Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

A tarallucci e vino

A voi italiani che siete rimasti in patria. Non vi capita mai di svegliarvi la mattina e pensare che vorreste essere da un’altra parte? Non vi capita mai di essere stufi della solita vita, della solita gente, dei soliti posti, del solito alternarsi delle stagioni, anno dopo anno, inverno carnevale Pasqua primavera estate ferragosto autunno inverno Natale capodanno? Ditemi: non vi siete frantumati i coglioni di fare sempre le stesse cose, sentire sempre gli stessi discorsi, avere sempre a che fare con gli stessi comportamenti, guardare sempre la stessa TV, leggere sempre le stesse cose? Non vi siete stancati di una vita prevedibile che sapete gia’ come andra’ a finire?

Italiani che siete rimasti in patria. Non vi capita mai di andare al lavoro e, mentre vi fate la pausa caffe’, pensare a come sarebbe se lavoraste all’estero? Se la gente in ufficio parlasse un’altra lingua, se fossero diversi da voi? Non avete mai avuto la curiosita’ di sapere com’e’ il mondo, com’e’ la gente al di fuori del vostro orticello? Non vi siete mai fermati a fissare il paesaggio al di fuori della finestra del vostro ufficio, e a pensare a come sarebbe se li’ fuori al posto del vostro solito paesaggio ci fossero i grattacieli di una megalopoli, o una spiaggia tropicale, o un deserto senza fine, o un casino di giappine in minigonna che passano?

Italiani che siete rimasti in patria. Non vi capita mai di pensare che avete certe idee solo perche’ dipendono dal luogo in cui vivete, dal luogo in cui siete nati e cresciuti? Siete tutti cosi’ convinti di parlare la lingua piu’ bella del mondo, di avere la cucina piu’ buona del mondo, la religione “giusta”, le tradizioni migliori. Ma siete mai entrati realmente in contatto con lingue diverse, con cucine diverse, con religioni diverse, con tradizioni diverse? (dice: come no, ho fatto inglese alle superiori, vado sempre a mangiare al cinese, ho i Geova che mi suonano il campanello ogni domenica mattina, e sul mio pianerottolo vive una famiglia di marocchini!)

Dite tutti “vivo nel posto piu’ bello del mondo”; ma siete mai usciti da quel posto per verificare che sia effettivamente vero? Quante volte avete detto o sentito dire “l’America ce l’abbiamo qui in Italia”, oppure “l’Italia e’ una merda, senza speranza”? Parole di elogio sublime o critica feroce, ma avete mai pensato di verificare di persona mettendo il culetto fuori dai confini patrii per, diciamo, un paio di annetti continuativi? Avete mai avuto esperienza di altre situazioni? Sapete quello di cui state parlando o parlate perche’ avete la bocca?

Solo dopo aver visto le cose da fuori si puo’ giudicare. Tutto il resto non sono che chiacchiere inutili. Perche’ voi che siete rimasti a casa non lo potete certo sapere cosa si prova, il dolore, l’immenso dolore che si prova a sapere che nella tua citta’ nessun supermercato vende i Tarallucci del Mulino Bianco.

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23 risposte a “A tarallucci e vino

  1. Charlie lunedì 18 ottobre 2010 alle 4:53 pm

    Eh! Certo che ci si pensa… almeno io..
    A me piace molto conoscere nuove culture, nuovi posti, nuove persone.. cerco sempre di riservarmi un mese all’anno per viaggiare e visitare paesi esteri. Per vivere un po’ a contatto con “il mondo”.. Proprio l’anno scorso sono stato in giappone!
    E’ un po’ che mi stuzzica l’idea di lanciarmi in un’avventura all’estero ma sono combattuto tra la voglia di fare nuove esperienze e il desiderio di cambiare, per quel che posso, almeno un pochino la realtà dell’Italia.
    Inoltre mi trovo a dover affrontare un altro dubbio: lascio tutto e provo a emigrare proprio quando mi stanno offrendo un lavoro niente male che può di sicuro fornirmi una base di decollo per una carriera dopo anni di studio e gavetta? Tu che dici Albino?

  2. Anna lafatina lunedì 18 ottobre 2010 alle 5:14 pm

    E dire che fno a qualche mese fa dicevo la stessa cosa: Non trovi un pò di sushi neanche a pagarlo oro… e poi devono avermi sentito perchè sono spuntati come funchi i ristoranti giapponesi e costano davvero tanto oro quanta salsa di soia c’è in Giappone!!!

  3. elisa lunedì 18 ottobre 2010 alle 6:11 pm

    se posso vado all’estero, in vacanza, visto che piu’ di un tot non posso permettermi, ma almeno vado e cerco di vivere il luogo, non andando negli all inclusive, ma parlando anche con la gente, andando alla ricerca di posti sperduti dove puoi capire di piu’ di quel paese…ovvio che non è come viverci, ma c’è chi và in vacanza e dice di conoscere un posto solo perchè ha fatto una settimana in villaggio turistico senza mai uscirne. l’unica cosa che posso dire è che l’italia è un bel paese a livello territoriale, avrebbe molti spunti per l’economia, ma non vengono sfruttati, perchè qui funziona che il ricco vuole arricchirsi impoverendo tutti e cosi anche il paese…non vengono sfruttate le potenzialità del paese…per quanto riguarda il cibo, per me l’italia è uno tra i migliori, devo dire che anche in grecia mangi molto bene e molto variato, ma in realtà mi piace assaggiare tutto a meno che non si veda il sangue…poi ti diro’ che a me i tarallucci mi fan schifo, per cui vivrei bene anche senza! 😉

  4. Zeta lunedì 18 ottobre 2010 alle 8:26 pm

    La mia risposta a tutte le domande è SI!
    Ecco perchè verrò a lavorare a Tokyo!! 🙂

  5. betty lunedì 18 ottobre 2010 alle 8:34 pm

    it was only yesterday when i argued over this issue with my brother in law…it all started because he wouldn t try a rice roll from the chines shop…he was ready to shoot his opinions about foreign food be it greek, moroccon, chinese or japanese…i go like how can you have an opinion on it if you would not even try it once….this only proves your point…people who only know about their own culture how can debate over big issue like these…….5 stars to ur post

  6. Laura lunedì 18 ottobre 2010 alle 8:37 pm

    Ci penso spesso….e non è detto che in futuro non decida di farlo. Spesso mi capita nelle giornate tipo quella di oggi: fuori sembra tutto grigio, sta per piovere e fa freddino,ogni tanto la radio passa canzoni “autunnali”. Guardo fuori dalla finestra e mi chiedo effettivamente cosa starei facendo e come sarebbe essere da un’altra parte. Chi vedrei passare per strada? Quali persone potrei conoscere? Che esperienze potrei fare? Quali posti vedrei? Sono momenti.Ho tempo.Adesso sono qui e devo fare altro;

    Comunque per te che invece vivi fuori sei lontano da casa, dagli amici, dagli affetti , dalla tua città , dai tuoi tarallucci…Non ti capita mai di pensare al contrario?

    Tra l’altro non so te, ma io quando parto (specie quando sto fuori un po di piu -che comuque è sempre poco-) ogni volta che torno ho una sensazione bellissima, esattamente nel momento in cui intravedo l’aeroporto dall’alto (specie di sera) penso “casa”. Una sensazione che mi piace tantissimo: come quando d’inverno fa freddo e mi arrotolo nel copertone di pile mentre guardo la tv. L’aeroporto di “casa” mi da la sensazione del copertone.Non lo so spiegare molto bene magari, ma piu o meno è cosi. A te non capita mai?

    • elisa lunedì 18 ottobre 2010 alle 10:26 pm

      io quando vado in vacanza e torno in italia mi viene male…penso che qui non sto bene, ma ahimè a volte non è semplice mollare tutto e andar via, invidio chi lo fa e basta…forse se qui ci fossero piu’ possibilità ci penserei, cioè mi capita di pensare “provo all’estero, se non và e torno in italia, trovero’ un lavoro?” soprattutto col periodo che stiamo attraversando…e questo mi scoraggia…mah vedremo…nella vita in fondo non si sa mai…

    • kiruccia martedì 19 ottobre 2010 alle 1:18 am

      Quando me ne vado in giro, dopo 4-5 giorni non sento nostalgia di casa, ma non mi dispiace neppure così tanto tornare. E` bello tornare a casa, dopo aver vissuto accampati in albergo. Tornare tra i propri affetti e le proprie cose, nel proprio piccolo mondo.
      Le uniche volte in cui mi sono sentita male all’idea di tornare è stato quando sono andata in Giappone.
      Zio Billy!

  7. Fabiusli lunedì 18 ottobre 2010 alle 10:14 pm

    Ci penso tutti i santi giorni.

    Poi mi mangio un taralluccio e tutto passa!

    P.S.: Comunque io una data ce l’ho. Marzo 2013: mi prendo 9 mesi di aspettativa e me ne vado a Berlino, Londra (o Australia) e Tokyo. Al ritorno delle due una: a) mi licenzio e continuo a girare; b) mi sposo e faccio un figlio.

  8. Akanishi au Québec lunedì 18 ottobre 2010 alle 10:46 pm

    Domanda facile: Posto a tempo indeterminato a Peseggia o posto indeterminato a Tokyo?

    Domanda difficile: Posto indeterminato a Peseggia o posto a tempo indeterminato a Schefferville?

    http://en.wikipedia.org/wiki/Schefferville,_Quebec

  9. Falco78 martedì 19 ottobre 2010 alle 3:58 am

    Dopo 10 anni di estero sto mettendo radici qui in Sicilia. Mia moglie (giapponese) se ne è innamorata, io ho imparato di recente a amarla.
    Abitare in un posto è anche questione di carattere o di situazioni contingenti.
    Noi viaggiamo cmq tanto, ogni posto ha i suoi pro e i suoi contro.

  10. albino martedì 19 ottobre 2010 alle 7:01 am

    Bello vedere che l’avete presa sul serio, LOL.

    Il post, se non si e’ capito, era solo un pretesto per lamentarmi del fatto che non trovo i tarallucci qui in Giappone.

    • Fabiusli martedì 19 ottobre 2010 alle 1:24 pm

      Che poi i tarallucci col vino non è che siano tutta ‘sta gran bontà… a meno che tu non sia un alpino, ovviamente.

    • Laura martedì 19 ottobre 2010 alle 5:12 pm

      Il cazzeggio di fondo l’avevo sospettato….ma poi mi son fatta prendere dalla prima parte del post! =P

      PROFANOOOOO!!! Altro che tarallucci: con il vino ci vanno i biscotti toscani alle mandorle (non mi viene il nome miseria…)

      • Tonari martedì 19 ottobre 2010 alle 5:53 pm

        Cantucci. E l’abbinamento tradizionale è col vin santo.

        • Laura martedì 19 ottobre 2010 alle 7:05 pm

          @Tonari: cantucci!! grazie! non mi veniva… si si l’abbinamento lo conosco, spesso li compro insieme quando salgo 😉

          @Albino : Pizza e fichi è cosa nota, tarallucci e vino non mi pare di averlo sentito….però magari non mi ricordo.

      • albino martedì 19 ottobre 2010 alle 6:03 pm

        Gente, “a tarallucci e vino” è un famosissimo modo di dire, risalente a ben prima dell’invenzione dei tarallucci del mulino bianco, i quali si rifanno a un biscotto regionale pugliese. A tarallucci e vino vuol dire “tutto è bene quel che finisce bene”.
        È come se mi veniste a dire che non avete mai sentito dire “pizza e fichi”

  11. Alex G martedì 19 ottobre 2010 alle 8:36 am

    Io ti porto interi camion di Tarallucci e tu mi trovi alloggio e lavoro in Giappone, perchè in questo paese di mer*a non riesco più a stare.

    Saluti dal Gugliez

    http://gugliez.splinder.com

  12. formichina mercoledì 20 ottobre 2010 alle 6:45 pm

    Si’, me lo sono chiesta e sono partita per la Francia 6 anni fa, con vari traslochi tra il paese dei mangiaranocchie e il paese dei baiocchi (quelli mi pare di averli visti al supermercato, e pure i tarallucci). Fare l’emigrato è strano: l’Italia vista da fuori sembra il paese dei lillipuziani in Gulliver’s travels, ancor più che in patria. Ma riesce comunque a mancarti troppo, purtroppo. Per poi ricominciare a imprecare quando ci ritorni.
    ps. preferisco le Macine ai Tarallucci, quelle ci sono a Tokio?

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