Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Una vita a dente di sega

Cambiare continente. Facile a dirsi.

La prima volta che mi sono trasferito in Australia sono partito con due valigie (non di cartone: Roncato). Per un mese sono stato a casa di mio fratello, a Melbourne, e poi mi sono trasferito a Brisbane. Non avendo nulla, il mio primo appartamento ho dovuto cercarmelo ammobiliato. L’affitto era alto, cosi’ alla prima occasione ho iniziato a convivere con altri, dopo meno di un anno. All’epoca gia’ in Italia prendevo bene, ma l’occasione in Australia mi offriva il doppio. Ho accettato ad occhi chiusi (e lo rifarei mille volte), anche se non avevo contato che tra il trasloco e i primi mesi mi son fatto fuori la liquidazione (cinquemila euro, vabbe’) piu’ la maggior parte dei risparmi che avevo messo via in anni di lavoro in Italia. C’ho messo anni a recuperare.
(Ma non e’ finita qui. Sapendo che non sarei tornato in Italia a breve, ho venduto per un tozzo di pane la Polo che avevo tenuto come un gioiello, tagliandata e tutto, gomme nuove, eccetera eccetera. Chi l’ha presa ha fatto un affare a spese mie.)

Dopo quattro anni, in Australia avevo la mia casa in condivisione, con i mobili comprati insieme ai coinquilini, e la camera da letto tutta mia. Quando ho deciso di andare in Giappone la mia parte di mobili l’ho lasciata in cambio di un paio di affitti (sottocosto, ma si sa, in amicizia), mentre il letto e altro li ho venduti su ebay a un’inezia. Volo e spedizione di tre o quattro scatoloni di roba che avevo (tavola da surf, attrezzatura da sub, libri, etc) erano a spese dell’azienda giapponese, per fortuna.

In Giappone prendevo (leggermente) di piu’, ma contando che ho dovuto comprarmi tutto (mobili, elettrodomestici) e che il costo della vita era piu’ alto (soprattutto l’affitto), a conti fatti ci ho messo dieci mesi a recuperare quello che avevo speso, Ritornando ai livelli pre-trasloco. Insomma, il grafico del mio stipendio continua ad aumentare, mentre quello delle mie finanze va a dente di sega. Sembra che io cambi continente ogni volta in cui il mio conto in banca raggiunge una soglia critica in cui mi sento “benestante”.

Due anni dopo, siamo al presente: albino ritorna in Australia. Paga tutto l’azienda. Il volo, il trasloco, un mese di appartamento e macchina. Poi pero’ l’accordo prevedeva che mi dovessi trovare un appartamento in affitto entro il mese (fatto – mi trasferisco sabato), e comparmi la macchina (fatto, ieri. Una Toyota Corolla, cosi’ ogni volta che mi manca il Giappone posso piangere sul manuale delle istruzioni alla voce “printed in Japan”).

Questa volta, dicevo, ho fatto in modo che l’azienda pagasse il trasloco dei mobili, cosi’ non ho dovuto vendere nulla (perfino gli attaccapanni mi sono fatto spedire!). Ma non e’ cosi’ facile neanche cosi’, visto che il minchia di Giappone ha la rete elettrica che va a 100V (because we are America’s dog, rispose un giappo saggio quando gli chiesi come mai di questo voltaggio senza senso*), mentre l’Australia va a un imbarazzante 240 (neanche 220, 240! Tutto piu’ grande qui). E via, la storia si ripete: ho dovuto dare via a un niente gli elettrodomestici seminuovi che avevo (in Giappone l’usato ha valore tendente allo zero. Non so se abbiate dimestichezza con la filosofia shintoista dell’ usato = impuro), e ora ho dovuto ricomprarmi tutto: frigo, microonde, lavatrice eccetera. Ridi e scherza, sono qui da due settimane e contando la macchina ho gia’ speso… non ci voglio pensare.

Dice, eh ma qui guadagni il doppio: di che ti lamenti, prima o poi recuperi. Certo, campa cavallo e prima o poi recupero tutto. Cio’ non toglie che a ogni trasloco sembra sempre di perdere un anno, e soprattutto c’e’ sempre quella spiacevole sensazione di essersela un po’ presa nel culo.

Tutto questo, naturalmente, per dire che e’ finita qui con i traslochi a spese mie. La prossima volta che cambio continente voglio come minimo l’appartamento e la macchina aziendali. E per la coppia di domestiche thailandesi bisessuali ninfomani compresa nel prezzo… beh, su quella ne possiamo discutere.

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13 risposte a “Una vita a dente di sega

  1. arisio lunedì 25 luglio 2011 alle 3:53 pm

    Usare dei trasformatori? In quanto allo spirito shintoista anti-usato e’ solo pro-forma per poi vendere i prodotti seminuovi in Russia…..bambole a parte che le bruciano a fine anno nei templi dedicati….piuttosto sei mai stato a Oogata e Tagata, i templi della fertilita’ femminile e maschile dove vendono i biscottini a forma di….?

    A.

  2. Tonari lunedì 25 luglio 2011 alle 4:33 pm

    I soldi possono andare su e giù, ma le esperienze che hai fatto non te le toglie nessuno.

    • albino lunedì 25 luglio 2011 alle 4:41 pm

      Beh quello e’ poco ma sicuro. Mica mi lamentavo di quello: mi lamentavo di me stesso e della mia incapacita’ nel fare affari. C’e’ gente che prende la meta’ di me e si e’ gia’ fatta la casa, mentre io alla fine sono uno spiantato!

      Tipo, e’ da ieri sera che mi maledico perche’ so che se avessi tirato di piu’ sul prezzo avrei potuto risparmiare un altro 500$ sulla macchina. Ma io non sono il tipo che fa la sceneggiata per 500$, sono un sempliciotto. Tsk.

  3. elisa lunedì 25 luglio 2011 alle 4:52 pm

    beh ehe sei fortunato che l’azienda ti ha pagato il trasloco…non è che lo fanno tutti…gli elettrodomestici li hai vanduti a poco, ma non è solo in giappone che li svalutano, anche qui…un po’ come con le macchine…sulla macchina se potevi risparmiare altri 500 $ perchè non l’hai fatto? mica bisogna per forza fare scenate per ottenere uno sconto…potevi con un bel giro di parole fargli capire che la macchina in effetti valeva un po’ meno, magari gli trovavi fuori una cazzata e via…quando sono rimasta senza lavoro, guardavo tutto albi per poter risparmiare anche un euro, altrimenti a fine mese mica ci arrivavo…ora ho trovato lavoro (speriamo mi tengano) ma devo dire che in questi mesi ho imparato tanto, prima avevo due soldi in piu’ e li spendevi, anche senza accorgertene…è chi non ne ha che impara a gestirli meglio…priva a segnarti le spese, vedi quali in effetti possono essere superflue, e momentaneamente le sospendi, cosi recuperi i soldini spesi piu’ in fretta…

  4. sirdic lunedì 25 luglio 2011 alle 6:30 pm

    Voltaggio senza senso*……..che poi sono 100 volt ma non e’ quello, dopo l’asterisco ci dovrebbe essere una nota in calce che poi non hai scritto?

    • albino lunedì 25 luglio 2011 alle 8:35 pm

      Si sorry, svista corretta 🙂
      Non ho spiegato perche’ mi sono dimenticato, lol!

      Potenza = Voltaggio x Corrente. A parita’ di potenza se dimezzi la tensione devi raddoppiare la corrente.
      Piu’ corrente = piu’ dissipazione che se ne va in calore,
      Piu’ corrente = piu’ pericolo per l’uomo,
      Piu’ corrente = bisogna installare cavi di diametro maggiore (in un paese privo di risorse minerarie e’ uno spreco atroce)
      Piu’ corrente = quei bellissimi trasformatori / dissipatori che vedi sopra i pali della luce. In un paese supersismico come il Giappone e’ semplicemente una c a doppia zeta a t a.

      Basta?
      Andra’ bene per la societa’ dello spreco americana, ma non certo in Giappone, che anzi avrebbe dovuto seguire il modello europeo (meta’ del paese l’ha fatto in realta’, se non sbaglio. Altra cazzata).

  5. ivabellini lunedì 25 luglio 2011 alle 6:36 pm

    si può paragonare l attrazione di un continente nuovo a una nuova giappina?

  6. martedì 26 luglio 2011 alle 4:33 am

    “Ma io non sono il tipo che fa la sceneggiata per 500$, sono un sempliciotto. Tsk.” come ti capisco…neanche io sono brava a fare affari…u_u

  7. gracekellykitchen11 martedì 26 luglio 2011 alle 9:27 am

    Ma le domestiche thailandesi bisessuali e ninfomani sono davvero così esose? 🙂

  8. S mercoledì 27 luglio 2011 alle 1:47 am

    ah che te ne frega dei soldi 🙂 tanto li recuperi poi. quando uno cambia casa sborsa sempre un botto di soldi, se tieni duro li recuperi in qualche mesetto di super stipendio australiano (e uscite dall’ufficio alle 16:30 😦 )

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