Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: martedì 6 luglio 2010

narcolessia

Non tutti sanno che il giapponese medio e’ narcolettico. Sara’ che a Tokyo si dorme in media cinque ore a notte, ma secondo me e’ proprio questione di razza. Cioe’, non so se vi e’ mai capitato (magari anche no, ma in caso fidatevi) di dormire con una giappina e di sentire che ha il respiro da addormentata a distanza di cinque secondi dall’aver detto “buonanotte”.

Ma il vero killer della veglia giapponese, sappiamo tutti cos’e’. Esatto, il treno (o la metro), fido compagno di vita di ogni abitante di Tokyo. Il treno, con quel ritmo cadenzato che ti cullava gia’ dal ventre materno quando tua madre lo prendeva per andare a fare shopping o a trovare i suoi la mattina quando non aveva un cazzo da fare aspettando il momento del parto. Il treno, che hai iniziato a prendere senza gli adulti in pieno centro citta’ con i compagni di classe sin dall’asilo. Il treno, dentro cui hai mandato messaggini d’amore per le tue prime cotte, mentre qualche porco salaryman ti infilava la mano sotto la divisa alla marinaretta e ti palpava le mutandine di cotone di Hello Kitty. Il treno dentro cui hai vomitato ai tempi dell’universita’, spolpa marcia di ritorno dall’izakaya. Il treno, che hai preso a notte fonda negli anni da salary woman, quando lavoravi da schiava senza possibilita’ di far carriera, in quanto donna nel paese piu’ maschilista del mondo dopo l’Iran. Il treno, che hai preso incinta mentre tuo figlio si faceva cullare come te una volta. E poi, l’ultimo treno. Dovrebbero fare il treno-carrofunebre qua a Tokyo, che ti porta diretto da Shinjuku al cimitero. Colore indicatore della linea: nero, ovviamente. Binario 4.

Boiate a parte. Per il giapponese il tempo medio tra il sedersi in treno o in metro e l’iniziare a dormire varia tra gli 1 e i 20 secondi se non sta facendo nulla, se sta leggendo o se sta ascoltando musica, oppure tra i 10 e i 60 secondi se sta guardando la tv dal cellulare, giocando con la PSP o col DS o scrivendo una mail dal cellulare. Scientificamente provato.

A questo punto aggiungiamo un particolare anatomico. Dovete sapere, o magari lo sapete gia’ se avete fatto un corso di pronto soccorso, che gli esseri umani non si possono fisicamente addormentare con la testa in avanti, perche’ si schiaccia la carotide, si interrompe il respiro e ci si sveglia. Motivo per cui quando uno perde i sensi bisogna sempre controllare che non abbia il collo in avanti. Provate a respirare da seduti col mento che tocca il petto se ci riuscite…
Beh, questa regola evidentemente non vale per i giapponesi, i quali si addormentano regolamente con il collo in avanti. Boh. Mi stupisce molto questo particolare anatomico.

Altra cosa da notare sul tema. Di solito i giapponesi, che neppure si abbracciano tra genitori e figli, quando sono in treno usano appoggiare la testolina santa sulla spalla del loro vicino, che di solito e’ un perfetto sconosciuto. E cosa fa il vicino in questi casi? Beh, ovvio. Se e’ giapponese subisce passivamente senza dire nulla, oppure e’ addormentato/a egli/ella stesso/a, nel qual caso si forma un curioso effetto domino su un altro malcapitato, oppure un non raro effetto capanna-indiana-auto-stabilizzante.

Se Invece il vicino e’ uno straniero, fa come ho fatto io questa mattina. Un tipo mi si appoggia alla spalla, e quindi io tossisco. Lo sveglio, alza il collo. Dopo quattro o cinque secondi la testa inizia a ciondolargli di nuovo, e me la riappoggia addosso. Tossisco piu’ forte, svegliando pure quello dall’altra parte, che era in modalita’ testainavanti. Cinque secondi, giu’ di nuovo. A quel punto mi girano le palle. Alzo la spalla lentamente, lentamente, lentamente. Arrivo al massimo di alzata, con la testa del tipo sempre su di me. A quel punto, aspetto uno scambio ferroviario e faccio finta di prendere qualcosa dalla borsa. Abbasso la spalla di scatto, e mentre la sua testa penzola in aria per un istante tipo Will Coyote, ri-alzo la spalla scassandogli il padiglione auricolare.

Il tipo si sveglia, io nel frattempo sto frugando nella borsa. Si alza e cambia sedile, tenendo una mano all’orecchio e piantandomi due occhi da cane rabbioso addosso. Io lo guardo a mia volta per un istante con la faccia di uno che non capisce, cadendo dalle nuvole proprio, mentre tra me e me mi chiedo come diavolo si dira’ in giapponese “eh vecchio mio, me lo puoi solo mangiare”.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: