Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Nuclearismo 1987 (vs 2011)

Visto che mi si chiama doppiamente in causa, come emigrante in Giappone e come ingegnere, credo sia giunto il momento che anch’io spenda due parole sul nucleare, piu’ che altro per mettere dei paletti e capire dove vale la pena discutere e dove no.

A mio avviso in questi giorni stiamo assistendo alle piu’ svariate forme di cattiva politica e cattivo giornalismo che si possano immaginare. Anzi, sono talmente palesi che la gente se ne rende proprio conto, al punto che tutti (e sottolineo tutti) mettono le mani avanti quando mi contattano per avere informazioni sulla situazione in Giappone, con premesse del tipo “so che in Italia la stampa esagera”, “non so se credere ai giornali”, eccetera. Insomma, siamo alla Sagra della Teoria del Complotto. Beh ma questo, cari signori, e’ perche’ ancora una volta in Italia ci si schiera per tifo calcistico, scaldati dalle varie parti interessate per motivi politici (si pensi a Berlusconi e la politica delle promesse da televendita di Vanna Marchi. Se offri la mountain bike e il set di pentole, la gente smette di porsi domande e ti compra il materasso eminflex, no?), ideologici (se i verdi dicessero che il nucleare e’ minimamente sicuro, che verdi sarebbero?), di comodo (alla destra in generale fa comodo cavalcare il populismo del “abbiamo le centrali ai nostri confini, e paghiamo l’energia alla Francia”, mentre alla sinistra fa comodo cavalcare l’altrettanto populista “no” ideologico di default in stile Cgil-Fiom), e naturalmente di tornaconto economico (pensiamo a questo Casini, genero di Caltagirone, tanto per citarne uno. Ma si potrebbe continuare per ore e ore).

Dall’altra parte del mondo invece abbiamo il Giappone, che produce un terzo della sua energia attraverso centrali nucleari. Anche qui, cazzate a raffica. Nessuno che si abbassi a chiedere il parere di un ingegnere esperto nel settore, giammai. Anzi: all’ingegnere esperto nel settore si porta proprio l’accusa di far parte del settore, di essere nuclearista per definizione e di conseguenza non attendibile. Molto meglio invece affidarsi alle notizie di seconda mano date dai giornalisti, che magari non sanno neanche dire la tabellina dell’otto ma si dilettano in squisite disquisizioni su barre di uranio e isotopi di cesio, radiazioni nell’atmosfera e soprattutto sui sistemi di sicurezza. Poi il lettore medio che ovviamente non ci capisce un’acca legge certe cose, e finisce col capire solo quello che vuole capire. Vien da se’ poi che il problema generato da tanta incompetenza e’ che si parte dalla conclusione e ci si argomenta sotto, senza che nessuno abbia dati incontrovertibili con cui controbattere. Si cerca di dimostrare che le centrali sono sicure per poter dire che si possono fare anche in Italia, oppure al contrario si punta il dito dicendo che non esiste la sicurezza matematica, quindi non si devono costruire.

Io da ingegnere dei sistemi di sicurezza quale sono credo di poter dire la mia, scusate la presunzione ma e’ il mio lavoro. Recentemente sto ricevendo messaggi da numerosi italiani a Tokyo che si stanno facendo prendere dal panico e vogliono tornare a casa. A questi non mi verrebbe nemmeno da rispondere; so benissimo che nel panico non si ascoltano ragioni. Quando frigge il culo non si vuol certo star li’ ad ascoltare lezioni di ingegneria nucleare. E allora, cari compatrioti di Tokyo e dintorni: fate un po’ come vi pare. Fate quello che vi sentite di fare. Tornate a casa da mamma’, o andate in ferie alle Hawaii sperando che il meltdown si sistemi nel giro di due settimane (lol), o andate a rifugiarvi a Osaka, mettete qualche altro centinaio di km tra voi e la nuvola cattiva. Oppure restate qui, come faccio io, che resto per il puro e semplice motivo che a Tokyo non c’e’ ne’ ci sara’ alcun pericolo. Ma come spiegare su questo blog concetti base dell’ingegneria della sicurezza, concetti come come safety integrity, fail safe systems, FMCEA, FTA, eccetera?

Sono discorsi troppo complicati, e io non sono bravo a fare la maestrina. Posso solo rispondere a quelli che chiedono se siamo matematicamente sicuri di essere in salvo. La risposta e’ no, non lo siamo. Non lo siamo come non siamo matematicamente sicuri che il prossimo respiro che faremo non sara’ l’ultimo, che il prossimo boccone che inghiottiremo non ci soffochera’, che la prossima volta che attraverseremo le strisce pedonali un meteorite non ci cadra’ in testa. La certezza matematica non esiste nella vita. Esistono probabilita’, percentuali di rischio.

Ma la questione e’ proprio qui: quale percentuale di rischio siete disposti ad accettare? Ne accettate di altissime quando salite su un’automobile, o peggio ancora su una motocicletta. Lo sanno tutti: il rischio di morire di incidente aereo e’ molto inferiore a quello di fare un frontale in macchina. Eppure la gente ha paura dell’aereo: come mai?

In Australia muoiono in media quattro persone l’anno a causa di attacchi degli squali. Ma pochi si chiedono quanta gente faccia il bagno in mare ogni giorno, in Australia. Mettiamo uno su cento, ovvero duecentomila persone? (stima assolutamente al ribasso, essendo l’Australia un paese dal clima caldo, posto di surf, di pesca, di spiagge). Abbiamo 4 diviso 200.000 diviso 365:diviso 24 viene una possibilita’ ogni 430 e rotti milioni, per ogni ora in cui state in ammollo al mare in Australia. Vi sembra un rischio troppo elevato per un bagno nell’oceano? Alcune italiane che conosco non si azzardavano a mettere un alluce in acqua, nella Gold Coast.

Ma parliamoci chiaro. Siete persone facilmente suggestionabili? Non volete rischiare di beccare la pallina sfigata nel calderone con 400 milioni d’altre? Beh, allora mettiamola cosi’. Analizzate la situazione in maniera razionale, se ci riuscite. Questi attacchi avvengono di regola a certe ore del giorno, avvengono a certe distanze dalla riva, con determinate situazioni di fondali. Avvengono in zone non protette da reti antisquali, avvengono quando una persona di regola sta sanguinando in mare (per ferite da surf, magari). Quindi ecco che anche questi 400 milioni, se sembrano troppi, possono essere ulteriormente ridotti con delle semplici precauzioni.

Questo ci basta per poter dire che siamo matematicamente sicuri di non essere attaccati da uno squalo? No di certo: nella vita tutto puo’ accadere. (puo’ accadere che lasciamo l’Australia per paura degli squali e veniamo attaccati da uno squalo mentre facciamo il bagno a Riccione? Si. Percentuale risibile, bassissima, ma ciononostante non impossibile).

Ora, cosa voglio dirvi con questo discorso? Semplicemente, vorrei farvi capire che in ogni momento che viviamo c’e’ del rischio che succeda qualcosa, per quanto piccolo. Per questo, cari italiani in Giappone: io cosa posso fare piu’ di dirvi che il rischio di una nuvola radioattiva sopra Tokyo e’ inferiore a quello che cada il vostro aereo del ritorno, o che moriate in un incidente stradale con i vostri genitori nel tragitto dall’aereoporto della vostra citta’ a casa? Le domande che dovete porvi sono semplici: quale rischio siete disposti ad accettare? Avete delle basi di dati sicure per dire che qui a Tokyo siamo in pericolo imminente? E se non le avete, cosa vi spaventa di piu’: una terribile nuvola radioattiva sopra la testa, che il malvagio governo giapponese nasconde mettendo a repentaglio la vita di decine di milioni di persone (governo giapponese e parlamento compresi), oppure la prospettiva di esservi fatti un giro inutile all’estero, magari abbandonando il lavoro e/o amici che nel momento del terremoto avrebbero bisogno della vostra compagnia e/o sostegno? Qualsiasi sia la vostra risposta, cercate di ragionare con la testa e non con il culo: solo questo posso dirvi. E magari evitate di procurare falsi allarmi e di innervosire gli amici cercando di portarli a fare le vostre stesse scelte, qualsiasi esse siano.

Tornando all’Italia. Credo che ieri la Bonino abbia ucciso tutti i discorsi quando ha dichiarato che “investire 30 miliardi di euro pubblici per ottenere il 4% di consumo finale di energia tra vent’anni non ha senso economico”. Parole sante: e ve lo dico io, che dal punto di vista strettamente tecnico sono un nuclearista convinto. E infatti qui la questione non e’ se le centrali siano sicure o no: come ho detto prima, le centrali sono sicure. Non c’entrano nemmeno le scorie: in un anno una centrale a carbone inietta nell’atmosfera tanta radioattivita’ quanta quella delle scorie che ci ritroviamo in mano da quella nucleare. No: qui si sta parlando esclusivamente di costi e benefici per il paese. Le nostre centrali non andavano chiuse nell’87, full stop. Ma e’ andata cosi’, e bisogna accettare il fatto che quel referendum ha dichiarato la morte del nucleare in Italia. E’ inutile cercare di recuperare nel 2011, quando il futuro che ci si prospetta e’ oramai rivolto a tutt’altre tecnologie. Quanto uranio rimane nel pianeta non se lo chiedono mai, i nuclearisti del 2011. Probabilmente e’ vero invece che se fossimo rimasti con le nostre belle centrali degli anni ’80, e ne avessimo costruite di nuove negli anni ’90, oggi magari avremmo meno debito pubblico. Quel che e’ certo e’ che a quest’ora ci troveremmo con degli impianti funzionanti, ma saremmo comunque costretti a guardare a nuove tecnologie.

Alcuni hanno interessi economici a costruire le centrali, e’ evidente. Ma trenta miliardi per avere il 4% tra vent’anni: non si farebbe meglio a prendere quei soldi e investirne una parte nella ricerca di nuove tecnologie, mentre destinare l’altra per dare fortissimi sgravi fiscali per le fonti pulite di oggi? Dando 3000 euro a famiglia come incentivo per l’installazione di pannelli, potremmo fornire un milione di case con soli 3 miliardi, alimentando un’economia di scala che porterebbe a ribasso dei prezzi, indotto, aziende, ricerca, innovazione. E soprattutto, a energia veramente pulita da subito, da domani. Altro che a vent’anni, forse, campa cavallo.

Che poi, scusate, ma noi non eravamo il paese del sole una volta?

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81 risposte a “Nuclearismo 1987 (vs 2011)

  1. arisio martedì 15 marzo 2011 alle 4:15 pm

    Una volta, adesso siamo parecchio annuvolato….

    A.

  2. goguz88 martedì 15 marzo 2011 alle 4:24 pm

    meno male che ci sei tu che calmi un po’ la situazione, dai media italiani sembra che stia scoppiando l’apocalisse, ci mancano solo i cavalieri e stiamo a posto.

    cmq sono preoccupata, ma mi fido della tua opinione.

    ieri al tg hanno fatto vedere gli imprenditori e i lavoratori impegnati nel campo del fotovoltaico protestare per i tagli. Siamo l’unico paese al mondo che riesce a far protestare e far perdere posti di lavoro ad uno dei pochi ambiti che dovrebbe crescere.

    ma si, tanto abbiamo ‘o sol, o’ mare…

  3. Atestaingiù martedì 15 marzo 2011 alle 4:35 pm

    Hai detto bene, una volta…

  4. Andrea martedì 15 marzo 2011 alle 5:15 pm

    Io sono pro nucleare ma preferirei di gran lunga che si sviluppasse l’energia solare in Italia come hai detto tu.
    Peccato che recentemente il governo abbia segato le gambe a tutti tagliando gli incentivi quando già molte persone avevano cominciato a muoversi in questo campo.

  5. scm962 martedì 15 marzo 2011 alle 5:34 pm

    Io sto in Italia e non capisco molto di nucleare … ma sono pienamente d’accordo con la premessa sui media Italiani e con la seconda parte del tuo post … I media italiani, quelli di massa, quelli che ti raggiungono come spettatore passivo, non quelli che richiedono o fanno un (pur minimo) sforzo di documentazione, siano funzionali a dibattito sul nucleare italiano quanto chi lo sostiene con argomentazioni altrettanto “ignoranti” per agevolare interessi di lobby se non personali … comunque di pochi.
    Non è certo approfittandosi di quello che accade in Giappone per quanto anche eventualmente statisticamente irrilevante, che si può serenamente ed onestamente ragionare sui problemi di approvvigionamento energetico del nostro paese … continuando ad ignorare le alternative rinnovabili attuali e immediatamente praticabili solo perchè la loro implementazione ha una ricaduta più marcatamente diffusa e di rete … il discorso è complicato e non esauribile in poche righe … Certo che se vogliamo continuare ad usare a poco prezzo tutti i gadget tecnologici che ci alleviano le fatiche quotidiane o che semplicemente ci divertono … dovremmo cominciare a ragionare sui criteri generali di sfruttamento delle risorse energetiche di cui disponiamo … ma occorre uno sforzo culturale … la fatica di conoscere ciò di cui si parla … altrimenti continuiamo a delegare chi poi fa interessi troppo personali …
    Un saluto da Bologna
    Stefano

  6. elisa martedì 15 marzo 2011 alle 5:35 pm

    concordo con cio’ che hai detto, se uno deve aver paura di tutto che si chiuda in casa sperando non gli cada il tetto in testa!
    qui han bloccato incentivi e aiuti vari per i fotovoltaici, dovevano esserci fino a dicembre 2013 ma la settimana scorsa di punto in bianco decidono di stopparli a maggio 2011…una cagata tremenda!

  7. MTismagic martedì 15 marzo 2011 alle 7:03 pm

    Tutte cazzate? spero che almeno un premio nobel come il prof Rubbia sia attendibile…

  8. sincenull martedì 15 marzo 2011 alle 7:09 pm

    09:13
    Mastrogiacomo: “Si ipotizza piano di evacuazione da Tokyo”
    Ancora dalle informazioni di Mastrogiacomo è stato evacuato tutto il personale non necessario dalla Centrale. La nube si sta spostando verso sud- sudest e potrebbe raggiungere Tokyo che si prepara ad un mega piano di evacuazione. La situazione resta difficile e le prospettive incerte.

    Questo signore è il corrispondente di Repubblica, non della Tribuna di Treviso, che al limite potrei anche capirlo, ma di Repubblica…
    Chissà dove le avrà pescate le sue fonti sulla preparazione di questo presunto MEGA PIANO di EVACUAZIONE di TOKYO?

    • Flora mercoledì 16 marzo 2011 alle 1:09 am

      Guarda la risposta te la do con un link:
      http://www.usaid.gov/press/releases/2011/pr110314_1.html
      penso tu sappia leggere l’inglese … comunque te lo riscrivo qui:
      In addition, the USAID DART also includes four members with nuclear expertise from the U.S. Department of Energy, U.S. Department of Health and Human Services, and the Nuclear Regulatory Commission (NRC). These four team members are currently in Tokyo discussing with their counterparts ways the U.S. might be able to assist Japan if needed.
      Non è La Repubblica è il governo americano … esagerati pure loro?

      • mamoru mercoledì 16 marzo 2011 alle 3:25 am

        E questo come lo connetti con l’evacuazione della capitale?

        Sara’ mica che a tokyo ci sono tutte le agenzie governative e magari la sede di tepco?

        Cosa vuoi, che vadano a discuterne a Fukuoka? O magari a Himeji o Kyoto cosi’ si fanno pure un giro….

        • Flora mercoledì 16 marzo 2011 alle 5:58 pm

          Ma forse siete un pò duri di comprendonio, comunque contenti voi …
          L’unità di USAID non interviene per un nonulla come, scusate, a leggere questo blog sembra sia accaduto in Giappone.
          Sinceramente i giapponesi stessi sono molto più “consapevoli” di voi di cosa sta accadendo.
          Ho diversi contatti in Giappone e tutti sono molto preoccupati, molti stanno partendo per i paesi d’origine al sud, stanno lasciando Tokyo, certo non c’è allarme da panico, ma non c’era nemmeno quando lo tsunami ha colpito Sendai, o meglio è stato dato l’allarme solo qualche minuto prima.
          Io non penso che i contatori geiger che misurano radiottività 40 volte superiore alla norma siano anch’essi “esagerati”.
          I giapponesi si coprono la bocca con le mascherine e stanno lentamente abbandonando i luoghi contaminati e voi cosa fate … ridete della stampa internazionale?
          Mah, come ho scritto sopra … contenti voi.

      • mamoru mercoledì 16 marzo 2011 alle 3:27 am

        Ah se e’ per questo la portaerei Ronald Regan e mobilitata da giorni nelle acque jp in appoggio ai soccorsi. Esagerati pure loro?

        • Flora mercoledì 16 marzo 2011 alle 6:21 pm

          Non so se ci fai o ci sei …
          Gli Stati Uniti hanno forze militari in Giappone fin dalla fine della seconda guerra mondiale:
          http://www.usfj.mil/
          La Portaerei Ronald Reagan ammiraglia della 7^ flotta era già nel pacifico.
          La comunità internazionale più numerosa attualmente lì dopo quella cinese è proprio quella anglo-americana.
          Se l’incendio al reattore 4 è stato domato lo si deve all’intervento degli americani, gli Stati Uniti hanno non so quanti cittadini che non hanno ancora dato loro notizie, 17 marines sono rimasti contaminati dalle radiazioni, e anche chi sta intervenendo ora a Fukushima non tornerà a casa sano.
          Pensaci su due volte prima di parlare degli americani!
          E invece di scrivere qui, visto che sei così sicuro che è tutta una montatura, perchè non te ne vai un pò su a Nord ad aiutare quella povera gente così magari ti rendi conto della reale situazione?

  9. Matteo martedì 15 marzo 2011 alle 7:24 pm

    Hai detto bene… Troppi interessi su quei 30 MILIARDI….
    …. Cazzarola …. Sono veramente una valanga di soldi!

  10. Mami martedì 15 marzo 2011 alle 7:33 pm

    Ciao, ho trovato il tuo blog per caso e mi ha fatto molto piacere. Mi tengo informata sulla situazione in Giappone un po’ dai media italiani (anche se non ho mai molta fiducia in loro) e un po’ da quelli giapponesi e devo dire che sono non poco confusa. Chiaramente mi sento più di dare ascolto a un esperto del settore che a un giornalista e leggere il tuo post mi ha molto rassicurato, senza contare che mi trovi d’accordo con te praticamente su tutto.

    Seguirò ancora il tuo blog! Intanto grazie per avermi chiarito le idee e speriamo che il Giappone si risollevi in fretta ^^ (fatto su cui non nutro il minimo dubbio).

  11. π-Admin martedì 15 marzo 2011 alle 7:52 pm

    Il tuo discorso è davvero infervorato e purtroppo si perde sulla questione degli squali e le percentuali. Questo non è paragonabile alla questione nucleare e a scelte riguardo il futuro.
    Da ingegnere va detto piuttosto che esistono molte altre fonti di energia e si spinge solo sul nucleare, perchè? Il nucleare a conti fatti non lo vuole nessuno e a nessuno farebbe piacere avere una centrale vicino casa.
    Se una centrale a carbone immette radioattività quanto delle scorie sono anche d’accordo, ma l’obiettivo non deve essere sostituire una forma di inquinamento con altre, ma cambiare fonti di energia e sbarazzarci di qualunque fonte sporca o con residui sporchi.

    E’ vero che siamo in pericolo ogni giorno, come siamo in salvo allo stesso tempo, che ci sono dispositivi di sicurezza nelle centrali. Ma se per una piccolissima percentuale le cose andassero male (quanto spero non succeda mai) il disastro che si avrebbe è davvero così accettabile da dire che le percentuali erano a favore? Quale altra forma di energia è capace di creare danni di tale portata? Non è davvero deludente sapere che a liberarci dalla schiavitù del petrolio come unica alternativa abbiamo il nucleare?
    ciao

  12. um martedì 15 marzo 2011 alle 8:25 pm

    Concordo completamente con le tue conclusioni e mi domando, ma invece di fare sempre questi discorsi da bar sport intrisi di motivazioni politiche e pieni di NON-ARGOMENTI sulla sicurezza&co, non si potrebbe per una volta lasciar proporre/descrivere le varie opzioni a persone con competenze tecniche e poi decidere in base ai freddi numeri e alle prospettive di sviluppo?

    Il mio banale punto di vista è che questi 10/15 anni sarebbe meglio investirli nello sviluppo di un’industria italiana specializzata nelle energie rinnovabili sostenuta da consumi interni/*export* (no sovvenzioni), non solo per questioni di tutela ambientale, ma semplicemente perchè al momento questa è la direzione in cui molti si stanno muovendo ed è un’area in cui c’è ancora molto spazio per l’innovazione.
    Ci dobbiamo dare una mossa, ma fino a quando si perde tempo con questi discorsi da anni 80 e non si inizia a ragionare seriamente e pianificare…
    Per una volta dovremmo cercare di comportarci di più come la Germania…

  13. um martedì 15 marzo 2011 alle 8:32 pm

    Pubblicata poco fa:
    Due estratti vivi a 4 giorni dal sisma «Italiani, lasciate subito la capitale»

    12:04 ESTERI: bilancio ufficiale delle vittime: seimila tra morti e dispersi. L’ambasciatore italiano: abbandonare Tokyo

  14. ricky bradley martedì 15 marzo 2011 alle 9:45 pm

    Penso dì amarti dopo aver letto questo post.

  15. Kate martedì 15 marzo 2011 alle 10:02 pm

    Una sola nota sul nucleare.
    In italia abbiamo ancora le nostre 4 centrali nucleari.
    Una centrale nucleare non é la lampadina di casa che basta segnere e non funziona.
    Quindi di cosa parlano gli italiani?
    Oggi in bus ho sentito dei discorsi al limite del delirio sulel centrali nucleari e i pericoli a tokio.
    paradossalmente sei piu sicuro piu vicino sei ad una centrale.
    Ok la smetto

  16. Sara martedì 15 marzo 2011 alle 10:42 pm

    Se tu ti trovassi nella condizione di dover andare a Tokyo dall’Italia a fine mese che faresti?

  17. Markus martedì 15 marzo 2011 alle 10:43 pm

    Ti stimo infinatamente Albino, sono parole sante le tue, tutte queste cose i nostri politici le sanno ma il fatto è che prima vengono i loro interessi e poi il bene del paese!!!

  18. Alberto martedì 15 marzo 2011 alle 10:57 pm

    Telegiornale RAI 2 di oggi: parlare di terrorismo mediatico riguardo all’incidente nucleare mi sembra limitativo. Se non seguissi il tuo blog mi sarei fatto tutta un’altra idea. Comunque strano che i telegiornali governativi vadano contro quello che era un progetto del governo cioè il rilancio del nucleare in Italia.

  19. Zeta martedì 15 marzo 2011 alle 11:26 pm

    Pienamente d’accordo con te.
    Albino for president!!

  20. Tonari martedì 15 marzo 2011 alle 11:29 pm

    Com’è stata la schicchera di Shizuoka?

  21. Talon martedì 15 marzo 2011 alle 11:56 pm

    una volta dissi ad un mio prof che si potevano piazzare delle pale eoliche lungo le autostrade, che tanto il panorama è già deturpato che ci vuoi fare?
    Lui mi rispose che si vede che sono di destra, e che non ho pensato alla bellezza del paesaggio.
    Comunque! Tu lo sai quanto uranio ci resta?

  22. Trolley mercoledì 16 marzo 2011 alle 12:26 am

    La presunta “violenta scossa” a Tokyo, è stata una scossa non particolarmente forte durata 5-10 secondi. Sono parecchio alterato, i miei mi hanno chiamato in albergo preoccupatissimi per le radiazioni e il MEGAPIANO di evacuazione di Tokyo, dicendomi di andare subito in aeroporto (il mio volo è comunque domani). Ho dovuto dirgli di si, ma ovviamente vado domani mattina. Ora, non so li in Italia chi continua a dare queste informazioni inutilmente allarmistiche, non ho un quadro completo, di certo vi voglio incitare a boicottare Repubblica.

    • Flora mercoledì 16 marzo 2011 alle 12:59 am

      Ciao, scusa ma permettimi di dissentire, sarai anche coraggioso ma, che la situazione in Giappone sia a dir poco tragica non lo dice solo La Repubblica ma tutti i media del mondo, tranne forse quelli giapponesi.
      Che ci sia un piano di evacuazione di Tokyo non è una burla, tanto è vero che il premier Giapponese ha chiesto l’intervento della USAID (quelli che sono intervenuti ad Haiti per spiegarci) per pianificare l’emergenza..
      Avendo lavorato per il governo americano posso dirti che di solito è prassi evitare che i media diffondano notizie allarmanti che possano provocare il panico e aumentare il numero delle vittime nel caso di catastrofi imminenti.
      La realtà comunque è che nel giro di una settimana nell’oceano pacifico presso l’isola di honshu si sono registrati più di cento terremoti la cui intensità varia da 4 a 9 Richter.
      Che stia succedendo qualcosa di grosso non ci vuole una laurea in geologia o in fisica nucleare per capirlo.
      Il Giappone è molto orgoglioso ma non è preparato e arranca, lo dimostra l’alto numero di vittime, nessuno aveva preparato la popolazione alla possibilità di un devastante tsunami e anche il fallimento totale dell’apparato di sicurezza nella centrale di Fukushima 1 lo ha dimostrato.
      I tuoi hanno ragione ad essere preoccupati e se fossi in te lo sarei pure io a prescindere dall’orgoglio personale.
      Puoi boicottare pure La Repubblica ma almeno loro le notizie le danno per mettere sull’avviso le persone non per nascondere la realtà e lasciare migliaia se non milioni di profughi a patire freddo e fame nel nord del Giappone, dai, e questo non lo dice la Repubblica ma i networks americani (esagerati pure loro) … e poi queste cifre irrisorie sui morti quando solo in una città se ne contano più di 10.000.
      Davvero meglio l’informazione anche se esagerata piuttosto che la mancanza totale di informazione che c’è ora in Giappone … cazzo me ne frega che hanno salvato una vecchia di 70 anni quando chissà quanti altri ne sono morti.
      Per favore la NHK di fronte alle immagini devastanti dello tsunami che giravano per tutto il globo ha continuato per 24 ore a scrivere che i morti in tutto erano 93!

      • um mercoledì 16 marzo 2011 alle 3:22 am

        “ma non è preparato e arranca, lo dimostra l’alto numero di vittime”… scusa Flora… ma come si fa a prepararsi per uno tsunami di questo tipo? Costruisci preventivamente rifugi ovunque? Che tipo di procedure puoi mettere in atto con un preavviso per l’arrivo dello tsunami di *30* minuti?

        Riguardo alla sicurezza della centrale, sarò curioso di leggere nelle prossime settimane il resoconto completo di cosa veramente è successo, come è già stato detto la centrale non era stata progettata per sopportare quello che è successo, fallimento? da valutare.

        Meglio l’informazione che esagera? Come no… preferisco un’informazione che riporti I FATTI, che etichetti i rumors come tali e che approfondisca dettagli più tecnici senza schierarsi. Repubblica e il Corriere si sono dimostrati per l’ennesima volta due quotidiani del cazzo.

        Cosa cosiglierei di guardare per il momento? Al Jazeera, BBC e un po’ meno cnn, opinione personale. Concordo, non NHK.

        • um mercoledì 16 marzo 2011 alle 3:33 am

          E specifico, la questione delle vittime, come si ripete qui sotto, anche a me è sempre stato chiaro quando si riferissero a vittime accertate e quando a stime.
          Non è che la popolazione giapponese sia tagliata fuori dal mondo e gli si possa nascondere la verità eh… anzi, a quanto ho visto su twitter stanno mettendo in dubbio molto più di quello che viene discusso sui “giornali” nostrani (efficacia dei soccorsi, efficacia della gestione dei problemi nelle centrali, sensatezza dei piani di blackout energetico,ecc..), che sembrano interessati solamente al dibattito sul nucleare in italia….

          • Flora mercoledì 16 marzo 2011 alle 8:44 pm

            L’unica esperienza di tsunami che si aveva era quella del 26 dicembre 2004 in Indonesia.
            Sono d’accordo con te non c’è stato preavviso ma c’era e ripeto c’era già stato uno tsunami devastante in Asia pochi anni fa, ora dimmi PERCHE’ l’efficientissimo Giapponese non ne ha tenuto conto?
            In California per esempio, è stato dato l’allarme tsunami immediatamente dopo la registrazione del forte terremoto del Cile e anche dopo questo del Giappone, tanto che sia nelle Hawaii che qui si è provveduto a far spostare la gente uptown.
            L’epicentro del sisma dell’11 marzo era a 130 km dalla costa, viaggiando a 750 km/h secondo i miei modesti calcoli tra la formazione dell’onda e l’impatto con la costa vi erano 20 minuti.
            L’allarme tsunami è stato dato solo 8 minuti prima dell’impatto, doveva essere dato immediatamente.
            Si certo non si sarebbero salvati tutti ma molti di quelli che sono morti avrebbero avuto 12 minuti in più per cercare scampo.
            Non c’era preparazione nella gente, non sapevano cosa fare eppure sono passati 6 anni da quello tsunami in Indonesia e il Giappone, con tutti quei terremoti, poteva pensare che prima o poi sarebbe successo anche da loro, semplice, non ci ha pensato, inefficienza, lassismo?
            Per quanto riguarda la sicurezza nella centrale nucleare anche lì di fronte ad un terremoto di tale intensità e al seguente tsunami non c’era molto da fare.
            Comunque non solo il Giappone ma tutta la comunità internazionale sta riconsiderando la scelta nucleare.
            Sicuramente non si può dire che una centrale nucleare costruita in un luogo fortemente sismico fosse sicura e questo non occorre essere dei letterati in materia per capirlo.
            A prescindere dai dibattiti in corso ciò che resta è che ora milioni di persone in Giappone stanno temendo la contaminazione radioattiva e decine di migliaia sono morti. Very sad … indeed.

            • um giovedì 17 marzo 2011 alle 1:31 am

              Continui a ripetere che non ci sono preparati, e io ti ripeto, cosa avrebbero dovuto fare?
              Questa cosa degli 8 minuti mi è nuova, ma a parte questo a me risulta che la preparazione della gente ci fosse, hanno fatto l’unica cosa che potevano fare, ovvero recarsi nei punti di raccolta designati (e altrove seguire le solite procedure in caso di terremoto).

              Avrebbero dovuto chiudere tutte le centrali? avere barriere alte 20 metri invece di 10? Tappezzare tutta la costa di centri di raccolta antisismici per la popolazione?

              A me non sembra che se ne siano completamente sbattutti il cazzo, per quanto riguarda le centrali si indagherà nelle prossime settimane e tepco per un motivo o per un altro qualche bastonata la riceverà…

        • albino mercoledì 16 marzo 2011 alle 9:05 pm

          Flora, dire che il Giappone e’ impreparato nei confronti degli tsunami mi sembra un po’ forte come cosa. Non so se la stampa da voi l’abbia citata la cosa, ma in Giappone ci sono barriere contro gli tsunami, quella al di fuori dei luoghi del disastro era la piu’ alta del mondo, alta 7 metri. E’ stata spazzata via, certo, ma ha lo stesso attenuato un disastro molto piu’ imponente. Non so se tu sia mai stata in Giappone, ma qua le case sono attaccate le une alle altre, stile Cinque Terre! Per uno tsunami di media potenza senza barriere fare centomila morti sarebbe un attimo! …e non dimentichiamo da chi viene la parola, 津波…

          Ricordiamo anche che all’epoca dello tsunami in Thailandia e’ stato il Giappone il primo a dare l’allarme alle autorita’ thailandesi, ancora prima che l’onda arrivasse a terra. Ve la ricordate questa cosa?

          E concludo: quando e’ arrivato il terremoto gli “allarmi tsunami” sono suonati in tutti i telefoni giapponesi. Nel giardino della mia azienda sapevamo che al largo di yokohama c’era uno tsunami di 50-60cm in arrivo prima ancora di conoscere l’epicentro del terremoto o l’intensita’. E non so se avete notato che razza di ground zero che e’ stata fatta da quell’onda… quanta gente ci viveva li’? 70 mila, mi par di ricordare. Quanti morti?
          Fate la sottrazione togliendo i salaryman al lavoro, tutto il resto della gente si era gia’ messa in salvo, nel giro di minuti.

          • Flora mercoledì 16 marzo 2011 alle 9:46 pm

            No Alberto erano 160,000 abitanti solo nell’arcipelago delle Matsushima, e poi Sendai, Iwaki, Minamisoma, Iwanuma solo per citare alcune delle città colpite sulla costa.
            Ho appena guardato l’ultimo servizio di Good Morning America e non si sa ancora che fine hanno fatto i cittadini americani figurarsi i giapponesi.
            Come fai a dire che tutti si erano messi in salvo, tu li hai visti?
            Li hanno già contati? Se sanno quanti sono i vivi allora basta sottrarli dalla popolazione totale e quelli che mancano o sono dispersi o sono morti ma questo ancora non ci è dato di sapere.
            7 metri di barriera dici? Ma dove? Forse in un porto, sicuramente non in tutti i 300 km di costa che sono stati interessati dallo tsunami.
            Ma si questo non era possibile prevederlo e costruire barriere per tutta la costa giapponese è praticamente impossibile.
            Poi hai detto che l’allarme era di onde alte 60 cm ma l’onda dello tsunami era alta 10 metri, erano di quasi 2 metri quelle che sono arrivate alle Hawaii 6-7 ore più tardi e hanno demolito moli e portato via imbarcazioni.
            La gente non si allarma se dicono che le onde sono di 60 cm ma vedi come corrono quando sanno che arrivano onde di 10 m.

          • john mercoledì 16 marzo 2011 alle 10:46 pm

            Sono perfettamente d’accordo con Flora. Con un disastro naturale di queste dimensioni ci vogliono settimane per accertare danni e morti.

            Riguardo al tuo post: come ti hanno gia’ fatto notare il rischio minimo di fuoriuscite radioattive va pesato con le conseguenze enormi per la popolazione (che riguardano un paio di generazioni di norma). Il parametro interessante non e’ la probabilita’ di un disastro (che francamente non ci dice granche’), ma la probabilita’ pesata con i ritorni negativi (scusa gli anglismi) confrontata con la probabilita’ di un non-disastro pesata con i ritorni positivi.
            Quando ti accorgi che il valor medio (quello che stai calcolando) e’ negativo noti che il gioco non vale la candela (o tecnicamente che non e’ un gioco equo http://www.probabilitytheory.info/content/item/10-fair-or-unfair-games-expectation ).

            • um giovedì 17 marzo 2011 alle 2:13 am

              Ma siamo sicuri che il valore sia negativo *nel caso del giappone*? La loro mi sembra una situazione moolto particolare, altissimo consumo di energia, risorse minerarie inesistenti, posizione geografica particolare…
              Aggiungi a questo il fatto che alcune alternative al nucleare già implementate altrove potrebbero non essere praticabili (e.g. wind farm in mezzo all’oceano? meglio di no…)

  23. Alberto mercoledì 16 marzo 2011 alle 1:26 am

    Albino pensavo che fossi a Tokyo ed invece anche tu sei scappato 😉
    Guarda cosa dice il Corriere.

    http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_15/peppe-pizzaiolo-tokyo-triulzi_911365cc-4f1b-11e0-9fbe-81b04f5e425c.shtml

  24. mamoru mercoledì 16 marzo 2011 alle 1:31 am

    Tokyo non c’entra un cazzo, il problema e’ a nord e la che la situazione richiede il massimo impegno. Lo tsunami ha sfondato i frangi onda subacquei (60m di cemento armato).

    NHK ha sempre dato le cifre CONFERMATE e LE STIME in sede separata, prima di sparare minchiate leggi! NHK ha sempre parlato dei morti accertati e quando le stime sono state CONCRETE le ha date. Poi solo un deficente puo’ credere che vittime ACCERTATE = TOTALI

    Cosi’ come l’agenzia meteorologica ha subito dato l’annuncio di scosse di M7.0 post sisma probabili al 70%.

    E’ per quello che avevano le sirene in funzione, la gente che si concentrava nei punti di raccolta etc. perche’ mancava la preparazione! In Giappone ci sono i centri di prevenzione e si fa addestramento a scuola.

    Tu pretendi un mondo perfetto senza capire che bisogna puntare al fattibile e la gente sotto stress reagisce come puo’, soprattutto gli over 60 che in quelle zone del Giappone sono pure tanti.

    Perche’ 30 mil. di persone sono tantine e per 30 cps di radioattivita’ (quella ambientale normale) non mi pare il caso. Evacuare Tokyo e’ una minchiata, prima di Tokyo c’e’ tutta la prefettura di Chiba se proprio vogliamo sgombrare qualcuno.

    http://giappopazzie.blogspot.com/2011/03/monitoraggio-tokyo-realtime.html

    • Flora mercoledì 16 marzo 2011 alle 9:03 pm

      Insomma forse non ci siamo capiti, l’informazione è importantissima soprattutto in casi come questo.
      NHK, Kyodo ecc. sono gli stessi giapponesi a dire che non hanno dato le giuste informazioni alla popolazione non sono io.
      Se poi si vuole giustificare ad ogni costo il governo giapponese, la TOPCO ecc. beh allora è inutile anche continuare a discutere.
      La TOPCO non è la prima volta che fornisce informazioni errate o lacunose mi pare sia avvenuto di frequente anche in passato.
      Per quanto riguarda l’efficientissimo governo giapponese, si è subito affrettato a ricorrere ai ripari, ovvero a gridare Obama Help Us!
      Mah dalle immagini che provengono dal Giappone (ABCNEWS, MSNBC e CBS hanno inviato in loco il top del giornalismo americano) non sembra che siano morti solo dei poveri vecchietti ma intere città letteralmente spazzate via.
      Se poi quelle città fossero popolate solo da over 60 come alcune località della Florida …
      Comunque la differenza tra morti accertati e morti presunti è vero è palese ma in queste situazioni si DEVE, per rispetto della popolazione anche internazionale (negli USA ci sono migliaia di giapponesi che attendono notizie dei propri cari), delineare la situazione in modo chiaro, non si può a 5 giorni dal sisma non sapere ancora esattamente quanta gente è morta, ferita, dispersa.

      • Flora mercoledì 16 marzo 2011 alle 9:23 pm

        Insomma esiste un’anagrafe della popolazione in Giappone? Va bene che non c’è corrente ma si possono usare i telefoni satellitari.
        I soldati che sono stati mandati in loco e mandano via i giornalisti in malo modo che disposizioni hanno avuto dal governo?
        Perchè nelle cifre si è SICURI del numero dei feriti e dei sopravvissuti ma non si da ancora quello dei morti o dei dispersi … o sì scusate dicono che ci sono qualche migliaio di dispersi.
        Lo tsunami quante città ha spazzato via nel nord di honshu, addirittura un arcipelago di isole che sembra siano state sommerse dalle onde.
        Forse lo sanno bene quanta gente è morta ma per orgoglio (preferisco pensare sia solo per questo altrimenti davvero si dovrebbe pensare molto male del governo giapponese e dei media di quel paese) preferiscono non dirlo, non lo vogliono dire perchè?
        Ve lo dico io. Dire alla popolazione che sono morti quasi in 100,000 e che di molti non si troveranno mai più i corpi, fa più male che lasciare intendere che quei fantasmi che mancano all’appello nelle città spazzate via dallo tsunami non siano in realtà morti ma siano tutti andati a farsi una vacanza!!!

  25. mamoru mercoledì 16 marzo 2011 alle 1:32 am

    mi riferivo a Flora

  26. scm962 mercoledì 16 marzo 2011 alle 1:33 am

    mi permetto di farvi notare che “La Repubblica” parla di forte scossa avvertita ANCHE a Tokio … se è deplorevole una informazione superficiale improntata al sensazionalismo è anche sciocco riportare fischi per fiaschi e poi fare gli scandalizzati.
    Il meccanismo disinformativo è il medesimo … E comprensibile che chi si trova nell’epicentro della crisi (o molto vicino) non abbia la possibilità di vedere le cose e le notizie con sufficiente lucidità …
    Un poco più di attenzione a quel che si dice e si scrive non guasterebbe soprattutto da parte di chi è tranquillo e a l sicuro …
    I media ed i politici in italia stanno lasciando in secondo piano questioni che ci riguardano molto più da vicino (vedi nord Africa)

  27. kamamuri mercoledì 16 marzo 2011 alle 1:47 am

    Mi ero ripromesso di non dire la mia in questa immane catastrofe ma vorrei puntualizzare alcune cose.

    1. Non credo che l’italia sia un paese sufficientemente serio per gestire le scorie nucleari, tante o poche che siano: non riusciamo a risolvere il problema dell’immondizia a napoli figurarsi le scorie. Per non parlare della mafia che butta rifiuti tossici nel loro proprio mare in calabria…

    2. Ieri un tizio del consorzio per il fotovoltaico (quindi di parte…) ha detto che a oggi, con incentivi e tutto abbiamo già installato l’equivalente di un paio di centrali in pannelli. Ora, non so voi ma io ho 300 mq di tetto piatto senza neanche un pannello. Non sarebbe ora di spendere i soldi per questo, piuttosto? Fra l’altro il tipo ha detto che gli incentivi non li paga lo stato ma un ente che si finanzia con una parte delle bollette di tutti (circa 20E).

    3. Una cosa che apprezzo di albino è una certa lucidità di analisi e, viceversa, non lo sopporto quando spara cazzate su cose che non conosce. Eviterò, quindi, di comportarmi come lui dicendo che ha torto sulle percentuali di rischio o sulla radioattività del carbone (cosa ben nota): do per scontato che sappia quello che dice. Il problema, però è un’altro e potremmo chiamarlo la sindrome del 5+1. Per vincere al super enalotto devi imbroccare 1/630 milioni di combinazioni. Un numero nettamente inferiore alla probabilità di essere mangiato da uno squalo australiano. Ciononostante la gente gioca (io no). Perchè? Perchè prima o poi qualcuno vince e potrei essere io. Perchè la probabilità è bassa ma se esce il numero la vita si stravolge completamente. Il beneficio (im)probabile è enormemente maggiore del costo individuale sostenuto. Per le centrali vale lo stesso discorso ma esattamente rovesciato: non solo uno si becca la radioattività a vita (come con le centrali convenzionali), ma nel caso esca il numero “incidente nucleare”, i costi risultano enormemente maggiori dei benefici individuali (cosa che non avviene con le altre forme di energia). E sono costi che permangono a carico di generazioni. Ecco, io non gioco al super enalotto e non voglio giocare neanche alla centrale nucleare. Non mi sfugge l’incoerenza della cosa ma tant’è. Giocare con la statistica è molto pericoloso. La morte è un evento altamente improbabile: ti capita non più di una volta nella vita ovvero avviene DI MEDIA 1 volta ogni 28.470 giorni (e anche meno per le donne)
    Un’ultima nota: in germania si è osservato un aumento di alcune tipologie di tumori in un raggio di 5 km dalle centrali nucleari. Non mi risulta che ci siano dati analoghi per chi abita in prossimità di centrali a combustibili fossili (ma magari mi sbaglio).

  28. Iuna mercoledì 16 marzo 2011 alle 1:59 am

    Ma stiamo scherzando? Come si fa a paragonare il rischio di un frontale (max di morti 1 famiglia) con un disastro nucleare (morte, malattie e deformità tramandate per generazioni, contaminazione di terra aria e acqua per decenni) ?
    Saresti disposto ad accettare una infinitesimale probabilità di rischio che il mondo venga distrutto (ora esagero per far capire i termini)? Penso proprio di no.
    Visto che hai nominato Casini.. proprio lui ha fatto un paragone ridicolo “impensabile rinunciare al nucleare, come se dopo il disastro del Vajont si fosse smesso di fare le dighe perchè sono pericolose”.

    • albino mercoledì 16 marzo 2011 alle 8:12 am

      Una cosa e’ la probabilita’ che accada, un’altra la conseguenza. Ovviamente le misure di sicurezza vengono installate dove le conseguenze sono piu’ elevate.

      Ecco spiegato perche’ i freni della tua macchina non sono ridondanti, mentre quelli dei treni si: perche’ anche a uguale probabilita’ che si rompano (ipotesi), se sono quelli della macchina muore solo uno, con quelli del treno muoiono cento. Le misure di sicurezza sono dovute al rischio che e’ probabilita’ * conseguenza. Chiaro?
      Nessuno ha paragonato l’esplosione nucleare all’incidente in macchina, ma per TE, persona singola, il fatto di morire di esplosione nucleare o di frontale con la macchina LA CONSEGUENZA E’ LA STESSA (=la tua morte), ma perche’ hai paura della cosa meno probabile (=la centrale)? qui sta il controsenso, che evidentemente tu non avevi capito.

      Chiaro adesso?

    • Kate mercoledì 16 marzo 2011 alle 8:18 am

      Senza cattiveria, ma per il tuo ragionamento Iuna nessuno dovrebbe vivere in Giappone oggi.
      Forse ci si dimentica che uno dei pochi paesi al mondo, che sa cosé un olocausto nucleare é il giappone, fino a prova contraria hanno visto esplodere due atomiche neanche 60 anni fa circa?
      Parliamo di contaminazioni deformitá paura di radiazioni?
      Non mi sembra che non ci siano turisti ad hiroshima e Nagasaki?
      E che non usino l’acqua…….

  29. Daniele mercoledì 16 marzo 2011 alle 3:09 am

    sarà, io guardo pochi tg (solo il tg3 che è il più obbiettivo), vedo un sacco di link su FB e in giro per internet.
    Qua si continua a sentire di centrali che esplodono, di contaminazione a 100 km da tokyo.
    Mi sono anche letto tutto il post che hai linkato ieri, e dato che un po’ ne capisco sia di inglese che di fisica spicciola, qualcosa non mi torna… a me inizierebbe a bruciare il culo, almeno un po’; è per questo che non sopporto tutto il discorso pro-nucleare e tutti quelli che lo sostengono. Cacchio se una centrale va in fusione e non riesci più a fermarla (come DI FATTO è successo in Giappone) ci rimettono le penne milioni di individui.
    Ho capito che ci sono N ‘cappucci’ nelle centrali per cui il rischio che si rompano tutti è bassissimo… ma come dice kamamuri io non lo voglio quel rischio sulla coscienza. Se poi uno non la usa, è un altro discorso…

  30. um mercoledì 16 marzo 2011 alle 5:45 am

    Ecco, guardate qui sotto e ditemi voi se questa merda è informazione:
    http://imgur.com/a/Xr4GD

  31. TopGun mercoledì 16 marzo 2011 alle 6:04 am

    Grazie mille per questo post.
    Il corriere parla di “Apocalisse Giappone”……aspettarsi di capire qualcosa solo dalla stampa e dalla tv è come stare fermi in un posto ad aspettare l’apparizione della madonna.

  32. Ramal mercoledì 16 marzo 2011 alle 7:49 am

    Purtroppo l’argomento mi tocca da vicino perchè dovrei venire in Giappone fra circa 3 settimane.Ci sono delle persone importanti li’ per me e ho progettato questo viaggio da un po’.Oggi nuova scossa,ma più bassa.La verità è che un po’ insicura mi sento,ma ho letto parecchio in questi giorni e anche se non capisco una mazza di fisica nucleare,sono almeno giunta alla conclusione che forse non tutto è così drammatico come sembra(soprattutto vedendo i miei amici giappi che non sono così nel panico come sarei io,non so se per stoicismo o per altro pero’).Fatto sta che voglio venire.E’ davvero così folle la mia intenzione?Tra l’altro io arriverei a Tokyo ma poi sarei più a sud a Shizuoka.So che non ci conosciamo,ma seguo il tuo blog spesso e dato che sei li’ da diverso tempo tu che dici?E’ così rischioso venire lì tra 3 settimane?
    Grazie e ciao.Comunque complimenti per le palle quadre(scusa la schiettezza ma non ho trovato altri termini appropriati).Ramal

  33. Trolley mercoledì 16 marzo 2011 alle 9:41 am

    Faccio delle precisazioni perchè ho scatenato il finimondo.
    La mia critica va a Repubblica, per il semplice fatto che suo sito e quello di Yahoo Italia (perchè ho la mail di yahoo, non per altro), hanno riportato notizie esagerate o addirittura false. Andiamo con ordine:
    – Dell’evacuazione di Tokyo su repubblica se ne parla da 3 giorni, come una cosa certa ed imminente, quando le rilevazioni di radioattività a Tokyo (confermate ed ufficiali) sono risibili.
    – Ieri sera il titolone della homepage di repubblica era “VIOLENTA SCOSSA A TOKYO”. Che poi abbiano ritrattato più tardi poco importa, onestamente.
    – I miei ieri erano preoccupati del fatto che, a quanto dicono in Italia, le strade per Narita sarebbero completamente intasate. Sono arrivato da poco a Narita in Taxi, a parte un piccolo incidente nella “tangenziale” di Tokyo le strade erano tutto fuorchè trafficate.
    – Yahoo Italia titola che “la gente sta scappando da Tokyo”. Semplicemente falso.

    Ora, non ho forse ragione ad incazzarmi? Non voglio sminuire la situazione Giapponese per orgoglio personale, che è si estremamente drammatica, ma non come la dipingono in Italia.
    Il mio consiglio è di seguire gli aggiornamenti sul sito della BBC, si attengono ai fatti e riportano testimonianze in maniera molto frequente. E si prodigano anche di smentire le notizie false che circolano (tipo quella della presunta pioggia acida di ieri).

  34. michele mercoledì 16 marzo 2011 alle 10:10 am

    Vivo da anni a Shanghai e ho passato la SARS, concordo sulla inopportuna politica del panico di media e governi, per la SARS morirono un centinaio di persone (in Cina sono un miliardo e tre…), per meningite e altre malattie fantasma causate anche da inquinamento ne muoiono a centinaia ogni anno anche da noi ma non se ne parla. Resta il fatto della gravita’ della situazione attuale, non vorrei che per contrastare il panico e la disinformazione dei media si valutasse per difetto la cosa dicendo che non vi e’ pericolo come mi pare emerga dal tuo intervento primo. Ad ogni modo, io mi auguro che UE e ONU trattino l’Italia al pari di Iran e Nord Corea sul nucleare, perche’ siamo un potenziale pericolo per l’Europa dal punto di vista sismografico, installare centrali da noi e’ pericoloso si, ma soprattutto per la provata e riprovata incompetenza dei nostri politici e per il precedente attuale ormai da 10 anni almeno dello smaltimento dei rifiuti tossici e non, per le eco-mafie e altro, dove metteremmo le scorie, a Positano? E chi costruirebbe le centrali, il suocero di Casini? Visti i risultati delle grandi opere come i mondiali di nuoto, del vertice abortito de La Maddalena,ma soprattutto la nostra indifferenza alla energie che chiamano alternative anche se ormai sono essenziali, come si fa a stare tranquilli che noi ora ci buttiamo sul nucleare?

  35. emiliano mercoledì 16 marzo 2011 alle 12:32 pm

    Guarda, io vivo a Tokyo e qui ho deciso di rimanere. Pur non capendo nulla di nucleare e sicurezza in tal campo, non ho mai avvertito l’esigente pericolo da farmi pensare “ora me ne torno in Italia”. Leggendo il tuo posto ho pensato: “finalmente qualcuno che usa la testa”.
    Spero di poterti stringere la mano un giorno
    Emiliano

  36. Andrea mercoledì 16 marzo 2011 alle 6:31 pm

    Aggiornamento Ambasciata n. 1 di mercoledi’ 16 marzo, ore 10:30

    Avviso ai connazionali
    L’Ambasciata rinnova vivamente l’invito ai connazionali che non abbiano imprescindibili ragioni di restare in Giappone di allontanarsi, in particolare, dalle quattro prefetture colpite dallo Tsunami, la grande area di Tokyo e le prefetture a nord della Capitale.

    —poi dipende cos’è per voi imprescindibile—

  37. calabrescia mercoledì 16 marzo 2011 alle 10:30 pm

    Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno. Mi è piaciuto il discorso in riferimento alla sicurezza del nucleare, ma anche alla sua “inutilità” si proiettato tra 20 anni. Io ho scritto un pezzo simile (ma meno corretto scientificamente) e sono stato quasi fustigato dagli internauti!!! Ecco il pezzo.

    http://calabrescia.wordpress.com/2011/03/13/si-pero-dai-cazzo/

  38. Korman643 mercoledì 16 marzo 2011 alle 10:37 pm

    Che dire – lei ha riassunto in pochi paragrafi quasi esattamente il mio pensiero, e con molfa piu’ autorevolezza si chi ha il volo comodamente seduto in Italia

  39. afo mercoledì 16 marzo 2011 alle 10:50 pm

    E io invece ti dico che il nucleare è completamente instabile (non per sua natura… ma per eventi non programmati come accaduto in Giappone). A Fukushima si parla di 4 reattori, a Chernobyl vi era 1. Pensa agli effetti di Chernobyl moltiplicati 3-4-5 volte. Vale la pensa di rischiare la pelle per un po’ di energia? A te la scelta… (non paragonare le tragedie con eventi prevedibili, per di più su ampia scala).

    Condivido l’investimento sulle fonti rinnovabili (magari ancora da scoprire e perfezionare).

  40. lamponi venerdì 18 marzo 2011 alle 6:23 pm

    Se il 10 marzo 2011 ti avessero chiesto: quante possibilità ci sono che domani si verifichino un terremoto di magnitudo 9, un maremoto ed un incidente ad una centrale nucleare, che cosa avresti risposto?
    Le possibilita erano risibili, ma si è verificato.

    Il futuro non può essere previsto ma è oggi possibile prendere delle precauzioni.Se il terremoto non ha buttato giù le aree colpite ed il numero dei morti è stato “contenuto” è perchè i giapponesi sono stati previdenti ed hanno costruito usando criteri antisismici.

    Quindi in previsione di un eventuale peggioramento sul fronte nucleare, è consigliabile lasciare la zona. Proprio come in previsione di un terremoto è consigliabile costruire abitazioni antisismiche.

    Lo stesso governo Giapponese chiede agli stranieri che ne hanno la possibilità di andarsene, proprio per evitare altre gatte da pelare in caso di peggioramento. I giapponesi si devono occupare dei giapponesi, non degli stranieri. Gli unici stranieri che servono in giappone ora sono esperti richiesti dal governo stesso. Quelli mandati dai francesi, per esempio, che hanno portato le pastiglie di iodio nelle zone di fukushima per prevenire i tumori alla tiroide. O i militari americani che portano viveri nelle zone disastrate.

    Questi sono gli stranieri che servono ora, non quelli che stanno nei loro appartamenti a Tokyo, a consumare acqua, luce e gas quando potrebbero stare da un’altra parte.

    • Tonari venerdì 18 marzo 2011 alle 6:45 pm

      Certo.
      Gente che ha una vita qui, un lavoro qui, magari da anni, con una famiglia, una moglie, dei figli, paga le tasse, dà il suo contributo al Paese, scende a compromessi con una cultura diversa, infine è coinvolta in una crisi, i parenti sono nel panico, lui magari ha il culo stretto, ma non vuole perdere il lavoro e spera che raffreddino presto quel dannato reattore.
      A che cazzo servono poveri immigrati di merda, pelosi barbari occidentali? Tornassero a casa loro. Anzi da domani gli togliemo l’assistenza sanitaria, si curassero a nel loro Paese, i giapponesi devono pensare solo ai giapponesi.

      Pazzesco. Ripeto: Pazzesco.

      • lamponi venerdì 18 marzo 2011 alle 10:00 pm

        Rileggi il mio commento. Non ho mai aprlato di stranieri barbari ma di coloro che sono o non sono utili al momento.
        Se un tuo conoscente venisse operato al cuore in sala operatoria ci staresti tu o preferiresti che ci fosse un chirurgo? Il tuo compito credo sarebbe quello di stare fuori ed assistere il malato dopo l’operazione.
        Quindi, chi ha la possibilità di andare (per es.tutti quelli che non hanno famiglia in giappone, e che magari non parlano neppure la lingua e quindi sono un pericolo per se e per glia altri ) è molto meglio che si allontanino.

        • Tonari venerdì 18 marzo 2011 alle 10:28 pm

          Chi residente in Giappone sta seguendo le notizie nel suo appartamento mentre ruba luce, gas e acqua E’ fuori dalla sala operatoria ad attendere. Ed è anche quello che ha contribuito a PAGARE il chirurgo. Ancora, è quello che, quando sarà finita la crisi e i giornali italiani torneranno a ignorare il Giappone, contribuirà al RIASSESTAMENTO della sua economia (ognuno nel suo piccolo).

          Come vedi non sono solo i tecnici nucleari ad essere utili.

  41. chicom venerdì 18 marzo 2011 alle 8:58 pm

    Buon articolo, buona serie di commenti, buon inizio per discussioni, ecc.. ecc…
    Ma l’unica cosa sensata che mi viene in mente leggendo tutto questo, leggendo in altri siti, su giornali, su riviste, ascoltando radio e televisioni di mezzo mondo è semplicemente una.
    Non abbiamo una risposta ad una semplice domanda: dell’energia se ne fa qualcosa un’umanità che non ci sarà più?
    La questione di fondo è solo una, utilizzare l’energia senza dover rischiare oltre il lecito, e oltre il lecito per me è probabilità di incidenti con elevata mortalità tendente a zero.
    E allora? Allora bisogna chiedersi come fare, cercare… o meglio “impegnarsi nella ricerca”
    Perchè alla fine, cosa se ne fa un morto dell’energia?

  42. Federico domenica 20 marzo 2011 alle 12:33 pm

    Caro Albino,

    sono un prof. di storia giapponese, fuggito negli USA per insegnare: questo solo per dire che conosco il Giappone molto bene e che sono un umanista–quindi di scienza ne so tanto quanto mi hanno insegnato allo scientifico il secolo scorso e quanto leggo ogni mese nello Scientific American.

    Ti scrivo perche’ proprio l’altro giorno, partecipando a un forum italiano, ho difeso esattamente la tua stessa tesi, stesse motivazioni, stessa proposta, stessa logica! E non ti dico quante me ne hanno dette!

    Complimenti per il tuo blog, che ho scoperto da poco ma che leggero’ con piacere d’ora in poi.

    Un saluto,

    Federico

  43. aldo domenica 20 marzo 2011 alle 6:33 pm

    e lo smaltimento dei pannelli? io nn sono del settore,ma ho letto che lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici causerebbe più inquinamento,o materiale pericoloso….definitelo voi in modo piu adatto….è vero o no?
    Su quali energie alternative si orienterebbe? eolica? pannelli?……sento sempre dire ”energie alternative” ma nessuno mi indica una strada,nn dico da percorrere ma almeno da intraprendere.

  44. Michele venerdì 25 marzo 2011 alle 7:05 am

    caro albino, sono d’accordo con te quando dici che il nucleare in italia adesso non ha senso di esistere, ma essendo la mia opinione sul nucleare completamente distinta dalla tua mi sento di togliere l'”adesso” dall’affermazione..ora, io non sono un ingeniere nè un fisico, nè tantomeno vivo in giappone -tema del quale sinceramente preferirei non parlare, essendo stato il detonatore del mio ragionamento, ma non l’oggetto-, ma con l’informazione che si ricava dalla rete sul funzionamento delle centrali, applicato alla fisica basica dello scientifico che riaffiora alla memoria ho fatto un ragionamento sulla condotta energetica dell’italia e del ruolo del nucleare in generale..ho da poco riportato questa riflessione nel blog di calabrescia, la cito con una piccola correzione -l’accorpamento di due messaggi- qui sotto.

    ho letto con molto interesse il tuo intervento, e i commenti lasciati in seguito; tra tutto tre sono stati i punti che mi hanno colpito di più: la comparazione dell’investimento nel nucleare con lo sviluppo tecnologico della nazione, la presunta assurdità dell’abbandono dell’energia cosiddetta fossile e il rimando al disastro del vajont..
    l’italia vuole investire 30 miliardi di euro nel nucleare a fissione: vorrei fare una lettura dell’argomento sulla base dei dati che ho raccolto, e sperodi ricevere delucidazioni e correzioni laddove commetta delle imprecisioni -essendo io solo un profano curioso-.
    a mio avviso stiamo parlando di un ipotetico sviluppo tecnologico del sistema paese attraverso una tecnologia vecchia di 50 anni, che necessita di enormi e costosissime strutture di raffreddamento e contenimento, con una richiesta di acqua impressionante (il 40% dell’acqua consumata dai francesi finisce nel raffreddamento delle centrali), e che necessita di generatori a combustibile fossile (in qualche caso addirittura di una piccola centrale a carbone o gasolio) per assicurare il funzionamento dei sistemi di refrigerazione in caso di avarie; parliamo quindi di una collaborazione tra energia fossile e nucleare (si potrebbe assicurare quest’energia “di emergenza” con altre fonti come il rinnovabile, per esempio?sicuramente sì, ma non si fa, anche nei progetti delle centrali di 4a generazione da me incontrati, si parla di alimentatori a gasolio), quindi già con questo l’etichettamento come “energia pulita” mi lascia perplesso.
    aggiungiamo poi che tutta l’innovazione che si è fatta nel campo del nucleare classico è confinata ai sistemi di contenimento, mentre non si è riusciti a sviluppare un sistema per avere il controllo completo sul processo di fissione dell’uranio, che costituisce il vero pericolo; mi spiego: se il reattore in caso di malfunzionamento semplicemente si spegnesse e l’uranio smettesse di produrre calore, non ci sarebbe mai il rischio di una fuoriuscita del materiale radioattivo, e l’unico effetto sarebbe l’interruzione del flusso di corrente in uscita; al contrario quello che succede è che in caso di interruzione di energia in entrata solo si interrompe il funzionamento delle pompe adibite alla refrigerazione, il nucleo surriscalda, può fondere rendendo inutili le barre di controllo che si interpongono tra le barre di combustibile per limitare il processo di fissione, causando la scopertura del materiale radioattivo, provocando la scissione dell’acqua in idrogeno e ossigeno con conseguenti esplosioni capaci di sventrare la capsula di acciaio e le campane di cemento esterne (esplosioni di gas entrato in contatto diretto con il combustibile radioattivo). nel peggior scenario possibile il combustibile radioattivo può arrivare a fuoriuscire e contaminare direttamente l’ambiente circostante.
    bene, nelle centrali di ultima generazione l’unica miglioria che si è potuta fare è stato l’introduzione di sistemi paralleli di raffreddamento indipendenti in tutto -anche nell’alimentazione, con l’inserimento di ulteriori generatori a gasolio- e inserire il nocciolo in una struttura capace di isolare il materiale radioattivo anche in caso di sversamento.
    ottimo, ma il problema alla base non è stato risolto, non lavoriamo su un terreno sicuro: è un processo che non controlliamo, ma CONTENIAMO..possiamo abbassare la percentuale di probabilità di un disastro atomico, fino a valori infinitesimali, ma non possiamo ridurlo a zero, mentre indubbiamente sappiamo che per quanto alta sia la probabilità di un incidente in machina, la possibilità che questo incidente causi un danno irreparabile per un tempo superiore ai 10’000 anni non esiste.
    in caso di “semplice avaria”, un reattore danneggiato costa così tanto da mettere in sicurezza e rispristinare da rendere praticamente svantaggiosa l’intera centrale, che oltretutto sappiamo essere conveniente solo in tempi lunghissimi (intorno ai 40 anni di funzionamento), e che poi va smantellata, con costi e tempi incredibilmente maggiori di quelli sostenuti per erigerla (le centrali italiane chiuse nell’87 sono ancora in fase di smantellamento); poi ci sono le scorie, delle quali non esiste un metodo di smaltimento, ma solo di stoccaggio: il metodo qui deriso di sotterrarle sotto un monte risulta essere quello più all’avanguardia, almeno fino a poco tempo fa…
    insomma, problemi anon finire per che cosa? un’energia sicura che non fa male alla salute? secondo il kikk studium, un’inchiesta epidemiologica condotta in germania da studiosi indipendenti riconosciuti internazionalmente, non sarebbe così, avendo gli studiosi riscontrato un aumento esponenziale dell’incidenza di leucemia e varie forme di cancro nei bambini sotto i 5 anni; allora per un combustibile economico e di facile reperibilità? nemmeno, l’uranio è un metallo abbastanza raro, si può usare direttamente solo un suo isotopo -il 235-, mentre per gli altri sono necessari passaggi e lavorazioni di bombardamento di neutroni e decadimento in plutonio o altri derivati-;quindi un altro combustibile dalla quantità limitata.
    assenza di alternative? a mio avviso nemmeno questa è una scusa valida: se si invertissero i 30 milardi di euro previsti per le centrali nucleari nel rinnovabile (degeneralizzando: eolico, solare fotovoltaico e non, geotermico, moto delle onde, fenomeni metereologici come i fulmini..ci sono infinite manifestazioni energetiche nella natura che si potrebbe studiare come ricreare o sfruttare direttamente), l’applicazione delle scoperte e/o invenzioni frutto della ricerca, unito ad una politica sensata di risparmio energetico, permetterebbe soddisfare l’intero fabbisogno energetico nazionale -e qui il secondo punto, la “liberazione” dall’energia ricavata da combustibili fossili- ed avere un surplus da vendere all’estero, oltre ai vantaggi che traerebbe essere un paese leader nell’innovazione del rinnovabile, con tecnologie brevettate in italia che potrebbero avere un’applicazione -e un mercato- mondiale.
    siamo inondati dal sole, circondati dal mare, scossi dal vento e con un sottosuolo vivacissimo, ed andiamo a cercare fortuna nel mercato dell’uranio, che non ne abbiamo un tolino.
    e i ricercatori che sperimentano in altre direzioni lo fanno da indipendenti, brevettano all’estero ed entrano in affari oltreoceano, come nel caso della coppia rossi-focardi, un ingegnere e un fisico, che avrebbero messo a punto un “reattore” -dico avrebbero perchè avendo svolto la ricerca come privati per sfruttar commercialmente l’”invenzione”, non hanno permesso un’analisi dell’apparecchio, ma hanno richiesto una serie di misurazioni a fisici indipendenti (peso della macchina a inizio e fine dimostrazione, energie d’entrata, energia in uscita, emissione di date particelle, analisi dei residui ecc.)per dimostrare la validità dell’apparecchiatura- capace di generare 30 volte l’energia immessa per mantenerlo acceso con un minimo consumo di nichel e idrogeno (stando ai dati forniti l’equivalenza energetica sarebbe 1g di nichel=500kg di petrolio)..una delle ipotesi avanzate, anche se con cautela e scetticismo dovuto alla cattiva fama del termine, è che si sia riusciti a produrre una fusione fredda -anche se potrebbe darsi che sia un processo di fusione-fissione, dati gli elementi che si sono ritrovati tra gli scarti (da nichel e idrogeno sono usciti rame, zinco, nichel e ancora altri elementi vicini nella tavola periodica)-, se fosse certo, sarebbe la dimostrazione lampante degli effetti di una politica su istruzione e ricerca scellerata, che spinge, con la benedizione del nostro premier, i ricercatori e più in generale giovani e laureati all’estero.
    fuggiti i cervelli, rincorriamo l’uranio..
    ultimo punto, la diga del vajont: una dimostrazione evidente della disastrosa “componente umana”: non fu una catastrofe naturale o una fatalità, fu il non aver voluto considerare le analisi geologiche della localizzazione, che dicevano chiaramente che stavano costruendo una porta d’acciaio con cardini di burro.
    e adesso stiamo commettendo lo stesso errore con il nucleare, non considerando la posizione dell’italia e l’andamento delle placche continentali europea e africana, che per adesso sono in avvicinamento..siamo la zona più sismica di tutta l’europa, e la previsione a lungo termine è che il verificarsi di terremoti aumenti, e magari vedremo anche degli tsunami nel mediterraneo, prima o poi..non siamo come il giappone, ma se ce la giochiamo possiamo ereditarne i problemi!

    concludo facendo un inciso sella radioattività del carbone: suppongo che sia un dato certo, ma il problema evidentemente è da ricercarsi nella concentrazione della radioattività, e non nella quantità assoluta.
    mi spiego: stufe a carbone nelle case ce ne sono state per anni e anni, ma questo non vuol dire che i bambini sopffrissero di leucemia con percentuali allucinanti, cosa che succederebbe se venissero esposti alle radiazioni di una barra di uranio o di una non meglio definita scoria radioattiva..
    che sia chiaro che non è una difesa delle centrali a carbone, ma tra quelle e le nucleari, se comunque considero che il futuro è il rinnovabile, come tecnologia di transizione preferisco la centrale a carbone..e per favore che lo sia, di transizione!

  45. Lohoris domenica 19 marzo 2017 alle 9:18 pm

    A distanza di 6 anni, questo è tutt’ora un ottimo post.

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