Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

La vendetta del Dare La Precedenza

Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura. La conoscete, no? Generazioni di italiani di destra hanno studiato l’inizio della Divina Commedia da generazioni di professori comunisti sessantottini, e generazioni di italiani comunisti sessantottini prima di loro hanno studiato l’inizio della Divina Commedia da professori fascisti, eccetera in un pendolo senza fine tra il dolore e la noia.

Perche’ vi parlo di questo? Perche’ – e qui sta il punto di questo post – vorrei fare un paio di riflessioni su questa che e’ probabilmente la frase piu’ famosa mai pronunciata da un Italiano col naso adunco. Che cos’e’ che vi raccontano a scuola, a voi ingenuotti? Che il buon Dante, verso i 35 anni (life expectation del XIV secolo diviso due, come si suol dire), si incammina incurante di Pacciani in un boschetto della sua fantasia nei pressi di Firenze, e toh, si ritrova negli inferi. Ma guarda tu la sfiga. Questo, naturalmente, nella versione ufficiale approvata dalle istituzioni letterarie, dai tromboni che siedono alle cattedre delle universita’ dello Stivale, dalle gerarchie ecclesiastiche conniventi dalla censura facile, dal politically correct, dal literally correct, dal coffee correct, eccetera.

Ma in realta’, di che selva parlava il buon Dante? Naturalmente della selva oscura di una giappina, e di chi altri?

Guardate il post precedente. La vedete la giappina in costume azzurro? La intravedete anche voi quella massa di pelo sottostante la mutandina?

Il fatto, cari lettori, e’ che in Giappone la donna piace depilata di tutto punto e in tutto il corpo, ma col Bush (non George W.) tra le gambe. Questo per (si presume) motivi legati ad una vecchia legge dei primi anni ’70 che impedisce di mostrare peli pubici e genitali in video e in fotografia. Forse. Questa legge devastante ha creato due effetti (in realta’ tre, ma e’ meglio se non parliamo del terzo): il primo, i famosi quadrettoni di censura che si vedono nei porno giapponesi. Secondo, il famigerato effetto-Pannella. Che cos’e’ l’effetto-Pannella? Pannella ci insegna che la natura umana funziona cosi’: quando proibisci una cosa la rendi appetibile, la rendi desiderabile – percio’ secondo lui proibire le droghe in realta’ ne alimenta il mercato invece di diminuirlo, perche’ l’uomo in sostanza e’ un bambino e quando gli dici di no a lui proprio viene da fare la marachella, mentre quando gli dai il giocattolo dopo un po’ si stufa e non ci gioca piu’.

Solo che in questo caso ai giappi non e’ che quando hanno proibito i peli di figa si son messi a fumarsi i peli di figa come fa Pannella con i cannoni. No, in realta’ il proibire di mostrarli ha creato uno stop nell’evoluzione giapponese da questo punto di vista. Come dire, sono rimasti fermi al Dare La Precedenza.

Mi spiego. ai giorni nostri quasi ridiamo dei vecchi porno di Moana (pace all’anima sua) e Cicciolina, dei tempi in cui le pornostar c’avevano il triangolone di pelo tra le gambe. Noi ci si e’ evoluti dal triangolone al triangolino col pelo a spazzola, e poi alla striscetta con le labbra depilate, e poi al fiammiferino, e poi al nulla piu’ assoluto che va di moda adesso. I nipponici no, loro sono rimasti ai tempi di Moana, merito della legge contro il pelo pubico.

Ma non e’ cosi’ semplice. Ora, non so se siete mai andati con una giappina, ma anche alle terme o ai bagni pubblici, non so. Il fatto e’ che sebbene siano nere di capelli, le giappine in generale tendono a non avere peli, tipo molte neppure si depilano le gambe perche’ proprio non li hanno. Anche il triangolone quindi tende ad essere piu’ piccolo di quello di un’ipotetica donna, che ne so, sicula, che se non si depila c’ha il triangolone grande come un Dare la Precedenza che le arriva all’ombelico.

Eppero’, e qui sta il bello, la giappina tende ad avere il pelo dritto, non riccio, e lungo. In pratica, ch’a sto effetto pelliccia di visone, soffice al tatto ma un po’ strana per noi che siamo abituati in maniera diversa.

A cosa porta tutto questo? Prima di tutto e soprattutto, direi, ad una diversa evoluzione che ha avuto la mutandina femminile tra noi e loro. Noi ci si e’ evoluti al perizoma da parecchi anni a questa parte, no? Loro fanno piu’ fatica, visto che non e’ simpatico da vedere il perizoma con il pelo che scappa fuori da tutte le parti peggio del ripieno di un Big Mac quando lo schiacci in mezzo. La conformazione della mutanda giapponese quindi tende ad essere a mutanda classica piu’ che a perizoma, e la cosa e’ anche utile perche’ quando vedi una in giro col perizoma di solito sai che e’ una di quelle che si depilano.

Ma non e’ finita qui. Prendiamo ancora a riferimento la mutandina della giappina nella foto del post precedente. La vedete no, che la mutanda non e’ “tirata” come quelle dei costumi occidentali, e’ un po’ “rilassata”, fa un po’ quell’effetto mutandina di cotone da bambina, avete presente? Se vi siete mai chiesti come mai di questo effetto, eccovi la spiegazione: e’ per contenere il pelo, e magari per dare quell’effetto vedo-nonvedo sotto, e quell’aria da bambina innocentina che manda via di testa i giappi maschi (e non solo i giappi, *coff*).

Concludo con una riflessione che scaturisce dal Tomare (Tomare, ovvero 止まれ、l’imperativo di STOP che campa nei cartelli stradali a triangolo di forma pubica dei “dare la precedenza” in Giappone). I giapponesi, si sa, non hanno mezze vie. A parte non avere una vera e propria parola per dire Si o No e quindi non avere mai opinioni su un cazzo, tutto il resto non ha grigio: per loro o e’ bianco, o e’ nero.

Cosi’ pure la figa, mi preme di raccontarvi. Ci sono due tipi di giappina, in sostanza. Il primo tipo segue la moda dell’isola, ovvero ospita una giungla con tanto di liane e Tarzan tra le gambe, vota per George W. Bush, la mattina si pettina sopra e sotto, ama avere il tappeto nero anche quando le tende sono di un altro colore, ha un Dare la Precedenza tra le gambe. Insomma, li’ e’ intoccata e indepilata, Foresta Vergine anche se dentro la foresta vergine c’e’ qualcosa che di solito non e’ che vergine lo sia proprio tanto, ma vabbe’ ci siamo capiti no?

Alcune escono da questa regola della giungla pluviale, ma per cadere dritte in un’altra regola. Quella del tutto bianco o tutto nero, appunto. Non ci si scappa: giappine sono e giappine restano. Se si depilano non hanno mezze misure: dalla foresta pluviale si passa al deserto del Gobi, dove l’ultimo filo d’erba che si e’ visto risale all’ultima era glaciale. Si passa dal tutto al niente, dalla pelliccia di visone Annabella di Pavia al chiodo di pelle che usava Jovanotti quando cantava Gimme Five. Soprattutto, si passa dalla foresta vergine fuori ma non piu’ vergine dentro al modello bambina di otto anni, che ai giappini stranamente piace molto meno della precedente conformazione.

Ma come ci piace il Giappone, questa terra senza mezze misure.

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10 risposte a “La vendetta del Dare La Precedenza

  1. elisa mercoledì 21 luglio 2010 alle 4:49 pm

    non so molto cosa c’entri dante col dare la precedenza, anche perchè secondo me dante altro che passeggiata per firenze, s’era fumato di tutto e di piu’ da far invidia a pannella, e oltrettutto secondo me, s’era beccato tutte le droghe possibili ed immaginabili del tempo…e se è riuscito a scriverci popo’ di opera letteraria con un trip, aveva trovato un buon spacciatore.

  2. Lucia mercoledì 21 luglio 2010 alle 6:09 pm

    Io voto per il dare la precedenza di pelo nero tra le gambe.. Il deserto del Golbi, anche se molto di moda ultimamente, mi da (come hai detto tu) l’impressione di essere tornata bambina, il che non è piacevole.

  3. mat mercoledì 21 luglio 2010 alle 8:12 pm

    la patata attira sempre, bravo albino.
    confermo sul triangolo, posso aggiungere che essendo molte ragazze (non tutte chiaro) molto timide, è anche un modo per nasconderla, per tenerala anche al caldo. Poi come dici tu il fatto che non sono molto pelose, il triangolo non risulta come una foresta, ma più come un peluche. però ecco, una regolata ogni tanto non farebbe male, se no poi ti rimangono troppi peli in bocca! Chissa’ se la rasatura prenderà piedi anche tra gli uomini (non solo i pornoattori per farlo sembrare + lungo).

  4. Stefano mercoledì 21 luglio 2010 alle 8:14 pm

    Professore all’universita’ (del pilu ovviamente) altro che ingegnere ferroviario. Anche se come si diceva una volta in tempo di carestia …

  5. fede mercoledì 21 luglio 2010 alle 9:04 pm

    più leggo il blog è più capisco che il Giappone non fa per me, io amo le mezze misure…mezza sì e mezza no 😉

  6. mamoru mercoledì 21 luglio 2010 alle 11:27 pm

    Il bello è che la legge sui peli pubici neanche esisteva… era tutto in mano ai burocrati della polizia ed alla definizione di morale pubblica che, tuttavia, conoscevano con esattezza solo loro.

  7. Pingback:Tokyo Blues, quando la Bolla « Come sa di soja lo riso altrui

  8. Max Puliero martedì 1 febbraio 2011 alle 3:18 pm

    muahahaha muahahaha

    sante verita!

  9. Pingback:Triangoloni e sparatorie « Bello Onesto Ri-emigrato Australia

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