Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Alle volte capita che

E cosi’, finalmente ieri ho iniziato a lavorare. E’ proprio il caso di dire che ogni prima volta e’ diversa dalle altre. Alle volte capita che…

Nell’azienda italiana il primo giorno di lavoro lo passi a conoscere la gente, far pause caffe’ con tutti, sorridere esageratamente a tutti con tutti che ti sorridono esageratamente di rimando, mentre ci si scruta a vicenda cercando di capire chi e’ amico di chi, chi e’ nemico di chi, chi bisogna farsi amico, chi bisogna evitare, a chi non bisogna pestare i piedi, da chi bisogna tenersi alla larga, chi bisogna usare per ottenere informazioni. Per il resto, si passa del tempo con qualcuno delle risorse umane a firmare scartoffie e capire come funziona la baracca, e dell’altro tempo con qualche addetto informatico che si occupa del computer o del collegamento alla stampante. E si capisce che stare simpatico ad entrambe le persone sara’ fondamentale per sopravvivere in futuro.

Nell’azienda australiana il primo giorno di lavoro arrivi e nessuno sa che sei arrivato, o che dovevi arrivare. Ti presenti alla reception come il nuovo impiegato, la reception in panico chiama le risorse umane, dopodiche’ segue un giro immenso di telefonate per capire chi cazzo ti abbia assunto. Dopo un’ora che aspetti scende un responsabile a caso, che ti fa fare il giro dell’azienda mentre altri colleghi cercano di raccattarti una scrivania da qualche parte. Alla fine della giornata FORSE riuscirai a sapere in che ufficio sei, magari ad avere una seggiola dove sederti il giorno successivo, e se sei fortunato dopo un mese o due avrai anche un PC. No worries, mate.

Nell’azienda giapponese il primo giorno di lavoro arrivi alla reception e ti fanno passare alla stanza numero 1, dove ti offrono il te’. Da li’ passano in rassegna alcuni capireparto o capidipartimento che ti lasciano il biglietto da visita, si inchinano e scompaiono. Poi ti vengono dati i tuoi biglietti da visita (prima cosa, sia mai), la spilla aziendale da appuntare alla giacca, il badge, etc. Poi passi alla stanza numero 2 dove trovi altri giapponesi tutti uguali che si inchiano e ti poi ti fanno firmare delle carte, e poi alla stanza numero 3 dove ti viene servito il te’ e incontri altra gente che si inchina e ti consegna depliant e roba varia, tipo manuali della qualita’ in giapponese. Poi vieni accompagnato alla tua scrivania dove trovi tutto al suo posto, pc gia’ acceso, libri sulle mensole, penne e cancelleria sopra la scrivania in perfetto ordine cromatico, matite con la punta fatta di fresco, calendario e calcolatrice e carta carbone nel cassetto, che non si usa piu’ da 20 anni ma non si sa mai. Poi ti viee comunicato che devi fare il giro di TUTTI i direttori e capi vari per inchinarti, presentarti, dare il biglietto da visita e passare al successivo. Yoroshiku onegai shimasu a valanga, tipo catena di montaggio. Poi hai da fare i vari corsi, varie scartoffie, menate varie, e FORSE dopo un mese inizierai il lavoro vero. In compenso la prima sera dopo il primo giorno di lavoro il capo porta fuori te e tutto il team a cena e a ubriacarsi a spese aziendali. Cosi’, tanto per fare amicizia.

Nell’azienda britannica il primo giorno tutto e’ organizzato alla perfezione. Arrivi ed e’ tutto pronto: portatile, cellulare, regalino, password, email gia’ pronta da mesi, fogli, depliant, eccetera. Hai un giretto di saluti da fare, classico, e poi ti chiudi in una stanza col capo, che ti fa firmare documenti, ti presenta l’azienda, eccetera eccetera. Vai a pranzo col team (il primo giorno paga l’azienda), e poi inizi la trafila dei corsi telematici. In pratica hai una lista di video da vedere che ti insegnano tutto sull’azienda, hai dei corsi online da fare che ti istruiscono sulla qualita’ e sulla sicurezza o su come organizzare lo spazio sulla scrivania, e poi dei questionari da riempire, che ti chiedono ad esempio se la sedia e’ di tuo gusto, il pc e’ di tuo gradimento, o se per caso tu non abbia troppo riflesso, nel qual caso ti paghiamo una visita oculistica o gli occhiali o lo schermo riflettente. Eccetera, eccetera, eccetera. Senza pressioni, sembra tutto cosi’ perfetto e bene organizzato da non sembrare vero.

Devo dire che mi manca Tokyo, ma lavorativamente parlando sono veramente soddisfatto al 101%. Anche se devo dire che la prima sera a cena coi colleghi era stata bella, in Giappone.

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23 risposte a “Alle volte capita che

  1. Melania venerdì 8 luglio 2011 alle 5:27 pm

    Avendo passato il mio primo giorno di lavoro da pochi mesi, ho chiaro in mente cosa intendi, calza a pennello con la situazione italiana 🙂 Attraente il confronto tra diverse realtà.. spesso e volentieri seguo il tuo blog apposta per questo, essendo amatorialmente appassionata del Paese del Sol Levante è stupendo poter assaporare istanti di quotidianità (che purtroppo anelerò quando riuscirò a fare il primo viaggio in Giappone, due settimane in cui temo vedrò il pacchetto turistico..). Buona giornata! (serata?!) 😉

  2. S venerdì 8 luglio 2011 alle 6:23 pm

    che fico, vai li e trovi la baraonda, la disorganizzazione, il caso… fantastico! adoro queste cose!! 😀 magari capitasse anche qui (in Italia)!
    invece è successo esattamente come hai scritto tu
    col risultato che la prima sera del nuovo lavoro sono tornata a casa e ho avuto una crisi di nervi a cui devo una ciocchetta di capelli bianchi

  3. gracekellykitchen11 venerdì 8 luglio 2011 alle 6:57 pm

    Un po’ di disorganizzazione dopo la precisione nipponica potrebbe essere salutare….
    😉

  4. maikid venerdì 8 luglio 2011 alle 7:52 pm

    Leggendo i 4 profili sono sempre più convinto che il lavoro in grandeazienda non avrebbe mai fatto al caso mio. In ogni parte del mondo. Che fortuna essere un freelance.

  5. elisa venerdì 8 luglio 2011 alle 8:07 pm

    ma sono stata io l’unica sfigata che il primo giorno di lavoro ho lavorato come una faina? va beh lunedi inizio un nuovo lavoro e non mi dispiacerebbe il caos australiano sinceramente…sarà che come l’hai raccontato mi ha fatto veramente tanto ridere…pero’ dai è tutto piu’ easy…hai trovato casina?

    • T'aLon venerdì 8 luglio 2011 alle 8:28 pm

      Il mio primo giorno il capo mi disse:
      “qui c’è la pubblicità, alla fine la rivista deve venire cosà, andiamo in stampa domani sera.”
      Poi c’era la sua compagna che guardava ogni cosa che facevo, ed alla fine non mi ha permesso di fare il file per la stampa che lo doveva fare lei, col risultato che sono saltate alcune pagine.
      Oggi il file lo preparo io e lei si sbatta come vuole ^_^

  6. Ivan Mrankov venerdì 8 luglio 2011 alle 10:02 pm

    Albi, una domanda che non riguarda questo articolo in particolare.
    Da bloger di successo più o meno che calo di lettori ti aspetti per questo blog col tuo ritorno in Australia? Indubbiamente in Italia l’interesse per la soya per vari motivi e assai superiore a quello per la vegemite.
    E’ ovvio che visto la tua bravura di scrittore hai fidelizzato un buon numero di lettori che inizialmente ti seguiranno anche qui e poi col tempo si diraderanno almeno di nuove escalation di articoli interessanti (strappamutande, ecc.).
    Comunque personalmente ti seguirò anche in questa nuova avventura e mi aspetto tu mantenga la tua solita verve anzi’ chissà che senza le distrazione delle minigonne di Shibuya tu possa ritrovare anche tempo per un nuovo libro.

    • gh venerdì 8 luglio 2011 alle 10:11 pm

      Da come l’hai impostata sembra che intendi dire che ha sbagliato a cambiare lavoro perchè ora avrà un centinaio di lettori in meno?!?
      Fossi albino me ne sbatterei altamente dei lettori….

      • albino venerdì 8 luglio 2011 alle 11:01 pm

        In realta’ ho perso 200 lettori al giorno da quando mi sono trasferito. Innegabilmente alcuni sono di sicuro i soliti sfighez otaku che popolano la rete, interessati non a leggere me ma attirati solo dal boschetto della loro fantasia, aka dal loro adorato Giappone dei cartoni animati. Ma onestamente non credo siano cosi’ tanti… probabilmente i lettori sono calati anche perche’ sono stato incasinato e non ho postato ogni giorno, o perche’ sono sempre di fretta e non faccio piu’ un post “epico” da qualche tempo.

        Whateva, come si suol dire.

        • Michy sabato 9 luglio 2011 alle 1:18 am

          sono fedelissima!!HA!!!alla faccia dei post epici!!

          • elisa sabato 9 luglio 2011 alle 1:32 am

            fedele lettrice pure io soprattutto nell’utlimo anno (prima non avevo neanche la connessione da mio moroso…heheheh) pero’ bene o male sempre seguito, ma non credo che sia un problema aver perso dei lettori, tanto sicuramente albi se ne tirerà su altri appena si sitema e reimpronta il blog come sa fare, vedrai che ne recupererà almeno il doppio!!

    • The Witch Of Oz sabato 9 luglio 2011 alle 10:02 pm

      personalmente rimango fedelissima perchè ho cominciato a leggere il suo blog per l’australia, non per il giappone 😀
      poi si è trasferito in giappone ed il mio amore per il sol levante e per lo stile di scrittura di albino non me l’hanno fatto abbandonare…
      ora che è tornato in australia, mi spiace per le storie giappo-pazze, ma sono felicissima 😀

  7. gh venerdì 8 luglio 2011 alle 10:09 pm

    hai cambiato mansione oppure sei sempre ing dei sistemi e dei segnali?

  8. albino venerdì 8 luglio 2011 alle 11:03 pm

    Ora sono consulente ferroviario in genere, per cui mi occupo di sistemi e segnali, sicuramente, ma piano piano mi espandero’ anche sulla meccanica delle locomotive, telecomunicazioni, ecc.
    Il piano comunque e’ quello di lasciare l’ingegneria pura e schietta nel giro di uno-due anni ed intraprendere la carriera manageriale. Cosi’, detto in soldoni.

  9. LucaS sabato 9 luglio 2011 alle 4:44 am

    “E si capisce che stare simpatico ad entrambe le persone sara’ fondamentale per sopravvivere in futuro.”

    Non sapevo di avere tutto quel potere… acc 16 anni da dittatore buttati al vento.

  10. sabato 9 luglio 2011 alle 8:19 pm

    No worries, mate ❤
    che meraviglia! 😀

  11. The Witch Of Oz sabato 9 luglio 2011 alle 10:11 pm

    ah ma tu sei in quella British allora! io pensavo fossi nella tua versione Aussie 😀
    mi fanno morire dalle risate 😀
    stanza 1, poi 2 e poi 3, porta i saluti, inchinati, lascia i bigliettini da visita… ahahahah i giapponesi, che precisi!
    sinceramente però, da come l’hai descritta tu l’azienda australiana, credo sia un problema più dei Banana-benders che degli australiani in generale…(degli abitanti di Brisbane per chi non sapesse…che sono considerati un po’ tanto tontoloni)
    almeno per quanto mi riguarda, il mio arrivo a Melbourne fu esattamente come nella tua versione British. Ho solo avuto il notebook dopo 2 giorni, ma era tutto così 🙂
    Mi aspettavano, ero atterrata alle 6 del mattino ma questi sono dettagli, mi hanno portata a conoscere tutti, a fare il giro per mostrarmi tutti i dipartimenti e le aule, tutti i colleghi, dove e con chi avrei lavorato. E’ venuto il capo a darmi il benvenuto, mi hanno portato in banca ad aiutarmi a sbrigare pratiche… tutto molto easy ma molto efficiente. Poi sono tornata a casa e sono crollata alle 18 dormendo di filato fino alle 7 del giorno dopo 😀

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