Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

In mancanza di 270 gradi

Dieci particolari che potete notare in treno a Tokyo e che non vedrete (spero) mai in Italia:

1. La mascherina sul viso. Quella cosa che noi accostiamo al Giappone sin dagli anni ’80, e di cui si e’ parlato piu’ o meno a vanvera da decenni. Si diceva fosse per proteggersi dallo smog. Poi e’ giunta voce che fosse una forma di educazione dei giapponesi che, quando malati, mettono la mascherina per evitare di contagiare gli altri. E naturalmente, la versione medica: se si ha il raffreddore e si mette una mascherina si guarisce prima.
Naturalmente nessuna delle tre e’ la spiegazione esatta, semplicemente perche’ la soluzione e’: una combinazione delle tre, e di altre a piacere.
Nel senso che la gente fa un po’ quel cazzo che gli pare; se ha il raffreddore se la mette, se non ha voglia di mostrare la faccia se la mette, se ha un appuntamento galante il giorno dopo e non vuole ammalarsi in treno se la mette, se ha un attacco allergico e non vuole farsi guardare male in treno (ricordiamo che in Giappone starnutire o tossire in pubblico e’ considerato molto peggio che mostrare il ciccio; provate a starnutire in treno per credere, mille occhi di sdegno si volteranno nella vs. direzione), se la mette. Stop.

2. Sessantenni che giocano a Final Fantasy (o equivalente). Non e’ raro vedere dei pensionati, o quasi, con tanto di impermeabile e ventiquattrore e alle prese con smanettamenti vari di PSP o analogo. Per dire, quando vado in trasferta col mio direttore, questo appena sale in treno interrompe qualsiasi conversazione, tira fuori il Nintendo DS, e via di SuperMario.

3. Mille portachiavi sul cellulare. Dimensione media del cellulare giapponese: come quello italiano. Dimensione media delle cazzate appese al cellulare giapponese: dipende dall’eta’ e dal sesso, ma in genere aumenta quanto piu’ si e’ giovani e quanto piu’ si e’ femmine. Arrivando a certe studentesse la cui marea di cazzate attaccate al telefonino puo’ superare la dimensione del cocomero.


4. Gli uomini col riporto.
In Italia chi ha i capelli ha i capelli, chi non li ha in genere o mostra la pelata, oppure si rasa completamente a zero, stile Claudio Bisio. In Giappone al contrario non e’ comune vedere persone rasate. C’e’ da dire che praticamente tutti hanno i capelli qui, alla faccia della piazza dell’italiano mediterraneo medio. Quello che si nota pero’ e’ che la gente afflitta da calvizie tende a non rasarsi ma a coprire. E questo ha veramente del comico perche’ qui si vedono tantissimi uomini col parrucchino di colore nero intenso (e magari basetta bianca), oppure riporti stellari con capelli lunghi anche 30-40 cm riportati in testa con arte zen; oppure – e questi sono proprio mitici – certi vecchi che rinunciano a coprire ma si dipingono (avete capito bene, dipingono) il cranio di nero, con una sostanza che sembra lucido da scarpe. Bellissimi.

5. Le ciglia finte, le unghie finte, le parrucche. Voi magari non lo sapete, ma le donne giapponesi hanno un’invidia del pene (o per meglio dire della ciglia) di livelli atroci nei confronti delle occidentali. Si, perche’ non so se ci avete fatto caso ma gli asiatici rispetto a noi hanno le ciglia (le ciglia, non le sopracciglia!) piu’ corte e piu’ rade, ragion per cui qui a Tokyo il 90% delle donne indossa delle pateticissime (a mio avviso) ciglia finte, setolose e chilometriche. Cosi’ finte che si vede l’adesivo a metri di distanza, cosi’ folte che non possono essere scambiate per vere neppure per sbaglio. Ma forse e’ proprio questo che vogliono, chi lo sa. Fanno tanto attrice americana di pornazzo con la dodicesima di reggiseno siliconata, avete presente?
Non parliamo poi delle unghie finte, anche quelle usatissime. Si vedono anche in Italia, sono sicuro, certe tipe con le unghie lunghissime e magari i diamantini appiccicati sopra. Solo che qui e’ un po’ il contrario: non e’ che “si vede ogni tanto quella con le unghie finte”, piuttosto: “si vede ogni tanto quella con le unghie vere”!But this is Tokyo, しょうがない。


6. Il modo di vestire delle tipe.
Siete mai andati a un puttan tour? Avete mai visto i viados brasiliani o le tipe dell’est sotto qualche cavalcavia o in qualche strada provinciale? Avete presente la minigonna ascellare d’inverno, la parrucca bionda con le meches per far volume, la calza a rete, lo stivale mezza coscia con il tacco a spillo, il cappottino leopardato corto? Ecco, qui a Tokyo le tipe si vestono cosi’. Che a volte non sai se alzare gli occhi al cielo o chiedergli quanto vogliono.

7. Le studentesse delle superiori. Di questo ne abbiamo parlato a volonta’. Il fatto che la legislazione giapponese e gli istituti scolastici non solo permettano ma obblighino addirittura delle ragazzine ad andare in giro vestite in quel modo fa pensare che tutti i maschi di questo paese siano dei pedofili. E naturalmente le ragazzine ci mettono del loro, perche’ la gonna in teoria cadrebbe giusta sopra il ginocchio, ma e’ usanza di arrotolarsi la gonna fino a farla arrivare a giropassera. Ieri, per dire, sono entrato in treno e ho visto una tipina che avra’ avuto quindici anni, golfino di lana sopra la marinaretta delle superiori con gonnellino a pieghe lungo non piu’ di 30-35 cm dalla cintura, praticamente altezza inguine. Mascherina che copriva il viso ma si vedeva un bel nasino, una bella forma, due occhi truccatissimi neri con ciglia finte (appunto) e unghie finte (appunto) che smessaggiavano dal cellulare (e tacciamo sul pendaglio del cellulare). E qui potremmo tornare al punto (1) e aggiungere che uno dei modi d’uso della mascherina e’ anche quello di apparire piu’ sexy; se usata nel modo giusto con il trucco giusto, il vestito giusto, la movenza giusta, il modo di camminare giusto. C’e’ dell’artistico nell’essere una giappina.

8. La benda sull’occhio e l’occhiale finto.
Altre cose che le giappine usano a sproposito, solo per fashion. La benda sull’occhio fa ragazzina debole e indifesa e anche un po’ malaticcia, cosa che sembra attizzare non poco i maschi, soprattutto se la tipa in questione e’ piccoletta e magrolina. Boh.
L’occhiale finto invece viene usato di piu’ dalle universitarie. Avete mai visto Major League con il mitico Wild Thing / Charlie Sheen? Ecco, quegli occhiali. Senza lenti. Fucking pathetic, lemme tell ya.

9. Le gambe delle studentesse delle superiori. Se non siete mai stati qui non potete sapere che la divisa scolastica giapponese non prevede l’uso di collant. Nel senso che d’inverno, a 0 gradi con un vento siberiano che viene, lo dice la parola, direttamente dalla Siberia… beh, le studentesse indossano solo questi gonnellini microscopici, da cui spuntano due gambe delle gradazioni del violaceo fino al blu. Ai limiti del congelamento, ma non importa: fashion first, ora e sempre, nei secoli dei secoli, amen.

10. Le outsider delle studentesse delle superiori. Alle volte (raramente, a essere onesti) invece vedi la studentessa che se ne fotte della moda e delle regole. Queste vanno in culo ai vecchi maiali che le costringono a gonnarsi ogni giorno e sotto il gonnellino a pieghe mettono un bel paio di pantaloni della tuta. Tie’, vecchio porco di un salaryman!
Particolare curioso, la maggior parte di queste le vedi girare mano nella mano col fidanzatino. Cosa che ti fa un po’ riflettere, e ti dici che tanto ribelli magari non sono; forse mettono i pantaloni solo perche’ hanno gia’ trovato l’amore, l’uomo, il manico insomma.

…Ecco, cazzo. Volevo fare un post a 360 gradi e invece mi sono fermato ai primi 90, come al solito ho iniziato parlando di cose generiche e sono finito a parlar quasi solo di giappine. Perche’ lo sapete no, i miei post subiscono l’attrazione delle giappine come stelle e nubi cosmiche quando sono sul punto di essere fagocitate da un buco nero. E non e’ un doppio senso.

Ma anche si.

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13 risposte a “In mancanza di 270 gradi

  1. arisio giovedì 13 gennaio 2011 alle 3:46 pm

    WTF……ovvero dieci anni che non ritorno in Giappone a trovare i suoceri, mi manca un pelo tutto questo……….

    A.

  2. Ivan Mrankov giovedì 13 gennaio 2011 alle 4:25 pm

    Quando uno pensa di saper tutto arrivi tu a sconvolgere il tutto: il punto 8 mi mancava del tutto: vuoi vedere che anche Capitan Harlock….
    Questo articolo e’ notevolissimo ma sara’ ricordato dai posteri per il conio di una nuova, sconcia bellissima parola: giropassera! Gli stessi Mogol e Battisti sarebbero invidiosi di tanto potere espressivo racchiuso in una sola parola.

    Woah!

  3. Stila giovedì 13 gennaio 2011 alle 5:39 pm

    A proposito di “fashion first”, io che sono stata in Giappone ad agosto non ho potuto fare a meno di notare le tipe con IL GIUBBOTTO A MANICHE LUNGHE con 50° e l’umidità al 90%, immagino e suppongo per non abbronzarsi le braccia..? E loro apparentemente fresche come una rosa mentre io solo a vederle sudavo il doppio di quello che sudavo già e andavo ad ingrossare le fila dei gaijin ascellopezzati riconoscibili anche a 3km di distanza..
    Giapponesi si nasce, MAI si diventa. 😉

  4. Akanishi a Udin giovedì 13 gennaio 2011 alle 6:03 pm

    ma adesso sta cosa che la benda sull’occhio è lì per finta me la devi documentare oppure non ci credo. Ho sempre pensato che la benda la portassero quelle che si sono fatte correggere i difetti di vista chirurgicamente.

  5. SirDiC giovedì 13 gennaio 2011 alle 9:06 pm

    io fui obbligato da mia moglie a portare la benda nell’occhio perche’ avevo l’occhio un po’ gonfio, forse un orzaiolo. Sembra che andare in giro con un occhio gonfio li turbi particolarmente.
    Quando continuerai il viaggio angolare non dimenticare le vecchiette punk, quelle che si tingono di viola o altri colori i capelli bianchi. Io in italia non ne avevo mai viste, poi non so come vanno le mode. Da loro fa molto “osshare”.

  6. ivabellini giovedì 13 gennaio 2011 alle 10:42 pm

    la benda sull occhio per essere piu…e dei vecchi che si dipingono la pelata mi mancava, grazie albi, tu sei un vero osservatore appassionato dell umanità oltre che jappinofilo della massima competenza ed indiscussa autorità 🙂

  7. Ramal venerdì 14 gennaio 2011 alle 7:28 am

    Blog molto interessante!…e sconvolgente!!Mi sto interessando di recente alla cultura giapponese(quella diciamo diversa dai manga),ho conosciuto un ragazzo giapponese con cui spesso chattiamo e alcune cose che mi aveva raccontato mi sembravano follie(tipo che lui se è fortunato avrà 3 giorni di ferie quest’estate o che se uno si sposa ha 4 giorni di ferie!)alcune cose sinceramente credevo fossero false…ma forse comincio a crederci…Ma allora mi domando.Come fanno tutti i giapponesi che vengono in Italia(io ho visto anche famiglie,ragazzi,età media)e ci stanno un mese in vacanza???
    Ciao,
    Ramal:)
    ps: interessante blog ci tornero’ spesso!

  8. elisa sabato 15 gennaio 2011 alle 6:56 am

    quella della benda sull’occhio poi…mi sono troppo scompisciata…si puo’ dire? ps: giropassera da noi è usato molto come termine…

  9. Roberto domenica 16 gennaio 2011 alle 10:52 am

    [Rompipalle Mode On]
    Correggi lo shiyouganai con il YO grande invece che piccolo ^^
    [\Rompipalle Mode Off]

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