Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: domenica 26 settembre 2010

Corollario a Mal-education

Mi perdoneranno i lettori sprovvisti di password ma ho dovuto proteggere il post precedente perche’ ho parlato di argomenti “sensibili”, ovvero lavorativi. Non fatevi problemi a chiederla comunque, a meno che non siate miei colleghi 🙂

Questo pero’ lo posso scrivere.

Commenta Akanishi: In giappone è prassi “sfogarsi” sull’inferiore. E umiliarsi davanti al superiore, o al cliente. Funziona così. Una cosa non funziona, dai la colpa al bubez di turno.

Gia’. E questa cosa delle scale sociali cosi’ nette, cosi’ distinte, mi si avvicina piu’ al concetto di gerarchia feudale che di democrazia. Democrazia che e’ stata imposta dagli americani dopo la guerra mondiale, e che come e’ risaputo qui non e’ mai stata totalmente capita. Non per nulla abbiamo la partecipazione alle elezioni che si aggira intorno al 30%. Cioe’, vota meno di uno su tre, pazzesco.

E infatti. Il diritto di voto e l’uguaglianza di fronte alla legge, ma vi rendete conto? Significa che il voto di un povero studentello di 18 anni vale come quello dell’amministratore delegato che gira in Lexus con l’autista! E che il voto di una femmina vale quanto quella del maschio che lavora e porta a casa la pagnotta (la mignotta no, non la porta a casa… anzi neanche la pagnotta a dire il vero, piuttosto la ciotola di riso, ecco).

Pazzesca questa cosa. Uguaglianza… per quello nessuno qua va a votare. Contro il sistema! Secondo me se mettessero il voto a punteggio ci sarebbe una partecipazione altissima. Tipo, il voto di un diciottenne vale uno, quello del diciannovenne vale 2, eccetera. Se sei femmina, finche’ studi e lavori vali uguale, appena ti sposi e diventi casalinga si fa che il tuo voto vale il 75%, piu’ 5% per ogni figlio che fai, fino a raggiungere il tetto massimo del 100% con cinque figli.

Se perdi il lavoro e sei nullatenente il tuo voto vale il 50%, se sei in proprio vali il 100%, mentre se resti in azienda e diventi kacho (quadro, capufficio) vali il 110%, quando diventi bucho (dirigente) vali il 125%, se diventi shacho (amministratore delegato) il tuo voto vale il 200%. Appena vai in pensione invece perdi tutti questi bonus e il tuo voto vale la meta’.

Quindi, per dire, il voto di un diciottenne vale 1, quello di un neolaureato di 25 anni vale 8.  A 40 anni quando diventi capufficio vali 25 (arrotondato, ovviamente). Se sei femmina e casalinga con un figlio, invece, per dire, a 40 anni vale 18 unita’. Un amministratore delegato di 65 vale 96 punti, mentre se l’anno dopo va in pensione la stessa persona scende a 25 punti.

Secondo me questo sistema in Giappone sarebbe vincente. Che ne dite?

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: