Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Poor thing

Sentite questa. La settimana scorsa in Italia sono stato ad un matrimonio, non so se ricordate. Li’ ho rivisto molti amici e qualche vecchia conoscenza, avete presente no, di quelle che non vedi per anni e ti dimentichi del tutto della loro esistenza.

Come per esempio questa tipa. Quando arriva in parcheggio la vedo scendere dalla macchina e mi parte il flashback nella testa. La guardo senza riconoscerla per un paio di secondi, ma poi mi batto la fronte, ahhhhn! Ma certo!

La tipa e’ un gommone vivente. Trentacinque anni, la mia eta’, e mi sfoggia nell’ordine: culo rifatto, tette rifatte (non confermato, ma le ricordavo piu’ piccole), labbra rifatte, naso rifatto, e poi chissa’ cos’altro. Insomma, labbroni a gommone tipo Francesca Dellera, e occhioni tirati spalancati che mi ricordano terribilmente la deputata PdL Anna Maria Bernini (la quale una volta a Ballaro’ mi ha fatto veramente impressione, era cosi’ tirata che pareva incapace di sbattere le palpebre. Mi chiedo se riesca a farlo solo quando non e’ seduta).

La cosa da ridere e’ che una volta questa tipa non era niente male. Ma poi, vallo a sapere cos’e’ successo, cos’e’ scattato nella sua testa. E’ ricca di famiglia, quindi si puo’ permettere i lussi che vuole, chirurgo plastico compreso. Le sue passioni sono il calcio e i suoi cani, questo e’ piu’ o meno tutto quello che ricordo di lei. Per il resto non e’ altro che una miliardaria che gira in macchinoni nella campagna veneta, e che ho rivisto di sfuggita l’ultima volta in uno dei miei ritorni dall’Australia, anni fa. Di quelle persone dalla vita autolimitata a 100Km quadrati, che ti chiedono “come va in Australia?” con l’occhio vuoto, senza il minimo interesse per quello che gli risponderai.

Mentre guardavo questa tizia ho ripensato al tempo in cui si usciva insieme, piu’ di un lustro fa. Da allora io ho guidato nella notte del deserto australiano, tra canguri e cavalli selvaggi. Ho visto l’alba a Tokyo, fuori dalle discoteche di Roppongi, mentre giappi vomitavano a bordo marciapiedi e i salarymen vestiti di nero andavano al lavoro con la ventiquattrore in mano. Ho imparato a guardare i film in inglese senza bisogno dei sottotitoli, ho partecipato a riunioni aziendali in giapponese. Ho fatto, ho visto, ho viaggiato, ho conosciuto. Sono partito nel mio viaggio che ero un ragazzo di provincia povero in canna, qualche migliaio di euro in banca e una laurea in tasca. Sono tornato da cittadino del mondo, da senior engineer, dopo aver pubblicato un romanzo, ricco di esperienze e con la testa alta di chi ha il tenore di vita che si e’ guadagnato con le sue forze.

Di fronte a me in quel momento, dietro il silicone c’era solo il vuoto pneumatico. La poverta’ di spirito di qualcuno che e’ nato in posizione privilegiata rispetto a me, ma che da li’ non ha raggiunto nulla, ancora ferma da dov’e’ partita. Eppure ricordo che anni prima la invidiavo. Pensavo: cazzo, se avessi i suoi soldi mollerei tutto e mi farei un giro del mondo di quelli che ti fai vedere a casa ogni tanto, di sorpresa, e come sei ricomparso scompari di nuovo, in cerca di nuove avventure. Adessi i suoi soldi mi sarei preso una laurea in archeologia, solo per il gusto del sapere. Come minimo. Altro che SUV e biglietti di Champions League e chirurgia plastica.

Ma quel giorno, mi sono ritrovato a guardarla con la stessa curiosita’ con cui si potrebbe guardare la statua di cera di un dinosauro estinto da milioni di anni. Tira fuori uno smartphone dalla borsetta, sembra un iPhone 3G. Decido di scherzarla un po’, perche’ sapete, la figa della situazione nella mia testa non puo’ non avere l’ultimo modello, di Tutto. Le dico, ironico: “ma come, hai l’iPhone 3? Sei proprio una poveretta eh…!” Come a dire, con tutti i soldi che c’hai, mi sfoggi un telefono vecchio?

Lei mi guarda indispettita, mi dice “ma sei fuori? A me sta troppo sul cazzo l’iPhone, non l’ ho mai avuto e non l’avro’ mai!”. Mai, categorico. Come a dire, io sono avanti rispetto a quelli che hanno l’iPhone. E’ una cosa commerciale, del popolo. E non mi piace, nonono.

In quel momento mi si sono sovrapposte dietro agli occhi una miriade di scene, flashback su flashback. Il mio ex collega cinese che mi prepara la cena, il miglior stir-fried chicken che abbia mai mangiato. Il mio amico di Tel Aviv, ebreo, che organizza una cena e invita un casino di amici mediorientali, musulmani, e l’unico a cui la cosa sembrava strana ero io. Il mio amico americano, ex soldato, che mi racconta di desert storm. Dormire in tre sul divano di un pancabbestia che nessuno conosceva, capitando a casa sua nel bel mezzo della campagna australiana per sentito dire alle tre di notte e bussando nella speranza che qualcuno ci aprisse. La tipa che conosco in disco a Brisbane, dopo cinque minuti mi offre da bere, paga lei, e dopo dieci si alza la minigonna e mi dice “dai, andiamo a casa mia”. Il travestito alto due metri che ficca la lingua in bocca al mio amico ubriaco, all’uscita dalla disco, e lui non si rende conto finche’ un altro non glielo dice. Scendere in spiaggia col surf sotto braccio. La mia amica cilena che mi porta fuori coi suoi amici sudamericani, e si ride tutta la notte, sentendosi uniti nella latinita’. La giappina che scompare a un certo punto, non la si trova piu’ finche’ non ricompare con cioccolata calda e caffe’ per tutti.

Gli alberi di ciliegio in fiore, in una festa di giapponesi in cui si parla solo giapponese. I treni affollati di Tokyo. Il fegato crudo in salsa di sesamo. Le divise da poliziotta sexy in vendita vicino ai biscotti al Donki. La campana del liceo vicino alla vecchia casa, il tipo che era puntualmente in ritardo tutte le mattine e mi passava sotto la finestra di corsa alle 8:45 in punto. Scene da cartoni animati giapponesi, che in realta’ accadono sul serio. Il terremoto a 7.4 della scala Richter capitato ieri sera, ovviamente mentre ero seduto sulla tazza.

Tutte le cose che ho visto, le esperienze che ho fatto, la vita che ho vissuto, la gente stramba che ho incontrato in questi anni. Ma davanti a me, in quel momento, una trentacinquenne bambina, incapace di accettare il suo stesso corpo, che decide a priori quello che si e quello che no; e si scalda per una semplice battuta su un telefonino.

Ho sorriso un po’ malinconico, tra me e me, e sono passato oltre. Abbiamo la stessa eta’; ma avesse visto un decimo di quello che ho visto io, poor thing.

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30 risposte a “Poor thing

  1. Alice venerdì 8 aprile 2011 alle 4:31 pm

    ti adoro. 🙂
    adoro la ricchezza d’animo di chi viaggia.
    ti leggo sempre volentieri!
    buona giornata
    Alice

  2. elisa venerdì 8 aprile 2011 alle 4:53 pm

    ognuno ha una sua ricchezza d’animo, c’è il povero che non ha nemmeno una casa ma ricco d’animo per certe cose, chi ce l’ha perchè ha avuto altre possibilità come te e c’è chi invece è ricco di plastica… 😉

  3. um venerdì 8 aprile 2011 alle 5:49 pm

    Post come questo sono il motivo per cui continuo a leggere il tuo blog la mattina invece di lavorare 🙂
    Povertà d’animo, la peggiore delle condanne che la gente spesso si autoinfligge…

  4. silvestro venerdì 8 aprile 2011 alle 5:56 pm

    questo doveva essere il partito degli uomini nuovi, gli uomini del fare, quelli che con la mentalita’ impenditoriale avrebbero fatto rinascere l’Italia.
    Invece hanno preso la merda della societa’ e dal basso l’hanno portata in alto.
    Ora tutta questa merda ci sta colando addosso.

  5. Davide venerdì 8 aprile 2011 alle 6:02 pm

    Ognuno vive nel mondo che si costruisce dentro alla testa, ognuno costruisce la propria scala di valori in base alle proprie personali esperienze.
    Lei probabilmente sarà andata al club dei gommoni a dire alle sue amiche “Ho visto albino, ha girato un po’ in giro e adesso si crede chissà chi.”
    Ognuno di noi è un universo a parte.

  6. Nemo venerdì 8 aprile 2011 alle 6:17 pm

    Il terremoto a 7.4 della scala Richter capitato ieri sera, ovviamente mentre ero seduto sulla tazza…

    Sei una potenza e te ne vanti pure eh? Dieta con più liquidi e verdure dai.

    😉

  7. vicozzarecords venerdì 8 aprile 2011 alle 6:24 pm

    Io sottoscrivo il commento di Davide! Aggiungo che invidio la tua posizione!!!

  8. Eleonora venerdì 8 aprile 2011 alle 6:34 pm

    anch’io ti invidio molto, spero un giorno ti poter fare un’esperienza simile alla tua… intanto cerco di coltivare la mia anima anche qui, in Italia, lontano dalle bambole e dai bamboli gonfiabili

  9. Alberto venerdì 8 aprile 2011 alle 7:33 pm

    A proposito di Italia, non ci hai raccontato il viaggio di ritorno in aereo. Stavolta niente business class? aneddoti divertenti? o solo tristezza infinita?

  10. Max Puliero venerdì 8 aprile 2011 alle 8:07 pm

    capisco cosa hai provato 🙂 e questo mi fa riflettere.

  11. venerdì 8 aprile 2011 alle 8:38 pm

    Ti leggo da un pò e condivido praticamente sempre la tua visione delle cose, anche in questo caso! 🙂

  12. SirDiC venerdì 8 aprile 2011 alle 8:50 pm

    Non posso che essere d’accordo avendo avuto esperienze simili, ma condivido anche il commento di Davide secondo cui ognuno e’ un mondo a se’. Io comunque preferisco vedere il mondo, e solo per quel poco che ho visto mi sembra di avere acquisito una enorme ricchezza.

    • SirDiC venerdì 8 aprile 2011 alle 8:54 pm

      A proposito, la scena del travestito era davvero agghiacciante. Avrei due domande:
      1) Era veramente il tuo amico? (sai, a volte si dice cosi’ per non dire che l’esperienza e’ stata fatta in prima persona :D)
      2) Come sta dopo la tragica esperienza, chiunque fosse?

  13. Liven venerdì 8 aprile 2011 alle 11:12 pm

    Ahahaha, queste sono quelle cose che tirano su il morale dai!? Guardala dall’altro lato, quando morirà non sarà biodegradabile, alla faccia del polvere eri e polvere ritirnerai 😉 Io non ho visto i tramonti dell’Australia, mi sono limitata a quello di Rimini la mattina dopo il mio diploma, con la mi amica che mi diceva “ma cosa vuoi fare della tua vita?” E io che le rispondevo ” non ne ho idea, ma voglio essere felice!”.
    La mia mamma mi diceva “ma perchè non ti rifai, sei così carina ma hai troppo seno” e io che le dicevo ” voglio che la gente mi guardi in faccia e ci sto mettendo tutto il mio cervello per riuscirci!”, non ho abitato in giro per il mondo, ma me lo sono goduta da viaggiatrice e anche se avevo due lire in più in tasca, mi adattavo a chi c’era con me e non ne aveva neanche uno perchè “è la compagnia che conta!” e me lo ripetevo sistematicamente mentre, terrorizzata dalle dimensioni degli scarafaggi francesi, dormivo in un sottotetto con la bottiglietta del te riempita di lisoformio ( perchè gli scarafaggi francesi sono più schizzinosi di me ;-). La vita non è l’Iphone, non è l’apparire, ma guarda che purtroppo nascere con tanti soldi è un handicap…Finisci per crederci davvero che siano la felicità!!! Ma tu continua a vedere, continua ad incamerare e godere di quello che provi, ci sono persone che anche se sono a Tokio o a Londra non lo fanno ed è questa la cosa triste. Io abito in un paesino, ho una laurea in lettere giurassiche che non mi sta servendo a nulla ma che mi ha fatto amare ogni secondo della mia gioventù… Eppure…Non passa un istante che non mi stupisca di quant’è bella la vita! Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni…Cacchio approfittiamone 😉
    PS: consolati, anche io ho vissuto un bel terremoto, e mi sono presentata in strada con la vestaglia e i calzettoni, con una mezza crisi isterica domandando “ma è scoppiata la caldaia al vicino?”
    Baci
    Liv

  14. Emanuela venerdì 8 aprile 2011 alle 11:13 pm

    eh già, poor thing. all’inizio sta gente mi faceva rabbia, perché sono limitati e si perdono un sacco di cose. poi ho pensato “ma chi me lo fà fare di arrabbiarmi x loro?”. adesso quando li sento parlare sorrido tra me e me e apprezzo ancora di più le piccole esperienze che ho vissuto.

  15. Atestaingiù venerdì 8 aprile 2011 alle 11:54 pm

    Gran post, davvero…

  16. Zeta sabato 9 aprile 2011 alle 1:29 am

    Che invidia.Già riuscire a fare almeno la metà delle esperienze che hai fatto tu mi renderebbe felice.Cmq gran post…come sempre.

  17. cristina sabato 9 aprile 2011 alle 3:11 am

    Non per essere banale e retorica, ma davvero un gran bel post. Davvero.

  18. Daniele sabato 9 aprile 2011 alle 4:18 am

    Mi viene il sospetto che la scossa 7.4 l’hai causata tu dalla tazza!!! buahahaha

  19. deniz sabato 9 aprile 2011 alle 6:25 am

    poveracce davvero…eppure ne è pieno il mondo nè è piena l’Italia (uno sguardo a Montecitorio è di dovere) e non è nemmeno detto che uno che rimane nel suo Paese sia meno ricco d’animo di uno che invece il mondo se l’è girato, basta rimanere coerenti e in pace con se stessi. Se avessi avuto un blog avrei scritto esattamente lo stesso post con le stesse parole ma solo con esperienza diverse (il travione mi manca, così come la tipa che mi mostra le mutande, ma son donna…è più difficile per me!)
    Ho sempre provato rancore verso di loro perchè anche io dicevo “MA CAZZO CAGANO SOLDI E IO CHE ARRANCO CON UN LAVORO DI MERDA MENTRE CERCO DI LAUREARMI”, ma ora che manca un anno alla mia partenza per la grande metropoli tentacolare, li vedo piccoli piccoli e insignificanti…mi fanno così pena nel loro metro quadrato di vita…

  20. Tufano Michele domenica 10 aprile 2011 alle 10:29 pm

    Questo articolo merita più di 5 stelle.

  21. Beatrice Zarroli sabato 16 aprile 2011 alle 3:12 pm

    Non c’entra molto, ma la Bernini a Ballarò aveva lasciato il segno anche in me:

    Comunque bel post, sono cose che penso spesso anch’io di fronte a certe persone. C’è da dire che a volte, quando mi sento giù, magari perchè le cose non sono come vorrei o perchè mi sottovaluto, mi basta pensare per un attimo a un paio di persone del genere che conosco per iniettarmi una bella dose di altissima autostima per quello che ho fatto, per come vivo e per come sono! 😀

    E’ vero, ognuno è un mondo a sè, ma a volte la relatività non è così realtiva! :p

  22. Lo'oris domenica 17 aprile 2011 alle 6:46 pm

    Quando c’è stato il terremoto in Abruzzo pure io stavo cagando.

    (così, per aggiungere quel pizzico di stile)

  23. rob lunedì 18 aprile 2011 alle 8:54 pm

    commento questo post non sapendo bene se verra’ letto dall’autore o meno :
    2 cose :perchè accanirsi sulla povera ragazza ‘rifatta’ ? okay ognuno vive nel suo mondo e magari lei è contentissima e piu’ felice di te , ma non sembra piu’ probabile
    che tutte quelle operazioni chirurgiche non necessarie non siano il lato manifesto e visibile di qualche seria sofferenza psichica della nostra eroina , o comnque di una qualche sua perversione coatta da cui non riesce a uscire’? con la tua uscita provacatoria non sembri mostrare nessuna pieta’ umana per lei ma solo odio e risentimento (eccessivo?) cosa che è evidente anche in questo tuo post che è uno sfogo in sostanza…

  24. rob lunedì 18 aprile 2011 alle 8:56 pm

    Poi dici che la tua vita è stata molto piu’ ricca di quella della povera rifatta : si potrebbe dire pero’ che numerose modificazioni e tormenti a cui a sottoposto il suo
    corpo sono (mettendo da parte il possibilie lato patologico della cosa) un avventura a suo modo interiore e personale non da meno delle tue numerose e interessanti avventure di cui ci fai partecipi

  25. rob lunedì 18 aprile 2011 alle 9:02 pm

    Infine sulle tue avventure erotiche : Dalle tue foto di vede chiaramente che hai la fortuna di essere molto bello (e dal vivo magari anche di piu’ ) aggiungiamo a questo il fatto che dimostri di essere brillante e dalla battura pronta…non ti occorreva certo andare in australia per sollecitare violentemente il desiderio femminile…forse bastava andare a padova , a verona o a milano per andar lontani…storie come quella della gonna con sotto niente ne ho gia’ sentite riferite a uomini molto belli come te…
    Poi certo la cultura anglosassone è molto piu’ aperta e senza tanti complessi riguardo al sesso e all’esplicitness (ah ah ) e te ne sarai accorto…ma ripeto tu sei uno a cui le ragazze si straperebbero gli slip anche in veneto…

  26. rob lunedì 18 aprile 2011 alle 9:04 pm

    pardon typo e tutto ovviamnete..

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