Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: venerdì 17 dicembre 2010

Di Scintoismo, Topolino, Oh Sore mio

Oggi vorrei parlarvi di una cosa veramente indegna e scandalosa che succede qui in Giappone, una di quelle cose per cui sono diventati famosi nel mondo per essere un popolo di schizzati mentali. Sto parlando del sacramento del matrimonio, sacramento in realta’ e’ un parolone, possiamo dire rituale, funzione, contratto tra coppie, definitelo un po’ come volete.

Fermi tutti, so gia’ cosa state pensando: ecco adesso albino ci tira sul il solito pippone sul matrimonio di facciata alla giapponese, sulle coppie che stanno insieme solo per costrizione sociale, bla bla bla. Niente affatto. Dopo una settimana di discorsi piu’ o meno impegnati, oggi ho deciso che la butto in vacca, tranquilli. Mi voglio rovinare: oggi vi parlo della cerimonia giapponese del matrimonio.

Allora: sposarsi in Giappone in genere significa subire un salasso di proporzioni nucleari; questo naturalmente se siete entrambi giapponesi e se subìte le pressioni sociali e familiari del caso. Lo dico perche’ scommetto che prima o poi arrivera’ uno stronzo di passaggio sposato con una giappina a commentare “ma nooo, io mi sono sposato con 5200 lire, iva compresa”. In questo caso, caro commentatore, metto le mani avanti e ti dico subito che per quanto tua moglie sia una giappina, in realta’ ha sposato te che sei uno sporco gaijin, quindi le pressioni sociali le subisce fino a un certo punto. Perche’ non e’ che si possa spiegare in altro modo se non con la pressione sociale il fatto che le donne qui sposino i salaryman che lavorano fino a notte fonda, non hanno un giorno di ferie all’anno, sono sempre a cena fuori o a puttane o a hostess diciottenni, tornano ubriachi un giorno si e uno si? Senza pressioni sociali, spiace dirlo, ma la razza giappa si sarebbe probabilmente estinta da molto tempo, e albino non potrebbe gustarsi la vista (solo quella, sigh) delle giappine a Shibuya. Che poi ve la immaginate Shibuya piena di culoni di americane, o con il puzzo d’aglio di ristoranti cinesi e venditori per strada? Ricordatemi che un giorno devo fare un post su come sarebbe Tokyo se fosse invasa dalla Cina, e come sarebbe Tokyo se fosse invasa (ma gia’ lo e’) dagli USA.

Ma torniamo con pathos al topic e parliamo di cerimonie. In Giappone si usa farne praticamente tre, mi pare, e di solito tutte lo stesso giorno. La prima si fa al tempio con vestiti tradizionali (kimono, etc. – vedi foto), acconciature tipo quella da foto, calma, silenzio, shintoismo, formalismo e tradizione.

Poi ci si cambia (primo cambio), gli sposi smettono i vestiti tradizionali e… si vestono da matrimonio all’occidentale. Uno sano di mente a questo punto dice: ma come cazzo, ti cambi vestendoti da occidentale? Ma stai vestito coi tuoi vestiti tradizionali no, che sono una figata e ti si intonano alla faccia!

No. In Giappone ci si cambia per sembrare come nei film americani, e tutto questo per fare… le foto!!! Le foto, capite!!!! (certo che capite, ne sono sicuro, le foto qui sono l’istitutione maxima come da noi il papa).

A volte addirittura queste foto sono fatte in una cappella cristiana finta, con un prete finto che fa finta di sposare di nuovo gli sposi. Una cosa indegna. Andate in qualsiasi hotel della citta’, tipo io sono stato al Grand Hyatt, c’e’ un piano con una cappella finta per le foto a fianco della sala delle cerimonie. Mi chiedo se esistono degli attori occidentali che fanno il prete finto delle foto come lavoro. Me lo chiedo ma non so se voglio saperlo… forse e’ meglio restare nell’ignoranza.

Poi, finite le foto, alcune coppie di malati si ri-cambiano una terza volta, con altri vestiti a seconda dei gusti (di solito si ricambia solo la sposa, da quel che ho sentito dire in giro, magari se aveva il vestito da sposa bianco per le foto ne mette uno sempre da sposa rosa, o rosso, per il seguito. Io a questo punto se fossi il novello marito l’avrei gia’ abbattuta a colpi di mazza da baseball e sarei gia’ stato caricato nella camionetta della pula giapponese, ma andiamo oltre. Dopo le foto e il secondo cambio inizia il party, con gli invitati, in cui se magna, se beve, si taglia la torta, si ricevono sui 300 euro a invitato (e vorrei vedere, non vi dico dei costi di questi matrimoni, in un giorno sono capaci di bruciarsi 40, 50 mila euro come ridere. Chi piu’, chi meno).

Ma non e’ mica finita qui. Eh no ragazzi, siamo solo all’inizio, se ne potrebbe scrivere un libro (horror, nda). No perche’ ad esempio ci sono coppie che vanno a Disneyland a sposarsi, e qui siamo proprio all’apoteosi del trash!

Allora. E’ evidente che in questo caso non c’e’ rito shintoista, si va proprio alla bersagliera, diretti col matrimonio all’occidentale. A Disneyland, ripeto per chi non avesse ancora afferrato il concetto. Ed entri in questa chiesetta finta dove ti sposano, e ti accompagnano all’altare Topolino e Minnie, che poi ti stanno tra i coglioni per tutto il giorno, mentre tagli la torta o fai le foto, ecc. Tra parentesi avevo visto una foto col prete finto che era Topolino, ma dopo aver chiuso la finestra non l’ho piu’ trovata, scusate, credetemi sulla parola e magari cercate anche voi se conoscete il giapponese.

Comunque sia. Costo dello scherzo: 20 mila euro di base solo per il fatto di farlo a Disneyland. Piu’ naturalmente tutte le spese.

Voi direte: eh ma e’ una cosa stravagante, mica da tutti. Macche’, c’e’ la fila cosi’. E’ kawaii, capite, e’ carino, simpatico secondo la loro mente deviata. Per moltissime giappine il matrimonio a Disneyland o il matrimonio in spiaggia alle Hawaii e’ proprio da numeri uno, e pazienza se per farlo bisogna comprare un’appartamento con una camera da letto in meno, o allungare il mutuo di cinque anni. Disney = kawaii, mutuo = non kawaii, ovvio che scelgano la prima forma.

Ah, e naturalmente, come dimenticare: c’e’ pure, per chi lo volesse, il matrimonio di Hello Kitty. Un classico per la coppia rampante del 2010.

Ma alla fine vorrei chiudere con una standing ovation. Da buon veneziano sotto shock, chiudo col matrimonio nella Venezia finta che c’e’ sempre qui a Disneyland (Disney Sea, stessa menata, sempre qua a Tokyo), dove puoi fare questo giro in gondola finta tra questi canali finti (non sono mai stato ma non credo la guidino, probabilmente la gondola si muove su binari sott’acqua), con gli invitati che ti salutano dalle rive finte, mentre due (due!) gondolieri giapponesi finti cantano a squarciagola “oh soRe mio” in napoletano katakanizzato.

Roba da fare la faccia tipo cosi’, e tenersela addosso per mesi a venire.

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