Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

La sindrome della formichina

E’ incredibile il quantitativo di ciarpame che uno puo’ accumulare anche solo in un anno e mezzo di vita. E’ nel momento in cui capita di dover traslocare che ce ne si rende conto.

In Giappone spesso vige la regola del doppio armadio. Nel primo si mettono le cose che si sono usate nell’ultimo anno, nel secondo quelle che non si usano piu’. Se una cosa dell’armadio numero 2 viene usata, passa all’armadio numero 1. Ogni anno si esamina l’armadio numero 1, e si sposta nel 2 tutto quello che non si e’ usato nell’ultimo anno. Ma prima di far questo, si butta via tutto il contenuto dell’armadio numero 2. O lo si mette in scatole, per poi buttarlo via l’anno dopo. In questo modo si riesce a sopravvivere in case piccole come quelle giapponesi, dove se si accumulano le cose per anni come facciamo noi italiani, alla fine si viene sopraffatti dalla merda.

Quante volte ho sentito dire (e detto io stesso): e’ un peccato buttarlo, e’ ancora nuovo, magari torna di moda. L’ho detto per una giacca larghissima che si usava anni fa, mentre da anni va l’attillato. E’ li’, ferma dai tempi dell’Australia, e non ricordo neppure l’ultima volta che l’ho messa. L’ho detto per quei jeans con la caviglia larga, che non vanno piu’ da tempo, “ma magari tornano di moda”. Solo che la moda torna simile, ma mai uguale a se stessa. Si diceva che c’era un ritorno degli anni ’70, ma io vedo tutto nuovo, a parte qualche alternativo o pancabbestia che sia, nessuno e’ andato a rovistare tra gli scatoloni di mamma e papa’ alla ricerca di blue jeans anni ’70. Perche’ e’ simile ma diverso: sono diversi i materiali, sono diversi i particolari.

Ma non sono solo i vestiti che si accumulano negli armadi. Appunti, bollette vecchie di anni, biglietti di auguri, scatole e scatolette, vecchi occhiali da sole, vari ricordi gia’ dimenticati, chiusi in un armadio a prender polvere.

Solo che la vita continua, e quando si trasloca e’ il momento di decidere cosa e’ davvero importante e cosa non lo e’. E si capisce, o almeno io capisco, quanto siamo abituati ad accumulare solo per il gusto di farlo, come se la vita non fosse altro che cio’ che possediamo, come se i ricordi fossero negli oggetti che mettiamo via e non nella nostra memoria.

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13 risposte a “La sindrome della formichina

  1. arisio mercoledì 22 giugno 2011 alle 2:25 pm

    Tutto questo filosofeggiare solo per dirci che non te la senti di buttare l’enorme collezione di Happosai trofei stivati…..

    A.

  2. Davide mercoledì 22 giugno 2011 alle 2:53 pm

    Le cose che possiedi alla fine ti possiedono… mitico Fight Club

  3. Akanishi au Québec mercoledì 22 giugno 2011 alle 3:32 pm

    ti capisco. Anch’io in Giappone ho dovuto smaltire un sacco di merda.
    ma i vestiti li porto finché non cascano a pezzi e non capisco quelli che li buttano via nuovi. E alla moda iprite.

  4. gas12n mercoledì 22 giugno 2011 alle 3:53 pm

    I jeans con la caviglia larga puoi tagliarci all’altezza del ginocchio e farci dei pinocchietto. Oppure puoi cavarne un porta ombrellone, facendo sopravvivere solo una metà e chiudendone l’estremità! I jeans vecchi sono delle miniere di inestimabile valore!

  5. Mike mercoledì 22 giugno 2011 alle 4:29 pm

    albino ma che cazzo ci vai a fare in australia?!?! è un posto di merda, vedrai come ti mancherà la metropoli tentacolare!!!

  6. gracekellykitchen11 mercoledì 22 giugno 2011 alle 4:33 pm

    Anche io colleziono roba improbabile… che poi butto ciclicamente quando mi prende l’ansia di dare una svolta alla mia vita….

    Perchè non provi con un garage sale?

    😉

  7. Susanna tutta panna mercoledì 22 giugno 2011 alle 6:03 pm

    i garage sale sono così affascinanti…mi hanno sempre attirata!

  8. Liven mercoledì 22 giugno 2011 alle 10:07 pm

    Emporio Armani ha presentato sab una collezione dalle giacche larghissime e i pantaloni alla caviglia stile Miami Vice se può interessarti 😉 ma non so come tu sia, ma stavano male anche ai modelli-.- Preferisco di gran lunga Zegna che ha fatto dei completi da urlo un pò Urban Chic…Io adoro le cose un pò folli ripescate dagli armadi, è vero quello che dici sulle pattonaglie ma a volte ci sono dei veri gioiellini. Ad una serata mi sono presentata con lo smoking di papà (logicamente ripizzicato dalla sarta)…o ad un addio al celibato con un vestito anni ’70 della mamma, con una fantasia assolutamente glamour, scollatissimo e con la gonna lunga fino alle caviglie*_* Dipende molto poi anche da come sei tu, se sei uno classico o uno che osa…Stanno tornando le fantasie stile Versace degli anni ’90( D&G) personalmente però le vedo indosso solo a ragazzini di 20anni…A me l’uomo piace curato, non leccato come una mucca, ma con la camicia stirata e il pantalone con la riga…Insomma se noi ci obblighiamo a tacchi alti e vestiti-tortura non è giusto che vi valorizziate un pò anche voi??? Buon inscatolamento!!!

  9. elisa giovedì 23 giugno 2011 alle 8:33 pm

    io sono malata di questo…non riesco a buttar via nulla…pero’ a parte qualche kg in piu’ che non mi fa entrar certe cose, adopero tutto e butto via gli indumenti solo se sono rotti o comunque sgualciti etc…spero che non ti sia messo a seguir la moda, perchè sabato per il tg ho visto che dolce e gabbana ha messo le ballerine agli uomini,,,orrrrrrrorrrrreeeee!!!!

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