Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Ciao

Triste, salutare gli amici. Per la cronaca ieri e’ stato il mio ultimo sabato in Giappone. Ma non e’ certo di questo che voglio parlare nel blog.

Malinconico, il ritorno a casa dopo la festa. Ho deciso di camminare da Shibuya, di respirare la notte di Tokyo per un’ultima volta prima dell’arrivederci (addio no, figuriamoci).

Ho percorso le stradine intricate, prima di arrivare al Meguro river. da li’ e tutta dritta, sull’argine.

Ogni tanto incrociare qualche folgorato come me, che cammina o telefona di notte, nel buio. Impareggiabile.

Ciao Metropoli Tentacolare, alla prossima.

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10 risposte a “Ciao

  1. Akanishi au Québec domenica 5 giugno 2011 alle 12:49 pm

    eh come quella volta che son tornato a piedi alle 5 di mattina senza mappa proprio seguendo l’argine di un fiumiciattolo, e c’era lì la vecchia che dava da mangiare ai gatti (credo) con una lampada giappo sulla bici, roba da film di fantasmi.

    una camminata infinita giuro infinita, quando non sai mai quanto manca a casa…

    son cose che poi si ricordano quando poi si va via o si cambia tutto; è come l’ultima immagine fissata sulla retina di un morto.

  2. SirDiC domenica 5 giugno 2011 alle 3:26 pm

    Sembra un po’ il mio addio a Osaka il giorno prima di andare a Tokyo: ultimo takoyaki, lunga camminata introspettiva etc.
    Quindi ti capisco. Ora pero’ smettila di fare il romanticone e vai in fretta in Australia, che non vedo l’ora di leggere le tue nuove avventure. 🙂

  3. Markus domenica 5 giugno 2011 alle 4:20 pm

    Sono sicuro che una buona parte della metropoli tentacolare la porterai sempre con te, dalle jappine, alle sbornie con i salaryman, alla severità in ufficio. L’importante è avere dei bei ricordi 🙂
    Una domanda albino che macchina fotografica hai usato per queste foto?sono bellissime complimenti 😉
    P.S. : Naturalmente un tocco di photoshop c’è dopo!!Vero?? 🙂

  4. Liven domenica 5 giugno 2011 alle 9:50 pm

    “It was late, late in the evening,
    the lovers they were gone;
    the clocks had ceased their chiming,
    and the deep river ran on.”
    (W.H.Auden)

  5. Jules lunedì 6 giugno 2011 alle 5:24 pm

    Leggo il blog da diverso tempo, e credo di aver commentato al massimo un’altra volta, se non proprio nessuna. Le risate di gusto che suscitano i tuoi post mi mettono un po’ ridicolo in ufficio nei momenti morti, ma trattenersi è difficile vista l’ironia e la sagacia con cui sono scritti.

    Alla nuova avventura che sta per partire ci tenevo ad augurarti un in bocca al lupo, attendendo con ansia poi eventuali risvolti in quel di Australia.

    P.s. Ordinato il tuo libro su ibs, attendo l’arrivo così da poterlo commentare.

  6. Falco78 lunedì 6 giugno 2011 alle 5:57 pm

    Anche io sento sempre come una nostalgia quando lascio un posto che amo.
    Ti capisco davvero…

  7. Ramal martedì 7 giugno 2011 alle 5:43 am

    Beh…Che sia un arrivederci allora 🙂

  8. elisa martedì 7 giugno 2011 alle 9:35 pm

    perchè deve essere un addio? in fondo non ti và bene per viverci e lavorarci, ma come turista un bel giro in altre zone perchè non farlo?

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