Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Don’t give up on Tokyo

Ieri sera sono stato folgorato da una scena, e poi da un’idea. Ero nell’ Hiroshima-Tokyo delle 19:40, volo interno che atterra all’aeroporto di Haneda, non a Narita come la maggior parte di quelli internazionali. Quando l’aereo ha iniziato la discesa sopra Tokyo, mi sono reso conto che vedevo per la prima volta la Metropoli Tentacolare dall’alto, di notte, in centro. Dopo essermi ripreso dallo shock che poi vi raccontero’, ho iniziato a vagare di idea in idea. E alla fine ho deciso di scrivere una serie di post, il cui episodio zero – l’introduzione – comincia oggi. Dai prossimi post invece inizieremo con la serie vera e propria.

VOLUME 0 – Butta la Lonely Planet giu’ per il cesso (stando attento a non intasarlo).

Ehi, tu. Si, proprio tu che sei capitato su questo blog perche’ sei un fricchettone del Giappone. Perche’ ti fai le pippe pensando a Rei Ayanami o a Abel di Georgie (a seconda se tu sia maschio, o femmina, o una combinazione dei precedenti). Perche’ quando sei solo nella tua stanza provi la Kamehameha di Dragonball, a 40 anni suonati. Perche’ ascolti gli Exile o le AKB48, o i Katuun, o qualsiasi altra di quelle bestemmie alla musica li’. Perche’ chiami sommo poeta non certo Dante, pace all’anima sua, ma uno o piu’ disegnatori di fumetti. Tu che per i motivi sopracitati magari ti sei iscritto a fare giapponese all’universita’, oppure viaggi una volta l’anno alla tua personalissima Mecca, e salti i pasti non per ramadan ma per risparmiare i soldi che poi ti sputtanerai in due settimane di giappofollie. Si, sto parlando proprio con te, sfiga di uomo (o di donna).

Mi sono rotto. Sul serio. Mi avete rotto tu, e tutti quelli come te. Mi sono rotto di vedervi ammassati ad Hachiko a scattarvi foto intorno al cane. Mi sono rotto di vedervi girare per Akiba con indosso la maglietta di qualche anime. Mi sono rotto di vedervi nella Ginza line, chiassosi turisti diretti ad Asakusa, o nella Yamanote pronti a scendere ad Harajuku per il solito set di foto con le gothic lolita, la solita scammellata dentro verso il tempio che manco mi ricordo come si chiama, la solita vasca per Omotesando.

Sul serio, mi avete rotto.

(foto sotto: classico esempio tirato giù a caso da internet)

Ma precisiamo: non mi hanno rotto i pochi normali che, poveretti, vengono a Tokyo per la prima volta e fanno queste cose. Per loro va bene: loro non sanno. Mi avete rotto voi, 99% dei turisti in Giappone. Voi otaku(magari non di cartoni animati ma sicuramente) della minchia che siete al secondo o terzo viaggio e vi rifate sempre la solita trafila di Asakusa, e poi vi spostate a Nikko, e poi a Kamakura, e poi ad Hakone, e poi magari al Fuji. Perche’, dite, Tokyo ormai l’ho vista.
Ma lasciate che vi dica io cosa avete visto: non avete visto un cazzo di niente. Avete visto quello che c’e’ scritto sulla guida turistica; siete ne’ piu’ ne’ meno dei giapponesi che vengono a Venezia e si fiondano dritti in vaporetto a Piazza San Marco per poi andarsene senza essersi fatti una sola calle ne’ un solo ponte ne’ un solo spritz in bacaro nella magica tranquillita’ del tramonto.

Ieri sera me ne stavo in aereo. Nel momento in cui le luci della Metropoli Tentacolare sono apparse ai miei occhi, ho pensato al mio primo viaggio in Giappone. E’ stata un’esperienza fantastica, durante la quale ho visto quello che bisognerebbe vedere in un viaggio come Dio comanda: il museo della bomba a Hiroshima, il tempio sull’acqua a Miyajima, Kinkakuji e Ginkakuji e Gion e Kyoumizutera a Kyoto, eccetera. Il classico. E poi, a Tokyo, i soliti posti dei turisti: Asakusa, Akiba, Ginza, Shibuya, Harajuku, Shinjuku, e poi Nikko, Kamakura. All’epoca avevo una guida d’eccellenza, un’amica italiana che ha organizzato il viaggio nei minimi dettagli per me e per altri amici. Lei era alla seconda esperienza, per cui gia’ sapeva dove andare – Tokyo esclusa, naturalmente. Per salvaguardare la sua privacy la chiameremo Skippu.

Ora, cari lettori. Skippu e’ una che sa il fatto suo in materia di fare la guida turistica, e in quell’occasione non solo ha sfoggiato il suo Sapere, ma anche una grande dose di umanita’ e comprensione, essendosi voluta rifare con pazienza mezzi templi che aveva gia’ visitato, per darci la possibilita’ di vedere quei must che, come dice la parola, in un viaggio per esempio a Kyoto sono i posti che vanno visti. Ma ora, – e chi di voi conosce il Giappone avrà già capito dove vado a parare – nella lista precedente non notate qualcosa?
Risposta esatta: troppi templi. Va bene Kyoto, ma pure a Tokyo, ci siamo fatti pure nikko e kamakura. Troppi. A mitraglia proprio, uno infilato dietro il successivo, come se il Giappone fosse tutto templi e poco altro. Una cosa che fanno tutti, la prima volta, ma che secondo me e’ un po’ naif, come i turisti che vengono in Italia per due settimane e mangiano pasta e gelato tutti i giorni, ignorando tutto il resto. Ma questo e’ successo naturalmente non per colpa di Skippu, ma solo perche’ lei e’ italiana, vive in Italia, si e’ documentata da “esterna”, senza mai aver vissuto per lungo tempo in Giappone.

(foto sotto: il solito turista con le solite tipe di Harajuku. Solito copione di chi viene a Tokyo – e poi prendiamo per il culo i giappi che vengono in Italia ad infilare la mano nella Bocca della Verita’)

Raccontiamo meglio. All’epoca la cosa e’ andata alla perfezione per la prima parte del viaggio, quando ci siamo fatti Hiroshima e Kyoto e altri posti dove si va essenzialmente per vedere templi. Perche’ in Giappone non e’ come quando vai ad Assisi in cui visiti sia il borgo, sia la chiesa. E’ piuttosto come Milano: citta’ moderna in cui il turista va a vedersi il duomo e quelle altre due cosette, ma a parte questo e’ tutto grigiume e palazzoni. Niente di che. Non so se avete capito la sottile differenza tra questo e un posto dove la bellezza e’ a trecentosessanta gradi, tipo – che ne so – Siena. No: in Giappone di solito il turista va a Kyoto e zompetta di tempio in tempio, senza quasi mettersi a girare per la vera citta’. E cosi’ noi abbiamo fatto.

Fin qui, dunque, tutto bene. Ma poi siamo arrivati a Tokyo, e li’ e’ cascato un po’ il palco, perche’ bene o male nella Metropoli Tentacolare non c’e’ quasi nulla da vedere. Ci passi una settimana, e oltre a vedere palazzoni e centri commerciali… nisba. Non per nulla, una volta tornato da quella vacanza raccontai “bello il Giappone, a parte Tokyo”. E questo e’ qualcosa che ho sentito tante volte, accompagnato da “Tokyo e’ solo un grande centro commerciale”, “Tokyo e’ grigia”, “A Tokyo dopo due giorni hai finito i posti da vedere e ti devi spostare fuori”. Ma questo, cari lettori, e’ il punto di vista del turista che prende la guida e cerca monumenti. Del turista visitatore che non sa, non capisce che la Metropoli non e’ una citta’: e’ un formicaio. E nei formicai come sapete non c’e’ molto da vedere di specifico. Dei formicai la parte veramente interessante sono il complesso della societa’, la visione d’insieme della struttura.

Ecco, cio’ che cerchero’ di darvi con questa serie di post e’ proprio quella visione d’insieme, una visione che il turista di solito non coglie dal suo punto di vista di piccola formichina. Una visione che si coglie solo quando qui ci si vive da un po’, e che ti appare all’improvviso solo in determinati momenti, in determinate situazioni. Per questo, cari lettori, non vi segnalero’ dei posti, ma piuttosto dei percorsi: delle cose da fare che potranno – si spera – darvi quella visione d’insieme del formicaio. Farvi capire.
Perche’ poi, quando si scopre Tokyo sul serio, e’ subito amore.

Ma abbandonate la guida turistica, non fate gli stessi errori della gente che viene qui due, tre, quattro volte a vedere i soliti posti noiosi, e finisce poi come la Skippu a dire “la prossima volta voglio andare in Hokkaido”, vuole andare altrove rinunciando a vedere la vera faccia del posto piu’ importante di tutti, sopra il quale ha macinato fior di chilometri per vedere poco piu’ che templi mediocri e centri commerciali troppo cari, o posti come Akiba buoni per comprarsi un pornazzo o un cavo USB: non certo da visitare.
E invece, Skippu, lo dico a te come a tutti i lettori che avranno piacere nell’affrontare questo viaggio con me. Don’t give up on Tokyo. L’Hokkaido o Okinawa o Kyoto sono posti belli finche’ volete, ma lasciateli li’ per altre occasioni: la cosa di gran lunga piu’ affascinante da scoprire in Giappone e’ la Metropoli Tentacolare, che quando mostra la sua vera faccia sa togliere il fiato non meno di Roma, di Venezia, o di Parigi.

Dal prossimo episodio su questi schermi. Restate con noi.

(foto sotto: che sia questa la vera faccia di Tokyo?)

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20 risposte a “Don’t give up on Tokyo

  1. Maurizio mercoledì 16 febbraio 2011 alle 1:53 pm

    Ciao Albino,
    sono da diverso tempo un tuo lettore silente e il tuo blog mi fa assaporare un po’ di quel Giappone che ho avuto il piacere di intravedere solo di sfuggita in poche e brevi occasioni.
    Il ciclo di post che hai in mente di iniziare mi intriga non poco e vorrei condividere con te e i lettori del tuo blog le impressioni scritte da mia moglie (che condivido) – le trovi qui: http://paolabadoino.blogspot.com/2009/05/la-mia-prossima-vita.html -, scaturite dal primo impatto da turisti che ci facemmo durante nostra prima visita di Tokyo.
    Saluti.
    Maurizio

  2. Davide mercoledì 16 febbraio 2011 alle 3:44 pm

    Beh dai però il Buddhone a Kamakura e le ciabattone di paglia appese secondo me è da vedere…

  3. Stila mercoledì 16 febbraio 2011 alle 4:59 pm

    Che. Bello. Questo. Post. Condivido, e il discorso non si limita a Tokyo, secondo me chiunque vada in una città e si limiti a visitare i posti indicati dalla guida turistica non ha capito un c***o. Va bene il museo, va bene il duomo/tempio, va bene la torre panoramica, ma tutto lì? A vedere quel 99% dei turisti che tu descrivi sembra di sì. Immagino che soddisfazione debba essere tornare a casa con qualche centinaio di foto identiche in tutto e per tutto a quelle degli altri 98 pirla che hanno visto le stesse cose e sono stati negli stessi posti dove sei stato tu.
    Traveller, NOT tourist!

  4. Max mercoledì 16 febbraio 2011 alle 6:25 pm

    Ahahaha che ridere la parte iniziale del post!
    Quando io e la Gina ci dobbiamo trovare con qualche amico lei sceglie sempre Shibuya e sempre davanti a quel cane inguardabile.
    … e io mi incazzo sempre come una bestia, lì davanti ormai ci sono più stranieri che giapponesi.
    Molto meglio darsi appuntamento davanti al 109 (detto anche “Il Paradiso della F…!”).

    Ho girato mezzo giappone, in treno, in auto, in autobus. Ho sempre visto le guide turistiche come utili per farsi un’idea degli itinerari, e a grandi linee, perchè mi sono poi reso conto che sono compilate in modo molto superficiale. La lonely planet poi è forse la peggiore delle guide sul Giappone che ho comprato o letto.

    Quest’anno io e la Gina ci facciamo due settimane in Hokkaido, ma la terza torneremo a Tokyo, troppo forte l’attrazione per LA Metropoli che tanto ci ha dato e tanto di diverso ha da darci ogni volta che ci torniamo.

  5. Max Puliero mercoledì 16 febbraio 2011 alle 6:27 pm

    aauhauhauh, sei un ginias! ^^
    ciao!

  6. goguz88 mercoledì 16 febbraio 2011 alle 6:57 pm

    sono grata del fatto che ho visto il Giappone per la prima volta non da turista ma da studentessa che ci ha vissuto per tre mesi… e tre mesi sono pure pochi per apprezzare tutto il potenziale di quel Paese. La prima settimana mi faceva tutto schifo, Tokyo era grigia, incasinata, ” troppo grande, impersonale, e piena di ignorantissimi commessi” come si dice in uno dei miei film preferiti 😛 arrivavo dalla campagna lombarda… poi vivendoci giorno dopo giorno, mese dopo mese, ho scoperto il suo vero aspetto: e fu amore. ❤
    bella Tokyo, bella bella bella ❤ non vedo l'ora di ritornarci

  7. Chiara mercoledì 16 febbraio 2011 alle 8:13 pm

    Aspetto già con trepidazione il prossimo episodio! Sembra infatti che questa serie di post sia stata pensata apposta per me… anch’io come goguz88 mi sento fortunata di aver vissuto il Giappone non da turista, ma da pseudo residente (alien…) anche se solo per 4 mesi. E ancor di più di aver vissuto nella provincia del Kansai.
    Tokyo l’ho visitata in 5 giorni di vento, pioggia e freddo… Non mi è piaciuta per niente e mi sono fatta l’idea che la capitale non rappresenti il vero Giappone. Chiunque mi chieda consiglio su un possibile itinerario turistico in Giappone, invito a passare il minimo a Tokyo e di dedicare più tempo al resto del paese…I gave up on Tokyo, vediamo se riesci a farmi cambiare idea!

  8. Bh3o81 mercoledì 16 febbraio 2011 alle 9:27 pm

    ohhh ecco…in aprile vado 15 giorni in giappone, per la prima volta, aspetto i tuoi consigli 🙂

  9. Zeta mercoledì 16 febbraio 2011 alle 10:33 pm

    Facendo riferimento a un commento sopra…io di Kamakura ricordo solo la festa in spiaggia e le giappine in costume da bagno!! 😀
    Battute a parte…con Tokyo per me è stato amore a prima vista e,a pensarci bene,forse il meglio l’ho visto gironzolando senza una meta per minuscole viuzze.

  10. Alberto mercoledì 16 febbraio 2011 alle 11:01 pm

    Approfitto del commento di Max Puliero sul libro di albino per un OFF-TOPIC clamoroso.
    Ho appena finito di leggerlo e mi è piaciuto molto. Stile inconfondibile, frizzante e moderno come ci ha abituato nei suoi post; storia carina e molto evocativa per chi è anagraficamente omologo all’autore. Godibile dall’inizio alla fine. Spero vivamente che le seguenti attività:
    – lavoro estenuante alla Spectre
    – Metropoli tentacolare ultra-coinvolgente
    – Caccia senza fine alle giappine
    non impediscano al nostro albino di proseguire nella carriera di scrittore. Sarà anche un bravo ingegnere, i treni viaggeranno meglio grazie al suo talento, non discuto, ma forse la scrittura è la sua vera vocazione.
    Vedo che attualmente su amazon.it il libro non è disponibile, ma ordinandolo via mail all’editore e pagando in anticipo, la consegna è gratuita: http://www.alettieditore.it/
    Buon divertimento
    Alberto

  11. Portinaio mercoledì 16 febbraio 2011 alle 11:05 pm

    L’ultima foto è bellissima ahahhahahah Che cosa mostra la ragazza? Un nuovo tampax?

  12. elisa giovedì 17 febbraio 2011 alle 3:16 am

    è un post particolare, ma vero…ma toglimi una curiosità…ma quel cane, chi cazzo è che si fan la foto assieme? (perdonate la mia ignoranza…)

  13. deniz giovedì 17 febbraio 2011 alle 4:21 am

    mi stavo quasi incazzando quando hai iniziato a sparare a zero sui turisti.. 😀 poi ho capito il discorso che stavi facendo…il fatto è che un turista giappofilo infoiato vuole tutto e subito e si perde la magia della città…ma a questo punto di ogni città…vado a berlino 5 giorni settimana prossima e ovviamente andrò a vedere le cose più importanti e avrò poco tempo per vivere la città..idem per chi va in giappone per 3 settimane…sei talmente “drogato” di cose da vedere che tralasci tutto il resto…io mi trasferisco in un quartiere a un’ora da tokyo…proprio per non essere “fusa” dalla città e avere il tempo per vivere con tranquillità il paese senza avere l’ansia di “oddio se non vedo quel posto muoio”….

  14. Falco78 giovedì 17 febbraio 2011 alle 5:20 am

    Condivido ma non so, a me hanno colpito di più Osaka o centri “minori” come Kobe, Yokohama, Sapporo o Hiroshima…
    Ad ogni modo concordo che Tokyo non finisce mai di stupire!

    PS Albì Da Marzo a Maggio sarò anch’io là in Giappone tra lavoro e altro. Come ogni volta è sempre un piacere andare!

  15. Fabiusli giovedì 17 febbraio 2011 alle 6:00 am

    Ooooh. Là. Ad aprile me ne torno in Giappone per portare un gruppo di amici nel bollitissimo tour Tokyo-Kamakura-Kyoto-Nara, il tuo punto di vista mi servirà molto!

    Di solito uso le guide per gli aspetti prettamente “turistici” e mi affido agli amici sparsi qua e là per dei consigli che solo i residenti possono dare. Finora m’è andata piuttosto bene…

  16. i-lorenzo giovedì 17 febbraio 2011 alle 7:16 am

    ciao è da un pò che seguo il tuo blog ed è veramente fantastico, ed ogni giorno aspetto solo che mi spunti l’RSS di google, che tu hai aggiunto un nuovo articolo.
    io non sono mai stato in Giappone, e sinceramente credo di essere uno di quegli sfigati che ha tra i preferiti decine di blog sul giappone (anzi di sicuro lo sono)
    sul fatto che poi una città non si comprende a fondo io lo posso dire con Parigi, ci sono stato con i miei e per i primi giorni abbiamo visto solo i monumenti principali, e non ho amato la città, ma dopo quando gli ultimi giorni li abbiamo passati a fare solo passeggiate, andando anche fuori dai percorsi turistici mi ha colpito dritto al cuore.
    alla fine credo che una città la puoi capire solo nella quotidianità, non con una visita mordi e fuggi

  17. Pingback:Volume 4 – Sotto questo sole « Come sa di soja lo riso altrui

  18. Ramal sabato 7 maggio 2011 alle 7:07 am

    Io sono stata in Giappone 3 settimane fa’ e veramente una ragazza mi ha chiesto di farmi una foto con lei.Io mai chiesto di farmi foto con giapponesi.
    E comunque quei 3 giorni in croce di ferie che danno liì giustamente è bene goderseli al massimo…dato che poi prima di riavere un’altra settimana se tutto va bene si aspetta agosto.Sicuramente per uno che ci vive da anni è facile capire dove andare(visto che anche tu a quanto pare avrai visto cose piu’ scontate all’inizio).
    Comunque,io tutte queste scene strane in Giappone non le ho viste sinceramente.Ho visto parecchia gente depressa e grigia.
    C’è un aspetto solare del Giappone sicuramente,col suo fascino sicuramente,tant’è che ci torno fra due mesi,ma per quel che mi riguarda è un paese dove la gente,non vive bene.Non c’è libertà.O sei nel sistema fino al collo,o ciao.
    Questa è la realtà.
    Un saluto.

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