Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Legge ad telefoninum

Qualche mio vecchio lettore ricordera’ le ultime parole famose che scrissi nel mio blog australiano qualche anno fa, all’uscita dell’iPhone in Giappone. All’epoca affermai che non ne avrebbero venduto nessuno, visto che in Giappone i telefonini facevano da anni tutto quello che faceva l’iphone, e molto di piu’.

Naturalmente mi sbagliavo, per vari motivi che non sto qui ad approfondire: all’epoca ho pensato troppo da occidentale, e anche troppo da ingegnere fidandomi solo delle specifiche tecniche. E poi non conoscevo bene l’apparecchio, non sapevo nulla della versatilita’ di un telefonino a tutto schermo che puo’ diventare quello che vuoi tu con il lancio di una semplice applicazione, ne’ avevo idea delle potenzialita’ dell’Apple Store. Ma chi avrebbe mai sospettato che l’iphone avrebbe cambiato il mondo in questo modo? Io no di certo, lo ammetto, e direi neppure le varie aziende di telefonia giapponesi che all’epoca l’hanno innegabilmente preso sotto gamba, e ora da leader dell’innovazione si trovano ad inseguire.

Oggi, a fine 2010, ci ritroviamo con il 60% del mercato degli smartphone giapponesi occupato dall’iphone. E basta salire in treno per vederlo, sono tutti a giochicchiare con prodotti apple. Non l’ipad, che in Giappone sembra non aver sfondato – gia’ i giappi in treno detestano quando i vicini buttano l’occhio sul loro telefonino, figurarsi con l’ipad che ha uno schermo cosi’ grande che appena lo accendi tutto il vagone si fa in coro i cazzi tuoi, a cappella proprio.

Non solo. Notizia di ieri, Apple e’ diventato il quinto produttore di telefonia in Giappone, una cosa incredibile in un paese che a livello tecnologico e’ sempre stato tradizionalmente ultranazionalista. E ora che Apple ha sfondato il mercato, il governo giapponese sembra essersi accorto che l’iphone vìola la legge in materia di filtri contro la pornografia per i minori. Quindi ha intimato Apple di provvedere a dotare gli iphone di filtro antipornazzo ai telefonini venduti ai minori, in ottemperanza ad una legge che non prevede sanzione, ma che viene generalmente seguita perche’ richiesto dalla polizia. Ecco un articolo a riguardo.

Ora, due considerazioni. Primo, non so se ve lo ricordate, ma se non ve lo ricordate sono ben lieto di rinfrescarvi la memoria io: il Giappone e’ per definizione, per antonomasia e anche un po’ honoris causa, la Patria del Pornazzo.

Cioe’, qui un minorenne che vuole guardarsi un porno ha solo l’imbarazzo della scelta, basta che acceda ad internet, che se permettete e’ molto meglio dei telefonini, ma a parte questo puo’ andare al primo Combini o al primo Donki, o se abita a Tokyo molto piu’ semplicemente ad Akihabara, e trovare tutto quello che vuole, pronto su scaffale. Ricordiamo che il Giappone e’ il paese dove vendono vibratori e costumini erotici a fianco di biscotti e patatine in certi supermercati. Cioe’: filtrare i telefonini, qui, che diavolo di senso ha?!

Secondo: si e’ mai vista al mondo una legge che non prevede sanzioni? Cioe’, se a violarla non si incorre in nessuna sanzione, seguirla che senso ha? Chi mai la potrebbe seguire una legge del genere?

No, non ditemi la risposta, ho capito, gia’ la so.

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7 risposte a “Legge ad telefoninum

  1. sirdic mercoledì 5 gennaio 2011 alle 2:33 pm

    si, i pornazzi dove non si vede nulla pero’. Sul perche’ si debba filtrare il telefonino non mi pronuncio. Volevo solo esprimere il mio disappunto per la censura sui pornazzi giapponesi.

    • albino mercoledì 5 gennaio 2011 alle 3:37 pm

      Eh lo so è una cosa indegna, uno sfregio, assieme agli urletti e ai 気持ち~! delle giappine! È come se Leonardo avesse pisciato sulla Gioconda a pittura ancora fresca! Un insulto all’arte!

      • mamoru mercoledì 5 gennaio 2011 alle 11:03 pm

        Il filtraggio e’ obbligatorio per i contratti di telefonia registrati a nome di minori e si aveva anche la facolta’ di chiederne la disattivazione. E’ responsabilita’ di ISP/carrier telefonici.
        A questo approccio ci erano arrivati in congiunzione con le richieste della polizia a seguito di un po’ di incidenti di prostituzione minorile via web. In pratica hanno cominciato a bannare l’accesso a certe bbs ed a siti con contenuto sessuale dove si contrattavano incontri offline e prestazioni varie.

        Come molte norme giapponesi, il principio e’ quello per cui la legge viene tenuta piuttosto vaga e l’enforcing e’ nelle mani della polizia che puo’ sempre decidere di pescare dal mazzo una accusa a caso (ad esempio “l’indecenza” che puo’ essere piegata a seconda delle necessita’) e farti chiudere baracca. Ti lasciano fare, poi se superi un certo limite (che sanno solo loro) ti arrivano addosso e ti tagliano le gambe.
        Poi arrivi a contraddizioni apparenti come il porno non censurato via web dove aprono siti su server all’estero solo in giapponese e con accesso solo a IP giapponesi e fanno quello che gli pare, oppure al porno con animali che vendono parzialmente censurato.

        A livello prefetturale in molti ne hanno avuti pieni i marroni e sta cominciando un giro di vite sulla vendita di certe pubblicazioni ai minori e penso che nei prossimi anni ne vedremo delle belle.

        PS non sono urletti: e’ un unico suono (di tono costante e ad alta frequenza) alterato dalle “succussioni” che subiscono durante l’atto. facci caso =)

  2. ivabellini giovedì 6 gennaio 2011 alle 5:57 pm

    porno sull iPhone? quale? quelli sbloccati con il jailbreak oppure tutti indistintamente?

  3. Temitope.A sabato 8 gennaio 2011 alle 6:54 pm

    Anche in Norvegia ed in Olanda sono molto severi sul consumo di droghe 😀

  4. elisa martedì 11 gennaio 2011 alle 7:29 pm

    probabilmente vogliono censurare i pornazzi sul telefonino perchè cosi i giovani minorenni sono piu’ portati a farlo dal vivo cosi fanno esperienza effettiva e non solo a livello tecnologico…

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