Alle porte di Tannhäuser

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L’ingegner Della Noia e i requisiti climatici

Ieri si parlava del posto perfetto dove vivere, quello che abbiamo chiamato (plurale maiestatis, modestamente) il Graal del Viaggiatore. Questo nome non e’ stato scelto a caso: la parola “graal” non e’ stata usata solo perche’ fa figo, ma anche e soprattutto perche’ ci vuole dire che il posto perfetto e’ un po’ come la ricerca di una chimera, di un sogno, un eldorado che in fondo non sai nemmeno se c’e’, ma vale comunque la pena di cercare. Quel “Viaggiatore” invece sta li’ a dirci che stiamo parlando di emigranti, di gente in viaggio, di persone che stanno sognando o cercando piu’ o meno attivamente il luogo ideale dove passare il resto della loro vita.

Con questo naturalmente non voglio insinuare che siate delle persone piatte e senza sogni se per caso vivete nel paese dove siete nati e ci state alla grande tipo cozza sullo scoglio: anzi, al contrario, forse siete voi i piu’ fortunati di tutti, perche’ il vostro Eldorado, il vostro Graal l’avete gia’ trovato, ce l’avete sotto il culo. E allora diciamolo: questo post si rivolge a tutti gli altri, alle anime in pena, ai Viaggiatori, a quelli che sognano di vivere in uno chalet in Canada piuttosto che in una baia in Messico, piuttosto che nella city di Londra o nel deserto del Gobi. Dunque, patti chiari e amicizia lunga: il primo che commenta “io a casa mia ci sto benissimo” viene buttato nella casella dello spam, perche’ questo post e’ per i Viaggiatori, non per quelli gia’ a posto. Capisc’?

Ma allora, qual e’ questo fantomatico posto ideale? Risposta banale quanto azzeccata: il posto ideale e’ il nostro Sogno. E’ il posto che vogliamo noi, e’ la cosa piu’ soggettiva che ci possa essere. Ecco quello che forse e’ l’unico modo per essere felici, e forse l’unico punto in comune tra chi ha il tarlo del viaggiatore e chi non ce l’ha: si e’ veramente felici quando si soddisfa il proprio libero arbitrio. Perche’ in fondo i nostri sogni sono nostri, e allora se il tuo sogno e’ quello di lavorare le tue otto ore in fabbrica e vivere una vita senza problemi a due chilometri dai tuoi va bene, e’ la tua decisione, fallo e sii felice; mentre se il tuo sogno e’ quello di andare a fare il missionario in Africa, Ok: e’ il tuo sogno. Ma se il missionario non puo’ partire per problemi di famiglia, e l’operaio deve emigrare perche’ dove vive lui non c’e’ lavoro, ecco che viene a mancare loro la liberta’ di scelta, non possono inseguire il loro sogno.

E io? Io sono liberissimo, fortunatamente, non per nulla sono qui a parlarvi della ricerca del mio Graal. E come tutti i Viaggiatori ho i miei gusti, le mie preferenze, ed il tutto e’ una cosa squisitamente soggettiva. Un esempio? Nel post precedente Liven scriveva di venire da un posto fantastico, un lago bellissimo immerso nella natura, pieno di locali e negozi, ecc. Ecco, quello magari e’ il suo graal, ma puo’ essere anche il mio? Direi di no: bellissima l’idea di vivere in un piccolo paradiso del genere, ma io in un posto cosi’ ci andrei in vacanza: dopo aver vissuto nella Metropoli Tentacolare credo che molto difficilmente potrei accontentarmi di vivere in una citta’ priva per lo meno di una manciata di milioni di abitanti. Poi con l’eta’ questa mia idea magari cambiera’ (me lo auguro), ma ora come ora se mi mettete in riva al lago io dopo tre settimane vado in comune a cambiarmi il nome in Massimo e il cognome in Della Noia. Piacere, Ingegner Della Noia: suona anche bene (questo a meno che non mi trasferiate Roppongi e Shibuya in riva al suddetto lago, beninteso. In quel caso ne possiamo riparlare, nda).

Ma allora, quali sono i miei (ma anche i vostri, ve lo chiedo: rispondete nei commenti please) paletti, i miei requisiti? Da dove iniziamo a cercare il Graal del Viaggiatore di albino?
Beh, visto che ne parlavamo ieri, io comincerei dal clima. Io che ho sperimentato la nebbia padana ma anche la primavera-estate eterna, a Brisbane in Australia, che idea ho? Beh, innanzitutto, sappiatelo perche e’ cosi’: odio l’inverno. E me ne sono reso conto soprattutto qui a Tokyo, dove praticamente nell’arco dell’anno gli zero gradi non si toccano mai. Ma solo l’idea di passare anche solo due, tre mesi l’anno con temperature sui cinque gradi, che implicano freddo, grigiume, piumone, mattine in cui ti devi fare del male fisico per uscire dal tuo letto caldo… no, grazie. Quindi: primo requisito: il graal di albino ha temperatura minima invernale superiore ai cinque-dieci gradi, e soprattutto un inverno il piu’ corto possibile.

Secondo requisito: l’inverno comunque lo voglio. Deve esserci. Ho vissuto per anni in una citta’ dove durante il cosiddetto “inverno” vai comunque al lavoro in maniche di camicia, e vi posso assicurare che alla lunga stanca. Dopo un paio d’anni viene voglia di mettersi qualcosa di pesante addosso, di imprecare per il freddo, di stare con la copertina sul divano, fare il fumo con la bocca, entrare in un locale riscaldato, bere una cioccolata calda. Ma soprattutto: senza inverno non c’e’ primavera, senza un po’ di freddo non c’e’ neppure la gioia nel vedere le belle giornate. Quindi, un po’ di inverno e’ OK, ma senza esagerare.

E con questo direi che per oggi e’ tutto, nel prossimo post continuiamo con la descrizione del graal di albino. Perche’ ne mancano di particolari, oh se ne mancano.

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13 risposte a “L’ingegner Della Noia e i requisiti climatici

  1. Akanishi au Québec martedì 26 aprile 2011 alle 12:05 pm

    Io a casa mia stavo benissimo!

    …anche dopo esser tornato dalla metropoli tentacolare. Forse perché i tentacoli non mi hanno mai tenta[cola]to piu che tanto.

    Cmq l’inverno a Tokyo non mi finiva mai, sarà stata un’impressione mia.

  2. Daniele martedì 26 aprile 2011 alle 6:56 pm

    Uno pensa Svizzera e si immagina i prati verdi, i laghetti e le montagne. Attualmente mi trovo in un appartamento ad un paio di centinaia di metri da una stazione di smistamento ferroviario, oltre la quale c’e’ l’autostrada. Prima mi trovavo in un Posto Perfetto, in riva al lago, col panorama spettacolare. Poi il vicino tirava lo sciaquone e la poesia finiva giu’ nello scarico. Per non parlare delle piastre elettriche montate male che facevano saltare la luce ogni due per tre.

    Insomma il mio problema attualmente e’ limitato qui intorno alla regione in cui mi trovo. Finito questo contratto pero’ non escludo di andare ad esplorare altri climi, la Svizzera promette molto nell’immaginario collettivo, ma mantiene solo in parte.

  3. Luca martedì 26 aprile 2011 alle 9:17 pm

    Io invece nel freddo e nel grigiume invernale ci sguazzo, ho vissuto per 6 mesi a Lille, dove il cielo va dal grigio chiaro al grigio topo. A parte la depressione iniziale, dopo un po’ mi sono abituato…non nego però che al ritorno in Italia sono rimasto sorpreso nel vedere che il cielo potesse essere azzurro…insomma, a me va anche bene l’inverno freddo e grigio, però qualche con qualche spiraglio di azzurro ogni tanto

  4. Liven martedì 26 aprile 2011 alle 9:35 pm

    Hai ragione, in un posto come il lago probabilmente ti annoieresti e non credo che esistano neanche possibilità lavorative per uno come te ( i treni sul Garda a malapena ci sono) come allo stesso modo io diventerei una serial Killer ad abitare in una città come Tokio…

  5. Max martedì 26 aprile 2011 alle 9:42 pm

    Bel post.
    Anche io vorrei provare a muovermi ancora, vista anche la mia giovine eta… Ma qua sto bene, sto veramente bene, e l’idea di cambiare mi spaventa, qua ho mediamente quello che ho sempre desiderato e per il lavoro che faccio Tokyo e’ un po un punto di arrivo.

    Albino, ma tu dal punto di vista prettamente lavorarivo ti senti soddisfatto qua?

  6. elisa martedì 26 aprile 2011 alle 10:05 pm

    io ancora non ho ben capito se qui ci sto bene o se me la faccio andar bene, ad ogni modo io odio l’inverno, il freddo, l’umidità sia invernale che estiva, quindi dovrei cercare un posto dove il freddo non esista…ma poi ci starei veramente bene o no?

  7. Bea martedì 26 aprile 2011 alle 11:13 pm

    Dopo aver constatato che l’assenza del mare per me è abbastanza pesante, dico che deve esserci il mare. E il sole accecante. Con la spiaggia ovviamente. Città tipo Trieste o Ancona per me non hanno senso: c’è il mare, ma non puoi andare in spiaggia. Ma sarebbe comunque meglio di una città completamente senza.
    Poi il clima deve essere estivo. Io sogno i 29 gradi costanti, ma natale senza inverno…ecco! Inverno molto corto, estate lunghissima e mezze stagioni irrisorie (già non mi piacevano prima, ma adesso che vivo qua in Giappone la primavera ho inziato davvero ad odiarla!). La città deve essere una città, i paesi mi piacciono, ma non so quanto resisterei. Ma allo stesso tempo deve avere degli spazi a misura d’uomo: spazi singoli di un paese e struttura e servizi di una città (in questo Tokyo è insuperabile).

  8. Zeta martedì 26 aprile 2011 alle 11:44 pm

    Il posto ideale non esiste.Poi va beh puoi trovare un posto dove stai bene,ma quello dipende da tante cose.Dipende da te,da quello di cui hai bisogno in quel momento e anche un pò dai posti dove hai vissuto prima.Per esempio io che sono cresciuto in mezzo al nulla della pianura padana,nella campagna di una frazione di 100 persone di un comune di 2500 abitanti,a mezzora minimo di macchina da qualsiasi cosa,in una provincia con pochissimi locali adesso avrei bisogno di una metropoli.Un pò di movimento,gente,cose da fare,un locale nuovo ogni sera,cose così.Certo poi naturalmente dopo un pò le necessità cambiano,mi stancherò del trambusto della metropoli e vorrò fuggire in una chalet in Canada…
    Alla fine ognuno è libero di scegliere dove andare a vivere,quando andarci e quando cambiare di nuovo.

  9. Daniele mercoledì 27 aprile 2011 alle 2:32 am

    Inverno si, inverno no! la terra dei cachi! hahahha

  10. rob mercoledì 27 aprile 2011 alle 7:09 am

    insomma ci si muove piu’ per noia e non sopportazione di qualcosa che per piacere
    (il clima dell’austrialia era apparentemente perfetto e migliore di quello del giappone)
    secondo me è molto vero e vale per tutti

    poi probabilmente del clima (per lo meno per chi non ci è abituato dalla nasciata)la cosa piu’ noiosa come ha avuto modo di notare tu è la persisteza la non varianza

  11. The Witch Of Oz mercoledì 27 aprile 2011 alle 10:47 pm

    ecco. per tornare al mio commento fatto sul post precedente, essendo anche io alla ricerca del mio graal, posso dirti con sicurezza che è anche un mio primo requisito.
    Napoli ha un clima splendido, quindi per cui, come dicevi tu, uno cerca di meglio se proprio deve cambiare.
    Liven, per amore si fa questo ed altro purtroppo. e io spero quindi vivamente di stabilirmi prima e trovare l’amore poi 😉 non vorrei proprio avere influenze di nessun tipo nella Mia scelta della città perfetta, you already know 😛
    Albino, io Brisbane e Cairns le ho escluse praticamente per lo stesso motivo tuo.
    In principio stavo pensando di farlo li il mio postlaurea, alla sunshine coast university, poi ci sono andata ed ho cambiato idea…
    Troppo piatto il clima, non c’è cambiamento…poi sono troppo piccole e c’è troppa poca gente per me 😛
    Melbourne d’altra parte per me sarebbe perfetta, tranne che per l’escursione climatica nel giro di 10 minuti di: pioggia-sole con 20 gradi- nuvolo con pioggia- sole con 10° e vento. -.-
    Per il resto ha l’inverno sui 7-12 gradi come la mia napoli e l’estate calda…(mi hanno detto sui 40 gradi anche ma non sono rimasta tanto da verificare.
    Sydney: temperature più miti e meno mutevoli di Melbourne.
    Al momento la sfida del clima la vince lei.
    Ma… ci sono poi gli altri fattori “graal” a parte quello del clima… e aspetterò i tuoi prossimi articoli per discuterne 🙂

  12. Eleonora giovedì 28 aprile 2011 alle 9:28 pm

    Il mio unico requisito è questo: deve essere Londra 🙂
    sono poco flessibile su questo punto XD

  13. Pingback:Il quarto protocollo « Come sa di soja lo riso altrui

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