Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Benvenuti nella mia casa aussie

Con ieri si e’ conclusa un’altra tappa importante di questo estenuante trasloco iniziato il 25 giugno (ma anche prima), quando un paio di filippini si sono presentati alla mia porta e mi hanno svuotato la casa alla velocita’ della luce. No, a ben pensarci il trasloco e’ cominciato circa un mese prima, quando sono venuti a farmi l’ispezione della casa giapponese (“casa” e’ una parola grossa, non so se ricordate che vivevo in 35mq di perfetta gestione giapponese degli spazi. Tipo Renato Pozzetto nel Ragazzo di campagna, taaaak!).

E fu cosi’ che dopo milioni di telefonate ed email, vendita degli elettrodomestici e impacchettamenti vari, il 25 mi hanno svuotato la casa, e un paio di giorni dopo me ne sono andato da Tokyo. Una volta arrivato qui a Sydney, come da accordi con la nuova azienda, ho avuto a disposizione per un mese un’auto da tamarro a noleggio e un superattico fronte grattacielo della citibank . Il mese e’ scaduto ieri, e con esso la mia vita da “accampato” in attesa di trovar casa. Sabato infatti mi hanno dato le chiavi del nuovo appartamento che ho preso in affitto, e ieri sono andato a restituire la tamarromobile e a ritirare la corolla bianca che mi sono comprato. Lo so, a sentirlo dire “Corolla bianca” fa tanto auto delle suore, ma a vederla non e’ per niente male, con specchietti in tinta e tutto il resto. Sempre meglio di quella di prima comunque.

Ora vivo in uno stabile di quattro appartamenti in stile finto-coloniale. Credo che l’edificio risalga agli anni 50 forse. Vecchio ma ristrutturato, di quegli appartamenti che da fuori sembrano cosi’ cosi’, ma una volta dentro con l’arredamento giusto fanno la loro porca figura. Io occupo uno dei due appartamenti al primo piano; i due al piano terra hanno un giardinetto, mentre di sopra non abbiamo niente, neanche un misero balcone. Ma per miseri 2000 euro al mese, questo ci si puo’ permettere a Sydney.

Come la maggior parte delle case in Australia, a parte cucina e bagno tutto e’ tappezzato di moquette. Gli inglesi amano la moquette, sapete com’e’, e tirate le somme cosa sono gli australiani se non degli inglesi in vacanza al mare? Solo che la moquette forse si puo’ capire nella tristezza di Manchester o Derby, dove c’e’ nebbia grigio e freddo anche in agosto… ecco, magari un po’ meno a Cairns dove anche in pieno inverno la temperatura tocca i trenta gradi. E vi assicuro che le case in riva all’oceano con la moquette piena di sabbia non sono belle da vedere. Io naturalmente mi unisco al coro dei connazionali italici che odiano la moquette: si macchia con niente, bisogna stare attenti a ogni passo ed e’ come camminare su colonie di germi visto che non e’ che puoi lavare la moquette con la varecchina (e logicamente gli aussie ci camminano sopra con le scarpe, altrimenti che gusto c’e’?). Poi ci sono due modi di pulire una moquette: o con l’aspirapolvere, o lavandola. Nel primo caso non pulisci ma spolveri, nel secondo ti tocca perdere una giornata per lavarla e star fuori di casa un’altra giornata in attesa che si asciughi. Ma vabbe’, qui se sei in affitto non hai praticamente scelta: o cosi’ o pomi’.

Nota a margine: quando entri in una casa di italoaustraliani la riconosci subito per due motivi: a terra non c’e’ la moquette (forse solo in camera) ma le care vecchie piastrelle, o legno. E in bagno c’e’ il bidet, importato dall’Italia, perche’ scusate tanto ma a noi italiani dopo aver cagato ci piace lavarci il cül. E vorrei tanto chiedere a Borghezio se questa la prende o no come una prova inconfutabile dell’unita’ nazionale.
Nota a margine numero due: la mia moquette e’ tinta crema, chiarissima, si macchia solo a guardarla. E’ un mondo difficile, lo so.

Andando avanti con la descrizione della casa, immaginate soffitti alti, finestre a ghigliottina in puro stile anglosassone, con degli intelligentissimi balconi bianchi che si aprono verso l’interno(!), che non sono poi cosi’ male a ben guardarli. Due camere da letto, una grande e una piu’ piccolina per gli ospiti dove mettero’ il letto giapponese appena mi arriva, tavola da stiro, scrivania. Poi c’e’ un salotto abbastanza spazioso, che al momento e’ vuoto in quanto non ho ne’ tv ne’ tantomeno il divano, e la cucina che e’ praticamente quasi seminuova.

Per quel che riguarda l’arredamento, al momento la casa consta di una cucina quasi completamente funzionante ma senza tavolo (in arrivo dal Giappone), un salotto totalmente vuoto, un corridoio lunghissimo e stretto che di notte sembra il set di un film dell’orrore, una camera da letto con un letto e un armadio a muro, una camera per gli ospiti piena di casino, scatoloni e cianfrusaglie, un bagno con lavatrice. FINALMENTE, e lo scrivo in maiuscolo, finalmente dicevo ho potuto comprare una minchia di lavatrice a caricamento frontale e dotata di temperatura. Perche’ non so se sapete, ma in Giappone le lavatrici (a parte rare e costosissime eccezioni) sono a caricamento dall’alto (che e’ una merda, spreca un casino d’acqua e quando tiri fuori la roba ha un aspetto decisamente maltrattato), e soprattutto non hanno la temperatura. Avete capito bene: in Giappone si lava solo con l’acqua fredda. Come ebbi a dire non molto tempo fa, pure in Burundi hanno lavatrici meglio dei giappi. Tsk.

Anzi, gia’ che ci sono allego un paio di foto esplicative, che non e’ che dicano molto ma vabbe’. Per quel che riguarda il vicinato e l’ambiente circostante credo valga la pena di scrivere un post a parte, perche’ a Sydney sembra di stare in mezzo a una giungla pluviale anche a un chilometro dal centro. Agli australiani piace il verde, secondo me un po’ troppo, cosi’ come le hanno pensate loro le citta’ fanno molto pianeta delle scimmie, avete presente tipo in quei film di fantascienza nei quali nel futuro l’umanita’ scompare e la natura riprende possesso del pianeta. E tutto sto verde si paga comunque in termini di spazi, infrastrutture e trasporti. Ma vedrete al piu’ presto coi vostri occhi.

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20 risposte a “Benvenuti nella mia casa aussie

  1. arisio lunedì 1 agosto 2011 alle 3:02 pm

    Il problema delle lavatrici giapponesi non e’ il caricamento dall’alto, ma il fatto che lavorano col cestello orizzontale, modello scola insalata……la carenza del termostato mi mancava!

    A.

  2. marcello lunedì 1 agosto 2011 alle 4:25 pm

    Scusa Albino,ma la lavatrice è quell'”attrezzo” sospeso in aria sopra il lavello?!

  3. Fabio lunedì 1 agosto 2011 alle 5:13 pm

    Considerazione n°1: il cestello verticale riduce la complessità meccanica della lavatrice e, con il dovuto bilanciamento di oggetti da lavare, le vibrazioni
    Considerazione n°2: il cestello verticale, in maniera simile al punto #1, riduce il tempo libero ,dopo il lavaggio, proporzionalmente al volume di maniche presenti all’interno del cestello
    Considerazione n°3: qualunque tipo di maniche. anche corte -.-‘
    Considerazione n°4: tutte le lavatrici che ho visto/usato in Giappone avevano il termoregolatore per la temperatura dell’acqua attaccato direttamente al rubinetto dell’acqua al muro
    Considerazione n°5: non avevo mai visto una lavatrice appesa sopra un lavandino, ma direi direttamente non l’avevo proprio vista appesa
    Domanda n°1: visto che dalla foto mi pare di capire che il frontalino con i comandi sia in basso, significa che la lavatrice oltre che appesa è anche sottosopra?
    Domanda n°2: visto che tendo a fare domande imbecilli (vedi dom. #1) mi stavo chiedendo se, in caso non fosse rovesciata, gli aussie vendono le lavatrici prevedendo che vengano appese o che la gente usi la lavatrice e pulisca le piastrelle del bagno contemporaneamente?
    Considerazione n°6: carina la casa comunque

    • albino lunedì 1 agosto 2011 alle 10:00 pm

      Questa del termoregolatore mi suona veramente nuova. A parte che TUTTE le giappine con cui ho parlato mi cascavano dal pero facendomi una faccia e dicendomi “eeeeeh! Ma lavate con l’acqua calda in Italiaaaa ma la roba non si rovinaaaaa?”, io di case giapponesi ne ho viste parecchie e non ho mai visto alcun termostato. Vanno tutti di acqua gelida e con quel sapone del cavolo che usano, se hai tipo una polo bianca ti esce dalla lavatrice col collo ancora unto!
      Da LABI a Ikebukuro dove ho comprato la mia ho chiesto espressamente se si poteva avere una lavatrice con la temperatura regolabile e mi hanno risposto che se volevo l’acqua calda dovevo comprare una lavatrice col dobbio tubo in ingresso, acqua calda e acqua fredda. Alla mia domanda “ma in questo modo non si puo’ regolare”, il tipo mi ha fatto una faccia come per dire “o cosi’ o niente”.
      Boh.

      • Andrea O. lunedì 1 agosto 2011 alle 10:11 pm

        Idem qui, io per mettere l’acqua calda ho un tubo che succhia dalla vasca. L’unica lavatrice con serpentina che ho visto in 8 anni è stata da Muji. Ah, no, anche un modello coreano che han venduto per un breve periodo da Yodobashi.

  4. alberto lunedì 1 agosto 2011 alle 5:21 pm

    2oo0 euro al mese? sti cazzi, scusa non per farmi i fatti tuoi, ma fatto 100 il tuo stipendio italiano di X anni fa, adesso a che quota stai? 500? 600?

  5. paolo lunedì 1 agosto 2011 alle 5:26 pm

    certo che quelle cazzo di pseudo persiane che si aprono verso l’interno non vogliono proprio viste!!

  6. Paolo lunedì 1 agosto 2011 alle 5:53 pm

    A leggerti mi sembri molto contento e felice, e io lo sono per te 🙂

  7. manufablife lunedì 1 agosto 2011 alle 7:15 pm

    Mitico!!! Da Tokio a Sidney. Ti invidio 😉

  8. T'aLon lunedì 1 agosto 2011 alle 7:20 pm

    mi devi assolutamente spiegare la lavatrice… perchè io non arriverei a caricarla, forse sono gnappa! e cmq avrei paura a tenerla appesa ^___^

  9. S lunedì 1 agosto 2011 alle 8:22 pm

    o, veramente a parte la moquette (odiosa, è vero. pensa a quanti triliardi di acari e polvere coabitano con te), mi pare un appartamente bellissimo! *_*

    vero che in Giappone le lavatrici lavano solo a freddo, ma magari è una misura ecologica e se non altro non si usa energia anche per questo – dato che è anche un paese fin troppo affamato di energia

    io ho la lavatrice che si cartica dall’alto – mia madre dice che quella frontale le fa venire mal di schiena solo a vederla -, ma il cestello ha la stessa forma di quello che si carica frontalmente (tutte in Italia per fortuna hanno quel cestello, indifferentemente da dove si carichi)

    • albino lunedì 1 agosto 2011 alle 9:55 pm

      Si giusto, dimenticavo che ci sono delle lavatrici che si caricano dall’alto col cestello verticale. Per tagliare la testa al toro allora definiamo meglio: in Giappone le lavatrici sono a cestello orizzontale, tipo l’asciuga insalata! Una reminescenza dell’idiozia americana che le ha inventate. Vabbe’.

      • S giovedì 4 agosto 2011 alle 12:09 am

        dehehhe si anche a me quelle lavatrici in giappone hanno ricordato il coso della moulinex che usa mia madre per asciugare la lattuga!

        in effetti il bucato era un po’ “sbattuto” dopo… proprio come la lattuga…

  10. lunedì 1 agosto 2011 alle 9:34 pm

    a parte la moquette malefica direi che l’appartamento è veramente caruccio, e il discorso di tanto verde stile pianeta delle scimmie mi pare una bella cosa ma….rimango in attesa di saperne di più dei problemi che causano ai trasporti & co 🙂

  11. Liven martedì 2 agosto 2011 alle 12:54 am

    Albino la tua casetta è veramente carina dalle foto^^ Cmq la moquette chiara è una tortura, se ti capitasse di macchiarla, armati di bicarbonato e spazzolotta…lo lasci agire e poi aspiri!…per le polo da uomo o le camicie chiare col sapone di marsiglia fagli un prelavaggino cmq a collo e polsi che rimangono più belli ( e qui siamo alla frutta e dopo questa posso scappare verso i miei agognatissimi 2gg con le amiche;-) Baci

  12. ZeUs martedì 2 agosto 2011 alle 3:52 am

    “Ma per miseri 2000 euro al mese, questo ci si puo’ permettere a Sydney.”
    A questo punto son svenuto

  13. elicarmi martedì 2 agosto 2011 alle 10:24 pm

    è molto carina vista cosi…poi se non ti piace un giorno magrai cambierai…ma non mi sembra niente male! ah ovvio che fosse l’asciugatrice, pensa altrimenti durante la centrifuga…hehehehe!!! cert pero’ un fià caretto…

  14. um venerdì 5 agosto 2011 alle 7:37 pm

    …e nessuno ha notato il forno sotto al lavandino del bagno, incredibile.

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