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Archivi giornalieri: mercoledì 8 dicembre 2010

Seppuku, portaceneri e Lapo Elkann

Ultime notizie dal Giappone.
Uno stronzo attore di Kabuki di una famiglia nobile qualche tempo fa si e’ ubriacato, ha fatto a botte e si e’ comportato da animale come succede ad ogni buon represso socioculturale (giapponese o anglosassone che sia) quando l’alcool gli slaccia le stringhe del bon ton. Noi latini avremo tanti difetti, ma almeno siamo noi stessi anche da sobri.

Comunque.
Mentre nel mondo viene arrestato il signor Wikileaks, mentre a Cancun la Cina schiaffeggia l’ONU, mentre qua in Giappone una moglie di 27 anni uccide il marito assieme all’amante di 21 (non succedono solo da noi ‘ste cose, vedete?)… mentre insomma il mondo va avanti con i suoi soliti alti e bassi, la TV giapponese ci propina per intere mezz’ore (giuro) la conferenza stampa di questo Lapo Elkann coi capelli corti (sono coetanei tra l’altro), che si scusa con gli occhi umidi di lacrime in conferenza stampa. Ore e ore di ‘sta menata, le stesse domande ripetute una, due dieci, cento volte. “quanto avevi bevuto?” “cos’avevi bevuto?” “hai buttato il sake nel portacenere o no?” “Hai tirato il portacenere o no?”
Due coglioni cosi’. No, anzi: cosi’.

Si vede che si son rammolliti pero’. Una volta l’avrebbero indotto al seppuku, mentre oggi si accontentano di una semplice autoumiliazione a reti unificate. Cioe’, e riprendo il parallelo con Lapo, e’ come se all’epoca dei fatti della coca e del trans da noi l’avessero sbattuto su un palco a fare mea culpa di fronte a telecamere e flash dei fotografi, e a rispondere a domande del tipo “ma il trans ce l’aveva piu’ grosso o piu’ piccolo del tuo?”, “ma tra i due facevi tu l’uomo o anche la donna?”, “raccontaci passo passo cosa avete fatto”, “gliel’hai succhiato o no?”, “quanto hai pagato la coca?”, eccetera. Ad libitum, per ore e ore e ore e ore, il tutto mandato in onda sui maggiori canali TV, fino al punto di farlo piangere. Poi una volta che ha lacrimato per bene, un’altra oretta di domande per farlo rosolare e via, a casa.

Pero’ a ben pensare ci vorrebbero cose cosi’ anche in Italia, ogni tanto. Riduce l’ego di certa gente, aumenta il senso di giustizia sociale, e tira pure una bottarella all’audience secondo me.

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