Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Il ritorno del cervello in fuga

Parliamo per assurdo. Mettiamo che un italiano con una certa professionalita’ vada all’estero, si faccia le sue esperienze e poi decida di tornare a casa e mettere la sua conoscenza al servizio della societa’. Tipo Robin Hood, ma con l’accento veneto.
Prendo qundi l’esempio mio, di cazzaro ingegnere nel settore dei trasporti con esperienza in Australia e soprattutto in Giappone. A parte quando faccio il mona, sono una persona che sta all’interno del settore e ha esperienza in svariati paesi del mondo. Ho avuto esperienza di svariati problemi in molte situazioni, e ho visto come ogni paese ha affrontato i suoi casini.

Ora, mettiamo per assurdo che tornassi in Italia e mi nominassero Commissario Straordinario Plenipotenziario ai Trasporti con Licenza di Uccidere, ma soprattutto di Decidere. Una specie di Bertolaso ai trasporti, ma con piu’ potere di lui. In such a case, che farei di bello per risolvere i molteplici problemi legati ai trasporti nelle grandi citta’ italiane? (ne cito alcuni: traffico, inquinamento, scarsa qualita’ del trasporto pubblico, dolore, disperazione, terremoto, traggedia, Lac d’ sanque).

Senza perdere tempo in preamboli e girare intorno alla cosa, andiamo diretti come una freccia al cuore del problema: punto primo, in Italia il trasporto pubblico fa schifo perche’ il mezzo di trasporto principale e’ l’automobile. Il trasporto pubblico e’ cosa di serie B, e’ considerato come piano di riserva quando, tuo malgrado, non puoi usare l’auto.
Punto secondo, il trasporto pubblico in Italia fa schifo perche’ non e’ mai colpa di nessuno: non e’ degli amministratori che mangiano, non e’ del personale che non lavora bene, non e’ degli utenti che scroccano le corse, sporcano, vandalizzano, non hanno rispetto.

A) Quindi, facciamo come il Giappone: prima cosa, togliamo l’automobile. Cio’ significa, introdurre una legge come quella che c’e’ a Tokyo: se non possiedi il parcheggio non puoi possedere un’auto. Per fare un esempio: diamo dodici mesi di tempo ai cittadini di Roma per procurarsi un parcheggio coperto o per vendere l’auto. Dopodiche’, iniziamo ad andare di carro attrezzi e a confiscare i mezzi. All’ACI da domani inseriamo la regola: se sei residente a Roma ti puoi intestare un’auto solo se possiedi il parcheggio..
E naturalmente, con questo deve andare l’abolizione di tutti i parcheggi a bordo strada. Tutti. Il vigile deve poter multare qualsiasi pezzo di metallo munito di 4 ruote che sia nel suo campo visivo, fermo e con nessuno a bordo.

B) Modifica delle politiche aziendali: come a Tokyo, divieto di andare al lavoro in automobile, trasformazione dei parcheggi aziendali in aree adibite a diverso uso. Introduzione come a Tokyo dell’obbligatorieta’ per le aziende di pagare l’abbonamento da casa al lavoro a tutti i dipendenti (anche precari, part time ecc). In caso di mancanza di mezzi pubblici, istituzione di bus aziendali dalla stazione piu’ vicina. Per evitare che la cosa pesi troppo sulle aziende, abolizione o riduzione dei buoni pasto / ticket restaurant: l’azienda ti paga il trasporto al lavoro, tu ti paghi il pranzo.

C) Abolizione dei controllori e dei biglietti cartaceinei mezzi pubblici attraverso l’introduzione di sistemi automatici di pagamento. E’ ora di finirla con la gente che sale nei mezzi pubblici a scrocco. Si faccia come nel resto del mondo civile, dove il biglietto non si compra a terra ma si paga a bordo, dove non timbri il biglietto ma paghi. Tu vuoi viaggiare, l’azienda vuole i tuoi soldi: a che serve il biglietto?!
Via, Tariffa unica, come nei bus in Giappone: che tu faccia 10 metri o 10 chilometri. Non so, due euro. Alla fermata si scende e si sale solo dalla porta davanti: prima tutti scendono, poi si sale, uno alla volta, e si infila la cazzo di monetina in una macchinetta, la quale permette l’accesso altrimenti ostruito da sbarra; in alternativa si passa una swipe card prepagata di quelle che si attivano al contatto. Sei una zingara o uno studentello balordo e vuoi salire a scrocco? Non ti si apre il gate, e non il conducente ma la gente bloccata dietro di te ti fa scendere a calci in culo.
C1) Corollario a C: ho parlato di “macchinetta” per un motivo ben preciso: il conducente del bus non deve maneggiare denaro. Le monete vanno in una cassetta rinforzata, a prova di rapina o di vandalismo.
C2) Mi direte: e i controllori, li licenziamo? No, li mandiamo a fare il lavoro che elenco al punto G.

D) A+B significa abbattimento del traffico, mentre B+C significa nuove entrate sicure alle aziende di trasporto pubblico, che a fronte della nuova prospettiva economica devono fare pesanti investimenti in mezzi pubblici nuovi, in nuove tratte, in riduzione dei tempi d’attesa, e soprattutto in servizi di pulizia e controllo. Basta mezzi pubblici lerci, basta scritte dei pancabbestia su bus e treni.
D1) A corollario di D, privatizzazione assoluta di tutto il settore pubblico: lo stato non deve piu’ avere in mano nemmeno un minibus di quelli da patente B. In aggiunta, partecipazione limitata ad un massimo del 15%: il trasporto dev’essere privato ma non deve avere un padrone. Eliminazione dei subappalti per pulizia e servizi di sicurezza. Le aziende del settore devono assumere il personale di controllo e pulizia (=assumersi diretta responsabilita’ della qualita’ del proprio servizio). Basta mangiarci sopra coi subappalti, basta scaricare il barile quando succede qualcosa.

E) Interoperabilita’ dei biglietti. Come succede nei paesi sviluppati, basta con questa molteplicita’ di biglietti del treno, del bus, del tram, della minchia. Una sola smart card, ricaricabile, a contatto come si deve all’anno 2010 e non magnetica come negli anni ’80. Una carta in cui hai dentro il tuo abbonamento del treno o del bus (o entrambi), hai dei soldi che ci ficchi dentro e con cui puoi accedere a metro, bus, quello che ti pare. Anche comprarti il giornale o le sigarette in tabaccheria, se vuoi. Carta nominale, disattivabile in caso di smarrimento.

F) Layout dei treni. A fronte di un aumento dei pendolari, si faccia posto nei vagoni. La gente resti in piedi, con pochi posti a sedere, con il modello giapponese che funziona divinamente. Basta con i passaggi angusti tra serpentine di sedili, basta ragazzini che mettono i piedi sui sedili, basta vagoni fatti per essere vandalizzati, basta carrozze difficili da pulire. Se c’e’ posto ti siedi, se non c’e’ posto si siedano solo anziani, donne incinte e handicappati. E una volta la settimana, via di idropulitrice e si disinfetta tutto in mezza giornata.

G) Inserimento di sistemi CCTV (telecamere a circuito chiuso) in ogni vagone, in ogni autobus. Telecamere online o offline, collegate a GPS. Ogni mattina un addetto controlli lo stato del vagone, lasci un report. La sera un altro addetto controlli quel report. Compare un sedile strappato, una scritta “Francy ti amo” fatta con l’uniposca su un vetro? Si dia un’occhiata al video. Se ti vedo so quando l’hai fatto, col GPS so dov’era il bus in quel momento, se hai usato la card per pagare il biglietto so che eri nel bus. So dove abiti, so dove mandarti il conto per il tuo atto di vandalismo.
G1) A corollario di G, divieto di salire sui mezzi pubblici se non si e’ muniti di smart card identificativa dopo un certo orario. Di notte quando i mezzi sono vuoti voglio sapere chi c’e’ nel bus, per motivi di sicurezza.

H) E poi, a fronte di tutto, una responsabilizzazione seria del personale. Il bonus a fine anno (=tredicesima, quattordicesima) dev’essere pari a un valore nominale moltiplicato per l’indice di soddisfazione degli utenti. E questo valga per tutti, dall’amministratore delegato al tipo che pulisce il vagone. Troppo poco? Leghiamo anche una parte dello stipendio alla soddisfazione. L’utente paga, dev’essere trattato bene. Quando entra in un mezzo pulito e in orario e’ piu’ contento, piu’ rispettoso, e si crea anche un circolo virtuoso.

Ora, diciamocelo. Sto sognando, sto farneticando, sto esagerando? Magari si’. Pero’ che bello sarebbe se si riuscisse a far funzionare una cosa in Italia, per una volta. Sarebbe, appunto, un sogno.

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33 risposte a “Il ritorno del cervello in fuga

  1. munny giovedì 14 ottobre 2010 alle 1:27 pm

    parole sante!
    solo due appuntini:
    1) a berlino ho visto che non ci sono tornelli all’entrata ma del personale in borghese fa dei blitz a sorpresa sui mezzi con la stessa delicatezza con cui la swat prende i narcos colombiani in usa; a me è sembrata una cosa comoda perchè elimina tutti i tornelli agli ingressi o sui bus/metro evitando le code.
    2) in lombardia esiste la tessera integrata, e io ce l’hoooo! (non so se c’è anche altrove)

  2. Fabiusli giovedì 14 ottobre 2010 alle 1:44 pm

    Alla lettura del titolo mi stava cadendo un mito. Alla lettura del post ho sperato che il titolo fosse vero, e che tu come tanti altri potessi tornare in Italia per renderla DAVVERO un paese più civile, insomma migliore. Poi il sogno è finito.

  3. sirdic giovedì 14 ottobre 2010 alle 3:31 pm

    E’ per questo che incoraggio la mobilita’ delle persone: andiamo all’estero, impariamo quello che c’e’ di buono, vediamo cosa c’e’ di cattivo e cosi’ se e quando torniamo potremo applicare cio’ che di buono abbiamo visto e apprezzare cio’ che non apprezzavamo finche’ non abbiamo notato i difetti altrui.

  4. mamoru giovedì 14 ottobre 2010 alle 4:12 pm

    Molte delle tue ipotesi sono condivisibili.

    Privatizzare e tagliare i finanziamenti regionali/statali, basta gare d’appalto (vedasi i ricorsi al tar sulle forniture di Trenitalia) che bloccano tutto e basta municipalizzate con politici nei cda. Aggiungerei (anche se OT, ma il citare bertolaso me l’ha ricordato) abolizione dei commissari straordinari.

    Io sarei anche per abbonamenti e tariffe anche raddoppiati per coprire i costi (es. Sapporo 100eur/mese su tratta parziale vs milano 30 eur/mese su tutte le linee) che altrimenti vanno coperti elemosinando soldi alla corte del politico (locale) di turno.

    Sul discorso dei bonus annuali sono d’accordo sul legarli alla produttivita’ (per la tredicesima non penso si possa fare, ma per tutto il resto si).

    Mentre sul discorso del rimborso alle spese di trasporto ai dipendenti ti chiedo se sei sicuro che non si tratti di un benefit aziendale anziche’ di una ordinanza locale (che si dovrebbe trovare in forma scritta da qualche parte)?

    In Italia il livello di tassazione per unita’ di lavoro e’ gia’ troppo alta, rischierebbe di strangolare le imprese scaricando su di esse un costo ulteriore.

    Poi ci vedo altri 2 problemi:
    – protezione maniacale dei beni culturali (anche quando non lo sono)
    – densita’ abitativa bassa e frammentazione in “micro” comuni di imprese e lavoratori (tipo pianura padana)

    Per la prima inutile che ti dica che se vuoi trivellare per una metropolitana e trovi sotto qualcosa sei gia’ fermo.
    Per la seconda ricordiamoci che nell’area metropolitana di tokyo hai volumi di passeggeri e fattori di carico dei vagoni difficilmente replicabili in italia. (ci vive il 30% della popolazione giapponese che e’ quasi il 50% di quella italiana).

    Tendenzialmente fuori da Tokyo e Osaka senza auto/moto vai in crisi se ti devi muovere con un minimo di liberta’.

    PS Parlando con amici in provincia di Varese, si andava sul discorso che molti vorrebbero prendere un garage per la popria auto…..120.000 euro per singolo posto: calmieriamo i prezzi o statalizziamo i box? =)

  5. riccardo giovedì 14 ottobre 2010 alle 6:21 pm

    Albino, probabilmente lo saprai gia’, ma se tu tornassi in Italia e qualche grande azienda (e tu sai di che gruppo) cercasse un ingegnere con conoscenza Inglese/giapponese e mercati asiatici, sicuramente si indirizzerebbe sul giovane figlio di qualche suo dirigente . Triste,ma e’ cosi’. Sfido chiunque a smentirmi.Purtroppo, finche’ le multinazionali non imporranno il divieto di assunzione di parenti, questo Paese non andra’ mai avanti.
    Sarei curioso inoltre di vedere le reazioni degli italiani se venisse vietata l’auto per andare al lavoro….

  6. Enzo84 giovedì 14 ottobre 2010 alle 6:43 pm

    Tutto ciò in Italia?
    Sì sì, è un sogno e lo resterà per sempre.
    Prova tu a dire all’italiano medio che deve rinunciare alla sua auto se non ha parcheggio.
    Prova tu a spiegare alla gente che prima di salire su un cazzo di bus o metro PRIMA devono scendere gli altri passeggeri e poi IN FILA uno per volta devono mettere la monetina per potersi sedere. E via discorrendo…
    Il problema è che non abbiamo la cultura del rispetto, non abbiamo amore per il Paese e per il prossimo.
    Qui a Roma assisto a delle scene da terzo mondo che mi fanno passare la voglia di prendere qualsivoglia mezzo per spostarmi. Una bella camminata o una corsa in bici e passa al paura.

  7. elisa giovedì 14 ottobre 2010 alle 6:47 pm

    sul divieto dell’auto non sono molto d’accordo, perchè se mi succede qualcosa devo avere il modo di soccorermi e anche di andare li dove gli autobus non arrivano (vedi dove abito).
    per il resto sono d’accordo su tutto, pero’ si dovrebbero aggiungere corse ma soprattutto un abbonamento normale, caspita io per andare al lavoro spendo meno che farmi l’abbonamento dell’autobus, e con la macchina andiam in 2, 2 abbonamenti ci creerebbero non pochi problemi a livello finanziario. eliminare i buoni pasto per un pulmino aziendale che ti porti dal bus stop all’azienda…peccato che con i buoni pasto c’è chi ci fa la spesa per tirare aventi, e c’è anche chi i buoni pasto non li ha e non ha nemmeno vicino dove poter mangiare. tipo da me: se mangi in azienda ( ameno che non sia autorizzato perchè c’è necessita di straordinari tipo in paghe) ti dicono merda. se sei a piedi prima di arrivare al panorama e mangiare un boccone hai 20 minuti a piedi su un’ora e mezza di pausa e in 50 minuti fatichi a mangiarti una pastasciutta (sono lenti i servizi), quindi torno a casa a mangiare, risparmio, mangio con calma e meglio. purtroppo le tue idee sono buone, le condivido quasi tutte, ma qui in italia siamo talemtni messi male su tutto che migliorando una cosa, se ne creano altre 1500 che van peggio…secondo me bisognerebbe radere al suolo e ricominciare da capo…il problema è che la stan rovinando sempre piu’ senza risolvere nulla, nè di prima nè di ora…ah e poi sai cazzotti che vedresti qui? hahahaha quello sarebbe divertente pero’…

    • albino giovedì 14 ottobre 2010 alle 6:57 pm

      Eli, parlavo della gente in centro a Roma, non in mezzo ai campi!

    • Lo'oris giovedì 14 ottobre 2010 alle 7:09 pm

      Totalmente d’accordo: risolvere un singolo problema è cosa buona, ma devi farlo – per quanto possa parere brutto – nel contesto. E nell’attuale contesto italiano queste proposte, prese nella loro integrità, semplicemente sarebbero infattibili.

      Inoltre:
      G1 – non funziona. Se perdo la tessera, o se mi rubano il portafoglio, devo pure tornare a piedi? Col cazzo.
      D1 – insensato: per me TUTTO dev’esser pubblico, perché i privati pensano solamente a lucrare senza la minima attenzione per i clienti/utenti. Questo succede in settori con monopolio (come i trasporti), e persino in settori in teoria in concorrenza (telefonia) dove si stabiliscono sempre cartelli di fatto.
      A – t’ha già spiegato elisa. A me le auto non piacciono, ma non è che puoi toglierle e dire “arrangiatevi”. O proponi una soluzione VERA™, o è inutile.

      • albino giovedì 14 ottobre 2010 alle 7:44 pm

        Lol ma sei leninista? Una rarità di questi tempi! 😀
        Si si dai tutto in mano alla politica, quella si che è gente onesta e soprattutto capace!
        Il vero pubblico è privatizzare con soglia massima di partecipazione, così si evitano monopoli e padroni

        • Lo'oris giovedì 14 ottobre 2010 alle 11:06 pm

          I politici sono dei porci arraffoni e su questo siamo d’accordo.

          Mi sfugge però come il mettere una soglia alla partecipazione possa risolvere il problema: sempre di privati si tratta, dunque saranno interessati solamente al massimo guadagno con la minima spesa.

        • Akanishi au Québec venerdì 15 ottobre 2010 alle 2:57 am

          Sei il solito thatcheriano…
          cosa sarebbe una soglia massima di partecipazione? che i privati possono possedere tipo il 49% dell’ente? ma il problema è chi prende le decisioni.
          Certo se il pubblico è come la Tirrenia, meglio i privati. Ma in certi casi si tratta di servizi che non danno un ritorno economico e il privato ha solo interesse a tagliarli.

  8. elisa giovedì 14 ottobre 2010 alle 7:30 pm

    innanzittuto scusa, non avevo capito (letto) che si parlava di roma centro…sono rincoglionita! pero’ non è che questo problema ci sia solo a roma, pure qui c’è…qui a mira (non a dogaletto) c’è un casino bestiale la mattina, perchè arrivano da padova e oltre e tutti per la riviera del brenta, la quale non è servita per niente bene dagli autobus (qui ce l’avrei davanti casa, se non costasse cifroni e avesse orari tipo non uno all’ora, mi farebbe comodo prenderlo), e quando esco di casa con la macchina, non vedi nulla perchè ci sono macchine parcheggiate ai bordi, i vigili non possono nulla perchè non è divieto di sosta…coem vedi non esiste solo nelle grandi città il problema, ma in tutti i comuni…e comunque lo stesso se sei a roma e devi andare in una paese un po’ fuori (per lavoro o altro) e non è servito dai mezzi, e ti tolgono l’auto, che minchia fai?

  9. talon sabato 16 ottobre 2010 alle 1:26 am

    fallo davvero a roma e avrai una sommossa popolare… non puoi togliere al coatto il gusto di sgommare in uscita dal parcheggio, come non puoi togliere alla mamma il gusto di portare il figlio in aula in macchina!
    E poi entrare da una sola porta? Si creerebbe il caos, tutti resterebbero attaccati alla porta invece di entrare nel bus, e sarebbe un casino infernale…
    io suggerisco quei cosi a scariche elettriche per punzonare le mucche, forse forse così ce la facciamo!

  10. Matteo sabato 16 ottobre 2010 alle 11:56 pm

    Sono commosso…
    Grazie Albi…
    è da quando ti sei trasferito in Giappone che ti chiedo una cura per il marasma che c’è nei mezzi di trasporti pubblici italici…!
    ^_^
    Ottime idee…
    Quasi quasi le giro ad un amico che dirige una società di trasporti pubblica… 🙂
    Can I?

  11. Filopaolo domenica 17 ottobre 2010 alle 3:05 am

    Beh, non so se funziona in Giappone ma quella di entrare da una sola porta a flussi alternati mi sembra una solenne minchiata (quanto ci vuole per le operazioni di imbarco e sbarco ad ogni fermata?). I passeggeri dovrebbero entrare soltanto dalla porta anteriore e passare la carta sul dispositivo di controllo alla presenza dell’autista (come accade per esempio a Londra) o comprare il biglietto solo con soldi contati (ché senno ci si mette troppo).
    Una curiosità: come mai neanche una parola da parte di nessuno sulle corsie preferenziali? La concorrenza con l’auto si può avere soltanto se il tempo di spostamento con il mezzo privato diventa competitivo. Finché auto e autobus percorreranno le stesse strade intasate di traffico l’auto sarà sempre preferibile: se devi stare in coda meglio starci comodi in macchina piuttosto che in piedi su un autobus affollato?
    Vietare l’uso dell’auto per legge mi sembra una misura illiberale. Per diminuire il numero delle auto l’unica strada politically correct è rendere il suo uso meno conveniente a livello economico e pratico. In altre parole un bell’aumento vertiginoso della tassa di circolazione per ripagare dei costi causati dal traffico a livello di caos e di salute. E anche un bell’aumento della benzina (che comunque, vista la scarsità incipiente di petrolio, arriverà probabilmente da sé tra pochi anni).
    La preferenza per la gestione pubblica o privata ha poco senso perché il sistema di trasporti pubblici è gestito sempre in regime di monopolio all’interno di una certa area territoriale. A meno che ogni area non venga servita da due o più compagne che si fanno la concorrenza. Ma mi sembra un sistema poco pratico.

    • Lo'oris domenica 17 ottobre 2010 alle 3:14 am

      La tassa di circolazione non esiste più, è diventata tassa di “possesso” e non c’è bisogno di dire che sia una cosa estremamente malvagia: se tengo ferma la mia auto e la tengo in un posto privato, perché dovrei pagare?

      Sono più corretti invece aumenti in qualche modo legati al “consumo”, quale il prezzo della benzina. Anche perché se la usi di più crei più problemi rispetto a chi la usa di meno. Tuttavia non è fattibile in quanto c’è chi può andare oltreconfine a fare benzina, e più il prezzo sale più sarà conveniente far ciò (dunque non riesci ad arginare il problema con delle zone cuscinetto agevolate).

      Ovviamente d’accordo per quanto riguarda la gestione pubblica del trasporto: è un settore in cui FISICAMENTE non c’è spazio per due concorrenti, dunque lasciala a un privato è follia.
      (che poi io personalmente sia per render tutto pubblico è un altro discorso)

      • Filopaolo domenica 17 ottobre 2010 alle 6:31 pm

        @ Lo’oris:

        Ma se hai la macchina per tenerla ferma, perché ce l’hai? (tassa di possesso o di circolazione, il principio è lo stesso)

        Ci possono guadagnare soltanto coloro che stanno vicino ai confini (come d’altronde avviene anche adesso). C’è una distanza oltre la quale non conviene più farsi chilometri e chilometri per rifornirsi all’estero.

        Ah, dimenticavo: parcheggio a pagamento su suolo pubblico generalizzato e obbligatorio ovunque.

        E, dulcis in fundo, tutte le tasse sull’auto gestite e a beneficio dei comuni. Per ripianare i mancati trasferimenti dello stato e perché la costruzione e la manutenzione delle strade è a carico loro.

    • Vee lunedì 18 ottobre 2010 alle 4:07 am

      “entrare da una sola porta a flussi alternati mi sembra una solenne minchiata (quanto ci vuole per le operazioni di imbarco e sbarco ad ogni fermata?)”
      La metropolitana di Milano funziona così. La metro arriva, si aprono le porte, si aspetta che i passeggeri che devono scendere scendano, e poi si sale. Solitamente ci vogliono meno di 30 secondi. è vero che ci sono più porte e non una come sugli autobus, ma è vero pure che di solito c’è un grande traffico di persone che salgono e scendono, specialmente in alcune stazioni perennemente affollate (e di conseguenza in alcuni tratti anche i treni sono affollati). Il metodo della porta unica per salire e scendere non mi sembra quindi così assurdo.

  12. albino lunedì 18 ottobre 2010 alle 6:57 am

    D’accordo con Vee! Si aspetti, meglio di avere gente a bordo senza biglietto, che e’ una ver-go-gna!
    In Giappone e Australia si paga a bordo, si sale davanti e si scende dietro. Ma in Italia questo non sarebbe possibile, perche’ appena apri le porte dietro gli Animali salgono (cosa che all’estero non succede).

  13. kiruccia lunedì 18 ottobre 2010 alle 7:44 pm

    E manco mae che i te ga fatto studiare!
    E` dal 2005 (da quando sono andata per la prima volta in Giappone, ma tutto sommato bastava prendere la metropolitana da qualsiasi parte del mondo) che dico che le Ferrovie si risanerebbero se mettessero dei cancelletti automatici dove non accedi ai binari se non hai il biglietto…
    Qui tagliano costi perché non ci stanno dentro, ergo diminuiscono il personale e automatizzano le stazioni, ergo nessuno paga il biglietto “perché tanto”…
    In Giappone, o da qualsiasi parte, invece danno lavoro agli addetti che controllano che le macchinette per i biglietti funzionino, e che funzionino pure i cancelletti, e questo personale riescono a pagarlo coi soldi ricavati dalla vendita dei biglietti. Minchia, è tanto semplice!
    Poi resta sempre il fatto che tu a Tokyo hai sgamato dei napoletani che si accodavano ai giappi per sfruttare la loro apertura dei cancelletti… è questo che ci frega (parlo di italiani in generale, perché io il mio bel biglietto lo pago sempre, anche in Italia), questa mentalità arraffona, il voler essere sempre più furbi.

    • Lo'oris lunedì 18 ottobre 2010 alle 8:05 pm

      Certo, da una parte la mentalità arraffona è male.

      Ma non è che la mentalità arraffona ce l’abbiamo innata: l’abbiamo ereditata dalla nostra storia.

      Nel millennio di feudalesimo e dominazione straniera la gente odiava (giustamente) i governanti tiranni e ha fatto quel che poteva per non dar loro soldi.

      Adesso comunque ci ritroviamo uno stato che non ti dà nulla e che chiede solamente (e poi spreca), per cui la gente normale tenta di aggirare il più possibile le spese, il che è più che comprensibile.
      Se treni e stazioni sono sporchi e i ritardi sono all’ordine del giorno, a che pro pagare? È questo il punto. Se chiedi soldi devi dare servizi e rispetto. Se il rispetto non c’è e i servizi sono scadenti… fai i tuoi conti.
      Idem per le tasse: se ho uno stato allo sbando, sull’orlo della bancarotta, coi politici che rubano il più possibile, il sistema giudiziario che non funziona, l’esecutivo allo sbando (e con una de facto immunità quasi totale)… chi me lo fa fare di pagare le tasse? Le pago solo nella misura in cui temo ripercussioni se mi beccano a evadere, non c’erto perché “lo stato è buono e dunque è giusto sostenerlo”.

      • elisa lunedì 18 ottobre 2010 alle 10:22 pm

        l’ultima volta che ho preso il bus e ho passato l’imob per pagare la mia teriffa di corsa, la gente mi ha guardata come fossi un’aliena…cioè inutile lamentarsi se un servizio non funziona se poi fai il furbo per non pagarla…è che non so se qua in italia cambierebbe qualcosa anche se tutti pagassero i biglietti, perchè qui pensano solo ad arricchirsi coi soldi della gente senza dare nulla in piu’…mah non lo so…

        • Lo'oris lunedì 18 ottobre 2010 alle 10:26 pm

          Il problema è l’opposto: inutile chiedere di non fare i furbi, se poi non si offre un buon servizio.
          Ok, è un circolo vizioso. Ma in un circolo vizioso come questo, l’unico che può “permettersi” di provare a fermarlo è l’ente, non certo i cittadini. Questo di FATTO. Perché i cittadini sono tanti singoli e non puoi metterli tutti d’accordo su qualcosa (non puoi e basta, poche balle), mentre l’ente può decidere “ok, da domani QUALITÀ”.
          Una volta che l’ente rompe il circolo, poi FORSE i cittadini cominciano ad adeguarsi. Se l’ente non rompe il circolo, è CERTO che i cittadini NON si adegueranno.

    • Lo'oris lunedì 18 ottobre 2010 alle 8:06 pm

      Certo, da una parte la mentalità arraffona è male.

      Ma non è che la mentalità arraffona ce l’abbiamo innata: l’abbiamo ereditata dalla nostra storia.

      Nel millennio di feudalesimo e dominazione straniera la gente odiava (giustamente) i governanti tiranni e ha fatto quel che poteva per non dar loro soldi.

      Adesso comunque ci ritroviamo uno stato che non ti dà nulla e che chiede solamente (e poi spreca), per cui la gente normale tenta di aggirare il più possibile le spese, il che è più che comprensibile.
      Se treni e stazioni sono sporchi e i ritardi sono all’ordine del giorno, a che pro pagare? È questo il punto. Se chiedi soldi devi dare servizi e rispetto. Se il rispetto non c’è e i servizi sono scadenti… fai i tuoi conti.
      Idem per le tasse: se ho uno stato allo sbando, sull’orlo della bancarotta, coi politici che rubano il più possibile, il sistema giudiziario che non funziona, l’esecutivo allo sbando (e con una de facto immunità quasi totale)… chi me lo fa fare di pagare le tasse? Le pago solo nella misura in cui temo ripercussioni se mi beccano a evadere, non c’erto perché “lo stato è buono e dunque è giusto sostenerlo”.

    • Lo'oris lunedì 18 ottobre 2010 alle 8:08 pm

      c’erto.
      😐
      e i post non si possono editare né cancellare.
      oggi ho ucciso la grammatica, scusatemi, è stato colposo, ha attraversato in curva fuori dalle strisce, era ubriaca, drogata, invisibile, portava i jeans, le cavallette!

    • albino lunedì 18 ottobre 2010 alle 9:05 pm

      Kiruccia: la cosa e’ infattibile (infatti se hai presente neanche in Giappone si fa dappertutto, per esempio a Kamakura e in tutta la “campagna”) per via di problemi architettonici: metti le barriere ma devi innalzare muri (prendi la stazione di mogliano o di mestre come esempio).
      Poi basta che vai a Parigi per capire, la gente passa sfondando i gates ad ogni momento!
      Quindi, quello non si cambia… ma si cambia nei bus secondo me, pagando a bordo.

      Poi, mettiamo un controllore in ogni treno. In ogni singolo treno. Quanto prende di stipendio, 1500 euro al mese? In 20 giorni lavorativi sono 75 euro al giorno (netti), metti 150 lordi. 150 euro col biglietto a 2 euro significa che deve fare da deterrente a 75 persone che altrimenti salirebbero senza biglietto. In una giornata. Secondo me ce la si fa…

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