Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Il ritorno di Meteo chan

Alla fine di questo post mi snobberete e direte tsk, albino si e’ giapponesizzato. Sara’ un po’ vero, ma spero noterete la differenza di fondo tra me e il giapponese medio: per farmi ammettere (non capire: ammettere) di aver sbagliato non serve l’atomica, non serve il seppuku. E infatti eccomi qui, pronto a raccontare di un paio di episodi in cui, ora lo so, ho valutato il mondo di qui col pregiudizio, con l’ottica dello straniero che giudica senza conoscere e in base a una presunta superiorita’ culturale autoattribuita un po’ per paraocchi, un po’ per autodifesa.

Se non mi sono spiegato bene, oggi sono qui per chiedere scusa al Giappone.

Il primo mea culpa che vorrei fare riguarda questo post, nel quale ho scritto che i giapponesi non capiscono niente di calcio. Ricordiamolo: all’epoca avevo il dente un po’ avvelenato perche’ prima dei mondiali hanno snobbato la nostra nazionale di calcio. Ma poi ho letto cose, ho parlato con gente, ho sentito opinionisti in tv… e ho capito meglio. Loro ci considerano nell’elite del calcio al pari delle altre grandi nazionali storiche (Germania, Brasile, Argentina, ecc.), ma nel 2010 ci hanno ignorato perche’ i loro esperti sapevano sin dall’inizio (come noi in cuor nostro, in fondo) che saremmo andati fuori subito.
E allora, chi e’ quello che non capisce niente di calcio: quello che punta sui cavalli vincenti e scarta i bolsi(tanto se ci sbaglia si fa sempre in tempo a virare in corsa), oppure quello che se ne sta nell’alto del suo piedistallo, pensa che nei secoli a venire la coppa cadra’ sempre nelle stesse mani storiche e poi se ne torna a casa prendendo due palloni dalla Nuova Zelanda? La risposta sembra abbastanza evidente.
Per questo, chiedo venia.

La seconda cosa mi preme ancora di piu’. Ve la ricordate la mitica Meteo chan? Quella che all’epoca definii la “deficiente col cappottino rosa”? Il suo nome in realta’ e’ 長野美郷, Misato Nagano, classe 1986. Da piu’ di un anno ormai quando mi sveglio (alle sei e mezza, ma a volte anche alle sei) lei e’ li, a snocciolare le previsioni del tempo dal terrazzo del grattacielo della Fuji TV.

Oramai la mattina quando la vedo con l’ombrello so gia’ che piove, quando ha i capelli scompigliati e le volano via i cartelli so che c’e’ tempesta in arrivo, quando il cielo e’ azzurro lo vedo dietro di lei prima ancora di aprire le tende. Perche’ in fondo il suo terrazzo dista solo un paio di chilometri da casa mia.
Ogni tanto mi fermo a guardarla. Sempre perfetta con quel suo cappottino castigato con guanti e sciarpa, o d’estate nei suoi vestitini a fiori. Non la solita meteorina in minigonna e poppe al vento: questa e’ solo una ragazza “qualunque” (si fa per dire) che snocciola previsioni del tempo e ti dà il buongiorno con i suoi sorrisi. Una faccia pulita che la domenica quasi mi manca.

Ma non e’ solo per averle dato dell’insulsa che mi sento un po’ in colpa. E’ per aver sottovalutato tutta una categoria di ragazze della tv giapponese, bollandole come “ochette”, “troppo carine” o “tutte sorrisetti”, (in giapponese c’e’ un’espressione che rende l’idea ma purtroppo e’ praticamente intraducibile: かわい過ぎる) quando nel mio paese le ragazze piu’ che i sorrisi in tv mostrano ben altro, e sono disposte a tutto per fare la comparsata o per finire in qualche consiglio regionale o altra casta che sia. E nell’altro piatto della bilancia invece ho Misato – Meteochan, che probabilmente si deve alzare ogni notte alle due per essere pronta e pimpante alle sei sul terrazzo della Fuji TV. Pronta a dirci com’e’ il tempo con i suoi sorrisi acqua e sapone; ma chissa’ che vita che fa.

Perche’ criticare va anche bene, ma e’ giusto ricordare anche l’imbarazzo di quando si guarda in casa propria. Perche’, datemi del noioso, ma io quando penso alle varie Nicole Minetti sono veramente, veramente, veramente in imbarazzo.

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19 risposte a “Il ritorno di Meteo chan

  1. Suzanne Kijko martedì 8 febbraio 2011 alle 12:29 pm

    Hai dimenticato di dire che la nazionale giapponese ha appena vinto il campionato asiatico, con alla guida un allenatore italiano,
    Alberto Zaccheroni, battendo ai tempi supplementari la compagine australiana per 1 a 0 con un’acrobatica rete di Tadanari Lee.

    Suz

    • Akanishi au Québec martedì 8 febbraio 2011 alle 1:05 pm

      e che Zaccheroni è stato allenatore dell’Udinese e prima di lui Zico ha allenato il giappone, e anche lui giocava nell’Udinese.

      • Sincenull martedì 8 febbraio 2011 alle 1:34 pm

        …e che prima ancora Zaccheroni allenava il Venezia e a Venezia ci ha giocato pure, guarda un po’, il miglior numero 7 della storia (finora) del calcio giapponese, Hiroshi “lefty” Nanami. E così il cerchio si chiude.

  2. Akanishi au Québec martedì 8 febbraio 2011 alle 1:12 pm

    Se c’è il tifone son sicuro che Meteo chan sta sul terrazzo a prendersi le raffiche a 180 km/h, magari legata con una gomena, ma non viene meno al suo dovere.

  3. Fabiusli martedì 8 febbraio 2011 alle 2:14 pm

    Ma il sole… azzurro? Strano paese, il Giappone. XD

  4. Stila martedì 8 febbraio 2011 alle 4:38 pm

    Sarebbe interessante sapere un po’ quali sono i requisiti e le “procedure” per entrare nella tv giapponese..comunque dai, al microfono peloso mi ci potrei anche abituare!
    かわい過ぎる=troppo carina? smielata? con la voce talmente lollosa che quando parla si caramellano i muri?

  5. elisa martedì 8 febbraio 2011 alle 9:49 pm

    beh come ogni paese ci sono i difetti e i pregi…noi abbiamo il difetto di mettere delle cretine in tv o in politica e ovunque delle emerite cretine che sanno solo usare quella e le tette, svestite ma non sanno fare un discorso di senso compiuto…almeno li c’è meteochan che salva (le apparenze o la verità non so), ma almeno è carina, acqua e sapone e fa il suo lavoro…mi sembra già una cosa molto buona!

  6. Bh3o81 martedì 8 febbraio 2011 alle 10:50 pm

    Mi stupisco di te! Come hai potuto snobbarmi una patata di questo calibro?

  7. fratello di skippu giovedì 10 febbraio 2011 alle 1:32 am

    due parole: silvia, caravello.

  8. Pingback:La pubblicita’ ai tempi del terremoto « Come sa di soja lo riso altrui

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