Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

LinkedIn

Oggi vorrei parlarvi dell’ignoranza umana. Nel far questo pero’ non vorrei per paradosso offendere la vostra intelligenza, o almeno quella di coloro tra voi che non sono giunti su questo blog cercando “bistecca di figa” o “scolarette giapponesi”.
Cari lettori, non so se ve ne siete accorti, ma esiste un sito chiamato LinkedIn (si legge linked-in, che in inglese significa… linked in. Tanto per non offendere la vostra intelligenza). Come la maggior parte di voi sapra’, LinkedIn non e’ altro che un social network “per la rete professionale” (definizione di wikipedia).
Cosa significa? Semplicemente, questo sito serve a mettere il vostro curriculum (o parte di esso) online, a descrivere le vostre esperienze, capacita’, ecc. e allo stesso tempo a collegarvi con altre figure professionali simili a voi.

Gia’ da qui ci siamo capiti: LinkedIn non e’ un social network per la vita privata. Non e’ un posto da messaggini e chat e pulsantini “like” da schiacciare quando uno posta un video di youtube. LinkedIn e’ un posto dove devi mettere la tua bella faccia (si spera non da culo) stile fototessera, in cui devi scrivere chi sei, professionalmente parlando, in cui devi collegarti a colleghi, ex colleghi, o persone nel tuo stesso campo, o recruiters, in cui…

Fermi tutti. Domanda: curriculum? In rete? Esperienze? Ma chi e’ che si iscrive a un sito del genere? Presto detto: se ti sei iscritto o sei in cerca di lavoro, oppure stai tenendo la porta aperta ad eventuali offerte. Oppure, e qui entriamo strettamente nel topic del post, sei un pirla. Una scimmia che, visto che mi e’ arrivato l’invito da un amico… ma si, mi iscrivo. Che vuoi che sia?
(Nota: anche il mio ex collega C.K. disse “che vuoi che sia” quando apri’ il suo profilo su quel sito, nel lontano 2007. Quando l’ufficio del personale trovo’ la sua pagina uso’ quella sua iscrizione al sito come prova per rifiutare il ricorso dopo il suo licenziamento – se sei iscritto a LinkedIn significa che verosimilmente stai cercando lavoro, e se la tua azienda lo sa potrebbe usare la cosa contro di te).

Potreste ribattermi: ma non e’ vero, LinkedIn non si usa solo per cercare lavoro. Certo. Ma volendo anche la vagina non si usa solo per trombare, puo’ essere usata anche come portapenne, o per tenere i wurstel in caldo quando fai un picnic a base di hot dog.
Non raccontiamoci balle per favore: se uno ha il lavoro dei suoi sogni non ha alcun motivo al mondo per iscriversi a quel sito. Tutte le persone che si sono iscritte li’ (scimmie di cui sopra a parte) hanno pensato “ma si, proviamo, magari mi legge un’azienda che cerca uno con le mie caratteristiche e mi offre un lavoro da qualche euro in piu’, o mal che vada mi espando un po’ il giro di conoscenze professionali”. Si sa mai eh.
Dite che non e’ vero se ne avete il coraggio. Se vi siete iscritti a quel sito e non l’avete fatto per motivi strettamente professionali, e’ come se vi foste iscritti a un sito per scambi di coppia senza prima consultare vostra moglie. Vuol dire che vi siete iscritti a LinkedIn senza prima consultare il vostro cervello.

Perche’ vi racconto questa cosa? Perche’, evidentemente, ho avuto modo di trovarmi di fronte a parecchi casi di gente che si e’ iscritta senza consultare prima il suo cervello. Spesso mi arrivano richieste di contatto da parte di persone che conosco ma che non hanno minimamente a che fare con me, professionalmente parlando. Gente che non ha capito che in quel sito non devi invitare gli amici, devi invitare la gente del tuo ramo, o con cui potresti avere a che fare, professionalmente!
Ora, lasciate che vi spieghi come si fa. Ecco alcuni esempi capitati a me.

E.C. e’ una vecchia compagna delle superiori. Una cara amica negli anni ’90, poi persa di vista. Laureata in biologia, ho saputo della sua vita fino a quando ha finito il dottorato. Poi di lei non ho saputo piu’ niente. L’ultima volta che l’ho vista di persona era durante il luglio 2006, credo, la prima volta che sono tornato in vacanza dall’Australia. So che e’ viva perche’ vedo che ogni tanto aggiorna il suo status su facebook, ma non ci scriviamo mai.
Ora: Biologa in Italia in un laboratorio ricerche & ingegnere ferroviario in azienda giapponese. E’ piu’ facile che io riesca a fare un threesome con Ebichan e Lucy Liu, che E.C. abbia a che fare professionalmente con me.
Ignored.

F.B. e’ anche lui un vecchio compagno delle superiori. Laureato in economia con mille sogni di gloria, ora vende automobili (credo). Siamo stati molto amici e abbiamo avuto molte cose in comune, da adolescenti, poi siamo cresciuti e io sono diventato un mezzo zingaro, mentre lui si e’ fatto il villone con la morosa storica, indebitandosi fino alla terza o quarta generazione credo. Ora cambia auto come io cambio residenza e nazione, parla solo di macchine, sospira pensando a quando era giovine, mi annoia solo a pensarlo.
Ignored.

P.C. ha fatto l’universita’ con me. E’ ingegnere, si occupa di logistica per una multinazionale del petrolio. Vive ad Amsterdam. Lavora in un campo diverso dal mio, ma per una multinazionale, come me. Campo diverso, ma in futuro non si sa mai.
Accepted.

R.D. e’ una recruiter australiana che lavora in un’azienda che ricerca ingegneri per multinazionali. Mai vista in vita mia, ma mi ha chiesto come contatto su LinkedIn.
Accepted.

C.K. lavora nel mio campo, ma mi sta sui cohones. Non ho la minima intenzione di dargli la possibilita’ di controllare il mio profilo per vedere chi tra me e lui ha raggiunto la posizione piu’ importante.
Ignored, Blocked, and get the hell outta here.

Io mi chiedo se ci voglia tanto, per alcuni, a capire che internet e’ una risorsa che va usata col cervello collegato. Che ci sono informazioni sensibili in ballo, e che quello che si butta nel calderone e’ li’, di fronte al mondo intero. Per gli amici c’e’ facebook, c’e’ la vita privata, ci sono mille altri modi. Usare LinkedIn per contatti privati e invitare amici e parenti come se fosse un qualsiasi social network e’ dannatamente antiprofessionale, ingenuo, superficiale. Ma ve lo immaginate un datore di lavoro che guarda il profilo della biologa e vede che ha contatti tra economisti, segretarie, operai, e perfino (sic!) un ingegnere che fa treni in Giappone? Che puo’ pensare, se non che questa qui dev’essere la solita donnetta che usa la mail per inoltrare catene e che ovviamente non sa usare internet?
E’ come mettersi due paia di mutande, di cui uno in testa, e uscire di casa senza pantaloni. Just wrong.

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10 risposte a “LinkedIn

  1. Akanishi au Québec mercoledì 15 dicembre 2010 alle 2:38 pm

    ma che cazzo.

    a) sono iscritto a Linked In
    e b) ci ho messo tra i contatti anche degli amici.

    perché

    a) il mio contratto è a termine!!
    a’) probabilmente anche il mio prossimo contatto è a termine!!!
    b) non si sa mai dove sta il pesse, come usa dire Skippu.

    c) se una azienda ti sega perché ti sei iscritto a Linked In, iprite. La prossima volta cosa, ti mettono una webcam nel culo per vedere se mangi abbastanza fibre?

  2. SirDiC mercoledì 15 dicembre 2010 alle 3:32 pm

    Sempre incazzato con il mondo, eh? 🙂
    Ora ce l’hai pure con le persone che esercitano il loro diritto di usare LinkedIn come pare a loro. LinkedIn incoraggia l’uso di una rete eterogenea, quello che non incoraggia e’ chiedere la connessione a chi non si conosce. Perche’ un produttore di elettrodomestici non puo’ connettersi con un traduttore, un designer…? La rete e’ fatta anche di contatti indiretti, quindi perche’ uno non puo’ avere le sue buone ragioni di connettersi con chi vuole? E LinkedIn deve essere usato per forza per cercare lavoro e non per cercare informazioni, tenersi aggiornati, cercare altre opportunita’ che non siano necessariamente il cambio di lavoro? E a proposito di reputazione online, sei sicuro che nessuno, partendo dal tuo perfetto profilo di LinkedIn possa facilmente risalire a questo blog dove scopre i vari discorsi (sacrosanti) su giappine, figa etc?

    • albino mercoledì 15 dicembre 2010 alle 4:13 pm

      Il diritto della gente è sacrosanto finché non vengono a chiedere l’amicizia a me, rompendomi i cosiddetti! 😉
      Quello che mi infastidisce è l’idea del “farsi il giro con cani e porci, che non si sa mai”.

  3. Stila mercoledì 15 dicembre 2010 alle 5:21 pm

    La gente che descrivi nel post mi ricorda tanto quelli che alle superiori facevano il compito in classe senza leggere la consegna 🙂
    Detto questo, credo che non ci sia niente di male a chiedere il contatto a qualcuno che lavora in un campo diverso dal nostro. Uno può anche avere degli interessi differenti, no? Ovviamente se poi il motivo è solo “toh, guarda, c’è Albino…non lo vedevo dalle superiori…click-richiesta”, allora ti sarò spiritualmente vicina nel momento in cui calerai il tasto sinistro del mouse sul tasto ‘Ignore’. 😉

  4. alberto mercoledì 15 dicembre 2010 alle 5:25 pm

    Per come la vedo io sei costretto ad iscriverti a linkedin. Sono più che sicuro che qualunque recruiter che riceve il tuo cv sulla scrivania la prima cosa che fa è cercare informazioni, appunto su linkedin.
    Non ci sei? Significa che non sei uno allineato con i tempi e magari le tue esperienza lavorative sono pure inventate.
    Ci sei? bene, la probabilità di assere un candidato appetibile aumenta con l’aumentare dei contatti. Della serie non mi importa se conosci commesse o manager, basta che conosci tanta gente perchè un giorno o l’altro quella commessa potrebbe essere manager e quel manager un politico.

  5. um mercoledì 15 dicembre 2010 alle 7:23 pm

    Il vero problema di linkedin è che non serve a un cazzo. Non conosco nessuno che grazie al fatto di essere iscritto abbia trovato lavoro o ricevuto offerte. Forse in ambiti diversi dall’ IT funziona, ma ho parecchi dubbi…

    • Marco giovedì 16 dicembre 2010 alle 5:12 am

      il mio profilo e’ su linkedin e una multinazionale mi ha contattato. In quell’occasione ho declinato l’offerta ma mi e’ comunque servito per chiedere (ed ottenere) un lauto aumento di stipendio…
      Ma io che ne so? Io vivo in Australia… Il problema (probabilmente) e’ che linkedin non e’ ancora stato capito (in Italia).

      ah, fra parentesi, io rientro tra quelli che hanno sempre una porta aperta. Anche se fai il lavoro dei tuoi sogni, non e’ detto che dietro l’angolo ce ne sia uno ancora migliore…

      • um giovedì 16 dicembre 2010 alle 8:23 pm

        Concordo, altrove hanno senso sia questo che le community professionali (più utili, perchè permettono di farsi un’idea sul candidato controllando cosa posta/contribuisce).
        Già, la porta deve essere sempre aperta.

  6. Fabiusli mercoledì 15 dicembre 2010 alle 10:08 pm

    um: “Il vero problema di linkedin è che non serve a un cazzo.” E questo direi mette una pietra tombale sulla questione. ROTFL. 😀

    A parte gli scherzi, in un modo ideale Albino avrebbe anche ragione, ma viviamo nell’epoca della scrollata di spalle e del “Massì, male non fa!”. Scrollata qui, scrollata là ed ecco che si butta tutto in caciàra.

    Ci sono decinAIA e decinAIA di social network diversi, tutti più o meno orientati a un preciso target (facebook -> cazzeggio, likedin -> professionale, livemocha -> lingue, ecc.), perché usarli a sproposito? E’ come aprire una latta di fagioli col cacciavite: ce la puoi fare, ma rischi di combinare un disastro e di farti pure male.

  7. elisa giovedì 16 dicembre 2010 alle 10:07 pm

    sinceramente ti do ragione…se ci sono siti e siti sarà anche perchè ognuno di loro ha una funzione diversa, altrimenti sono tutti stile facebook e viene fuori un macello, tanto che di facebook mi sono pure rotta le balle, perchè alla fine tutti poi ti rompono le balle, ma se uno è un sito di lavoro, perchè devo farmi rompere le balle da gente che pensa sia tutto sempre e solo divertimento? ecco. altra cosa C.K. se l’è meritato in pieno, e sinceramente anche se lo conoscevo pochissimo, ci ho goduto. P.C. se è colui che penso io è sempre stato una persona in gamba (per quel che ricordo) e non mi sembra uno che mescola le cose…anche perchè per le cavolate mi semvbra avesse sempre usato fb. albi stavolta concordo in pieno con la tua semi arrabbiatura, perchè ste cose non le sopporto nemmeno io!

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