Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi Mensili: giugno 2010

dieci cose vs dieci cose

Si interrompono le trasmissioni per dare una comunicazione. Ho trovato casualmente un poveretto (non saprei definirlo in altro modo) che ha scritto i dieci motivi per andare in Giappone.

Pulizia. Pulizia. Pulizia! LOL

Confrontateli con le mie 10 cose che non sopporto del Giappone.

E’ evidente che questa persona o e’ qui da poco, o e’ molto giovane e immaturo, o e’ un otaku con le fette di tofu sugli occhi, oppure viene da Scampia o da Bari Vecchia e le sue priorita’ nella vita sono la pulizia delle strade e la gente che non giri con le pistole (?!) alle 3 di notte.

Poi ci si stupisce se all’estero abbiamo una brutta fama, e perche’ quando mi presento faccio finta di essere australiano.

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Roulette Giapporussa

Ieri sera sono stato ad una Spicy Izakaya. Avete presente? Probabilmente no.

Dunque, dicesi andare alla spicy izakaya. Si prende il treno da Gotanda, e lungo la strada da casa alla stazione (50 metri) ci si innamora di due giappine due, entrambe magroline ed entrambe dotate di chiappa soda che dice sculacciami-tutta. Poi si sale al binario, e ci si innamora di una giappina alta e magra con le gambe secche e gli shorts di jeans che dicono toccami-toccami-slacciami-slacciami.
Poi si entra in treno, e ci si innamora di una giappina alta e magra con le gambe secche e vestita da figlia dei fiori, con gli shorts cosi’ corti che la camicetta di lino riesce quasi a coprirli tipo effetto minigonna quasi, e una fascia in testa che dice prendimi-e-limonani-finche’-hai-fiato-in-corpo.
Poi si scende a Shibuya, e dal binario alla statua di Hachiko neanche ve lo sto a dire di quante giappine ci si innamora, alte e/o magre e/o con la gamba secca, tutta a ripetere in varie sfumature il concetto di tutta-tutta/trombami-tutta.

Poi si incontrano gli amici, e si va a fare aperitivo a base di birra in un bar.

Poi si entra come al solito in un posto a caso per mangiare, e questa volta ci si rende conto con un po’ di sorpresa che ci si e’ ficcati in questa Izakaya tutta pitturata di rosso, piena di peperoncini dipinti un po’ ovunque. E’ questa la una particolarita’ del posto, un po’ fuori del comune se vogliamo (ma si sa, a Tokyo le cose fuori dal comune sono la norma, quindi niente di strano). In pratica si prende da mangiare, e che nei piatti che ti portano e’ tutto mediamente speziato diciamo. Tutto, a parte una cosa per piatto, mescolata con il resto e perfettamente invisibile, che pero’ e’ La Morte Fatta Peperoncino.
Si sa, ai giappi piace soffrire. E ancor di piu’, gli piace vedere la gente soffrire. Si divertono proprio tantissimo ad uscire in gruppo e a prendere questi piatti, di cui si fa un boccone a testa e uno a turno crepa, tipo roulette russa. Solo che qui la pistola non viene caricata a proiettili, viene caricata a peperoncino. Puro, semplice distillato di peperoncino messicano.

Morale, eravamo in quattro, e ancora oggi ci stiamo messaggiando per dirci a vicenda che abbiamo ancora bruciori di stomaco. Per carita’, e’ stato da ridere. Ti arrivano dei piatti buoni, molto buoni, ed economici. Si prende un pezzo a testa, si manda giu’. Pomodorini ripieni, o alette di pollo arrosto, o ancora il takoyaki, le tipiche palline giapponesi fatte di polpo. Un boccone a testa, e via: tre dei quattro a dire “mmh, buono” e il quarto con la lingua immersa in acqua e ghiaccio e le lacrime agli occhi, o molto piu’ sfacciatamente a contorcersi dal dolore. E tutti a ridere, tu e i tavoli vicini.

Da ridere fino a quando il pezzo piccante capita a te, naturamente. Dopo che ti e’ capitata La Morte non ridi piu’, te lo assicuro.

Morale, a quasi venti ore di distanza ho ancora lo stomaco che mi brucia, e vi spiego che albino digerisce anche i chiodi arrugginiti o i cocci di vetro, tipo fachiro. Tipo che questa e’ la prima volta in vita mia che ho provato bruciori di stomaco. Argh.

Da Corriere.it

Brancher: <<Vado avanti>>.
Ma vattene anche affanculo.

Crisi, Bertone: <<Il G8 ha fallito>>.
Chisseneincula di quello che pensi te?

Azzurri, ignorati o contestati.
Ma dai?

Celentano Story, la biografia non autorizzata.
Wow, altro che Maicol Gecson! Andate a fanculo in due, te, e il giornalista che ha scritto sto pezzo.

Francesca, dallo staff Polverini al Canada
Francesca, dal paraculo al fare pompini a un plurisettantenne.

Rubbish into gold

Credo ci stiamo un po’ assuefacendo a internet. E ne stiamo diventando dipendenti, in maniere che nemmeno forse concepiamo. Oggigiorno tutta la conoscenza del mondo sembra essere racchiusa in rete. La gente ha un po’ la tendenza a dimenticare che la rete non e’ una conoscenza che viene dall’alto, una fonte da cui attingere senza problemi. La rete viene dal basso, siamo noi utenti che la scriviamo.

Prendiamo wikipedia. La conversazione comune dell’uomo targato 2010 e’ farcita di”ho letto su wikipedia che…”, “boh non so, lo cerchero’ su wikipedia”, eccetera.

Ma wikipedia e’ scritto da noi. Siamo noi che ne decidiamo il contenuto. Per cui non e’ e non puo’ essere per sua definizione una fonte attendibile. Mi direte: certo, ma per la legge dei grandi numeri che uno scrive una stronzata, ce ne sono cento che gliela correggono. Un po’ il pensiero di Beppe Grillo, per capirci.

Certo, ma i numeri dicono anche che la maggioranza vince. Ma quello che dice la maggioranza non sempre corrisponde al vero. Vi faccio un esempio.

Andate a vedere le pagine di qualche citta’ indiana su wiki: non so, Chennai, Hyderabad.

Leggete gli articoli. Letti? Belle citta’, sembrerebbe. Parlano di economia, tradizioni, eccetera. Belle foto. A leggere gli articoli un extraterrestre non capirebbe che si tratta di terzo mondo. A volte sembra si parli di Los Angeles! Beh, magari no… certo e’ comunque che dopo aver letto un articolo del genere uno dice “beh, ma quasi quasi ci andrei a fare un giro”.

Chi ha scritto l’articolo su Chennai non puo’ essere altro che un indiano ultranazionalista. Si e’ dimenticato di dire che la citta’ galleggia sui rifiuti, che la maggior parte della popolazione non ha da mangiare, che il traffico e’ una cosa da girone dantesco. Non ha detto che in tutta la citta’ non esiste un solo angolo che non sia invaso dalla sporcizia, che non c’e’ nulla da vedere da nessuna parte, che la spiaggia e’ una discarica a cielo aperto, sede di accampamenti di intoccabili, che ovunque ci sono macerie, rottami, merda di vacca, schifo, terremoto e traggedia.

In questo caso, chi scrive di Chennai? La gente di Chennai, andate un po’ a vedere le fonti. E d’altronde, chi altro ne potrebbe parlar bene? Ma andate un po’ a vedere coi vostri occhi, se quello che scrivono ‘sti indiani sulla loro citta’ corrisponde al vero.

Un po’ per tutti

Da destra
Allora. Non so se avete sentito di tal Aldo Brancher, gia’ dirigente Fininvest/Mediaset e collaboratore di Berlusconi, il quale era stato condannato in via definitiva per tangenti all’epoca di tangentopoli, ma poi il reato e’ caduto in prescrizione (opera di un governo Berlusconi, non vorrei sbagliarmi).
Ora il tizio ha un altro processo in corso, ma e’ stato nominato Ministro di non si sa cosa (Federalismo? Decentramento? Ma non c’erano gia’ Bossi e Calderoli a fare quelle cose?) in fretta e furia da Berlusconi, proprio prima di un’udienza. Guarda caso, ieri il suo avvocato ha presentato la domanda di Legittimo Impedimento perche’ il neo-ministro e’ impegnato “ad organizzare il ministero”.
Rendiamoci conto della sfacciataggine, della presa per il culo. E, a parte in rete, sembra che nessuno dica niente.

Ora, ho pensato cosa direi se lo incontrassi. Gli darei la mano, “buongiorno Ministro, onorato di fare la Sua conoscenza”? Anche no. Credo gli sputerei in faccia e gli ringhierei un “fatti processare, Merda”. E non e’ che io sia un bolscevico comunista di Lotta Proletaria, io sono fino a prova contraria un moderato di destra. Ma questo e’ il sentimento. Mi fa troppa rabbia.

Ora, Kamamuri e Aka commenteranno “sei tu che l’hai votato” (Berlusca, non Brancher). Beh, si’. Ma me ne ricordero’ la prossima volta, contateci.
Comunque sia, lasciatemi fare un’ultima riflessione sul tema. Per aver costretto Berlusconi a fare una cosa del genere, pensate un po’ che razza di segreti deve conoscere questo Brancher. Me lo immagino passeggiare per la strade di Roma (con la scorta, senno’ lo menano), in un gessato impeccabile. Il sole alle spalle, un sorriso sardonico stampato in faccia. Mentre cammina giocherella con due palline. Se le gira di mano in mano. Ogni tanto le strizza, le stringe tipo antistress.

Sono, naturalmente, le palle di Berlusconi.

Da sinistra
Andiamo a Napoli, la citta’ con la Asl piu’ indebitata d’Europa. La Asl che non paga i suoi dipendenti perche’ non ha fondi. Non so se vi ricordate l’infermiera morta durante una protesta di qualche mese fa. Ecco, quella Asl. Beh, si da il caso che il commissario straordinario dell’Asl, tal Maria Grazia Falciatore (già capo di gabinetto dell’ex Governatore Antonio Bassolino) abbia assegnato la somma di 120mila euro per la formazione professionale, nonche’ altri 120mila per pagare una consulenza legale a due avvocati.

Ve lo traduco in italiano. Questi parassiti della societa’ hanno vissuto per anni e continuano imperterriti a vivere sfacciatamente alle spalle del loro prossimo, mungendo la vacca pubblica senza sosta. Ma qui non siamo al nord, dove ciucciano lo stesso ma lo fanno con criterio e tenendo sempre un occhio ai conti, e al servizio. No, qui l’hanno fatto alla terrona, sfacciati proprio, e senza rispetto per la comunita’. Questo un po’ ovunque durante la giunta Bassolino, cosa ben nota.

Ma ora che ci si e’ resi conto che il Pozzo Senza Fondo in realta’ ha un fondo, e che quel fondo e’ stato raggiunto e pure superato, e ora che la gente ti muore in corsia mentre ad Aprile non hai neppure potuto pagare gli stipendi ai tuoi 12mila dipendenti, ora che fai, oh immensa puttana che rispondi al nome di Maria Grazia Falciatore?
Una bella consulenzina all’amico avvocato di qua, una bella consulenzina mascherata da corso di formazione all’amica azienda o all’amico medico di la’, ecco cosa fai. E via, continuiamo ad arricchire noi stessi e tutti i nostri amici, e tutti gli amici degli amici. Questa troia poi, lasciate che ve lo ricordi, e’ pure commissario straordinario, ovvero e’ un consulente strapagato per risolvere l’emergenza dell’Asl, per mettere a posto i conti, per fare il bene della societa’. Non il suo.
Schifo, schifo, schifo.

Hanno ragione i miei amici napoletani quando dicono che il federalismo uccidera’ l’Italia. Perche’ a nord pensiamo che dandogli la responsabilita’ dei loro conti li faremo rinsavire – ma non sappiamo che per loro natura loro mungono la mucca ad oltranza, fino a farla morire. Sono come i piranha.
Altro che federalismo: le amministrazioni delle Asl (e dei comuni, province e regioni) di tutto il centro-sud dovrebbero essere spostate al nord. Vuoi comprare la carta igienica per la Asl di Roma? Fai domanda a Bolzano, stronzo. In tedesco pure. Vuoi dare una consulenza a Napoli? Devi ottenere il permesso di Treviso, e fa’ in modo che ti serva sul serio, perche’ Gentilini viene giu’ una volta al mese a controllare. Vuoi assumere un infermiere a Reggio Calabria? Telefona a Varese, il portafogli e’ li’, guardato a vista.

Altro che federalismo.

Dal cuore
L’Italia e’ uscita dal mondiale. Non avevamo stimoli, fantasia, gambe, idee. Certo, ma nemmeno un ricambio generazionale. I bambini non giocano piu’ a calcio in strada tra le 127* come ai miei tempi, vorra’ dir qualcosa? Forse no. Nel campionato italiano non si punta piu’ sul campione italiano, ma su quello straniero. L’Inter a momenti non ha un italiano in rosa. Vorra’ dir qualcosa? Sicuramente si’.
Comunque.
Rammarico e tristezza, ma viste le due notizie precedenti e’ la cosa che oggi mi fa girare di meno i coglioni.

Kaisha

Ecco una foto di uno degli edifici della mia azienda giappa. Purtroppo a causa della legge giapponese non e’ possibile togliere il sonoro alle fotocamere dei cellulari,per cui sono impossibilitato nel fotografare i colleghi vestiti come la spectre.

Protetto: Non me la danno mai, volume I

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Pugili suonati e politici da suonare

Dietro gentile richiesta di un lettore a caso, segue una spiegazione di come funziona la politica qui in Giappone. Ma non prima di aver risposto ad un altro commento (della stessa persona, peraltro) dove ci si lamentava del ministro Alfano, il quale sembra avere sondaggi favorevoli, e ci si lamentava inoltre anche del fatto che io abbia risposto che non c’e’ da stupirsi di certi sondaggi, visto che dall’altra parte c’e’ il Nulla sotto vuoto spinto.
Rispondo con una frase letta proprio prima su un articolo di Marco Travaglio, che secondo me rende bene il concetto. Berlusconi “ormai è un pugile suonato che mena fendenti all’aria. Se non fosse che l’altro pugile ha abbandonato il ring, rischierebbe persino di perdere la partita”.

Il fatto e’, caro Aka, che la sinistra all’italiana deve diventare qualcosa di obamiano per tornare a farsi votare, ma finche’ ci sono D’Alema, i sindacati, le coop rosse e tutto un sistema di potere fondato sul vecchio, dove cazzo volete andare? Non per nulla, i giovani del Pd si lamentano. E fanno bene.

E ora passiamo a parlare di com’e’ messo politicamente il Giappone. Come forse non sapete, sin dal dopoguerra il Giappone e’ stato governato da un centrodestra di stampo ultracapitalistico, che ha passato guerre fredde, comunisti alle porte, basi americane, bolle economiche, figli dei fiori, piccoli scandali, perdita dei valori tradizionali, attacchi extraterrestri, negozi che vendono mutandine usate eccetera, il tutto praticamente senza problemi, a parte un livello di corruzione direi fisiologico. Contrastato tra l’altro (per lo meno a posteriori) dall’Onore che governa supremo quest’isola, ragion per cui al minimo accenno di “e’ corrotto” scattano nell’ordine l’articolo di giornale, le dimissioni, il suicidio. Talvolta nell’arco della stessa giornata.
Come da noi in Italia praticamente, che neanche se li fotografano mentre prendono la tangente si dimettono, a momenti (o se lo fanno, vengono fatti rientrare dalla finestra, magari dopo un mesetto purificatore).

In Giappone non funziona cosi’. Qui l’opinione pubblica e’ Tutto, per cui la gente si dimette e non si fa piu’ vedere, mai piu’. Bisogna anche dire pero’ che qui i giudici non sono sessantottini, per cui nessuno e’ – a quel che ne so – dichiaratamente di parte. Se in Italia valesse la stessa cosa dello scomparire per sempre, il potere giudiziario sarebbe in grado di far saltare la politica. Non so come facciano qui a garantire che non vengano fatti colpi di stato dalla magistratura; forse perche’ non tutti rubano e non tutti sarebbero da mandare in galera? Insomma, le cose funzionano un po’ meglio che da noi (ma non ci vuole molto).

Comunque. Recentemente il centrodestra e’ entrato in crisi, la Cina sta facendo il culo ai cuggini giappi, un paio di politici sono stati trovati con la tangente calda in tasca, uno si e’ ubriacato a Roma (non so se vi ricordate)… insomma, i giappi si sono rotti le palle e hanno dato il governo in mano alla sinistra, per la prima volta. Cos’e’ cambiato? Assolutamente niente, e’ tutto come prima. Si fa un gran parlare di abbattimento degli sprechi, di aumento del prezzo delle sigarette, ma da quel che ho capito io qua non e’ che ci siano in programma riforme epocali (tipo non so, un welfare all’italiana, un divieto di fumo nei locali, un obbligo delle cinture di sicurezza, una legge che obblighi le giappine a darla ai gaijin che gliela chiedono, cose cosi’). Niente. Boh. E’ vero, e me lo confermano i miei conoscenti giapponesi. Qua, in generale, non cambia mai niente.

Pero’, posso dirvi? E’ bello vivere in un Paese civile, dove la politica non e’ il primo problema. Dove esistono delle regole, opinabili o meno che siano, ma rispettate. Dove fare il politico e’ un mestiere, come da noi, ma e’ un mestiere dove ci si mette la faccia, dove se si sbaglia si va a casa, per sempre. Ad ogni modo, la gente sembra totalmente disinteressata alla politica. Non esiste quasi alcun programma tv dove si parli di politica, l’informazione si limita a dire due acche in croce, quando chiedi qualcosa a qualcuno nessuno sa nulla.

Adesso tipo e’ caduto il governo, ne stanno facendo un altro. E’ caduto perche’ il primo ministro, in campagna elettorale, aveva promesso che avrebbe mandato via la base americana di Okinawa. Non c’e’ riuscito: gli americani hanno detto che non se ne potevano andare, c’erano problemi logistici, menate varie, sicurezza, Nord Corea, bla bla bla. Beh, questa promessa non mantenuta e’ durata un anno, come chi l’aveva fatta. Ad un certo punto, pressato dalla stampa che gli chiedeva conto, non potendo mantenere la promessa, il primo ministro ha lasciato. L’hanno messo nella condizione di andarsene, per la storia della base e sicuramente perche’ si metteva delle camicie di merda.

Per il resto, la politica giapponese rispecchia perfettamente la loro societa’. Per dirne una, e’ fisiologicamente impossibile che una donna salga al potere. Ma anche, la politica e’ votata al non far scena, non far scandalo, seguire le regole e l’etichetta, eccetera. Il tutto con deviazioni piu’ o meno comuni in democrazia, tipo mini-partitini filonazisti isolazionisti che comunque si trovano un po’ ovunque nel mondo, quindi niente di strano. A parte forse che quelli giapponesi vanno proprio vestiti in giro da SS, li vedi per strada con sti cappelli tipo seconda guerra mondiale. Ridicoli. Oppure ci sono micro partitini anarco-comunisti come ci sono dappertutto, magari conditi in salsa giapponese, quindi folli all’inverosimile, tipo il partito di quel pirla che parla solo in inglese e che si trova su youtube. Non ricordo il nome, scusate. Quello che urla che il Giappone merita di essere distrutto, e che se viene eletto non fara’ niente per evitarlo. Se avessi diritto di voto lo voterei solo perche’ mi fa ridere.

Ah, naturalmente come in tutto il resto dei paesi del mondo anche qui parlano della politica italiana nelle news sotto la rubrica delle curiosita’, e prendendoci per il culo. Ma bonariamente, perche’ in fondo loro ci vogliono bene (non come altri paesi, che ci invidiano e quindi ci attaccano). Almeno ai giappi siamo simpatici, dai.

Tutto qui. Ci sarebbero altre cose da approfondire e da chiedersi, ma non sono un esperto in materia (ne’ ho voglia di indagare in siti giappi). Ma chissa’ se anche in Giappone prendono la pensione dopo 2 anni di legislatura? Oppure: si sa che pure in Giappone come da noi vige un forte nepotismo, famiglie intere di gente in politica. Ma c’e’ nepotismo e nepotismo. Per dire, la famiglia Kennedy non e’ certo la famiglia Bossy. Chissa’ cosa direbbero qui di questo microcefalo con la parrucca di Huber, regolarmente eletto nella Regione Lombardia.

Ditemi perche’

Allora, di che volete che vi parli oggi?

Della partita di merda di ieri sera o del governo che ordina un ministero inutile per salvare uno stronzo dalla galera?

No, ditemi. Perche’ nel primo caso vi spiegherei dell’imbarazzo che si prova qui all’estero a vedere che la squadra campione del mondo in carica viene praticamente ignorata dalla TV e dai discorsi della gente, visto che non abbiamo un campione uno di cui la gente conosca il nome (qui ricordano Baggio, Del Piero, Totti, non certo Cannavaro che e’ un difensore ne’ Buffon che e’ un portiere). Avete presente no, quei numeri 10 di una volta, tipo Platini o Maradona o Messi. Chi gioca col 10 in Italia?
Ma poi, a parte i nomi non eccellenti, ci fosse almeno il gioco. Un minimo, dico, l’ABC del calcio, non so, tipo fare qualche cross giusto, tipo giocarla bassa quando sai che l’altezza media della squadra avversaria e’ 10 centimetri piu’ della tua. O tipo dare qualche certezza. Non so, tipo vincere contro le squadre di semi-dilettanti?

Questo per quel che riguarda il calcio. Parlando di cose piu’ terra terra, vorrei chieder conto di quello che sto leggendo in rete. I consiglieri calabresi che prendono piu’ di Sarkozy, i siciliani che si fanno pagare 5000 euro di indennizzo sul funerale in caso di morte, su su fino al grande Capo che pur di essere libero di chiamare un po’ di figa compromette indagini di mafia. La gente un po’ si sta incazzando, e non solo i sinistri. Cioe’, se nomini ministro uno sotto processo vuol dire che stai diventando sfacciato. Troppo. Va a finire che la gente se ne accorge, magari anche quella che ti vota.

No, vorrei capire.

18 June, 2010 04:54

Scrivo questo post dal cellulare. E’ un’alba piovosa a tokyo, sto camminando con l’ombrello verso casa mentre cambia il cielo,dopo una bella cena di lavoro e una notte in disco con 6 amichette giappe.

Volevo solo far notare che in ogni momento, in ogni angolo di questa citta’ ti puo’ spuntare davanti un salaryman in giacca,cravatta e ventiquattrore.

anche alle 5 di un sabato mattina, sotto la pioggia scrosciante a nishi ebisu.

Amo questa pazza citta’.

Addendum al post precedente*

Certo che sono noioso forte quando non parlo di figa eh.

Fuori dal tempo e dallo spazio

Oh, non so se sia per via di aver vissuto per quattro anni nell’emisfero sud. Non so se sia perche’ sono venuto in Giappone per due volte in settembre, facendomi qui due inverni di fila, per cui psicologicamente associo il Giappone all’inverno. Non so, forse e’ anche perche’ a Tokyo ci sono ben piu’ distributori automatici di bibite che alberi, per cui qui non e’ che si vedano fronde verdi o uccellini che cinguettano. Ecco, forse sono gli uccellini quelli che mancano. O forse sono solo io, che dopo aver fatto quattro estati di fila mi sono convinto che le stagioni ormai debbano andare a quattro a quattro. Ho fatto tre inverni di fila, me ne manca un altro. Eh beh.

Fatto sta che nella mia testa non esiste ancora il concetto che questa sia un’estate. O che l’inverno sia finito. Nonostante i 29 gradi, nonostante si vada via vestiti da estate. Ho archiviato il piumone ma lo stesso, la notte quando entro a letto mi capita di chiedermi come mai io dorma solo con le lenzuola in questa stagione(!). Lo stesso quando la mattina mi faccio per mettere il vestito da inverno, e poi lo ri-archivio in armadio. Succede, spesso.

Forse e’ vero che il Giappone ti aliena, passano gli anni e non te ne accorgi. La leggenda ti Taro Urashima verra’ pur fuori da qualche parte, o no?

Il punto della situazione

Vi sembrera’ una cosa da nerd, ma ieri ho preso un bel foglio Excel e ci ho sbattuto dentro gli ultimi 10 anni della mia vita. Cosi’, per fare il punto della situazione e capirci qualcosa.
Ho diviso in colonne e ho scritto gli elementi fondamentali, anno per anno, dal 2001 al 2010. C’ho messo dentro il lavoro, cosa facevo anno per anno, la situazione lavorativa, le condizioni economiche anno per anno. C’ho messo dentro le conquiste dell’anno, le esperienze importanti. C’ho messo dentro le tipe con cui sono uscito anno per anno. C’ho messo dentro le ferie, i giorni di vacanza, i Paesi che ho visto. Poi, nell’ultima colonna, ho deliberato, ho dato il voto finale all’anno, in decimi.

Dovreste provare. Lo so, e’ da nerd, ma dovreste provare. Cosi’, per fare il punto. Per capire dov’eravate e dove siete arrivati. Per vedere quanto gli imprevisti della vita vi hanno fatto virare dagli obiettivi che vi eravate dati. Per capire se avete memoria della vostra vita, o se i ricordi vi si confondono nella testa (quello magari specchio di una vita un po’ ripetitiva, magari non troppo eccitante? Forse.)

E’ interessante fare il punto. Saltano agli occhi cose cui magari non avevi fatto caso. Ecco alcuni esempi della mia vita, ora che mi son fatto i conti. (Nota a margine: a leggere il resto di questo post,sembrera’ di sentir parlare un certo Thomas detto Turbo, una vecchia conoscenza di chi abbia letto il mio romanzo).

1. Sembra che io sia un vagabondo, un "Australiano", ma in realta’ negli ultimi 10 anni ho vissuto un buon il 55% del tempo in Italia. Vacanze comprese. Da notare il 2009, dove ho cambiato Paese per ben cinque volte (Giappone-Australia-Malesia-Australia-Italia-Giappone), cambiando casa per ben sette volte!

2. Ho imparato cose interessanti sull’evoluzione del mio stipendio e dei miei miseri risparmi. Ma non sono cazzi vostri.

3. Ogni anno sono stato in ferie per almeno tre settimane. Da quando sono partito per l’Australia le mie ferie le ho sempre trascorse in Italia, naturalmente. E in Giappone. Forse, alla luce di quanto vedo, un giretto in Nuova Zelanda o alle Fiji gia’ che c’ero potevo anche farmelo saltar fuori. Questa e’ una cosa da segnare per il futuro.

4. Negli ultimi dieci anni ho preso una laurea, imparato due lingue, pubblicato un romanzo, preso residenza all’estero. Chi l’avrebbe mai detto? E che volere di piu’?

5. Negli ultimi dieci anni la mia vita amorosa ha fatto discretamente cagare. Sembra che io sia condannato ogni volta che sto con una tipa a pensare ad un’altra (sempre i soliti due-tre nomi, eh, mica cambiano). Poi, e questo e’ un po’ il mio difetto, delle tipe che ho baciato negli ultimi 10 anni solo con il 53% sono riuscito a concludere a rete. Proprio miserella come percentuale. Come a dire che di solito non mi becco il due di picche all’istante – diciamo che me lo danno a fase di petting avanzato, quando ad un tratto cambiano idea e decidono che no, non si puo’, non si deve, e’ troppo prestro, e’ troppo tardi, e’ troppo strano, e’ troppo facile, e’ troppo difficile, e’ troppo sbagliato, e’ troppo.

6. Per finire, un po’ di cabala. L’anno peggiore? Il 2001, un anno di poverta’ da studente e tesi di laurea e di non batter chiodo. 2001 seguito a ruota dalla noia vissuta nel 2004, anno da accoppiato di cui non mi e’ rimasto nulla, di un lavoro che non mi piaceva e di niente all’orizzonte. Uno di quegli anni che ti senti sfuggire tra le dita e a cui qualcuno si ribella, tipo me, e decide che la vita val la pena di essere vissuta in maniera un po’ divera. E se ne va.
E poi: L’anno migliore? Il 2006, il primo anno completo passato in Australia, seguito a brevissima distanza dal 2003, un anno indimenticabile fatto di grupponi di amici single, appartamento a Jesolo per tutta l’estate, divertimento atroce, discreta fortuna con l’altro sesso. E poi, l’anno piu’ intenso? Decisamente il 2009, sfido chiunque a battere i miei traslochi (beh, gente che mi batte ne conosco cmq). Quello in cui ho fatto piu’ conquiste a livello amoroso? Ancora, 2006, e 2008. Quello con le piu’ importanti esperienze a livello lavorativo? Quello del deserto naturalmente, il 2007.

Alla fine dei conti, naturalmente, mi sono chiesto cosa cambierei di quello che ho fatto e vissuto, se ne avessi la possibilita’. Poche cose, lasciatemelo dire. Veramente poche, e in questo mi ritengo fortunato. Ho fatto molte conquiste, lasciando pochissimi rimpianti per strada. Sono contento, sul serio, al punto che cambierei proprio due, tre cose al massimo. Poi per i dettagli, beh, quelli se permettete me li tengo per me.

Tutto ruota intorno a te

Mia Amata,

Lo sappiamo entrambi che io sono venuto in Giappone per Te. Attirato da Te, come ape dal fiore, come moneta dalla calamita.
Lo sanno tutti in realta’, non solo noi, e d’altronde non ne ho mai fatto mistero. E’ sempre stato cosi’, da sempre, e per quanto io mi sforzi non ci posso far nulla. Io sono tuo.

Tu sei la ragione per cui sono andato via dall’Italia, prima, e dall’Australia, poi. Quando eri in Italia eri troppo perbenista, troppo difficile, troppo tirata. In Australia, al contrario, sei diventata una sciattona, ti buttavi via come se non avessi avuto alcun valore. Quasi non ti riconoscevo piu’. E allora sono andato via da te. Sono scappato, ti ho quasi ignorata, ti ho cercata altrove.

Che ingenuo. Non avevo capito che non posso vivere senza di te.

E’ successo anche di recente, ricordi? A dispetto di tutte le scuse che ho accampato, sei solo tu la ragione per cui non sopporto l’India. Perche’ in India tu non ci sei, non sei presente, mi manchi tantissimo. E’ per questo che non mi piace stare li’, mica per il traffico. Non voglio stare li’ perche’ senza di te non posso stare.

E infatti. Tu Sei in Giappone, per cui guarda caso… pure io sono in Giappone. Qui sei miei occhi e nel mio cuore ad ogni passo, ad ogni respiro. Perche’ so che sei qui, perche’ ti vedo. Perche’ quasi sento il profumo di te mentre giro per questa metropoli tentacolare. Qui sei ovunque, sei Tutto. Sei l’innocenza misteriosa, non si capisce mai se vera o simulata. Sei la sfacciataggine, sei il rispetto, sei la ricerca di qualcosa. Sei un sorriso solare in un giorno di pioggia, sei il sole che torna dopo l’eclissi. Sei la vita, sei il motore di questo mio mondo.
Sei il mio grande Amore.

Hai presente le ragazzine delle superiori vestite alla marinaretta con la gonnellina a piege fatta su, in modo da accorciare la gonna? Quando ne incrocio una mi vieni in mente tu. Quasi riesco a vederti, sei un lampo che mi attraversa la vista e i pensieri. E’ per questo che ho sempre amato le gonne. Mi ricordano te. E qui in Giappone poi, dove tutte usano la gonna, proprio non posso fare a meno di pensare a te ad ogni passo, ad ogni respiro.

Tu sei la mia gioia, sei il mio dolore. Quando ti vedo girare a tacchi alti per Shibuya il mio cuore impazzisce di desiderio, e questo sentimento si fonde con la tristezza del sapere che non puoi essere mia. Perche’ tu hai vent’anni e io ne ho qualcuno in piu’, perche’ io sono diverso da te mentre tu non vai con quelli come me, perche’ e’ difficile avvicinarti, perche’ tu ti dai solo a chi appare, non a chi e’. Per questo io sento di non aver speranza con te, per questo soffro immensamente.

Ma affronterei tutto per te. Scalerei le montagne per te a attraverserei i mari per te. Finirei, tanto per dirne una, in Thailandia, perche’ anche li’ e’ pieno di Te. Perche’ io sono e saro’ dove ci sei tu.

Perche’ sono tuo e sono tuo per sempre, oh mia adorata

…Figa.

Non succede, ma se succede

Allora. Premesso che ieri il Giappone ha disputato la sua prima partita del mondiale, ha giocato sembra decentemente e ha battuto nientepopodimenoche il Camerun per 1-0.
Premesso inoltre che la partita e’ andata in onda dalle 11 all’1 di notte, circa, e che stamattina nelle news ho visto che mezza Tokyo era in piazza a festeggiare. Hanno persino lanciato i fuochi d’artificio a Shibuya. Si, avete capito bene, e siamo ancora ai gironi.
Premesso anche che contemporaneamente l’Italia ha pareggiato, certo, ma ha mostrato di essere abbastanza sul pezzo. Ho visto solidita’, buon gioco, come dice Lippi e’ mancata solo la vittoria.

Premesso tutto questo ed eventualmente altro, oggi sono arrivato al lavoro e mi hanno accolto con sorrisini, con "I am sorry for you", con gli occhi che dicevano "vedi, siamo i piu’ forti del mondo. Abbiamo battuto il Camerun, capisci, il CAMERUN!!! L’Italia e’ una pippa, il mondiale lo vinciamo noi!!!"

Allora, lasciatemi sentenziare questo amarissimo verdetto di morte.

Se, vista la prestazione di ieri, il Giappone passa come seconda, e se l’Italia, come ci si aspetta, passa come prima, L’ottavo sara’ Italia-Giappone.

Viste dunque le esageratezze prettamente nipponiche di cui sopra, specchio del loro innato nazionalismo di stampo isolano, finto umile e sfacciatamente razzista, volevo comunicare che nel caso avvenisse uno incontro Italia-Giappone nella fase finale del torneo e se per caso il Giappone elimina l’Italia.

Per me e’ finita.

No, sul serio.

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