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La legge di Peter

Avete mai sentito nominare un certo Laurence Peter?

Beh, se non sapete chi sia ve lo racconto io: Peter e’ l’inventore del Principio di Incompetenza (noto anche come “legge di Peter”), secondo il quale “In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza”.

Questa teoria indica la tendenza di ogni azienda dotata di una struttura gerarchica a promuovere il personale in base alla valutazione delle capacita’ dimostrate nello svolgere il lavoro attuale. Dunque, finché un dipendente si dimostra in grado di assolvere il suo compito, questi verrà promosso al livello immediatamente superiore, nel quale dovrà svolgere un compito differente. E cosi’ via, fino a quando il dipendente non raggiunge il suo livello di incompetenza (cioe’ fino a quando gli verra’ chiesto di svolgere una mansione per cui non e’ preparato, o competente), e di conseguenza non riuscira’ ad essere promosso.

Notate una cosa: l’incompetenza non implica che una posizione piu’ elevata significhi per forza avere compiti più difficili da eseguire, o un carico di lavoro superiore. Più semplicemente, secondo questo principio il dipendente ad un certo punto si trova a dover eseguire compiti di natura diversa da quelli svolti in precedenza, e che possono richiedere esperienze o conoscenze che la persona potrebbe non possedere. Guardiamola come una statistica: piu’ vai su nella carriera e piu’ e’ probabile che tu debba svolgere compiti che non sei in grado di svolgere.

Per spiegarmi meglio, vi riporto l’esempio che mi fece il mio vecchio prof. di elettronica applicata quando mi racconto’ la legge di Peter. In fabbrica spesso succede che un bravo operaio sia promosso a caporeparto, posizione in cui non è più necessaria solo la bravura a manovrare un macchinario, ma è indispensabile anche avere la capacità di trattare con il personale sottoposto.Se l’operaio promosso si dimostra incompetente nel trattare con il personale, costui rimarra’ in quella posizione (il suo “livello di incompetenza”), mentre se dovesse dimostrarsi ferrato anche nel trattare con il personale, allora in futuro verra’ promosso, e cosi’ via fino a quando avra’ raggiungento il suo livello di incompetenza.

Perche’ vi parlo di questo? Perche’ stavo pensando all’Italia, e mi e’ venuta in mente la legge di Peter. Di persone che abbiano raggiunto il loro livello di incompetenza ne abbiamo a bizzeffe, a carovane proprio.

Tipo ieri pensavo a Gasparri, il quale dice che dobbiamo iniziare a costruire centrali nucleari. Esatto, nel 2011, centrali che saranno pronte fra un decennio come minimo, proprio mentre l’uranio si esaurisce e tutto il resto del pianeta sta cercando di sviluppare tecnologie sulle fonti rinnovabili, le tecnologie che faranno ricchi i paesi in grado di svilupparle. Ecco, Gasparri credo sia un ottimo esempio. L’uomo ha la maturita’ classica, quindi quando si mette a parlare di centrali ci fa capire di aver abbondantemente raggiunto il suo livello di incompetenza.

E non vogliamo forse citare poi la mia preferita fra tutte, l’emblema italiano della Meritocrazia con la M Maiuscola e in grassetto, la Mitica Nicole Minetti? Grande professionalita’, grande esperienza, grande seno, quindi promossa a consigliere regionale. Ora sono proprio curioso di vedere se ha raggiunto il suo livello di incompetenza, oppure se riuscira’ a cavarsela in quella posizione.

(del Missionario?)

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13 risposte a “La legge di Peter

  1. sirdic giovedì 24 febbraio 2011 alle 12:25 pm

    ahahah 😀
    d’accordo su tutto, a parte che nelle mie vicinanze le persone vengono promosse anche quando hanno raggiunto un ottimo livello di incompetenza.

  2. S. giovedì 24 febbraio 2011 alle 4:24 pm

    Tra l’altro proprio con una rivisitazione del principio di Peter dei ricercatori italiani si sono aggiudicati l’IgNobel del 2010 – categoria Management:
    http://oldweb.ct.infn.it/cactus/peter_principle_sup_material.html

    C’è anche una simpatica applet…

    Ciao
    S.

  3. elisa giovedì 24 febbraio 2011 alle 6:12 pm

    non c’è nulla da aggiungere, hai detto tutto, a parte che in italia, nella maggior parte delle aziende, funziona che piu’ sei incompetente piu’ fai carriera e deleghi tutto ai competenti che non cresceranno mai…hehehehehe

  4. ivabellini giovedì 24 febbraio 2011 alle 8:12 pm

    la posizione della Mona, di qualsiasi Mona femmina è in se la prima di tutte le posizioni 😉

  5. formichina giovedì 24 febbraio 2011 alle 8:37 pm

    E’ facile prendersela con la Minetti, solo perché è stata coinvolta nel Rubygate. In realtà credo sia solo l’ultima ruota del carro: d’altra parte, fa “solo” il consigliere regionale.
    Pensa piuttosto a una Gelmini che parla di meritocrazia e s’è laureata a malapena, ottenendo l’abilitazione all’avvocatura in un’altra città perché era più facile (e ora fa il ministro dell’Istruzione, capito? dell’istruzione!!!), o a un Bertolaso, laurea in medicina sulle malattie tropicali, che è stato a capo della protezione civile per anni… o a un Renzo Bossi messo a capo dell’Expo 2015. potremmo stare qua fino a domattina…

  6. um giovedì 24 febbraio 2011 alle 11:46 pm

    Ma nel caso di Gasparri (personaggio che fa discorsi meno sensati di quelli di Gheddaffi), la posizione precedente in cui ha dimostrato competenza quale sarebbe? La stessa della Minetti?

  7. Lo'oris venerdì 25 febbraio 2011 alle 2:26 am

    La cosa drammatica di questo sistema, è che alla fine avrai tutte le posizioni ricoperte… da gente incompetente.

    Se sei bravo vieni promosso, ed è possibile che tu non sappia svolgere la nuova mansione.
    Se non sei bravo rimani dove sei.
    Se proprio fai cagare (e non sei nel pubblico) al peggio vieni licenziato, non “retrocesso”.

  8. kamamuri venerdì 25 febbraio 2011 alle 3:43 am

    Ah, la legge di Peter è una delle mie preferite da quando me l’ha spiegata mio papà. Mi ha sempre affascinato perchè porta ineluttabilmente tutto ad una visione pessimistica degna di Aka. Il problema ulteriore da queste parti, è che qualcuno non solo arriva alla soglia della sua incompetenza ma riesce a salire ancora un gradino pur manifestando incompetenza e diventando, quindi, ultra-incompetente.

    • Akanishi au Québec venerdì 25 febbraio 2011 alle 12:16 pm

      Nel mio mondo ideale veramente l’incompetente si punisce e poi si auto-destituisce dal livello immeritatamente raggiunto, rovinando giù fino a trovare un posto dove può stare ben al disotto del suo livello di incompetenza.

      Ma non è questo il Giappone adesso che ci penso?

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