Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Il Terzo Comandamento

Oggi non so da dove cominciare. Forse dovrei dire prima di tutto che questa serie di post mi cade a fagiuolo per evitare di concentrarmi sulla situazione italiana, dove e’ meglio se sto zitto o mi tacciano di comunismo, a me.

E allora per evitare questi discorsi partirei dal notare come ieri vi siate sbizzarriti nell’elencare tutte le citta’ spagnole possibili, immaginabili, nonche’ presenti, passate e future. In effetti, capisco che sole + mare + vita… beh: viene in mente la Spagna (lo confesso, c’avevo pensato pure io, ma solo a Barcellona). Forse e’ anche un luogo un po’ esotico e vacanziero, per quello mi avete inserito citta’ come Malaga o Siviglia che, francamente, non definirei delle vere e proprie “metropoli”. Forse ieri avrei dovuto darvi un numero piu’ che una descrizione, dire – che ne so – che voglio stare in una citta’ la cui popolazione superi i tre milioni di abitanti. Tanto per tagliare la testa al torero.

Comunque sia, ieri ho letto anche altri posti che mi sembrano adeguati. A parte la sempre presente Australia, con Melbourne e Sydney, ho letto di Roma, San Francisco, Lisbona, San Diego, Buenos Aires, ecc… pure Rio de Janeiro, la quale purtroppo mi fallisce il requisito sull’inverno.

Mi sembra ci stiamo facendo un’idea, quindi procederei subito con il terzo requisito. Ricapitolando, nel primo abbiamo definito il clima di questa fantomatica citta’-graal: vogliamo quattro stagioni, ma l’inverno lo vogliamo il piu’ corto e mite possibile. Nel secondo abbiamo definito la struttura e la geografia della citta’: vogliamo una metropoli medio-grande affacciata sul mare. Ora, nel terzo, definiremo lo stile di vita del Graal del Viaggiatore di albino.

Primo: voglio un posto dove ci sia una cultura del lavoro che potrei definire di stile "anglosassone", anche se non vorrei fuorviarvi con questo. Voglio una cultura del lavoro dove sia data importanza all’individuo piuttosto che all’azienda, e dove soprattutto valga una vera e sana meritocrazia. In altre parole, voglio una citta’ in cui io abbia qualche possibilita’ di trovare il lavoro che dico io. Anche per questo ho bisogno di una metropoli: non credo che a Malaga in Spagna ci siano molte posizioni aperte per ingegneri ferroviari, al momento. Soprattutto quando uno cerca di lavorare per multinazionali di una certa grandezza.

E il lavoro che dico io e’ un lavoro che paga bene, che offre prospettive di carriera interessanti, che offre possibilita’ di viaggiare. Un ambiente giovane in cui fai carriera se sei bravo e non se lecchi il culo o se sei un “anziano”. Un ambiente in cui, ripeto, l’individuo e’ messo al centro dell’attenzione: quindi non certo situazioni come qui in Giappone dove se timbri alle 8:31 ti tolgono mezza giornata, ma piuttosto come in Australia dove non vai a “chiedere” le ferie, ma vai a “comunicare” che vai in ferie.

Secondo: voglio una citta’ in cui la cosiddetta “classe media” viva bene. In Italia, ad esempio, nell’ultima generazione la classe media e’ stata annientata. In Italia o hai i soldi e giri in Cayenne, oppure sei piu’ o meno precario e fai fatica ad arrivare a fine mese. Mentre invece uno stile di vita di mezzo tra questi due ho paura che in Italia un lavoratore dipendente se lo sogna, a meno che non faccia il politico o non abbia mansioni da dirigente (ovvero a 50 anni).

Poi c’era anche un terzo punto, ma scrivendolo mi sono reso conto che non e’ un punto, bensi’ un altro requisito. Lo sviluppero’ meglio, ma nel prossimo episodio.

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22 risposte a “Il Terzo Comandamento

  1. Atestaingiù giovedì 28 aprile 2011 alle 3:22 pm

    E qui se ne va via un altro bel pezzo del pianeta…
    San Francisco come la vedi? In fondo a gennaio sono 9-10 gradi, o e troppo?

  2. rob giovedì 28 aprile 2011 alle 4:19 pm

    post che merita 7stelle…insomma dovevi escludere roma che ‘sarebbe’ tanto un bel posto ma…purtroppo non lo è …
    Il day off ci sara’ in brazil e argentina ? I guess so… Le ferrovie in argentina e brasile non ci sono o sono sottosviluppate pero’ Fiat (azienda orrida) in sudamerica va’ molto bene…san franciso temo non vada bene ,non è una citta’ produttiva , a parte essere la capitale della gay culture .

  3. rob giovedì 28 aprile 2011 alle 4:23 pm

    8:31 ti tolgono mezza giornata: mi aspettavo qualcosa di tremendo da parte dei giapponesi…se non altro non fanno differenza tra executive e formichine…comunque ‘sti cazzi’

  4. Molly M. giovedì 28 aprile 2011 alle 4:54 pm

    Lascia perdere Roma, non è una metropoli è solo un gran casino. Dovresti avere un salario talmente alto da poterti permettere un elicottero, è l’unico mezzo di trasporto per evitare ore di traffico!

  5. Chiara giovedì 28 aprile 2011 alle 6:03 pm

    Nuova Zelanda….Auckland? Anche se non ci sono mai stata….

  6. Liven giovedì 28 aprile 2011 alle 9:40 pm

    Uff come sei difficile! Pensavo ti ci volessi ritirare in vecchiaia 😉
    Mi fermo a città con al max 2mil di abitanti mi dispiace. Ci sarebbe Oporto con un distretto d’ingegneria della madonna ( ci abita un amico ingegnere che vive da Dio, si diverte un mare e lavora anche alla stragrande, ma lui è meccanico) ma dovresti convertirti “al non ferroviario” e cmq rimaniamo su città “medie”.
    Le metropoli in generale non mi piacciono, sopporto a malapena Parigi perchè ha dei negozietti deliziosi e va bhè Londra…ma lì gioco in casa.
    E poi ho una laurea umanistica ( da te simpaticamente vituperata), non ho mai cercato lavoro come ingegnere…mi risulta lievemente difficile dato che abbiamo gusti agli antipodi. Ma chiederò per il requisito num3, dato che TUTTA la mia compagnia è composta da inegneri ( accerchiata-.-!)

  7. ivabellini venerdì 29 aprile 2011 alle 1:39 am

    mi piacerebbe sapere come mai ti affanni tanto a cercare un posto ideale, tanto dovunque andrai perchè ci devi andare, in un modo o in un altro…t’ ha mai detto niente la parola destino?

  8. laura venerdì 29 aprile 2011 alle 4:09 am

    Albinooooo vieni a Barcellona!
    ha tutti i requisiti che hai detto finora… compresa la meritocrazia, e ti parlo per esperienza. Almeno, molto più che in Italia sicuro.
    E in Spagna c’è l’AVE, che ai nostri Eurostar gli mangia i risi in testa!
    L’unica cosa, gli stipendi spagnoli sono mediamente bassi… pure quando sono alti. Però appena prendi un po’ sopra la media, vivi bene e ne avanzi pure.
    Se ti servono più info, a disposizione 😉

  9. The Witch Of Oz venerdì 29 aprile 2011 alle 5:26 am

    Secondo questi requisiti direi San Diego, L.A., Barcellona, Melbourne, Sydney.
    Che poi, sono anche le mie. (sempre perchè i criteri miei e tuoi sono piuttoto simili) 😀

  10. The Witch Of Oz venerdì 29 aprile 2011 alle 7:31 am

    Trovata l’alternativa!
    Istanbul!
    sul mare, 12mln di persone, cibo buono, temperature miti ma stagioni che esistono, vita notturna, paese in espansione, cultura a gogo 😀

  11. elisa venerdì 29 aprile 2011 alle 9:31 pm

    anche a me è venuta in mente san diego…non so perchè, sarà perchè ieri sera ho visto un documentario su quella città (ma ovviamente poi ho preso sonno, ripeto, odio le grandi città)…per il resto per quanto riguarda la meritocrazia sul lavoro, spero ci sia ancora un paese che la usi perchè qui è solo un’utopia oramai…

  12. Pingback:Il quarto protocollo « Come sa di soja lo riso altrui

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