Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: martedì 20 luglio 2010

Ululando alla canicola di mezza estate

Non so se avete mai notato. Del Giappone si parla molto (e a vanvera) per i piu’ svariati motivi, ma praticamente mai per la spiaggia o il mare. Quando pensi al Giappone pensi ai templi di legno col giardino zen incorporato, doppi servizi e Buddha in salotto. Pensi alle geishe in kimono, che zoccolano (sic!) a passettini forsennati tra le vie di Kyoto. O pensi alla tecnologggica Tokyo, alle luci ai colori ai videogames. O pensi alle stranezze giapponesi tipo Mai dire Banzai, a questo popolo di schizzati mentali che ama farsi del male fisico e ama comprare mutandine usate da annusare. O magari pensi al mondo dei manga, a questi pali della luce assurdi col trasformatore in alto che vedi in ogni cartone sin da quando sei piccolo, e ti chiedi perche’ cazzo vadano a mettere i trasformatori da dieci quintali in cima ai pali della luce nel Paese con piu’ terremoti del mondo. Forse per farsi del male, per ridere di quello che resta schiacciato sotto al primo terremoto. Omagari, chi lo sa, pensi alle ragazzine in marinaretta che si alzano la gonna e sotto si vede ‘sta montagna di pelo nero coperto dai quadrettoni… (ok ok, questo e’ quello cui penso io).

Pochi, pero’, pensano alla spiaggia giapponese. Non so se avete notato, ma il Giappone in fondo e’ un’arcipelago di isole. Cioe’, se smettete di pensarlo come un’entita’ di tecnologia e geishe e malati di mente e manga e giappine, il Giappone e’ un’arcipelago. Ci avete fatto caso? E allora, fermiamoci e concentriamoci. Il Giappone,arcipelago = insieme di isole = spiaggia, mare, natura. Vi dice niente la cosa? Pensate alle Hawaii: arcipelago, isole, spiaggia, mare, natura. Stessa cosa.

Ma pensate un po’ alla natura in Giappone, alle bellezze naturali. Chiudete gli occhi, focalizzate. Pensateci con me. Natura, Giappone, natura, Giappone, natura, Giappone… Se vi concentrate viene in mente anche a voi questa immagine di montagna, con una cascata altissima e sottile, e sotto una cascata una roccia, e sopra questa roccia Goemon di Lupin III in mutande che medita?

Non Ci Siamo, non e’ questa la natura che volevamo. Riproviamoci, su. Giappone, spiaggia, Giappone, spiaggia… uhm… il Giappone e’ un’arcipelago. Uhm. A me sinceramente se penso alla spiaggia in Giappone viene in mente un’onda altissima che si infrange sugli scogli, ma forse e’ una vecchia immagine di qualche film? Fatto sta che non c’e’ niente da fare: la spiaggia nell’arcipelago giapponese e’ semplicemente N.P: Non Pervenuta.

Bella forza, se e’ N.P. e’ perche’ mediamente la spiaggia in Giappone fa schifalcazzo. Eh ma Okinawa e’ fikissima, mi direte voi. Si’, vi rispondo io, ma i Giapponesi, si sa, sono abituati a nascondere, eliminare e negare tutto cio’ che non capiscono, non gli piace o non rispecchia i loro canoni di perfezione esteriore (mirabili i discorsi di certa gente qui, che sostiene fiera che “in Giappone non esistono i gay!” – gay come il mio ex coinquilino, che non avrei mai e veramente mai detto fino a quando mi ha mostrato una cosa nel suo pc e sotto si era dimenticato di chiudere un paio di finestre abbastanza esplicative). Quindi, scordatevi un Giappone che mostri all’estero le sue perle di spiagge ad Okinawa – meglio non parlarne troppo, sia mai che a qualcuno venga in mente di chiedere come sono le spiagge nel resto del Paese.

E’ solo per questo che non se ne parla? Chi lo sa. Il clima non aiuta di certo: da queste parti la stagione delle piogge finisce a meta’ luglio, dopodiche’ l’estate dura altri 2 mesi ma da meta’ agosto in poi non si puo’ piu’ fare il bagno (mi dicono) perche’ il mare diventa una Woodstock di meduse. E a ferragosto mentre da noi si festeggia la movida loro festeggiano i morti, che secondo superstizioni varie ritornano dal mare e ti trascinano a fondo se fai il bagno (di notte, soprattutto).

Quindi, clima sfavorevole. E poi, il Giappone e’ terra vulcanica per eccellenza. Percio’ si parla di sabbia mediamente nera, o scura. Avete presente, tipo grigio-cemento con frammenti di qualcosa di riflettente che potrebbe essere vetro fuso, o forse qualche cristallo finemente triturato dal tempo, che fa un effetto sabbia un po’ a specchio, sembra abbia i brillantini. Di quella sabbia che quando si bagna sembra fango, e ti si appiccica dappertutto, e ti senti sporco di fango piu’ che sporco di sabbia e non e’ una bella sensazione.

Il mare poi, pfui. E l’attenzione all’inquinamento poi, doppio pfui. Negli anni ’50, ’60, ’70 e mi voglio rovinare, anche ’80, un po’ come in laguna a Venezia non e’ che facevano attenzione a quello che scaricavano in mare, e l’economia tirava come un treno, si chiudeva un occhio e pazienza per gli ecosistemi e paesaggi distrutti, problemi futuri che non riguardavano l’umanita’ di quei tempi remoti. Ecco che il Giappone adesso si ritrova pieno di ecomostri in riva al mare, qua ci costruiscono le centrali nucleari in riva al mare, pensate un po’. Per scaricare a mare l’acqua di raffreddamento? Ma dai, non dite queste cose. Maliziosi.

Insomma, per farla breve, i giappi tendono a nascondere il loro mare come polvere sotto al tappeto, ecco perche’ non se ne sa nulla in giro. Eppure.

Eppure ieri io sono stato in spiaggia, a Kamakura, e vi posso dire che sara’ breve, sara’ corta finche’ volete l’estate balneabile giapponese. E sara’ che la sabbia sembra fango, e il mare non e’ un granche’.

Pero’, cari lettori. Pero’. Checche’ se ne dica, ieri io ho visto locali fronte mare, e gente accalcata sulla sabbia come nella migliore Jesolo, Rimini o Riccione. Ho visto locali con la musica in pieno giorno, tavolate di giovani nei locali che bevono birra gelata, o che ballano. Ho visto eventi sponsorizzati da MTV. Roba che l’Australia dei surfisti se la sogna. E poi ho visto windsurf dappertutto, e moto d’acqua, e mare pieno di gente, e tanta vita, tanto casino.

E poi, e poi. Lo sapete meglio di me ormai, no? La giappina media non sa cos’e’ la cellulite, non ha maniglie dell’amore, non ha un grammo di troppo ne’ di troppo poco. Immaginate una spiaggia da torcicollo, dove a ogni passo vedi un fianco stretto, una chiappa soda, una coscia al vento, un pareo sculettante, un perizoma da infarto. Ho detto tutto? Tutto non e’ abbastanza. Stiamo parlando di Shibuya girls coi boccoli ossigenati e le ciglia finte in che zampettano in acqua, stiamo parlando di tacchi da dodici centimetri indossati col costume da bagno (al tacco non si rinuncia mai qui, mai). Scene da vedere.

Ed e’ forse per questo, in conclusione, che i giappi nascondono le loro spiagge. Secondo me e’ perche’ se dall’estero gli vediamo le giappine in costume va a finire che Kamakura diventa Copa Cabana, ma fatta solo di stranieri (maschi) assetati di giappina che ululano eccitati alla canicola di mezza estate e pisciano sugli ombrelloni a gamba alta per segnare il territorio.

Non e’ una bella cosa.

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