Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Lo stereotipo dell’italiano all’estero

…Lo so, lo so… ognuno e’ diverso e ognuno ha una storia a parte, e comunque e’ sbagliato generalizzare. Pero’ vorrei riportare la mia personalissima esperienza, che ovviamente non fa testo ne’ tantomeno statistica. Pero’ come si dice ma riferito ad un altro argomento: it’s not gonna suck itself, la pagina del post giornaliero va pur riempita in qualche modo. Andiamo a cominciare con i profili di albino.

Profilo tipico dell’emigrante italiano maschio in Australia.
Provenienza: da tutto lo stivale, isole comprese, tranne (non si capisce come mai), Lazio e Toscana.
Titolo di studio: dal muratore al laureato, ma soprattutto il laureato. Moltissimi studenti in similErasmus con le universita’. Molti ingegneri, un casino di architetti attirati con l’inganno dalla bolla del mattone di cui pero’ non faranno mai parte perche’ non sono laureati in Australia. Ma questo, ahiloro, lo scopriranno solo una volta atterrati.
Orientamento politico: estremissima sinistra 10%, sinistra 40%, non votante/agnostico 30%, altri 20%.
Credo religioso: ateo/agnostico 30%, cattolico non praticante 40%, esoterista-figliodeifiori 20%, altri (compresi i cattolici che vanno in chiesa ogni domenica), 10%.
Vizi: fumo (naturalmente non stiamo parlando di sigarette).
Rapporto con l’altro sesso: Abbastanza critico nei confronti delle aussie, sia dal punto di vista fisico (la panzetta da birra a 20 anni), sia per il modo di vestire, eccetera. Dice in continuazione che sono facili da portare a letto ma solo per sentito dire, infatti non se ne porta mai a letto nessuna per paura delle malattie e perche’ non gli piace ciularsi un’ubriaca (quest’ultima frase non vale per romani e napoletani, naturalmente), e nel 90% dei casi va a finire che scopa le asiatiche ma poi si mette con le italiane.

Se lo incontri al supermercato sai che e’ italiano perche’:
e’ l’unico che ha piu’ verdura che junk food in carrello.
Se lo incontri al ristorante sai che e’ italiano perche’: e’ l’unico che mangia la pizza con faccia schifata.
Se lo incontri in un locale sai che e’ italiano perche’: e’ l’unico non ubriaco che gira per la disco con un drink in mano, che non e’ birra.
Se lo incontri per strada sai che e’ italiano perche’: e’ l’unico con lo zaino invicta.
Segni particolari: Guida un’auto di merda. E’ un maestro in cucina e usa la cosa come leva per portarsi a letto le tipe.

Profilo tipico dell’emigrante italiana femmina in Australia.
Provenienza: da tutto lo stivale, soprattutto Lazio e Toscana.
Titolo di studio: Laurea in lingue, compresa la laurea in italiano, o comunque carriera umanistica alle spalle. Da qui la combo: difficolta’ a trovare lavoro x5 perche’ sei straniera, x5 perche’ sei femmina, x20 perche’ la tua laurea e’ come il romanzo di albino: un rotolo di carta igienica.
Orientamento politico: estrema sinistra 70%, sinistra 20%, cattocomunista 9.99%, piu’ un altro 0.01% lasciato libero per il beneficio del dubbio.
Credo religioso: cattolico non praticante 30%, cattolico praticante 20%, pankabbestia 30% non sa/non risponde 20%.
Vizi: parlare a macchinetta senza mai fermarsi.
Rapporto con l’altro sesso: odia gli australiani perche’ sono rozzi e incivili e sempre ubriachi, cerca uno con valori che dice lei, sottomesso come dice lei, che la apprezzi come dice lei: ovvero, un italiano. Odia il fatto che gli italiani ciulano le asiatiche.

Se la incontri al supermercato sai che e’ italiana perche’:
e’ l’unica senza gelato e/o bottiglione di latte alla fragola e/o barrette di cioccolato nel carrello. E’ anche l’unica che evita di prendersi in giro con la Coca cola zero.
Se la incontri al ristorante sai che e’ italiana perche’: e’ quella che guarda i commensali che non conosce con educazione e sorrisi di circostanza.
Se la incontri in un locale sai che e’ italiana perche’: e’ quella che parla con gli amici invece di flirtare.
Se la incontri per strada sai che e’ italiana perche’: e’ vestita piu’ pesante di tutte e sembra infreddolita.
Segni particolari: capelli sempre in disordine (non chiedetemi come mai).

Ed ora… lo so che lo state aspettando. Tenetevi forte.

Profilo tipico dell’emigrante italiano maschio in Giappone.
Provenienza: da tutto lo stivale, con una certa predominanza per Lombardia e Sud Italia.
Titolo di studio: Laureato in giapponese nella stragrande maggioranza dei casi. In alternativa, ricercatore universitario.
Orientamento politico: estrema sinistra i ricercatori, sinistra quelli di lingue, variegato per tutti gli altri.
Credo religioso: ateo/agnostico i ricercatori, nella media nazionale per tutti gli altri.
Vizi: Roppongi.
Rapporto con l’altro sesso: Va a giappine. Se e’ sposato/fidanzato tradisce con regolarita’ la consorte (giapponese) ma dice che e’ solo attivita’ ginnica, in fondo non fa nulla di male. Predilige le giappine gia’ svezzate da altri stranieri, perche’ quelle di primo gaijin non sanno baciare e hanno il famoso Dare la Precedenza di pelo tra le gambe.

Se lo incontri al supermercato sai che e’ italiano perche’:
e’ l’unico che non ha cibo pronto nel carrello.
Se lo incontri al ristorante sai che e’ italiano perche’: e’ il gaijin vestito bene che cena a lume di candela con la giappina (in questo si distingue dal francese per la mancanza di fronte bassa e faccia da culo).
Se lo incontri in un locale sai che e’ italiano perche’: parla ad alta voce in inglese con un accento italiano che si sente a distanza di metri. Con la musica a palla.
Se lo incontri per strada sai che e’ italiano perche’: muove le mani. E poi lo si riconosce dalla camminata.
Segni particolari: frequenta i locali degli italiani, ha la morosa giappa che parla italiano.

Profilo tipico dell’emigrante italiana femmina in Giappone.
Provenienza: come il maschio.
Titolo di studio: Laurea in lingue orientali, che domande.
Orientamento politico: sinistra.
Credo religioso: cattolica mezza praticante.
Vizi: parlare a macchinetta senza mai fermarsi, esattamente come l’italiana d’Australia (e, temiamo, esattamente come tutte le altre).
Rapporto con l’altro sesso: stressata a palla perche’ trova i giapponesi cafoni, aggressivi, sciovinisti, inattraenti, piatti, unofrattosexy. Va in cerca di stranieri, tra cui gli italiani, ma soffre moltissimo l’handicap d’apparenza nei confronti delle giappe taglia 38, capello e makeup perfetto, minigonna giropassera e tacco 14. Se single si chiede in continuazione “che cazzo ci faccio io qui?”.

Se la incontri al supermercato sai che e’ italiana perche’:
siete entrambi nella corsia dell’olio d’oliva. Ha il tonno in scatola nel carrello.
Se la incontri al ristorante sai che e’ italiana perche’: e’ in un’uscita a coppie, mezzi sono stranieri e mezzi sembrano italiani.
Se la incontri in un locale sai che e’ italiana perche’: e’ quella che chiacchiera nel gruppo misto italiani/giapponesi. In alternativa, ha amiche russe o sudamericane, e se sono asiatiche non sono mai fighe.
Se la incontri per strada sai che e’ italiana perche’: ha la faccia di quella che sa tutto lei.
Segni particolari: non sa cucinare.

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26 risposte a “Lo stereotipo dell’italiano all’estero

  1. Fabiusli venerdì 4 febbraio 2011 alle 2:37 pm

    Ecco il motivo delle inspiegabili ma costanti vittorie di Berluchan e la scomparsa della sinistra radicale dal parlamento italiano: so’ scappati tutti all’estero! 🙂

  2. arisio venerdì 4 febbraio 2011 alle 3:58 pm

    …azz, dovevi fare lo scrittore……ooppss, dimenticavo che ci hai gia’ provato…..diamine, una analisi che Alberoni ti fa una beatissima pompa…..

    A.

  3. Ivan Mrankov venerdì 4 febbraio 2011 alle 6:14 pm

    Bellissimo post, ma avrebbe dovuto essere protetto per permetterti un linguaggio um’po’ oiu’ scurrile e sopratutto per permettere a noi di commentare in sicurezza. Magari ripubblicalo anche protetto. Certi articoli se mi posso permettere dovresti pubblicarli protetti e non per avere feedback piu’ interessanti.
    Magari avremmo qualche commento di qualcuno di quei fedifraghi che “tanto e’ solo ginnastica”.
    Presumo non hai mai dato a giappine la password.

  4. Laura venerdì 4 febbraio 2011 alle 6:28 pm

    Bel post! divertente! Una volta un amico mi ha detto ” ai giapponesi piacciono le straniere perchè spesso le considerano più belle, comunque sia le considerano anche più rozze” Chissà il complesso di inferiorità per la taglia 38…???

  5. davide venerdì 4 febbraio 2011 alle 7:54 pm

    Ma che scrittore, dovevi fare l’antropologo!
    … beh alla fine avresti lo stesso dovuto scrivere dei saggi…

  6. deniz venerdì 4 febbraio 2011 alle 10:04 pm

    mi sono pisciata addosso dalle risate leggendo sto post…che razza di gente che se ne va in giro per il mondo….e che sinistra di mmerda a sto punto! xD
    quando troverai un bel fascistone in giro (quasi un ossimoro) o peggio un leghista, ci dovrai fare una dettagliata analisi…
    mi spiace solo per le giappine che vengono concepite alla tregua di una fi*a tascabile…di quelle che ti porti nel taschino della giacca, magari usa e getta 🙂

  7. Max Puliero venerdì 4 febbraio 2011 alle 11:38 pm

    ahahah genio come al solito ! 😀

    sono felice di non appartenere ne alla categoria dei ricercatori, ne di quelli laureati i giapponese 😀

  8. ivabellini sabato 5 febbraio 2011 alle 12:18 am

    mi sembra che ci sia un errore 😉
    le italiane, le donne non sottomettono nessuno, credo che tu abbia usato un termine sbagliato, una donna per tanto stronza possa essere non sottomette nessuno ad eccezione di quegli uomini che si fanno mettere i piedi in testa ma anche in quel caso prefisco parlare di idioti servi, coglioni e quant altro…e appunto di stronze.
    Propio in questo periodo, con un aumento della violenza sulle donne in particolare in famiglia, è assurdo dire “sottomesso come vuole lei” credo che ci sia un certo acredine personale da parte tua che guasta un bel post come questo.
    E non dimentichiamoci la cultura maschilista che ancora c è in Italia e nel mondo che provvede già di suo a inquadrare le donne in un certo modo che piace all uomo.

  9. digitalpixel sabato 5 febbraio 2011 alle 12:31 am

    Albino … 😀 sei un mito !!

    Sarò in Giappone verso fine Marzo … Nomikai?? 😉

    Saluti 🙂

  10. Federi sabato 5 febbraio 2011 alle 12:51 am

    gli zaini invicta!!!! forse però anni fa ce n’erano molti di più e ed erano chiaro manifesto di provenienza italica…ora le giovani generazioni si nascondono dietro al globalizzato l’eastpak 😉

  11. The Witch Of Oz sabato 5 febbraio 2011 alle 12:15 pm

    ahahahah dai, io un architetto italiano a sydney l’ho conosciuto! 😀
    e ho conosciuto persone che venivano un po’ da tutte le parti.
    io cmq sono della campania, quindi esco fuori statistica 😛
    ma scusa, allora tutti gli uomini, in australia o in giappone, cercano cmq le giappiche?
    quello che ti posso dire è che ho visto gli italiani maschi iù schifosi in giappone… fidanzati o sposati con giapponesi, ricche magari, che tiravano avanti ristoranti e altre cose con i soldi della moglie giappica e facevano le meglio schifezze appena vedevano altre -.-
    cmq per il resto, io mi sono australianizzata, non mi asciugavo più i capelli e uscivo così, andavo vestita in giro come loro e ho camminato scalza come loro (ma solo una volta per provare!). per quanto riguarda la birra beh, più di 5 non ce l’ho fatta…e mi sono entita chiedere:”ma sei astemia?”
    faccia mia —> o.O “ehm, no!”
    per il resto da quello che ho visto, l’australiano medio è fondamentalmente timido e poco romantico (o galante, che dir si voglia) e beve tanto. ma questo è vero 😀
    feci una cena a casa mia, eravamo in 4, due italiane e due australiani maschi, mi chiesero “posso portare un paio di birre?” ed io “ma certo!” e loro si sono presentati con una cassa enorme contenente 10 cartoni da 6 di birre 😀

  12. silvestro sabato 5 febbraio 2011 alle 7:37 pm

    Geniale davvero. Ho iniziato a leggere tutti i post. Sono passato al vecchio blog australiano. Ho continuato a leggere. Poi il crollo. Iniziavo ad aprire post a caso
    cercanto la faccia, i video e il nome di Silvio. E’ tutto vero.
    Anche tu sei stato conquistato da Berlusconi.
    Come Cesare.
    Solo che Cesare ha conquistato i Galli,
    Berlusconi i Polli.
    s

  13. Liven domenica 17 aprile 2011 alle 10:33 am

    E’un pochino triste, forse anche un pochino offensivo e generalistico, per un’italiana sentirsi dire che è “più rozza” come se tutte le giapponesi fossero spettacolari gehishe e noi tutte troglodite…Non so se sei stato sfortunato con noi italiane o estremamente fortunato con le giapponesi, ma credo che dovresti ampliare un attimino queste tue vedute…

  14. rickyver mercoledì 20 aprile 2011 alle 6:17 pm

    Non ho viaggiato molto quindi le mie osservazioni potrebbero essere sbagliate ma rilevo che tutto il mondo è paese (chissà perchè?!).
    Gli italiani non vantano una bella reputazione, e questo ci svantaggia fortemente, ma da qui a dire che le donne sono rozze e gli uomini puttanieri mi pare a di poco eccessivo.
    Ora, non conosco le tue vicende personali (e se vuoi raccontarmele puoi liberamente contattarmi) ma ritengo che la tua estremistica generalizzazione sia frutto di esperienze negative o necessità di fuga da una realtà a te poco consona sicché abbi quantomeno l’accortezza “verificare” meglio le tue affermazioni poichè molti più italiani di quanti tu possa immaginare sono nettamente diversi dal profilo che hai disegnato. Con questo non nego che ci siano anche i rozzi/e che vagano per il mondo.

  15. The Witch Of Oz mercoledì 20 aprile 2011 alle 7:47 pm

    purtroppo, a parte eccezioni, devo dargli ragione…
    i maschi italiani all’estero sono di quanto peggio abbia visto.
    si credono i padroni, vogliono comandare e fare le cose all’italiana, tanto “non ci dobbiamo adattare noi al paese, ma è questo paese che si deve adattare a me” e “gliela faccio vedere io a queste qui, uno come me non l’hanno mai avuto!”.
    ovviamente ho incontrato 3 o 4 amici che sono persone d’oro… ma ti ripeto, 3 o 4 su tutti quelli che ho conosciuto è niente…
    personalmente preferisco continuare a far finta di essere straniera quando incontro gli italiani, tanto non ci credono lo stesso quando dico alle persone che sono di napoli.
    credono tutti allo stereotipo del napoletano rozzo, bruno occhi neri. io “esco” dai loro schemi, glielo facco continuare a credere.
    ciò che mi interessa davvero cambiare è la concezione che lo straniero ha di noi italiani. e per fortuna, con me, sono sempre rimasti piacevolmente sorpresi.
    sempre ripeto, per colpa di tutti quelli che sono stati qui prima. abbiamo una fama che ci precede che credetemi, non è lusinghiera -.-

  16. Alex giovedì 18 agosto 2011 alle 9:25 pm

    Gli italiani sono gli unici che si stanno sulle palle da soli…

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