Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

L’ultimo saluto da Tokyo

Cari lettori, questo post e’ stato scritto alcuni giorni fa. In questo momento probabilmente mi sto preparando per andare all’aeroporto, e ho il cuore spezzato perche’ devo salutare la mia adorata Metropoli Tentacolare, e tutte le giappine in essa contenute.

Ma bando alla malinconia: ho voluto tenermi una chicca per l’ultimo post dal Giappone, ed ora e’ arrivato il momento di postarla! Alcune settimane fa ho filmato qualche pezzo del mio ritorno a casa dopo una cena coi colleghi. In questo video c’e’ tutto il succo della Tokyo dei salarymen: treni perfetti, tutti vestiti uguali, addormentati alle 11 di sera, al ritorno dal lavoro dopo lo straordinario o le bevute coi colleghi. Me compreso: infatti come si vede benissimo (soprattutto alla fine), lo stesso autore del video (io) e’ ubriaco marcio, dopo una serata a base di sake e karaoke col capo!

Gustatevelo tutto, ci si legge dall’ Australia… e se vi manko (lol), comprate il mio romanzo!

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12 risposte a “L’ultimo saluto da Tokyo

  1. Liven martedì 28 giugno 2011 alle 9:51 am

    Un pò m’intristisce sapere che sei giù…Tu che sei sempre a mille…Dai albino che vedrai che va tutto alla grande!!! E un giorno riguarderai questo video e penserai “cavolo io c’ho abitato davvero!!!” 😉 salutoni

  2. Mami martedì 28 giugno 2011 alle 5:42 pm

    Che nostalgia ç_ç
    E’ normale sentirsi tristi, ma sicuramente farai altrettante ottime esperienze anche in Australia! Un po’ di invidio, e ammiro, per tutti questi cambi di residenze ^^ In bocca al lupo!

  3. Emanuela martedì 28 giugno 2011 alle 7:17 pm

    Bello! Per un attimo mi sono sentita di nuovo là. La voce che annuncia le fermate, i jingle, i giappi addormentati…

  4. ivabellini martedì 28 giugno 2011 alle 7:53 pm

    Tokio sarebbe pieno di giappine!? come ad esempio in questo meraviglioso video….

  5. raul martedì 28 giugno 2011 alle 7:59 pm

    Bello, come sempre.
    Un po’ ci “mankerai”, ti “mankerà”, ma alla fine tutto il mondo è paese, si chiamerà in un altro modo, ma sempre quello è il fine ultimo, la benzina che fa muovere il mondo….ne?
    In bocca al lupo e a presto!

  6. Molly M. martedì 28 giugno 2011 alle 8:00 pm

    😦 Questo è stato uno dei migliori blog sul Giappone che abbia mai letto… sicuramente il più spontaneo. Mi chiedo se i tuoi prossmi post da Sydney saranno altrettanto affascinanti, anzi, lo spero proprio!

  7. kitsuneart martedì 28 giugno 2011 alle 8:44 pm

    grazie per questo video chicca! 😀
    mi mancheranno i tuoi post dal Giappone, era bello vederlo attraverso i tuoi occhi ma…sono super curiosa di leggere di Sydney perchè è una città in cui prima o poi voglio tornare, e se potessi anche a viverci sarebbe un sogno!! *_*

  8. elisa martedì 28 giugno 2011 alle 10:24 pm

    è ovvio che un po’ di tristezza ci sia, ci ha abitato per parecchio e tutto attorno ormai era famigliare…ad ogni modo stai per ritornare in australia, ma in un’altra città, per cui una nuova esperienza, una nuova vita…in fondo ha tanti bei ricordi in tanti posti…il video mi ha un po’ turbata, non so perchè, pero’ ho visto un giappo che assomiglia tantissimo al moroso di una mia amica e ho avuto un flash!!! anche il tuo ditino simpatico che fa le comparsate…hehehehe!

  9. The Witch Of Oz mercoledì 29 giugno 2011 alle 11:27 pm

    oddio la Suica! che bei ricordi! la gente che copre le copertine dei libri, tutti che dormono in metro! che nostalgia! :D:D:D

  10. Paolo giovedì 30 giugno 2011 alle 4:56 pm

    Ma sai che, nel loro genere, alcuni di questi intravvisti giappini non sono manco da scartare? 🙂

    L’immagine che ho trovato più intensa è quella in cui passi la tessera dei mezzi pubblici sul lettore, la quotidianità che si affaccia in un filmato in cui altrimenti potresti sembrare un turista di passaggio.

    (titolo del nuovo blog: “Australia, non di passaggio”? O anche “Australia, buona la seconda” o anche “Non tutti i Sydney sono uguali a mamma soja” o anche c’è un motivo per cui non faccio il copywriter)

  11. ninettavostra mercoledì 6 luglio 2011 alle 5:27 pm

    meno male che le giappe sono un po’ colorate… i replicanti giappi mettono l’ansia…

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