Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: venerdì 23 luglio 2010

Pubblicazioni travagliate

Vorrei parlarvi del romanzo che ho pubblicato. No, non e’ pubblicita’ occulta questa, tranquilli.

Allora, prima di tutto un paio di informazioni.

1) Il romanzo sta avendo un successo di critica assurdo. Voi non avete idea quante mail ricevo da gente che l’ha adorato. In effetti, mi si permetta la falsa modestia, e’ proprio una bella storia. www.mondoalbino.com per maggiori informazioni, a buon rendere se decidete di prenderlo. E’ una fantastica avventura tipo Goonies, una schizzatissima storia d’amore adolescenziale come non ne avete mai viste prima, un libro comico-demenziale e pungente come e piu’ di queso blog, un Jack Frusciante solo, permettetemi, piu’ bello. Senza modestia, il mio romanzo e’ piu’ bello.

2) Ho avuto parecchia difficolta’ nel pubblicarlo. Non tanto per la storia, praticamente tutti gli editori cui l’ho mandato mi hanno dato feedback positivo, ma poi hanno addotto scuse del tipo “e’ troppo lungo”, “non ha mercato al momento”, “e’ di nicchia”, “c’e’ la crisi”, “siamo pieni fino al 2011”, eccetera. In pratica, nessuno ha voluto prendere il rischio.
Cosi’, alla fine, ho deciso di accettare una pubblicazione con contributo. Cos’e’ il contributo, vi chiederete, se gia’ non lo sapete.
Praticamente funziona cosi’: ci sono degli editori che ti pubblicano a condizione che tu compri tipo le prime 50 o 100 copie del romanzo, cosi’ – dicono – tu aiuti a coprire le spese, diminuisci il loro rischio di flop e diventi “degno” di essere pubblicato anche se sei un inedito.

Fin qui niente di male, anzi, il discorso fila. In realta’ pero’ cosa succede? Succede che molte di queste case editrici pubblicano cani e porci, si intascano i soldi delle prime 100 copie, pubblicano tipo un 200 copie di cui ne danno 100 all’autore, le altre le smerciano in qualche modo (anche solo ai conoscenti dell’autore che comprano il libro perche’ appunto conoscono l’autore), e poi ciao. Questi editori non hanno alcun interesse a pubblicizzare il libro, a spenderci risorse e a crederci. Molto piu’ facile pubblicare 10 sconosciuti in cerca di gloria e intascarsi i loro soldi, cash, invece di credere in uno o due e investire in loro.

Poi, esistono altri problemi, tipo la distribuzione che costa eccetera (per dire, Feltrinelli si trattiene credo il 60% del prezzo di copertina). Ma insomma, per farla breve, io ho pubblicato “con contributo”, come si suol dire. Solo che non sono scemo, per cui ho cercato, mi sono informato, e ho scelto alla fine un buon editore, onesto, che comunque mi ha dato spazi ed ha fatto una gran bella edizione del mio libro. E devo dire, il libro e’ disponibile ovunque in internet, anche se molti hanno avuto problemi a trovarlo in libreria.

Ed e’ proprio questo quello di cui volevo parlarvi. Da qui nascono due riflessioni.

La prima. Ho scelto un buon editore, onesto, serio, professionale. Ma cio’ non toglie che lui e’ gia’ tornato a casa del suo investimento con me. Credo siano arrivati alla terza edizione del mio romanzo ormai, contando che sono abbastanza conosciuto nelle mie zone di provenienza, non fosse altro per il fatto che sono un emigrante e si parla di me, magari. Poi c’e’ questo blog, che sicuramente ha tirato su le vendite… ma oltre a questo, non e’ che il mio libro si trovi in libreria. Cioe’, se andate alla Feltrinelli a chiedere di “la vita e’ un rotolo di carta igienica“, la meta’ delle volte vi rimandano a casa, e l’altra meta’ vi dicono “ok lo dobbiamo ordinare“.
Ma cio’ non toglie che in quel caso siete entrati in libreria apposta per comprare il mio libro, non l’avete trovato per caso sullo scaffale e avete decisio di prenderlo. In pratica, mi comprate perche’ mi conoscete.
Non e’ cosi’ che si diventa famosi. E questo, mi duole dirlo (e molto), e’ un difetto del pubblicare con contributo: il tuo editore investe in te fino a un certo punto non va in conto vendita nelle librerie, e quindi ti compra solo chi ti conosce.

La seconda riflessione riguarda internet. Molti, moltissimi hanno fatto e continuano a fare la spola su e giu’ per le librerie di mezza italia alla vana ricerca del mio romanzo. Gente, ricordatevi una cosa. Ripetete con me: G8. L’Italia e’ un paese del G8, siamo una delle potenze economiche del mondo, abbiamo internet… se ordinate il libro via internet vi arriva a casa, smettetela di fare i provincialotti che non si fidano di mettere la carta di credito o hanno paura della poste italiane. Le poste sono sicure, io compro libri da www.libreriauniversitaria.it da piu’ di 10 anni, non ho mai perso una consegna. Se poi scrivete una mail all’editore (link nel mio sito www.mondoalbino.com), ve lo manda lui direttamente a casa e SENZA spese di spedizione. Per voi, e per i vostri amici e conoscenti cui lo consiglierete quando lo avrete letto.

Perche’, fidatevi di me, glielo consiglierete. Parola di Francesco Amadori.

Annunci

Bambino cattivo non farlo piu’!

Non so se avete letto di una sentenza-shock data a Gerusalemme. Un tipo (arabo, sposato) esce dal droghiere e vede una tipa che sta guardando la sua moto. Attacca bottone, iniziano a parlare, si piacciono. Siccome lei e’ ebrea, e lui sniffa che se dice di essere arabo lei non gliel’avrebbe data, allora dice di essere ebreo e scapolo. Tutto ok quindi. In pieno giorno si avviano di comune accordo da qualche parte, in una stanzetta non so dove, e trombano, cosi’ su due piedi. Alla fine del rapporto lui le dice di essere arabo e sposato, e lei lo denuncia alla polizia per stupro.

E’ finita che il giudice l’ha condannato a 18 mesi scrivendo nella sentenza che se la donna avesse saputo che l’uomo non era veramente uno scapolo ebreo interessato a una relazione stabile «non avrebbe collaborato». Il tipo si lamenta dicendo che non e’ che l’abbia presa con la forza, lei al momento del rapporto era consenziente.

Non e’ neanche la prima volta che una condanna del genere viene inflitta a Israele. Nel 2008 un uomo e’ stato condanntao per stupro perche’ fingendo di essere un dirigente del ministero per la Casa era riuscito a portarsi a letto diverse donne consenzienti promettendo loro una casa e rendite più elevate. In quella occasione il giudice dichiarò che l’accusa di stupro deve scattare ogni volta che «una persona non dice la verità su questioni critiche a una donna ragionevole». Per l’avvocato dell’uomo, la sentenza e’ assurda in quanto «apre la porta a una condanna per stupro ogni volta che un uomo dice a una donna di amarla per portarsela a letto». Invece una femminista di non so quale associazione condivide la sentenza dicendo che «Essere arabo e fingersi ebreo o fingersi un ricco pilota d’aereo quando magari sei un poveraccio ha il suo peso se questo ti porta a convincere una donna ad avere rapporti sessuali»

Ora, dico io. Lasciamo perdere per un momento il punto di vista maschile e il punto di vista femminile, spogliamoci dei nostri preconcetti personali. So bene che i lettori maschi di questo blog, memori delle palle raccontate a destra e a manca in vita loro diranno “ben le stava”, mentre le femmine (magari con un po’ di dente avvelenato) probabilmente saranno d’accordo col giudice. Limitiamoci invece ad analizzare i fatti. Una tipa conosce uno davanti al droghiere. Vabbe’. Poi se lo porta a letto dopo manciate di minuti, o magari dopo qualche ora. Questo, mi sembra abbastanza evidente, accade perche’ lui le piace. Poi lei scopre che lui le aveva raccontato una palla e quindi tutt’a un tratto lui non le piace piu’, e infatti lo denuncia per stupro. Questo perche’, lo dichiara lei stessa, avrebbe voluto avere una storia seria con l’uomo.

Ora, senza fare il moralista… ma se vuoi una storia seria con un tipo, te lo porti a letto dopo avergli chiesto il nome e poco altro? Che senso ha? Allora volevi fare sesso o volevi la storia?

E poi. Altri uomini si fingono ricchi, si portano a letto certe tipe che poi li denunciano quando scoprono che non erano ricchi. Per carita’, uomini indifendibili: le bugie non andrebbero mai dette, ce l’ha insegnato la mamma da piccoli.

Ma ora voi dovete spiegarmi una cosa, vi sfido proprio a spiegarmela perche’ non credo esista un modo per farlo. Una donna va a letto con un uomo perche’ e’ ricco. Poi scopre che e’ povero e lo denuncia per stupro: “ha avuto la mia vagina con l’inganno”. Non so voi, ma questo io non lo chiamo stupro. Da parte della donna, la chiamo prostituzione. La tipa in questione stava vendendo, barattando il suo corpo in cambio di qualcos’altro. E da parte dell’uomo, questa semmai la chiamo truffa. E’ come se uno va a puttane dicendo di avere il portafogli gonfio di bigliettoni, e poi dopo aver ciulato mostra il suo portafogli vuoto, le fa una boccaccia gnegnegne’ e va via senza pagare. Questa e’ truffa, non certo stupro.

E poi la donna, scusate. A Venezia diciamo “descanta bauchi e sveja macachi!” Che poi e’ una versione colorita di “chi e’ causa del suo mal pianga se stesso”. Cioe’, ok. Diamola pure in cambio di favori. Diamola in cambio di una storia. Diamola in cambio. Ok, ce l’hai, usala. Ma poi non venirti a lamentare se vieni ingannata quando tu per prima fai qualcosa di scorretto, la usi come modo per ottenere qualcosa in cambio.

In conclusione. Come puo’ una persona essere cosi’ stupida da pensare che un uomo voglia avere una storia seria con lei se cerca di portarsela a letto dopo averle chiesto a malapena il nome? Diciamo la verita’, dai, perche’ la storia cosi’ com’e’ non regge. Senza menare il can per l’aia. La tipa voleva ciulare, altro che storia seria. Poi ha scoperto che il tipo era arabo, si e’ incazzata, si e’ sentita usata, si e’ sentita (appunto) truffata, e ha voluto vendicarsi. Ma non e’ che quando non sei soddisfatta puoi chiedere al tipo “I want my pussy back” come quando chiedi i soldi indietro dopo aver comprato qualcosa che non ti piace. E allora, in cambio si cerca di ottenere la cara, sana, vecchia vendetta. Cosa abbastanza comune da quelle parti poi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: