Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Anche no.

Ammettiamolo, e’ obiettivamente dura credere al detto "I soldi non danno la felicita’". Per chi non e’ ricco, e nemmeno benestante, la cosa alle volte suona come un controsenso. Lo so benissimo io che non sono ricco, e in passato non sono stato nemmeno benestante. So come ci si trova quando si vorrebbe comprare qualcosa ma proprio non ce n’e’. Ma a proposito di questo, col tempo credo di aver dato nuove interpretazioni a quel detto. E piu’ passa il tempo, piu’ mi rendo conto che il detto ha ragione.

I soldi creano assuefazione. Ti rendono infelice nella misura in cui l’accumularli diventa piu’ importante di tutto il resto. Il povero pensa: se avessi soldi mi comprerei una casa, mi comprerei una macchina. Il problema e’ che quando li hai poi non li vuoi spendere, perche’ non li vuoi perdere. Oppure li spendi ma poi vivi per accumularne sempre di piu’, perche’ non vuoi rimanere senza. E ti ritrovi infelice, com’e’ infelice ogni drogato, ogni persona succube di qualcosa. I soldi ti ingabbiano, ti privano della liberta’. Fosse solo anche la liberta’ di mandare a fanculo il tuo capo.

Ma non e’ tutto. Esistono interpretazioni piu’ sottili, piu’ difficili da cogliere. I soldi ti rendono infelice perche’ controllano le tue azioni, il tuo stile di vita. Credi di usarli come strumento per poter comprare, con i soldi, ma in realta’ piu’ li usi e piu’ sono loro che comprano te.

Perche’ faccio questo discorso? Perche’ ieri mi sono ritrovato a pensare che il mio stile di vita sta lentamente degradando, man mano che il mio stipendio aumenta. E la cosa da ridere e’ che il mio conto in banca non cresce esponenzialmente con lo stipendio, ma con lo stesso ritmo di anni fa.
Cosa vuol dire questo? Semplice: che i miei bisogni sono cambiati. Una volta, pizza da 10 euro a testa. Oggi, cena da 100 euro a testa. Ma come una volta sono sempre li’ a farmi i conti in tasca, a pensare che non sto mettendo via nulla, che non sto pensando al futuro. Eppure ci penso continuamente.
E oggi, la cena da cento euro mi rende piu’ felice? Anche no. Sono come prima, solo piu’ invecchiato. Una volta portavo fuori le mie tipe con una Citroen Visa arrugginita con dieci carte di benza dentro, e si faceva alla romana per una pizza da altre dieci carte, ma alla fine se piacevo era perche’ piacevo io, come persona, e basta. Oggi magari si va a mangiare ostriche, ma e’ lo stesso no? Se piaccio io piaccio io, e basta. Le donne non si fanno impressionare da queste cose, e quelle che lo fanno sono proprio il tipo di donna con cui evito di uscire.

L’altro giorno mi e’ stata fatta un’offerta di lavoro da paura, sempre per qui in Giappone. La cosa prevede dei rischi lavorativi non da poco, quasi da precariato oserei dire, e un’ora e passa di treno per arrivare al lavoro. E sbocchi professionali tutti da vedere. Il vantaggio? un bel duemila euro di aumento rispetto a quello che prendo adesso (che gia’ non e’ affatto male, per la cronaca).
La cosa che mi aveva fatto quasi decidere per il si era lo stipendio, certo. Mi sono detto: a parita’ di stile di vita, duemila euro al mese di aumento sono 24mila euro l’anno che metterei via in piu’ rispetto ad ora.

Ma poi mi sono guardato indietro, e mi sono visto prima, poi dopo, poi dopo ancora, poi dopo ancora, e poi adesso. E ho capito che se accettassi darei via un pezzetto della mia felicita’ per un aumento di budget. In pratica, diventerei un po’ piu’ spendiaccione e un po’ piu’ infelice. Vale la pena?

Anche no.

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9 risposte a “Anche no.

  1. gnoma lunedì 5 luglio 2010 alle 12:01 pm

    Sono d’accordo. Al 500%.
    Lo sai, io non sono propriamente ricca. Non sono neanche propriamente benestante. Non sono neanche propriamente. Passo periodi a vivere di minestre per arrivare a fine mese, e non è che se chiedo aiuto ai genitori faccio solo un torto alla mia dignità, ma anche al mio buonsenso, visto che stan messi peggio di me.
    Ma, e tutti mi hanno sempre guardata come una rincoglionita quando l’ho detto, e lo dico da sempre, non vorrei avere di più.
    Certo, per la salute serve, questo è innegabile; certo, la casa non è mai finita e questo un po’ irrita; certo per ogni cosa che voglio comprare passano mesi a girare su internet per cercare le offerte migliori; certo tante cose…
    Ma, appunto, non solo non sarei più felice, sarei proprio parecchio più infelice. E non per la questione dell’accumulo per il futuro, è proprio una questione di concreto e banale presente.
    Alla fine i soldi per una visita o un esame li trovo mangiando più minestre XD; la casa cresce un pezzo ogni 3 mesi ed è favoloso ogni volta che c’è un piccolo upgrade; e le cose di cui cerco le offerte metà delle volte manco le compro alla fine ma è stato troooooppo divertente fare tutte quelle ricerche, e così via… Se potessi comprare tutto ciò che mi piace, o buona parte, non credo che mi divertirebbe così tanto tutta quella caccia al tesoro del prima, non starei a scervellarmi su cosa scegliere perchè nel dubbio prenderei tutto, e dopo non sentirei il fremito e il senso di colpa per aver speso, perchè sarebbe un’abitudine, piatta.

    Non è neanche solo una questione di shopping. E’ una questione di dare valore alle cose che valgono davvero, a regalarsi il superfluo di tanto in tanto, ma ad apprezzare TANTO il necessario. Io ho tanti problemi, tante fobie, tante ansie, ma non sono infelice. L’infelicità è un’altra cosa, è avere l’occhio spento. E, tra tutte le persone che conosco, quell’occhio spento ce l’hanno quasi principalmente i ricchi, per noia, per mancanza di valore a ciò che hanno, per la tristezza di vivere con meno di me per non perderli, per la sfiducia negli altri che potrebbero portarti via qualcosa di tuo. Io non ho nulla che mi possa essere portato via, se viene un ladro in casa mia mi lascia pure 5 euro… Ma il ricco, secondo me, checchè ne dica la gente guardandomi dall’alto in basso (che non è manco difficile, nana come sono), non è felice. Non può umanamente esserlo. Gli manca il contatto con la conquista, gli manca la fatica nel raggiungere sempre nuovi obiettivi quotidiani.

    “eeee voglio vederti se vinci la lotteria!!” No, non mi vedrai mai, primo perchè non gioco, secondo perchè se vincessi avrei un infarto appena lo vengo a sapere e non li vedrei mai questi soldi, terzo perchè il 95% della gente comune che fa grosse vincite li perde in un batter d’occhio perchè non sa gestirli. “Aaaaaa ma io sarei diverso!” Sì certo, vatti a leggere le percentuali di suicidio in chi ha fatto vincite. Vai vai.

    MA ANCHE NO.

  2. Alessandro lunedì 5 luglio 2010 alle 3:35 pm

    Mi è piaciuto molto questo post, come l’hai argomentato. Invece della solita spiegazione buonista…

  3. Ivan Mrankov lunedì 5 luglio 2010 alle 4:51 pm

    Un post veramente bello.
    Fa riflettere.
    Piccoli scrittori crescono.

  4. fede lunedì 5 luglio 2010 alle 5:04 pm

    Scusa Albino ti leggo molto e ti trovo sempre molto pungente ma il post e il commento sopra mi hanno fatto venire un pò il latte alle ginocchia…come tutti i detti, proverbi etc sono puri e semplici luoghi comuni e come tali andrebbero presi punto!! Se al tuo attuale posto di lavoro ti proponessero un aumento di 2000 euro al mese mantenedo esattamente lo stesso incarico stessi orari ect ti saresti fatto tutte ste pippe mentali o avresti scritto un post sprizzante di entusiasmo sul giappone quale terra di grandi opportunità?? 😉 se per una persona i soldi sono un fine lo saranno con uno stipendio da 800 euro al mese come con 8000 euro al mese e saranno entrambi infelici…ma forse il primo anche un pò di più! 😉

  5. albino lunedì 5 luglio 2010 alle 5:35 pm

    Gnoma: Hai dato la perfetta definizione, tu non sei neanche propriamente XD

    Alessandro e Ivan: troppo buoni

    fede: beh, ovvio, a parita’ di condizioni chi direbbe di no? Anche solo per metterli in un fondo pensione e non saperne piu’ nulla fino ai 60 anni. Ma quello che dicevo io era diverso, il mio punto di vista era che le condizioni sarebbero state diverse, avrei dovuto rinunciare ad alcune certezze e a qualche comfort per un paio di mille euro un piu’, che sulla carta sono duemila ma fine mese non sarebbero stati altrettanti, visto che il mio stile di vita sarebbe aumentato di conseguenza.
    A prezzo di cosa, due ore al giorno di treno della mia vita valgono cosi’ poco? Conta che gia’ ora esco di casa alle 7.30 e torno a casa alle 19.30… che vita sarebbe stata?

  6. fede lunedì 5 luglio 2010 alle 6:23 pm

    dalla seconda parte del tuo post avevo inteso la tua intenzione ma quello che non condivido è come proponi la questione: nella prima parte metti come postulato in grassetto “I soldi creano assuefazione…etc”. Si ricava una visione un pò semplicistica della questione e certo non è da te. Concedimi che possa farmi storcere il naso dare per certo che i soldi abbiamo questa automatica influenza negativa e corruttrice. Una medaglia ha sempre 2 lati…anzi almeno 2 😉

    PS: grazie per aver citato la Citroen Visa!! L’aveva un mio amico e da bravi neopatentati l’abbiamo fatta dondolare un bel po’!!!! 😉

  7. GiosinoSPS mercoledì 7 luglio 2010 alle 11:31 am

    Beh, io credo che ognuno faccia quello che vuole. Almeno in teoria, perche’ poi c’e’ sempre il mare tra il dire ed il fare.
    Ad ogni modo io creco che lo stile di vita, il tenore soprattutto, lo puoi scegliere tu.
    Se ti piace la pizza di 10 euro, puoi continuarla a mangiare anche se sei un miliardario.
    Ho letto recentemente che Bill Gates ha affermato che diventare povero non lo spaventa enormemente, continuerebbe a mangiare gli stessi hamburger di 2 dollari come fa adesso.
    Che poi i soldi ti ‘comandino’ in qualche modo e’ anche vero. Cerchi di adeguarti alla tua nuova condizione finanziaria, perche’ quello che facevi il giorno prima con gli euro in banca di prima adesso ti fa sentire un pezzente.
    Ma alla fine, se appunto non c’e’ felicita’ in questo, ma e’ solo un adeguamento forzato, vale la pena?
    Se ti piace fare una cosa, perche’ non continuare?
    Come si dice a napoli: “sparagni ed apparisci”, ed in tutta italia credo: “dove c’e’ piacere, non c’e’ perdenza”.

  8. Alessandro venerdì 9 luglio 2010 alle 5:27 pm

    Bill Gates è un pidocchioso però dai xD

  9. elisa giovedì 15 luglio 2010 alle 10:40 am

    posso solo dire che sono pienamente d’accordo con lei in tutto, anche se devo dire che a volte qualche momento di infelicità l’ho avuto perchè magari quel mese avevo una spesa improvvisa e non avevo soldi…è dura e a volte i momenti di sconforto arrivano, magari qualcosina in piu’ lo vorrei, ma alla fin fine sto bene anche cosi, due cuori ed una capanna…

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