Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

In pino veritas

Scusate ma il post di oggi va in onda in forma ridotta perche’ ho avuto casini atroci da stamattina, del tipo che sono andato a (o per meglio dire ho cercato di) rinnovare il mio visto ma la domanda mi e’ stata accettata “con riserva” perche’ mancava un documento non richiesto nel sito dell’immigrazione e un timbro non richiesto nel modulo della domanda. Maledetti.

Quando la tipa dell’immigrazione mi ha detto che mancavano delle carte l’avrei presa per il colletto e l’avrei schiaffeggiata, a mano aperta proprio, bam-bam. E gia’ avevo le palle girate da prima, perche’ mentre aspettavo due sedie in fianco alla mia si e’ seduto un indiano col baffo vestito anni ’70, un indiano di quelli che sanno di indiano no, non so se avete presente gli indiani (maschi) hanno quel particolare odore di stanza chiusa, non so come potrei definirlo, di stantìo (questo accento sono sicuro scatenera’ un altro acceso dibattito), di vestiti vecchi, di bidone della Caritas pieno di vestiti che sono stati nell’armadio della soffitta o in scatoloni per anni, ecco gli indiani sanno quell’odore, misto a curry e ad ascella naturalmente.

Vabbe’, Indiano a parte. Dopo aver fatto domanda sono tornato al lavoro con le palle girate e una gran voglia di piazzare un’autobomba all’ufficio immigrazione… ah tra parentesi sapete dove hanno messo l’ufficio immigrazione a Tokyo? Che domande, naturalmente in fianco alla discarica! Questo gia’ per farci capire la considerazione che ha questo paese nei confronti degli stranieri.

Insomma, sono tornato al lavoro verso mezzogiorno e mi hanno comunicato tutt’a un tratto che domenica devo andare a Parigi e poi a Berlino per delle riunioni con altre aziende che operano nel settore ferroviario, questo perche’ uno dei miei big bosses e’ bloccato in Cina per emergenze lavorative, quindi lo sostituisco io. Vabbe’, bella notizia, se non fosse che non mi sento in vena di viaggiare e rompermi le palle, fare valigie ecc., che provo fastidio nei confronti della Francia e di tutti i suoi abitanti, che mi frego il weekend lungo (gia’ perche’ lunedi e’ festa nazionale qui), che domenica sera mi salta la gia’ organizzata seratona con gli amici, e che in generale al momento l’unica cosa che desidero e’ ritirarmi a meditare in uno chalet canadese di quelli col fumo che esce dal camino e il lago davanti. Questo non per il Canada in se’, tanto per il contatto con la natura che qui in Giappone manca e questa cosa credo mi stia facendo seriamente sbroccare.

Voglio un pino, datemi un pino.

Doppisensi facili a parte, vado a fare qualcosa di utile.

Annunci

22 risposte a “In pino veritas

  1. ELISA martedì 14 settembre 2010 alle 5:12 pm

    è vero gli indiani sanno da muffa misto a spezie e scagio…che ridere mi hai fatto…in effetti sbrocchi spesso, ma col lavoro è anche normale…io sbroccho perchè qui invece non fan altro che umiliarti e non pagarti in sta azienda…(si sto cercando, ma sono vecchia mi han risposto…). ti manca il contatto con la natura…mumble mumble…compra qualche pianta in appartamento, tanto se è piccolo presto fai a riempirlo! 😉

  2. Marco martedì 14 settembre 2010 alle 5:31 pm

    quell’odore ha un nome ben preciso: si chiama RUMATEGO! 😀

  3. Tonari martedì 14 settembre 2010 alle 6:01 pm

    Il tuo problema é Tokyo. Vieni a Takasago che in 10 minuti sei in mezzo ai boschi di Hyogo 😀

    Poi però al posto delle giappine ci so gli scoiattoli.

  4. ELISA martedì 14 settembre 2010 alle 6:12 pm

    ma kawaiii che significa? comunque carini gli scoiattoli, potresti inventare la squirrelterapy…

  5. Alessandro martedì 14 settembre 2010 alle 6:57 pm

    Potresti utilizzare gli scoiattoli al posto dei criceti. A buon intenditor…

    xD

  6. SirDiC martedì 14 settembre 2010 alle 7:30 pm

    Uno degli svantaggi di essere stranieri in una ditta giapponese e’ proprio quello che ti sfruttano perche’ sai l’inglese. Per noi non c’e’ molta scelta e anch’io ho dovuto rifiutare un po’ di offerte perche’ avevo capito che mi avrebbero sballottato da una parte all’altra.
    All’ufficio immigrazione sii sempre gentile, sempre. Anche se so quanto possa essere difficile 🙂

  7. Laura martedì 14 settembre 2010 alle 8:15 pm

    Dai guarda il lato positivo: se effettivamente era vestito anni 70′ ti sarai anche fatto 2 risate no!? >.<

    Comunque qual'è piu o meno la tempistica per ricevere un permesso di soggiorno in giappone se hai tutti i documenti in regola?

    Hai ragione: c'è bisogno di verde!
    Io ad esempio sto seriamente pensando di andarmene a fare una bella escursione in quad o mountain bike (devo ancora decidere) tra i boschi dell'abbruzzo, che magari non è il canada ma direi che va bene uguale prima che il tempo si metta male! 😛

  8. Fabiusli martedì 14 settembre 2010 alle 9:30 pm

    Parigi è un frullato di palle, ma Berlino… ah, Berlino! Berlino se magna Londra e forse pure New York senza nemmeno imburrare il toast!

    Se tra una riunione e l’altra ti rimane tempo prova il Bar 24 o il Bar 25 a Holzmarktstrasse, anche se non vorrei avessero già chiuso (sono locali prettamente estivi). Altrimenti, consiglierei Kreuzberg, senza troppe distinzioni: ci sono dei locali lungo i canali veramente deliziosi.

    Anni fa avrei detto Mitte, ma come regola vuole è già nella fase finale del percorso: affitti bassi -> arrivano gli artisti -> aprono locali fighi -> esplosione di iniziative culturali -> arriva la folla -> si alzano gli affitti e arrivano gli squali -> se ne vanno gli artisti.

  9. Akanishi au Québec martedì 14 settembre 2010 alle 11:24 pm

    eccomi. Canada. Vivo in uno chalet, col lago davanti. Iprite. Agli scoiattoli.

  10. Stila mercoledì 15 settembre 2010 alle 1:06 am

    A saperlo prima te l’avrei portato io un pino, che qua in Trentino ce ne sono così tanti che a Natale sono loro a mettere le luci a noi..

    Comunque, non vedo l’ora di sapere meglio il giapponese per poter dire frasi come “adoro il modo velato con il quale ci ricordate che siamo stranieri e che non saremo mai uguali a voi”.. 😀

  11. kirin mercoledì 15 settembre 2010 alle 4:16 am

    caro albino, stiamo ancora aspettando il rovescio della medaglia (ammesso che esista eheh) per capire per quale masochistica ragione hai lasciato il paese del sole per quello del cemento e delle discariche di immigrati!!! un saluto e buon viaggio

    • tosca mercoledì 15 settembre 2010 alle 4:30 pm

      perchè il paese del cemento in realtà è forse il posto migliore che c’è (dopo l’italia).ma avete mai vissuto nei paese del sole?sono una rottura pazzesca,una muffa incredibile se si fa per 365 giorni all’anno.ma dove la trovi la dinamicità del sol levante?.albino il tuo blog mi diverte ed è anche molto interessante però non sembra che tu viva davvero lì perchè spesso non fai altro che scrivere con stereotipi tipici di chi lì non ci è mai stato.
      ciao 🙂

  12. tosca mercoledì 15 settembre 2010 alle 4:19 pm

    ma albino guarda che ti natura ce n’è tanta pure in giappone.certo se stai solo a tokyo è ovvio che sarà difficile. Di paesaggi come quello in foto è pieno lì.ciao 🙂

  13. Riccardo mercoledì 15 settembre 2010 alle 4:38 pm

    Io sapevo che la parola ” tanti” si pronuncia e ha lo stesso significato sia in giapponese che in Italiano. Singolare che kawaii significhi carino.Molto simile all’italiano. La descrizione dell’indiano e’ un capolavoro. Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: