Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

La tecnica segreta del biglietto da visita

Dato che ho cominciato ieri con un quesito rivolto ai maschi italici che vivono in Giappone, ho pensato di ripetere la cosa. Dunque, io come probabilmente avete capito sono un po’ atipico nel panorama degli italiani in Giappone, nel senso che prima di venire qui nella Terra della Perdizione mi sono globalizzato per quattro anni nella Terra dello Spiaggione, per cui a differenza dell’italiano medio io in Giappone non frequento praticamente nessun italiano. Quindi, visto che abbiamo l’occasione qui da blog, ditemi un po’ se una voce che gira tra gli expatriates anglofoni risulta confermata anche per noi latrin lovers.

Dunque: dice la leggenda che la tecnica migliore per accalappiare le giappine inchialappabili in pubblico (tipo, in stazione, o per strada, ma anche alpub) sia quella di dar loro il biglietto da visita. Mi dicono dalla regia che quando hai dato il biglietto a una, se questa ti scrive o ti chiama e’ praticamente come se te la fossi gia’ portata al love hotel. E’ vero? Non e’ vero? Io non l’ho mai fatto ne’ capisco come si possa fare. Cioe’, vedi una, ti avvicini, la saluti, le dici “chiamami”, le dai il biglietto e te ne vai? Come funziona?

A me pare una cosa abbastanza da pirla. Ma ditemi, spiegatemi, illuminatemi d’immenso please.

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7 risposte a “La tecnica segreta del biglietto da visita

  1. Akanishi au Québec sabato 9 ottobre 2010 alle 11:36 am

    Il mio senso di ragno mi dice che però l’operazione di consegna si deve perpetuare in modalità “stealth”.

    Ma che cavolo vieni a chiederlo a noi. Prova! Ti abbiamo mandato lì per quello.

  2. john sabato 9 ottobre 2010 alle 3:25 pm

    In effetti… Sei in missione, missiona!

  3. Tonari sabato 9 ottobre 2010 alle 5:58 pm

    Solo se riesci a infilarglielo nelle mutande.

  4. GiosinoSPS sabato 9 ottobre 2010 alle 8:08 pm

    Una volta l’ho fatto anche io, in italia però. Avevo di fronte in treno questa tipa carina assai e me ne invaghii. Almeno dalle parti basse sentii questa sensazione. Scrissi il mio numero su un bigliettino di carta, le passai davanti, “ciao..”, e le lasciai il mio numero. La sera il mio telefono squillò. Era però una cessa brutta con il culo grosso che pensavo di essermi tolta dalle palle mesi prima!! AAaargh!
    Alberto, tu prova a scrivere e consegnare il tuo numero su una carta da 10000 yen, che se proprio non dovessi stimolare il senso dell’interesse, puoi sempre stimolare quello degli affari.

  5. Alessandro sabato 9 ottobre 2010 alle 9:07 pm

    Se funziona… quanto tempo buttato!

  6. Stila sabato 9 ottobre 2010 alle 9:55 pm

    Quando ero a Tokyo mi è capitato due volte…la prima ero in giro per Shin Okubo con delle compagne di scuola, tutte vestite con lo yukata. Ci hanno fermato due tipi e ci hanno chiesto se potevano farsi una foto con noi, poi uno dei due mi ha dato il suo biglietto da visita (affittava appartamenti agli stranieri).
    La seconda volta ero in treno con due tipe francesi, ultimo treno della sera, di ritorno dal Kamakura beach party, e sti due giappi attaccano bottone con una delle francesi, parliamo un po’ e alla fine ci mostrano un biglietto da visita -del quale non abbiamo decifrato assolutamente un cazzo- e vanno.
    Non ti so dire se funziona, noi comunque non abbiamo mai richiamato nessuno…

  7. elisa lunedì 11 ottobre 2010 alle 9:26 pm

    a me sembra tanto una cosa da film, ma tentar non nuoce…

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