Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

L’Armageddon

Va’ che e’ fuori l’India eh. Ieri in centro citta’, un traffico della Madonna, prendiamo una vietta laterale e a momenti mettiamo sotto una capra randagia che stava attraversando. Una capra, avete letto bene. Di quelle coi cornini, con cui si fa il formaggio di capra. Quelle.

Appena ti siedi al ristorante hai una nuvola di camerieri che ti viene intorno e ti chiede “vuoi acqua?”, “vuoi pane?”, e poi naturalmente stanno li’ in agguato ad aspettare che ordini, e ti servono il cibo, e ogni volta che bevi un sorso ti riempiono il bicchiere di nuovo.
Due coglioni. A parta che avere uno che ti guarda costantemente da quando ordini a quando te ne vai puo’ crearti un attimo di soggezione, ma mi viene da chiedermi: posso avere il mio sacrosanto cibo in pace, senza uno che stia li’ a riempirmi il bicchiere o a chiedermi se ne voglio ancora? Che poi, e questa e’ la cosa assurda, quando hai veramente bisogno di un cameriere scompaiono magicamente tutti, all’istante. E soprattutto, sono tanti ma sono impediti, rovesciano le cose, sbagliano a ordinare… sembra che abbiano preso gente dalla strada e gli abbiano chiesto “vuoi fare il cameriere stasera?”
Il bello e’ che probabilmente e’ cosi’.

L’India e’ una scuola molto efficace per capire dove sta andando l’umanita’. Bisognerebbe mostrare ai capi di governo (non al nostro, capirete: qui non c’e’ figa) queste strade, fargli vedere cos’e’ la natura umana. Io non so se voi vi rendiate conto che su sei miliardi di persone ce ne sono almeno due e rotti che viaggiano con mezzi a combustione che emettono fumo bianco d’olio bruciato dalla marmitta, come la Lancia Beta degli anni ’70 che aveva mio padre quando ero piccolo.

Io non so se vi rendiate conto che mentre noi dei paesi sviluppati ci stiamo finalmente-quasi-accorgendo (ma in maniera soft, mi raccomando) che l’Uomo sta distruggendo il pianeta, e mentre, non so, la Danimarca installa pale eoliche e la Spagna butta su qualche pannello solare, altrove ci sono miliardi (non milioni, miliardi) di persone che continuano e continueranno a spostarsi da A a B tramite mezzi altamente inquinanti e in traffici apocalittici per almeno un altro secolo.

Qui a Chennai per fare un chilometro ci vogliono in media venti minuti in un traffico da girone infernale di mezzi asfissianti dell’era pre-marmitta catalitica. A piedi non si puo’ andare, altrimenti o ti derubano o ti accoltellano o se proprio ti va bene ti prendi solo qualche malattia venerea. Avolte ti senti mancare il fiato dall’intensita’ dei gas di scarico. Ti gira la testa. E stiamo parlando di una citta’ di cinque milioni di abitanti. Sapete quante ce ne sono di cosi’ e di piu’ grosse di cosi’ al mondo?

Qua non esiste un mezzo pubblico decente, una metro (beh, sono qui per questo, ma cosa volete che risolva una sola linea che attraversa la citta’, se per tutte le altre destinazioni serve la macchina?), niente. Sono come noi, hanno il treno per andare all’aeroporto, ma non lo usano perche’ altrimenti devono trascinarsi la valigia da casa alla stazione, dentro in treno, fuori dal treno, stazione d’arrivo e poi aeroporto. Piu’ comodo metterla in portabagagli e guidare fino all’aeroporto.

Voi dovreste venire qui per vedere, per capire. Questi non hanno idea, non hanno niente ma comunque pensano solo a fare cinque figli a testa. E’ pazzesco, scioccante. Qualcuno vuole gentilmente spiegare alla razza umana che uno stile di vita cosi’ non ce lo possiamo piu’ permettere? Questa palla di roccia su cui nasciamo e moriamo e’ tutto quello che abbiamo, fuori di qui ci sono solo anni luce di freddo e morte. Finita la Terra, non e’ che ci possiamo spostare in massa su Marte.

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11 risposte a “L’Armageddon

  1. Akanishi au Québec domenica 31 ottobre 2010 alle 10:55 pm

    Tutto molto istruttivo, ti da’ il senso dell’impotenza dei nostri bei discorsi ecologisti.

    E penso anche di capire un’altra cosa. La difficoltà di implementare tecnologie “verdi” quando sono troppo complesse per sistemi a basso tasso di organizzazione.

    Capisco che questa masnada di straccioni senz’arte né parte, con una mentalità retrograda e scarsa professionalità ti faccia orrore. D’altra parte sei un ingegnere giapponese 🙂

    Però.

    Però è una questione di condizioni. Secondo te perché fanno [ancora] 5 figli a testa? guarda qui:
    l’India non è nemmeno tra i peggiori. I posti dove si sta peggio sono quelli con i tassi di natalità più elevati, e non è un caso.

    E d’altra parte, chi ha ancora il più alto impatto ambientale? ecco qua:

    • Akanishi au Québec domenica 31 ottobre 2010 alle 11:08 pm

      anzi direi: ma se noi PUR avendo la cultura, la tecnologia e l’organizzazione ancora stiamo a

      1) negare il global warming e dare la colpa agli scienziati (USA)
      2) dividerci sui simboli: croci, soli delle alpi, niqab (Italia, Francia)
      3) riempirci di spazzatura indifferenziata e/o inceneritori (Italia)
      4) tagliare l’età pensionabile per lavorare di più (Francia)
      5) scavare ovunque in cerca di olio e carbone (Canada, USA)
      6) costruire centrali nucleari dove non c’è nemmeno l’uranio (Italia)

      ma con che coraggio accusiamo gli altri di essere delle bestie?

      • albino lunedì 1 novembre 2010 alle 2:11 am

        Quella dell’eta’ pensionabile secondo me e’ la sola conseguenza del fatto che i francesi, per primi, si sono resi conto che il sistema cosi’ com’e’ non funziona. Fra poco le alzeranno tutti, e’ inevitabile. Guarda come sono messi i giovani in Italia, non viene speso un cent per la ricerca per il fatto che manteniamo da 30 anni i baby pensionati degli anni ’80 che sono andati in pensione a 40 anni e ora ne hanno 70!
        La madre di un mio amico, insegnante di matematica alle medie, e’ andata in pensione nel 1987 con 15 anni, 6 mesi e un giorno: aveva 39 anni! E ora ne ha 62, percepisce la pensione da 23 anni e gliene restano quanti altri da vivere?
        Ti pare, cazzo?!?

        • Akanishi au Québec lunedì 1 novembre 2010 alle 6:48 am

          quella delle pensioni baby è un’altra faccenda. Risale al periodo dell’edonismo democraxiano.

          Ma è il principio che è sbagliato. La tecnologia che avanza ci dovrebbe consentire di lavorare meno, non di lavorare di più. Il PIL è triplicato dai tempi di craxi (o di mitterrand). Col 3% del PIL dai da mangiare a tutti.

          Infatti perché c’è disoccupazione: perché non c’è abbastanza lavoro per tutti! se costringi i vecchi a lavorare cosa cavolo fanno i giovani? te lo dico io, si inventano un’associazione culturale per prendere i soldi dello stato. è tutta questione di ridistribuzione del reddito.

          • mamoru lunedì 1 novembre 2010 alle 5:20 pm

            Il problema e’ che il pil che cresce al 3% e’ da un bel po’ che ce lo sognamo, qui sta il nodo della questione. La torta da dividere semplicemente non c’e’ ed il nostro paese non cresce, mentre la Germania e l’inghilterrra dell’ultimo decennio e rotti (tanto per dirne due) ci surclassavano alla grande.

            “Infatti perché c’è disoccupazione: perché non c’è abbastanza lavoro per tutti!”

            Blindiamo subito le frontiere e vietiamo il ricorso alla manodopera straniera?
            Scherzi a parte, il lavoro scarseggia per il motivo di cui sopra (niente crescita), pensare ad un modello sociale superfisso dove ci sono un tot di lavori disponibili e che pensionare (quindi spendere ricchezza) aiuti, significa teorizzare una sorta di moto perpetuo economico dove non si produce, ma si spende a ufo.

            La ricchezza occorre crearla, con prodotti a valore aggiunto e non solo con la quantita’ di oggetti sfornata. Senza ricchezza, il benessere non viene da se.

            Es. in Italia negli ultimi 30 anni la normativa ambientale ha imposto riduzioni di emissioni pesantissime, questo ha creato la necessita’ di nuove aziente con persone a progettare e realizzare impianti per il trattamento di aeriformi, acque etc. Si e’ creata una domanda (di > qualita’ della vita) ed e’ arrivata l’offerta (di nuovi prodotti/impianti). Chiamiamolo progresso.

            “La tecnologia che avanza ci dovrebbe consentire di lavorare meno, non di lavorare di più.”

            Questo IMHO e’ un altro equivoco. Il problema e’ di efficenza, non di quantita’: puoi avere scarti dell’ordine del 20% oppure al 2%…. puoi produrre 100 spendendo 50 oppure 20.
            Lavorare di meno gia’ lo si fa’: il carico di lavoro sull’operaio in catena si e’ sensibilmente ridotto grazie anche alle attrezzature ed agli automatismi. Per non parlare della medicina del lavoro che ha portato all’adozione diffusa di standard lavorativi in miglioramento costante (lavori ripetitivi, carichi max da sollevare, protezioni individuali etc…).

            E.g. lucidatura metalli: prima prevalentemente a mano (intossicazione da polveri, rischio di sfasciarsi un arto etc.) adesso la si fa in un’isola robotizzata…l’operaio che prima rischiava la malattia cronica e l’infortunio ora programma una macchina e fa manutenzione. Lavora “di meno”, ma con maggior valore aggiunto (in quantita’, qualita’ e ripetibilita’ di processo).

            Solo 15 anni fa i disegni tecnici li facevi a china su lucido, adesso grazie all’IT c’e’ un impegno decisamente minore sul come fare il disegno e ci si puo’ concentrare sul cosa si sta disegnando. Per non parlare dei costi e dell’efficenza di gestione degli archivi.

            Altrimenti possiamo proporre di tornare a fare le piramidi con i metodi di un tempo: si creerebbero senza dubbio un sacco di posti di lavoro (oppure potremmo aprire altre 100 Termini Imerese….).

            PS Per i 5 figli a testa invece ti quoto in quanto sono loro il welfare state dei genitori come giustamente hai detto.

            • Akanishi au Québec martedì 2 novembre 2010 alle 8:56 am

              Mamoru, quelli che tu chiami “equivoci” sono in realtà non delle ingenuità ma un consapevole e volontario rovesciamento della logica dominante degli economisti che ha preso il sopravvento negli ultimi decenni. Ti consiglio di cercare in wiki o in google i seguenti nomi: Georgescu Roegen, Serge Latouche, Joseph Tainter, solo tre esempi per cominciare.

              Tanto per rimpallare punto per punto, ecco gli “equivoci” opposti, quelli degli economisti cioè:

              equivoco 1: senza crescita non c’è ricchezza, né progresso

              equivoco 2: la maggiore efficienza data dalla tecnologia crea nuovi posti di lavoro anche se vecchi lavori vengono tagliati

              Questa logica ha un suo senso, ed è suffragata dai fatti – dagli esempi che tu stesso porti. E’ per questo che convince tanto. Ma è sufficiente applicarla in modo quantitativo (cioè: quanto tali meccanismi incidono? quanto invece sono compensati da altri meccanismi?) per smascherare che semplicemente, non può funzionare all’infinito.

              infatti, è vero che la tecnologia aumenta l’efficienza, hai meno sprechi, meno operai in catena, però il consumo di risorse, di fatto, non diminuisce con la maggiore efficienza. Anzi aumenta (paradosso di Jevons).

              I nuovi posti di lavoro che si creano a) consumano più risorse b) non aumentano oltre un certo numero, o meglio se ne perdono piu di quanti se ne creino.

              io non chiamo progresso una cosa che ha BISOGNO di aumentare del 3% all’anno “per sempre” perché altrimenti lascia i vecchi senza pensione. Non è vero che è un moto perpetuo, si tratta solo di investire il ricavo in efficenza (e in qualità della vita, es. automobili che durano di più, che non inquinano) anziché in “crescita” (es. nuove automobili in più all’anno, che nessuno compra).

              Germania e inghilterrra possono ben crescere. effettivametne c’era un deficit di competitività del sistema italia. Siamo messi peggio degli altri, ma la crisi di adesso non è come quelle del passato. la festa è finita.

  2. kamamuri domenica 31 ottobre 2010 alle 11:42 pm

    Non è che pensano di fare 5 figli a testa. Ne fanno 5 PERCHE’ non hanno idea.

    • Akanishi au Québec domenica 31 ottobre 2010 alle 11:56 pm

      non fare il thatcheriano anche tu Kamamuri! col cavolo che non hanno idea!

      da che mondo è mondo le civiltà fanno tanti figli quando la mortalità è alta e le pensioni sono basse!

      è un meccanismo inconsapevole ma è così che funziona.
      Sennò perché si smette di moltiplicarsi quando il benessere aumenta?

      • kamamuri martedì 2 novembre 2010 alle 1:04 am

        E’ proprio quello che volevo dire. Quoto in toto (!) quello che hai scritto. Tranne le pensioni: anche io credo come albino che l’allungamento della vita debba portare ad un aumento dell’età pensionabile, altrimenti il sistema non regge. Certo, la contropartita è che i giovani non entrano nel mondo del lavoro. Come si fa? non lo so. Anche perchè pensare di creare posti di lavoro all’infinito mi sembra anche impraticabile: la crescita infinita non esiste. L’unica è fare fuori i vecchi.
        Quanto ai baby pensionati si sa che la sinistra al governo ha fatto sfracelli da 50 anni a questa parte…

  3. elisa lunedì 1 novembre 2010 alle 5:47 am

    non so perchè facciano tutti sti figli, ma in effetti fa riflettere cio’ che ha detto akanishi…dove c’è povertà e si vive male, la natalità è alta e han sempre (o spesso ) il sorriso, dove c’è benessere si inizia a procreare sempre meno e si è sempre incazzati duri e frenetici, nervosi e poi muoiono tristi…

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