Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Ritorno a Puerto Escondido

Andiamo al sodo. Torniamo al post di ieri e togliamogli la veste “romantica”: il sogno, il bar sulla spiaggia, i biscotti del Mulino Bianco. Andiamo al punto, ai crudi numeri: ieri si affermava che basterebbero settecentocinquantamila euro per vivere di rendita. Vero? Falso? Troppo? Troppo poco? Pensateci, dite la vostra.
La cosa certa e’ che nell’immaginario collettivo si pensa che per vivere di rendita ci vogliano milioni e milioni, roba da superenalotto, cifre comunque ben superiori a questa. Invece ieri abbiamo mostrato un metodo per raggiungere una rendita mensile avendo a disposizione ben meno di un milione.
Ma il bello, cari lettori, e’ che non servono nemmeno quei 750.000 euro. Quella cifra puo’ fruttare sui 2000 euro al mese, netti, una cifra che permette di vivere dignitosamente in Italia o, volendo, alla grande in altri paesi. A seconda dei gusti: nessuno vi obbliga a emigrare. Pero’ guardiamoci negli occhi: sul serio abbiamo bisogno di arrivare a 2000 al mese per essere soddisfatti?

Proviamo allora a diminuire questa cifra e vediamo cosa succede. Abbassiamo i 750mila euro, portiamoli a 400mila, che con gli stessi metodi spiegati ieri frutterebbero qualcosa piu’ di mille euro al mese. La domanda e’: ce la si puo’ fare con mille euro al mese, senza vivere nella casa di proprieta’? In Italia probabilmente no, anche se apparentemente molti sono costretti a farlo. Pero’, cari lettori, un conto e’ l’operaio che porta a casa 1000 e deve per forza sopravvivere con quelli, un conto e’ la nostra ipotesi. Voglio vedervi a sopravvivere con 1000 euro quando sapete di avere quasi un miliardo di vecchie lire in banca! Difficile da immaginare.
E poi, ammettiamolo: se domani vi do 400mila euro in contanti, la prima cosa che andate a fare e’ comprarvi la casa, comprarvi la macchina nuova, comprarvi il computer nuovo. E lunedi la sveglia suona di nuovo perche’ bisogna andare al lavoro.

Invece no, aspettate: facciamo come dico io. Prendete un biglietto aereo, andate a farvi una vacanzetta in Australia. Aprite un conto in banca, fatevi un TFN (Tax File Number – il codice fiscale australiano, che ti permette di pagare le tasse li’). Trasferite i 400mila. Dal mese prossimo, vedrete aumentare il conto ci circa milleduecento euro netti al mese. Alla fine dell’anno fiscale avrete sui 2-3000 euro da pagare di tasse. Totale, vi restano sui 1100 in tasca.
Mi direte: in Italia non ci si vive con 1100 se ho affitto da pagare, eccetera. Allora uno dice ok, mi trasferisco, vado alla ricerca del mio Puerto Escondido. Vado in Thailandia, o nelle Filippine, o in Cambogia, o in Messico, o in Brasile, ricomincio da zero, vivo discretamente coi miei mille euro al mese, e uso tutto il tempo libero a mia disposizione per fare quello che mi piace. Scrivo poesie, faccio surf, studio, faccio volontariato, quello che e’. O magari faccio qualche lavoretto per tenermi occupato, oppure inizio un’attivita’ in proprio senza la pressione del guadagno, solo perche’ mi piace l’idea di avere il mio negozietto di maschere veneziane a Cancun, o di insegnare italiano ai bambini a Manila. Quello che e’, a seconda dei gusti.

Pensateci. Quattrocentomila euro. Sono un sacco di soldi, ma non sono una cifra impossibile. Non sono milioni. Magari un lavoratore dipendente quei quattrocentomila euro non li avra’ mai, per lui poco importa che siano quattrocentomila o quattrocento milioni. Ma immaginate per un secondo di averli, magari quando avrete cinquanta o sessant’anni. Immaginate a quel punto di essere single, di non aver famiglia, di non avere figli. E’ solo un discorso ipotetico, quindi poniamo che sia cosi’. Immaginiamo che abbiate tutte le carte in regola per farlo, e che lo vogliate fare. Ce la fareste?
La risposta secondo me e’ no. Non ce la si fa. Per due semplici motivi.

Il primo, perche’ siamo troppo abituati ad avere, e poco a vivere.
Viviamo per accumulare, abbiamo troppa paura di perdere tutto. Quando si hanno i soldi scatta l’avidita’. Ieri Kamamuri commentava dicendo “vuoi 750mila euro per vivere di rendita? Allora sei proprio veneto”. Nossignore: e’ esattamente il contrario. E’ proprio perche’ sono veneto che non lo faro’ mai. E’ una questione di imprinting culturale: proprio in Veneto si vedono imprenditori milionari che continuano a evadere le tasse anche se hanno settant’anni. Rischiare di perdere tutto se ti passa a trovare la finanza, ma perche’? A che pro? A cosa gli serve accumulare in quel modo? A niente: e’ che sono ingordi. Quella gente non smettera’ mai ad accumulare, perche’ e’ quello il loro piacere massimo. Altro che settecentocinquantamila euro, vendere tutto e andare a Puerto Escondido: no, molto meglio lavorare quindici ore al giorno, girare in SUV per le strade del paese, fare una settimana di ferie l’anno a ferragosto a Formentera come gli sfigati in mezzo agli italiani, essere ignorante come la merda e pensare di essere il numero uno. Io sono cresciuto in mezzo a una realta’ cosi’, e per quanto mi possa sentire diverso dall’imprenditore ingordo, pure io ho sempre il pensiero che, oddio, devo farmi la casa, devo mettere via per quando saro’ vecchio, devo aumentare il conto in banca, mese dopo mese. Devo accumulare per il futuro.
Invece c’e’ chi ingordo non e’, e infatti non ha una lira. Ma dagli i soldi, e avra’ paura di perderli. O vorra’ realizzare il sogno di una vita che, scommettiamoci, e’ proprio quello di farsi una casa. Ancora: avere, al posto di vivere.

Il secondo motivo e’ perche’ siamo troppo abituati a fare, e poco a vivere. Me ne sono accorto qui in Giappone, dove tutto e’ dovere, tutto e’ obbligo. Dove sin dalla piu’ tenera eta’ i bambini sono impegnati in mille attivita’ obbligatorie ed escono da scuola a notte fonda. Qui la gente non fa piu’ di una settimana di ferie consecutiva perche’ dopo un paio di giorni di relax si e’ gia’ annoiata. Non ha niente da fare, e quando non ha niente da fare la gente e’ morta. Si sente inutile, non ha stimoli, non riesce a dare un senso alla sua vita. Non pensa a quante cose potrebbe fare, quanto potrebbe nutrire il cuore e la mente, o aiutare gli altri, o fare qualcosa per essere ricordata.

E allora. Riusciremmo a vivere senza essere schiavi di qualche costrizione, sociale o autoimposta che sia? L’idea di emigrare terrorizza moltissima gente perche’, dicono, e’ come abbandonare le proprie origini. E non e’ schiavitu’, questa? Non e’ paura di abbandonare la prigione senza sbarre di paure e sensi di colpa che ci siamo costruiti, pensando che andarsene voglia dire abbandonare, in qualche modo perdere, essere dimenticati (cosa che non succede, in realta’, a nessuno), e non invece aprirsi al mondo, a nuove esperienze, a nuove culture, a una vita piena e libera?
E non e’ forse schiavitu’ la mia, che non mi ritirei a Puerto Escondido perche’ mi direi che si, bella come idea, ma dopo essermi fatto il culo quadrato per diventare ingegnere, e dopo tutto quello che ho fatto per raggiungere la mia posizione… vale la pena buttare tutto quello su cui ho scommesso?

Ma soprattutto. Essere liberi: lo vogliamo veramente?

Annunci

20 risposte a “Ritorno a Puerto Escondido

  1. Akanishi au Québec mercoledì 19 gennaio 2011 alle 1:11 pm

    c’è una mia amica giappo che lavora a Tokyo nelle assicurazioni e adesso si è fidanzata con un tipo che vive su un’isola sperduta di uno degli arcipelaghi piu remoti del giappone. pensa di mollare tutto e trasferirsi là.

    Adesso voglio proprio vedere se è vero, se una giapponese riesce veramente a lasciarsi tutta la pressione socio-familiare alle spalle e andare in mezzo al niente a stare in disparte. Ti aggiorno…

  2. forzalube mercoledì 19 gennaio 2011 alle 1:19 pm

    >Immaginiamo che abbiate tutte le carte in regola per farlo, e che lo vogliate fare. Ce la fareste?

    Ah sì, che ce la farei. L’ho fantasticato più di una volta. Ma non ho assolutamente quella cifra.

  3. zazie mercoledì 19 gennaio 2011 alle 2:46 pm

    Commento poco, ma questa discussione mi ha fatto pensare. Io a Puerto Escondido non ci andrei neanche se potessi, perche’ l’idea dell’isoletta deserta, del bar sulla spiaggia etc. mi da’ l’ansia (altro che rilassarmi!). Io vivo bene se ho una vita incasinata, altrimenti mi annoio. L’anno scorso a Samoa dopo una settimana di palme e spiaggia non ne potevo piu’ . Le cose che ho sempre amato fare sono leggere, studiare, pensare, scrivere e viaggiare. Ed ho la fortuna sfacciata che queste cose siano diventate il mio lavoro. Non diventero’ mai miliardaria, ma me ne importa ben poco.

  4. goguz88 mercoledì 19 gennaio 2011 alle 6:20 pm

    questa è una domanda davvero interessante.. anche perchè per me sarà fattibile, come eredità avrò l’equivalente di due appartamenti bilocali che voglio affittare in modo da avere mille euro al mese netti di guadagno. Non ci vivi con 1000 euro, però aiutano! Il punto è che il mio sogno non è Puerto Escondido, le Hawaii, le Maldive, Santo Domingo o che so io.. il mio sogno è una bella villa, senza piscina perchè odio andare in piscina, una casa in montagna, e fare un lavoro che amo anche se pagato poco (tanto ho un minimo di rendita). E quando avrò dei bimbi voglio smettere di lavorare per 5 o sei anni, stando vicino a loro.
    Ognuno ha il suo sogno, però è vero che per essere felici non servono per forza 750 mila euro, da quello che so ne bastano 300 mila! 🙂

  5. um mercoledì 19 gennaio 2011 alle 7:19 pm

    Concordo sul fatto che il castello di cazzate che ognuno si costruisce negli anni prima o poi renda molto difficile fare scelte che vadano ad intaccare la routine ormai cementificata nel nostro cervello.
    La risposta alla domanda finale secondo me è affermativa, ma soffrendo di qualcosa che ricorda la sindrome di Stoccolma nei confronti del lavoro e della confortante routine(che ci assicura un vecchiaia radiosa…), il numero di quelli che riescono a intraprendere il cammino verso la libertà è molto limitato.

    Come nota a margine riguardo al vivere di rendita invece, ci sono alternative migliori come per esempio il lavoro remoto (meno ore, orario flessibile, whatever) in località con un basso costo della vita,ecc… che non richiedono un grosso investimento/disponibilità iniziale.
    Alternative non adatte a tutte le professioni ma che grazie a internet&co saranno sempre più diffuse secondo me, il successo di vendite di libri come 4 hours work week e il numero mostruoso di blog su questi tipi di argomenti dimostra che almeno l’interesse c’è…

  6. Lo'oris mercoledì 19 gennaio 2011 alle 10:06 pm

    Per vivere di rendita e basta o sei un avventuriero che decide di fare Lisbona – Singapore a piedi, e allora in qualche modo il tempo ti passa… o moriresti di noia in breve tempo.

    Ma avere una rendita “onesta”, tipo appunto 500-1000 euro può essere vantaggiosissimo: ti permette di lavorare meno, fai tipo 6 ore al giorno anziché 8 (c’è un ABISSO di differenza), e soprattutto ti permette di non essere schiavo del lavoro. Perché se hai paura di perdere il lavoro e rimanere senza niente sei fregato, e appena il datore se ne accorge abuserà di te in ogni modo… se sai che hai il culo parato da una rendita minima, non possono toccarti, non possono farti nulla, e alla prima ipotesi di mobbing o di straordinario non pagato gli ridi in faccia e gli pisci nel cassetto, tanto se anche ti licenziano hai il culo in parte parato.

  7. ivabellini mercoledì 19 gennaio 2011 alle 10:34 pm

    “Essere liberi: lo vogliamo veramente?”

    io sono padrone di me stesso…ma non del mio destino 😉

  8. cincinzia martedì 1 febbraio 2011 alle 1:38 am

    Per me sì, ne varrebbe la pena. Mio cognato l’ha fatto, è andato prima a San Paolo e poi nel sud del Brasile, in una città non piccolissima ma dove ancora puoi portare il figlio a scuola in bici. E poi andare alla spiaggia e fare surf. La globalizzazione, alla fine, ha dei vantaggi: uno dei quali è la possibilità di stare connesso col mondo, se lo desideri. Anche se a Puerto o ti fai la connessione satellitare o altrimenti… chilometri di strada con buche nelle quali ritrovi auto scomparse da decenni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: