saluti.

    Le giappine che vogliono una storia seria e poi vedi trombare sui divanetti col primo che è passato son state carpite da qualche filosofo a conoscenza del Paradosso. L’alto filosofo sa che le giappine (discorso estendibile a tutta la categoria femminile) in quella determinata cornice reagiscono più col corpo che con la testa e sono guidate nelle loro azioni molto più dalle sensazioni che dal ragionamento.
    Questo non vuole essere un’offesa, si badi bene, non sto dicendo che le donne siano per forza stupide o leggere, sono anzi convinto che soffrano molto per la fine di una storia. Tuttavia ritengo anche che loro, passato del tempo e sopraggiunti nuovi stimoli, se la sappiano mettere via molto di più degli uomini, tutti tesi a rimestare e rimuginare il passato.
    E’ una differenza di pensiero che secondo me affonda le radici nella differenza fisica tra i due generi. Poi certo c’entrano anche il carattere e l’intelligenza, ma questa per me è la tendenza generale.

    L’alto filosofo di cui sopra, col bonus di non conoscere le tipe, è passato direttamente all’azione, giocando sugli stimoli giusti, senza giri di parole e seghe mentali. E magari quella sera ha trombato. Rispettiamolo: abbiamo molto da imparare da persone così.

    Augh.

  4. albino mercoledì 31 marzo 2010 alle 2:33 pm

    Hai ragione. 100%. Concordo.

    Lessons learned (o learnt, a seconda): primo, essere amico di una giappina e’ controproducente.

    Secondo, piu’ importante: bisogna seguire il Filosofo (Aka lo chiamerebbe oligarca?)

    Terzo: lasciare a casa le pippe mentali. Non pensare aiuta, a volte.

  5. fedri giovedì 1 aprile 2010 alle 3:50 pm

    Tonari non ti conosco ma ti voto 😉
    …mi hai fatto tornare in mente tante struggenti nottate di pippe mentali adolescenziali perse dietro ad una ragazza! Bellezza pura! Grazie

  6. Akanishi au Québec giovedì 1 aprile 2010 alle 8:29 pm

    Esatto, il nome che Aka darebbe al Filosofo è Oligarca. Bravi Albino e Tonari, dieci e lode 😛

    Concordo col corollario di Tonari, con l’aggiunta del fattore contesto. Se alla festicciola ci fosse stata meno luce e più musica, e se una di loro (o anche uno di voi – magari l’Oligarca di turno) avesse preso l’iniziativa, le tipe sarebbero andate giù come perle su un filo.

  7. Falco lunedì 5 aprile 2010 alle 12:20 pm

    Cmq Buona Pasqua.

    aahahah

    PS: Le donne sono donne ovunque. Poche si salvano e non si sa perché!

  8. ELISA giovedì 6 maggio 2010 alle 2:41 pm

    Tonari concordo con te…sono una donna e ti dico che hai centrato il bersaglio…il piu’ delle volte non sappiamo bene cosa vogliamo veramente, tant’è che ora ci và questo tempo 10 minuti riusciamo a cambiare idea! ed è vero che le donne sembra che nell vita non scorderanno mai questa storia appena conclusa, ma poi quando trovano uno con cui stanno bene si buttano alle spalle il passato e ricominciano una nuova storia;gli uomini invece tenderebbero a rimuginare di piu’ se una storia finisce e sinceramente han meno coraggio (la maggior parte eh) a ributtarsi in una nuova…in questo caso le giappine secondo me non hanno ancora ben capito cosa vogliono: cioè non è che puoi fare tutto e poi basta…se ti và fallo, questo non preclude che non troverai l’uomo della tua vita…o no?

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